Portare i bambini… perché?

Quando ho visto, nel piccolo ambulatorio delle ostetriche che mi hanno seguito per la prima gravidanza, un cartellone con tante fotografie di legature di fasce, istintivamente mi è sembrato qualcosa di molto bello, anche se non mi era mai capitato di vedere una mamma con la fascia. Anzi sì, una volta sì, e ricordo ancora che la collega con cui ero aveva fatto la solita osservazione di tutti quelli che non conoscono questo mondo: “guarda com’è incurvato, mi sembra scomodissimo!”.

Portare i piccoli. Un modo antico, moderno e... comodo per stare insieme
Io avevo osservato e forse anche condiviso questa osservazione, ma ripensandoci, il piccolo dormiva beato e la mamma era molto disinvolta… perché avevamo pensato che fosse una cosa negativa? Perché nella nostra cultura, al giorno d’oggi, i neonati stanno nella carrozzina, dove possono stare ben sdraiati, e dove però, chissà perché, spesso sono urlanti… E i bimbi più grandi stanno nel passeggino, perché stare in braccio è visto come un “vizio”. Nel capitolo precedente abbiamo visto che l’esigenza dei bambini di stare a contatto con la propria mamma non sia un vizio, ma proprio un bisogno. Portare con la fascia permette di soddisfare questo bisogno, avendo le braccia libere per fare altre cose… Con la fascia si può mangiare, riposare, passeggiare, giocare con un bimbo più grande, fare le pulizie, lavorare al computer, leggere… insomma qualsiasi cosa che vi venga in mente, che non sia pericolosa per il bambino. Mentre svolgete una qualsiasi attività, il vostro bimbo è a contatto con voi e sta tranquillo, potete allattarlo e non siete incollate ad un divano con le mani occupate. 

Questo è il motivo “concreto” per cui è comodo, il motivo più profondo, invece, è proprio il soddisfacimento di un bisogno di mamma e bambino. Dopo nove mesi nell’utero materno, stretto e avvolto dal calore dell’abbraccio materno, il bambino nasce e si ritrova senza confini, si perde nella realtà esterna, nell’atmosfera, e torna a sentirsi sicuro soltanto nell’abbraccio materno. La fascia continua questo abbraccio, avvolge il piccolo, lo tiene accanto al cuore della mamma che ha imparato a conoscere durante la vita intrauterina, lo muove proprio come quando era nella pancia. Spesso i bambini non vogliono che la madre stia ferma quando sono nella fascia, se non quando dormono, perché il movimento li culla, li rilassa, e insieme li contiene. Naturalmente non è la stessa cosa muovere la carrozzina, perché in quel modo non c’è contatto. Il contatto è vita per i bambini, è ciò che alimenta la loro mente in crescita, che permette loro di sentirsi amati e accolti. La fascia ci consente di fare tutto ciò, avendo le mani libere e le braccia meno stanche, e direi che non è poco!

Poi posso aggiungere che portare con la fascia annulla le barriere architettoniche che spesso sono presenti nelle nostre città. Nessun problema a salire e scendere le scale, a passare su marciapiedi stretti, a fare passeggiate in campagna e in montagna… anche questo vantaggio è notevole!

Per quanto riguarda i bambini più grandi, posso dire innanzitutto che tutti questi vantaggi rimangono. A noi avevano detto che tenendo tanto in fascia, impedivamo alle nostre bambine di imparare a camminare e di esplorare l’ambiente… ma non è affatto vero. I bambini portati sono stimolati anche fisicamente, si sviluppano meglio di quelli che stanno ore ed ore stesi nella carrozzina o nella sdraietta, il loro corpo riceve stimolazione anche se loro sono fermi, perché portando ci si muove, ed è come se si “massaggiassero” i loro muscoli… Infatti la mia prima bambina ha camminato da sola a 12 mesi e mezzo, la seconda qualche mese più tardi ma era in grado di farlo anche prima, solo che è una bimba prudente! Essendo portati, i bimbi vedono tutto ciò che facciamo, partecipano alla vita di famiglia attivamente, allungano le manine, vedono ciò che vediamo noi, imparano tante cose semplicemente vedendo, e hanno anche un diverso senso dell’equilibrio.

Inoltre, la posizione che tengono le gambine nella fascia aiuta in caso di displasia dell’anca, quando si devono tenere divaricate le gambe.

Insomma, tutti questi sono buonissimi motivi, ma ce ne sono altri, “emozionali”, altrettanto importanti, che potete provare portando il vostro bambino… Stare cuore a cuore, a portata di bacio, poter annusare il proprio piccolo mentre dorme attaccato a noi, sentirlo stretto a noi, vederlo sorridere perché è proprio lì che vuole stare… proteggerlo dagli sguardi e dalle mani invadenti delle altre persone, permettere loro di estraniarsi da una situazione noiosa o stancante, semplicemente essendo con loro… tutto questo per me non ha prezzo!

E se lasciate parlare i bimbi un po’ più grandi, anche solo parlare con gli occhi e con i gesti, vedrete che sorrisi quando vi vedono indossare la fascia, a loro così familiare, e vi scoprirete commosse quando saranno loro a portarvi la fascia per fare la nanna, o una pausa, o anche solo una coccola come quando erano più piccoli!

Istintivamente, questo modo di essere mamma era nelle mie corde, e sono felice di aver avuto la possibilità di conoscere questo mondo prima della nascita della mia prima bimba.

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