Scritto da
Lucia
Se avete deciso che partorirete in ospedale (non ci crederete, ma le alternative ci sono! Magari ne parliamo un’altra volta…), ma comunque ci tenete ad avere un trattamento “umano” e rispettoso della vostra persona e delle vostre esigenze, secondo me è molto utile stilare un piano del parto, cioè un elenco di richieste che fate alla struttura ospedaliera su come vorreste che fosse gestito il parto e il periodo successivo ad esso. A volte l’ospedale non vede di buon occhio queste richieste, ma se riuscite a far leggere e a far firmare una copia del vostro piano del parto al responsabile del reparto, siete già a metà strada. Se scegliete un ospedale pro-naturale il piano del parto non dovrebbe essere necessario, ma nel dubbio potete sempre portarvene dietro una copia. Ricordatevi di “istruire” bene anche vostro marito, perché quando sarete in travaglio avrete altro a cui pensare!
Ecco un esempio:
Al Responsabile degenza ostetrica e ginecologica dott. XXX
Alle ostetriche del reparto
dell’Ospedale XXX di XXX
La mia data presunta di parto è il data e abbiamo scelto di partorire presso il vostro ospedale. Sicuramente comprenderete l’importanza che ha per me e la mia famiglia questo evento. Durante il periodo della gravidanza abbiamo maturato alcune richieste. Queste sono per noi molto importanti, per poter vivere serenamente e consapevolmente la nascita del nostro bambino. Siamo consapevoli del fatto che qualora si presentasse una reale necessità di intervenire non esiteremmo a seguire le indicazioni mediche.
- Vorrei avere mio marito vicino per tutto il tempo e poter conservare la mia intimità.
- Desidererei non avere la rasatura del pube e il clistere.
- Se dovessi avere fame vorrei poter mangiare e bere durante la prima fase del travaglio, allo scopo di fare scorta di energie per lo sforzo del parto.
- Vorrei poter creare un’atmosfera rilassante nella sala di travaglio: luce debole, musica di rilassamento, ecc.
- Vorrei potermi muovere liberamente durante il travaglio e rispettarne i tempi.
- Non desidero che le acque vengano rotte artificialmente.
- Vorrei che il tempo del tracciato fosse limitato al minimo indispensabile e il controllo fosse fatto con strumenti che mi consentano il movimento.
- Non vorrei che il travaglio venisse accelerato dall’iniezione di ossitocina.
- Durante il parto vorrei assumere le posizioni che ritengo più comode e spingere come e quando mi sento.
- Vorrei non fosse praticata di routine l’episiotomia.
- Vorrei che, se proprio si rendesse necessaria l’episiotomia, mi fosse comunque chiesto il consenso prima di praticarla.
- Se viene deciso di fare il taglio cesareo vorrei che qualcuno si prendesse il tempo di spiegarmi il perché di questa decisione (eccetto in caso d’urgenza).
- In caso di cesareo, vorrei che mio marito restasse al mio fianco durante l’intervento per poter accogliere nostro figlio insieme.
- Desidererei accogliere il mio bambino prima che gli venga tagliato il cordone ombelicale.
- Desidererei che il cordone ombelicale venisse tagliato solo quando smette di pulsare.
- Vorrei poter espellere la placenta attraverso le spinte senza che l’ostetrica faccia pressione sul mio ventre.
- Vorrei allattare mio figlio entro la sua prima ora di vita.
- Desidero che mio figlio venga alimentato soltanto con il mio colostro e con il mio latte, e che
non gli vengano dati altri alimenti.
- Vorrei che al mio bambino non venissero somministrate bevande o soluzioni glucosate.
- Desidero che per qualsiasi somministrazione di sostanze a me o al bambino mi venga chiesto il permesso e ottenuto il mio consenso.
- Desidero avere il bambino sempre con me.
- Desidero che il bambino rimanga con me, dopo il parto, fino al momento della visita pediatrica, e poi mi sia riportato subito dopo, a meno che non sia io a richiedere diversamente.
- Il padre desidera accompagnare il figlio per i controlli (bagnetto, eccetera).
Fiduciosi dell’accoglienza di queste richieste, ringraziamo tutto il personale che ci seguirà in questo evento così importante per noi.
Firma della madre
Firma del padre
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Questo articolo è stato pubblicato il giovedì, 3 settembre 2009 alle 14:52 e classificato in Parto. È possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0.
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Il compagno, all’occorrenza, deve insistere ed impuntarsi affinché vengano concretamente rispettati tutti i punti del piano del parto. Non è facile, perché in quelle circostanze medici e responsabili di reparto rappresentano l’autorità e dovrebbero essere le persone che “sanno cosa è meglio fare”. Il problema è che non sempre si tratta “del meglio” per i genitori e il bambino. Insomma, se non emergono evidenti complicazioni mediche, bisogna sforzarsi di far rispettare il più possibile il piano del parto.
In effetti non è facile anche perché i medici spesso ricorrono al “terrorismo”, e noi “pazienti” non possiamo che affidarci a loro sperando che davvero sia la cosa migliore… Oltre al piano del parto, quindi, suggerisco di arrivare informatissimi su tutto ciò che è possibile riguardo al parto, in modo da poter controbattere in modo efficace e da poter avere gli strumenti giusti per poter decidere se accettare o meno i trattamenti che vengono roposti dall’équipe medica.
Ho partorito il 25 giugno scorso e il mio parto è stato molto simile a quello descritto nel piano… Mi ritengo quindi molto molto fortunata! L’ unico punto non rispettato sono “non voglio che mio figlio riceva glucosata” (gliela davano x farlo stare fermo quando lo pesavano o lo visitavano…). Per il resto non facevano niente senza chiedermelo e hanno permesso tutto ciò che è “consigliato” nel fac-simile sopra. Inoltre persone competenti, pazienti e, soprattutto, capacissime di ascoltare i miei bisogni e quelli di mio figlio. Ah, ho partorito all’Ospedale Versilia di Lido di Camaiore! Ciao, Laura!