Articolo scritto da Carla Joly
Che si tratti di un business è sicuro, in primo luogo per l’inserimento di privati nel settore, che stoccano il sangue cordonale in banche private ad uso autologo, cioè viene conservato per il bambino stesso a cui è stato prelevato alla donazione per circa 15/20 anni dopo di che viene considerato scaduto.
D’altra parte la sanità pubblica si fa paladina della donazione affinché il sangue venga stoccato ad uso eterologo, cioè serva eventualmente ad altre persone diverse, così siamo tutti più buoni !
Avendo lavorato per diversi anni in ospedale (dove la mia esperienza comprende un vasto panorama che va dal parto estatico o orgasmico alla totale medicalizzazione), fatto formazione per il prelevamento del sangue cordonale ed avendo praticato il prelievo, ho potuto sperimentare il senso profondo di alienazione e di frustrazione collegato a questa pratica: la maggioranza dei prelievi non è adeguata perché il quantitativo minimo richiesto non viene mai raggiunto, la sacca non viene riempita adeguatamente quindi il più delle volte il sangue viene buttato.
Questa modalità induce un ulteriore senso di inadeguatezza sia in chi subisce il prelievo che nell’operatore sanitario in cui viene ulteriormente stimolata la competizione nella relazione con i colleghi, vediamo in dettaglio le modalità.
La coppia viene sottoposta a uno screening severo altamente invasivo della privacy della vita di coppia, con una ulteriore medicalizzazione della nascita, e ciò indebolisce il legame tra genitori e il legame tra i genitori ed il bambino.
Tutta la patologia ostetrica deriva dall’indebolimento di questo legame, d’altra parte è proprio questo indebolimento che aumenta la medicalizzazione, quindi il potere medico sulla nascita lo possiamo osservare bene nel fatto che la più grave patologia ostetrica consiste nello spezzarsi del legame tra mamma e bambino come sanno bene gli operatori del settore, parlare del legame con il padre è cosa effimera e futile visto che questa figura è di solito sostituita dal ginecologo.
Durante l’esecuzione di un taglio cesareo il “disturbo “ è minimo in quanto basta prelevare il sangue dopo che il chirurgo ha proceduto all’estrazione della placenta, ma forse non tutti sanno che una nascita Lotus può essere effettuata anche durante un taglio cesareo, la nascita Lotus consiste nella conservazione dell’integrità del cordone ombelicale, senza tagliarlo alla nascita in parole povere: questa modalità ha numerosi vantaggi per il bambino (vantaggi descritti in dettaglio in un precedente articolo) senza contare che è proprio un bambino ad alto rischio, come avviene in un taglio cesareo programmato, ad avere bisogno più degli altri di questi vantaggi alla nascita. Un bambino che nasce da un taglio cesareo programmato è sempre comunque ad alto rischio perché non ha attivato il sistema ormonale che scatena l’inizio del travaglio, quindi non ha il tempo di adattarsi alla vita extrauterina senza subire uno shock, in parole povere è un bambino che nasce bene ma può avere bisogno successivamente di rianimazione per deficit dei suoi sistemi di adattamento alla vita extrauterina.
Per l’esecuzione del prelievo da una nascita eutocica, cioè per via vaginale, naturalmente è più comodo che la donna partorisca almeno la placenta in posizione supina, posizione che è fortemente sconsigliata anche a livello OMS fin dai lontani anni 80, perché passibile di causare una patologia nell’andamento del parto e la successiva medicalizzazione di questo, oltre alla riduzione dei diametri del bacino che arriva fino a 2 cm in meno rispetto alle posizioni del parto attivo, quindi causa un rallentamento del parto, abbiamo un deficit di irrorazione placentare – meno sangue che arriva al bambino per fenomeni compressivi – un rallentamento del secondamento che può causare eccessiva perdita di sangue fino all’emorragia uterina.
Quindi abbiamo una donna che, nel migliore dei casi, viene invitata a cambiare posizione al momento del secondamento, e questo è un fattore di disturbo per la fisiologia del parto e per la preservazione del legame mamma bambino: viene influenzato negativamente il primo contatto pelle a pelle, l’inizio dell’allattamento e il primo contatto dei genitori con il bambino nel momento in cui si forma la triade famigliare.
Una motivazione dei sostenitori della donazione del cordone è che quel sangue tanto non servirebbe e verrebbe comunque buttato, ma ciò non è vero! Innanzitutto perché quel sangue è del bambino ed è un suo diritto poterne usufruire fino all’ultimo. DONARE IL SANGUE CORDONALE VUOL DIRE TOGLIERE 160 CC DI SANGUE A UN BAMBINO CHE PESA IN MEDIA 3 CHILOGRAMMI. Questa è l’informazione che deve essere data ai genitori!
L’OMS riguardo al taglio del cordone in base a studi ed evidenze scientifiche raccomanda il taglio tardivo o nessun taglio come avviene nella nascita Lotus, modalità che con questo sistema di donazione cordonale non possono essere rispettate, siamo quindi in contrasto con studi basati su evidenze scientifiche.
Oltre a tutti i vantaggi di avere questa riserva di sangue alla nascita, nel caso del Lotus ricordo che fondamentalmente i bambini che nascono con questa modalità non vanno incontro al calo ponderale (anche in caso di montata lattea più tardiva rispetto alla media o di un bambino con problemi di suzione) che viene chiamato “fisiologico” e che di fisiologico non ha nulla.
Gli annessi placentari: placenta, cordone, sangue ecc sono del bambino.
A che pro donare il sangue con relative staminali per i bambini con la leucemia? Non potrebbe darsi che forse ci sarebbero meno casi di leucemia se la nascita non fosse disturbata (anche dalla donazione cordonale)? E se il bambino avesse diritto alla salute e alla felicità? E se il fine della nostra vita fosse essere felici innanzitutto? Sei felice tu bambino di dare 160 cc del tuo sangue per la donazione cordonale? Quando la ricerca avrà risposto a queste domande basandola su studi ed evidenze che non siano finanziati dalle multinazionali della medicalizzazione della nascita allora ne potremo riparlare.
Perché la ricerca non si occupa di studiare i rimedi placentari per l’autocura che sono stati usati sin dal tempo in cui Berta filava? Perché la maggioranza dei mammiferi mangia la placenta alla nascita e una minoranza pratica la nascita Lotus? Dimenticavo la caccia alle streghe e l’inquisizione, una guerra durata diversi secoli e che ha fatto più morti dell’olocausto!
Carla Joly, ostetrica libero professionista
www.carlajolyarteostetrica.com

Articolo illuminante! Grazie!
Io trovo questo articolo terribile. ho donato il sangue cordonale di entrambi i miei figli e non capisco perché, lasciargli il sangue dopo che era stato clappato ed aveva finito di pulsare, avrebbe dovuto servirgli ancora dato che la sua funzione è quella di nutrire il bimbo finché é all’interno dell’utero ma non è il suo sangue come tu affermi. non so neppure con che competenze scientifiche ti inventi anche solo di ipotizzare che ci sarebbero meno casi di leucemia se il cordone non venisse tagliato e donato…mentre è PROVATO SCIENTIFICAMENTE che le staminali ridanno la tanto sventolata “felicità” che inneggi ad un bambino malato di leucemia. i miei figli sono felici, abbiamo fatto l’attacco entro meno di 1 ora al seno pelle a pelle come raccomanda l’oms anche se ho partorito all’ ospedale e donato il sangue cordonale. ed i miei figli non sono meno legati a me o mio marito perché ci hanno fatto compilare dei semplicissimi questionari che vengono fatti compilare anche x la donazione del sangue e sono sacrosanti x tutelare chi riceverà quanto viene donato. se business c’è a mio avviso è nella pratica dei parti in casa e trovo squallido inficiare una pratica importante come quella della donazione del sangue cordonale x trovarsi nuovi “clienti”.
Doverosa precisazione: se si decide per la donazione del sangue cordonale clampaggio e taglio vengono fatti immediatamente, non quando il cordone ha smesso di pulsare.
Esatto!! Perciò il bambino riceve 160 cc di sangue in meno con la donazione cordonale ,il prelievo va fatto immediatamente alla nascita cioè prima che il cordone smetta di pulsare e nonostante ciò il più delle volte si butta perché non basta il quantitativo prelevato anche pochi cc in meno ne inficiano la validità .Ho fatto diverse volte il prelievo cordonale in ospedale e il più delle volte è stato buttato veramente. Questa è sostanzialmente l’informazione che non viene data non mi sembra difficile da capire si tratta di numeri .
E poi…il messaggio che traspare da questo articolo è : non donare! Non doniamo neppure il midollo spinale xhé è doloroso, chi ce lo fa fare?? Non doniamo neppure il sangue xhè ci fanno compilare dei questionari lesivi della nostra privacy…e se qualcuno ha bisogno di una trasfusione e x questo rischia la vita si arrangi, che ci importa??? Sperando sempre che quel qualcuno non siamo noi o un nostro caro altrimenti le donazioni diventano importanti, vero?
Ciao Diana, spero che Carla passi di qui a rispondere personalmente ai tuoi commenti, comunque credo che tu abbia esagerato, dicendo che il messaggio di questo articolo è “non donare”… Non si tratta di questo, ma di anzi dare tutto quello che si può al bambino che nasce, pensando alla sua salute nell’immediato, che potrà anche proteggerlo nel futuro… Forse tu hai casi in famiglia che ti hanno portato a propendere per questa scelta, e se è così è comprensibile, ma noi siamo sempre dalla parte dei bambini, non dubitare di questo!
Forse mi sono espressa male e frettolosamente (erano le 5 del mattino…) però ci sono delle cose dell’ articolo che proprio non mi vanno giù. non c’è nessuna correlazione dimostrabile fra il taglio del cordone ed i casi di leucemia infantile mentre è assolutamente reale la possibilità di salvare un bimbo con le staminali contenute nel sangue cordonale ed una che ha operato per la raccolta e sa quanto è difficile ANCHE per la poca informazione che se ne fa al riguardo mi lascia basita. vogliamo parlare di numeri? Quante donne decidono di fare il parto lotus e quante vanno in ospedale e comunque avranno il cordone reciso? E lì sapete bene che il sangue viene buttato se non si è aderito alla donazione! Inoltre se non ci sono abbastanza staminali nel sangue raccolto lo si può donare lo stesso ed è utile per la ricerca…vi pare poco importante? Ribadisco: ho 2 figli sani felici e legati a me nonostante il taglio del cordone (che comunque viene tagliato solo quando ha finito di pulsare) ed il LORO sangue cordonale potrà aiutare dei bambini malati o, speriamo mai, servire a loro stessi se non fosse già stato utilizzato dato che esiste pure la rintracciabilità. questo per me è essere dalla parte dei bambini. di TUTTI i bambini perché il malato, Dio non voglia, un domani potrebbe essere il tuo e questo non è buonismo.
Grazie Diana per averci esposto il tuo parere, comunque nessuno dice che tu non abbia un buon rapporto con. Tuoi figli perché hai tagliato il cordone, ci mancherebbe!
Grazie per questo articolo, io la penso allo stesso modo.
Rimane sempre una decisione difficile per una madre, ti senti sola con idee e convinzioni( che arrivano dal tuo cuore/istinto e dalle esperienze in famiglia ) diverse da chiunque trovi in ospedale e da altre mamme manipolate dal servizio ospedaliero. .. è business ovunque e per tutto, viviamo in questo schifo di mondo.
Quest’articolo mi fa ritrovare un po’ di speranza e di rassicurazione di non essere 1 in un milione. È veramente triste subire incoscientemente una decisione altrui guidata dal business ospedaliero.
Grazie a te Elena… Sì hai ragione, spesso è difficile dover “combattere” contro un sistema che non può e non vuole tenere conto della diversità di opinione delle donne, per convenienza, per comodità, e per mille altre ragioni. Ma piano piano, un passo alla volta, le cose cambieranno, io ne sono convinta. Dobbiamo continuare a crederci per le donne che verranno dopo di noi, prima di tutto per le nostre figlie e nipoti!