Post taggati ‘vaccini’

Resoconto del convegno sui danni da vaccino

mercoledì, 30 novembre 2011

Sabato 26 novembre, al Castello di San Giorgio (TO), ho potuto seguire un interessantissimo convegno organizzato dal CO.N.DA.V. (Coordinamento Nazionale Danneggiati da Vaccino), anche se purtroppo non ho potuto seguire anche il dibattito con cui si concludeva il convegno, perché le mie bimbe erano stanche… Quello che ho sentito, però, mi è sembrato così interessante che voglio rendere partecipi tutti quelli che vorranno leggere… Ci tengo intanto a ricordare i relatori che hanno parlato ieri, e di cui riassumerò come meglio riesco gli interventi: Nadia Gatti, presidente CONDAV, Dott. Aristotelis Ioannidis, Alberto Forbiti, Avv.Vanni Oddino, Dott. Dario Miedico, Dott. Eugenio Serravalle (www.eugenioserravalle.com).

Il convegno è stato aperto da Nadia Gatti, Presidente CONDAV, la quale ha presentato l’obiettivo del Coordinamento, e poi la realtà del momento in cui viviamo. I danni da vaccino esistono, e possono anche essere gravi, ma purtroppo non vengono quasi mai riconosciuti. Nel 90% dei casi non c’è riconoscimento del danno né cura, e anzi i genitori che rilevano un danno dopo il vaccino vengono considerati “esauriti” o comunque non creduti. Questa realtà è tristissima, e la Presidente si chiedeva se fosse peggiore il fatto che ci siano persone lese dai vaccini, o che NON ci sia assolutamente informazione su queste cose. Il circolo vizioso è evidente: senza informazioni in merito, i genitori vaccinano i loro figli, influenzati dalle campagne pubblicitarie a favore dei vaccini, per cui “se ami tuo figlio devi vaccinare”… Quindi gli eventuali danni che si manifestano vengono rilevati, ma non si coglie il nesso con la vaccinazione, perché il vaccino non può che fare bene, non esiste che possa provocare danni… (questo il pensiero di tutti, in primis la classe medica). Il fatto di non vedere il nesso fa sì che questi eventi avversi non vengano segnalati alle autorità, e ciò porta alla totale mancanza di dati sulle reazioni avverse. Dove si deve rompere questa catena? Questa catena si potrà rompere solo quando si inizierà a dare le corrette informazioni sulla pericolosità delle vaccinazioni, che sono farmaci a tutti gli effetti, e in quanto tali possono in molti casi provocare reazioni avverse. I pediatri per primi affermano che i vaccini non possono fare danno… ma allora perché nei bugiardini dei vaccini (che nessun medico vaccinatore rilascia ai genitori) ci sono invece elenchi di effetti collaterali che possono insorgere in seguito al vaccino? Tra cui, per esempio, encefaliti, malattie autoimmuni, dermatiti atopiche, diabete, danni neurologici, autismo… Quanti genitori, se debitamente informati su queste cose, deciderebbe di vaccinare? Forse non tutti quelli che lo fanno a tutt’oggi, visto che somministrare un vaccino sembra quasi un atto che si compie con nonchalance, perché tanto lo fanno tutti, e a nessuno succede nulla… Oltretutto, senza informazione, gli eventuali danni non vengono curati nel modo appropriato, e vengono quindi peggiorati, magari anche da successive somministrazioni del vaccino che ha causato i primi problemi… E’ importante sapere anche che si hanno 3 anni di tempo per denunciare il danno, 3 anni a partire dalla vaccinazione.

Ora non voglio affermare che nessuno dovrebbe vaccinare, perché anche se la penso così, non ho le competenze per dirlo… però non basta scrivere su un foglio che se il bambino ha la febbre è meglio rimandare la vaccinazione… Prima della vaccinazione, oltre alla febbre, dovrebbe essere motivo di non vaccinazione qualsiasi situazione di malessere del bambino, e anche la familiarità con alcune patologie, come l’epilessia. Ci dovrebbe essere un’accurata anamnesi e visita prima di effettuare il vaccino, mentre i medici vaccinatori non toccano i bambini che per iniettare il vaccino, rimandando al genitore la responsabilità di dire se “sta bene”… e oltretutto se ne lavano completamente le mani facendo firmare ai genitori un consenso informato… ma informato di che? Le informazioni che vengono date sono puro terrorismo su cosa potrebbe accadere se non si vaccina, non un numero, non uno studio su cui riflettere… Come fa un genitore a decidere in tutta serenità e consapevolezza?

Sembra che dopo le cardiopatie, i tumori e gli incidenti, le malattie iatrogene (cioè derivate da errori medici) stiano al quarto posto come motivi di mortalità della popolazione mondiale… Ma se si considerassero tutti i danni da vaccino che non vengono segnalati, le malattie iatrogene sarebbero ancora “solo” al 4° posto? O al primo o al secondo? Secondo me questi dati sono agghiaccianti… Una cosa poi fa molto riflettere… Solo la Francia e l’Italia hanno ancora i vaccini obbligatori (in Italia non in tutte le regioni)… però, e c’è un però… i vaccini obbligatori non sono gli stessi nelle due nazioni! Eppure siamo vicini, allora perché in Francia sono pericolose alcune malattie e in Italia altre? Questo fa capire come sia tutto legato alle politiche del paese…

Durante il convegno di ieri ho sentito due storie che mi hanno gelato il sangue, due storie di genitori con la vita distrutta, perché in seguito alla vaccinazione, i relativi figli sono rimasti danneggiati in modo estremamente grave. Ho pensato a come mi sentirei se fossi io in quella situazione, mi sono venute le lacrime agli occhi a pensare alla sofferenza di quelle famiglie… e oltre al danno, la beffa, perché come ha raccontato uno di questi genitori, le istituzioni non riconoscono il danno, cioè riconoscono il danno ma per farlo collegare al vaccino bisogna fare i salti mortali, perché nessuno, e ripeto nessuno, è disposto a vedere questa connessione. Oltretutto, se il danno è occorso in seguito ad un vaccino facoltativo (che nonostante ciò spesso è caldamente consigliato), nessun risarcimento è previsto…

Perché tutto ciò?

Secondo la legge italiana, il medico vaccinatore ha l’obbligo di informare sui benefici ed eventuali reazioni avverse dei vaccini (legge n. 210/92, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 6 marzo 1992, n. 55), ma ciò non avviene mai, di solito si “dimenticano” della parte delle reazioni avverse, e si mostrano anche molto reticenti a mostrare i bugiardini dove sono riportati tutti i possibili effetti collaterali… Perché?

Come avevo letto già nel libro di Roberto Gava (“Le vaccinazioni pediatriche”), si afferma spesso che le vaccinazioni abbiano eliminato le maggiori malattie endemiche, ed è merito loro se non ci sono più epidemie… Ma i dati mostrano chiaramente che le principali malattie non hanno subito un forte decremento al momento dell’introduzione dei vaccini, ma ben prima. Quando sono stati introdotte le vaccinazioni di massa, le malattie erano già diminuite drasticamente, e oltretutto dai grafici si evince che l’andamento non è stato modificato significativamente neanche dopo… Molte malattie (come il vaiolo, il morbillo, ecc…) sono state debellate dalle migliorate condizioni igieniche delle popolazioni, quando la gente ha iniziato a lavarsi di più (oggi ci si lava pure troppo!), e a fare più attenzione all’igiene… ecco che cosa ci ha aiutati a vincere queste malattie. Non i vaccini!!!

Purtroppo, al giorno d’oggi, si vaccina perché “lo fanno tutti”, non ci si pone domande più di tanto, e con il continuo tempestare i cittadini con campagne a favore dei vaccini, non c’è dubbio che quasi tutti decidano di effettuare questi vaccini… Prendiamo ad esempio il caso del vaccino contro il papilloma virus… In realtà, anche se le pubblicità parlano di “vaccino contro il tumore del collo dell’utero”, vengono date informazioni volutamente fuorvianti. Il vaccino in questione è relativo ad un solo ceppo di papilloma virus (ce ne sono diversi), e il tumore del collo dell’utero può verificarsi in numerosi altri casi… Quindi il vaccino è contro solo uno dei virus responsabili del tumore del collo dell’utero… e tutti gli altri virus? E tutte le altre possibili cause? Inoltre, è da sottolineare un aspetto molto importante… Queste campagne sono “sponsorizzate” dalle maggiori ditte farmaceutiche… ora è più chiaro perché viene consigliata la vaccinazione di massa, e spacciata spesso come unico modo per “non ammalarsi”, anche quando non è assolutamente così?

E’ stato molto interessante anche il caso del vaccino anti-influenzale… Gli studi hanno dimostrato che, su un gruppo di 100 persone vaccinate, soltanto una persona ha contratto l’influenza contro cui è stata vaccinata (anche qui, diversissimi virus che possono portare sindromi influenzali, e vaccino contro solo uno o due ceppi). Benissimo. Ma se si fa la stessa prova su 100 persone NON vaccinate, si vede che solo 2 persone si ammalano! Quindi una differenza di 1 persona su 100, tra due gruppi, quello di vaccinati e quello di non vaccinati!!! E nel caso dei bambini, invece, il risultato è esattamente lo stesso: uno a uno!

Per il morbillo, invece, mi ha colpito il fatto che le statistiche parlano chiaro: mentre un tempo (prima dell’avvento del vaccino) si ammalavano i bambini dall’anno di vita in poi (perché i bambini più piccoli potevano contare sulla copertura degli anticorpi materni, essendo le madri non vaccinate), da quando le mamme sono vaccinate, non riescono più a proteggere i loro piccoli così a lungo… non possono più contare sull’immunità data dalla malattia naturale.

Tanti dati che non ho sottomano ora, ma che mi hanno fatto riflettere molto sulla mancanza di informazioni, e ancor peggio sulle false informazioni che vengono date ai genitori … Voglio ringraziare i medici e gli altri relatori presenti al convegno, il CO.N.DA.V. e tutte le persone che sono intervenute, perché grazie a queste occasioni si inizia a parlare un po’ di più dei danni da vaccino, piano piano si scoprono le carte, e c’è speranza che prima o poi si arrivi a poter avere informazioni corrette, non solo per quelli che volontariamente vanno a cercarle (e che non sempre le trovano!), ma per tutti i genitori che devono decidere CONSAPEVOLMENTE cosa fare con i loro figli.

Grazie ancora al CO.N.DA.V. e a tutti coloro che lo compongono

 

Incontro sui vaccini col dott. Serravalle a San Giorgio canavese!

mercoledì, 16 novembre 2011

La questione dei vaccini è una delle più dibattute, e uno degli argomenti che sta maggiormente a cuore dei genitori, e qualsiasi decisione si prenda rimangono sempre molti dubbi… Ci sono casi di gravi reazioni del bambino dopo un vaccino, anche se spesso vengono negati… Insomma, tante e tante domande che sorgono e a cui si vuole avere risposta.

Il dott. Serravalle, autore del libro “Bambini super-vaccinati”, è pronto a rispondere alle domande delle mamme e dei papà che vorranno partecipare ad un incontro sulle vaccinazioni, che si terrà a San Giorgio Canavese, il 26 novembre, dalle 15 alle 18.30. L’incontro, organizzato dal Condav – Coordinamento Nazionale Danneggiati da Vaccino, è gratuito, non c’è bisogno di prenotazione e naturalmente si possono portare i bambini.

Ecco il programma:

VACCINAZIONI: L’IMPORTANZA DI UNA CORRETTA INFORMAZIONE

Insieme al dott. Serravalle interverranno:

Nadia Gatti – Presidente CONDAV
Dott. Dario Miedico- Medico specialista in Medicina Legale
Dott. Aristotelis Ioannidis -Medico specialista Medicina del Lavoro, Psicoterapia ed Omeopatia
Avv. Vanni Oddino – Consulente legale CONDAV

Vi aspettiamo quindi sabato 26 novembre, ore 15 – 18.30
Castello di San Giorgio Canavese
Via Biandrate, 31 – 10090 San Giorgio Canavese (To)

Per ulteriori info contattare:

Bruna Pirra 388.0483587 – principessa_bruna@yahoo.it

Carolina Ossola 347.4490522 – carolina.ossola@tin.it

oppure consulta la locandina del convegno e il programma

Suggerimenti concreti per affrontare l’argomento “vaccinazioni”

lunedì, 22 febbraio 2010

Riprendo spunto dal libro di Gava “Le vaccinazioni pediatriche” portandovi questa volta dei suggerimenti concreti per decidere cosa fare riguardo all’argomento vaccini…Sono anche riflessioni che possono incuriosirvi, e su cui potete iniziare ad informarvi più approfonditamente…

1. La malattia naturale, di solito, protegge tutta la vita, mentre le vaccinazioni non danno quasi mai questa copertura così prolungata.

2. La maggior parte delle malattie per cui esiste la vaccinazione è più pericolosa per l’adulto che per il bambino; somministrando il vaccino in età pediatrica (con protezione che non dura tutta la vita) vuol dire aumentare il rischio per quel bambino di ammalarsi da adulto, o di dover vaccinarsi nuovamente da adulto. In entrambi i casi, sia con vaccino che con malattia naturale, i rischi di avere danni da vaccino aumentano nell’età adulta.

3. Le malattie infantili sono molto importanti per la maturazione del sistema immunitario del bambino. I vaccini portano SEMPRE con sé dei danni e dei rischi, soprattutto perché effettuati su neonati e bambini con un sistema immunitario immaturo (una maturità adeguata si ha verso i 7-8 anni, o anche più tardi).

4. Una madre immune verso alcune malattie infettive di solito trasmette gli anticorpi al figlio, sia durante la gravidanza che attraverso l’allattamento. Questi anticorpi proteggono il bambino per alcuni mesi dopo la fine dell’allattamento.

5. La malattia naturale spesso si diffonde con epidemia, ma tra tutti i contagiati si ammalano solo i soggetti più predisposti, e si hanno complicazioni solo nei più deboli. Con la vaccinazione è molto facile avere complicazioni anche nei soggetti più robusti, perché le vaccinazioni oltrepassano le barriere difensive naturali che con la malattia naturale impedirebbero il contagio.

6. Bisognerebbe sempre valutare, per ogni vaccino, il rapporto rischio/beneficio. Per esempio, è molto maggiore il rischio di avere reazioni avverse da vaccino contro l’epatite B, piuttosto che il rischio di contrarre l’epatite B (che si trasmette per via sessuale o con contatto di sangue infetto). Se un bambino non ha il genitore infetto, non corre alcun rischio!

7. Bisognerebbe sempre personalizzare il trattamento, cioè valutare quali vaccini fare ad ogni bambino, se proprio sono considerati indispensabili, e quando, evitando per esempio il vaccino antitetanico ad un neonato di pochi mesi che non può venire in contatto con la spora del tetano.

8. Bisognerebbe conoscere bene gli effetti dei vaccini per riconoscerli in tempo, e capire quando un vaccino è particolarmente pericoloso. Ogni medico dovrebbe avere conoscenze approfondite su ogni vaccino, considerandolo alla stregua di una qualsiasi medicina, non fermandosi alle informazioni (spesso parziali) contenute nel foglietto illustrativo. I Servizi di Igiene dovrebbero poter fornire informazioni corrette ed imparziali.

9. Somministrare il minor numero possibile di vaccini per volta. La cosa migliore sarebbe fare ogni vaccinazione separatamente, con almeno un mese di intervallo tra una e l’altra. Se i vaccini singoli non sono subito disponibili, questo non è un buon motivo per fare vaccinazioni che ne contengano 4 o più… Si aspetterà che arrivino i vaccini singoli, perché esistono in commercio e devono essere disponibili. Più vaccini vengono somministrati insieme, e maggiore è l’incidenza degli effetti indesiderati.

10. Evitare i vaccini contenenti metalli (sali di mercurio e alluminio) o altre sostanze nocive per il bambino (antibiotici o derivati delle uova a chi è allergico).

11. Ritardare le vaccinazioni. I danni maggiori si hanno nel primo anno di vita, quindi sarebbe opportuno aspettare ALMENO il compimento del primo anno di vita. Nei primi mesi di vita il bambino ha più possibilità di rimanere danneggiato perché il suo sistema immunitario è ancora immaturo, e perché il suo basso peso fa sì che i metalli tossici risultino più concentrati.

12. Non somministrare alcun vaccino se il bambino non è perfettamente sano. Il bambino non solo dovrebbe essere sano al momento della vaccinazione, ma dovrebbe essere stato bene (nessun raffreddore, niente febbre) anche nelle precedenti due settimane. Il sistema immunitario che è sempre coinvolto in qualsiasi malanno) deve essere in condizioni di normalità quando si effettua una vaccinazione.

13. Non dimenticare che ogni vaccino porta anche un danno per l’organismo. Si possono “scatenare” delle malattie che fino ad allora erano rimaste latenti, o renderne croniche alcune già manifestate.

14. Come alternativa alle vaccinazioni, si può ricorrere all’omeopatia e ad una corretta igiene di vita. Esistono rimedi omeopatici sia per prevenire che per curare le patologie naturali, senza avere effetti tossici; essi agiscono affievolendo la gravità della malattia, e devono essere personalizzati per funzionare bene. Rivolgetevi ad un bravo omeopata per ottenere la cura adeguata per voi e per il vostro bambino.

15. Più che proteggere il nostro corpo (e quello dei nostri bambini) dalle patologie per cui esistono i vaccini, dovremmo cercare di potenziare al massimo le sue capacità difensive, in modo da dargli la possibilità di difenderci da tutte le patologie infettive, anche da quelle a cui non pensiamo.

Beh, credo che questi punti siano tutti molto importanti, ma soprattutto gli ultimi due, perché credo che bisognerebbe iniziare a cambiare modo di pensare, riflettendo sul fatto che le malattie esisteranno sempre, quelle per cui ci sono i vaccini e altre, ma potremo affrontarle al meglio se faremo di tutto per essere sani e per aiutare il nostro corpo a vincere a modo suo le sue battaglie. Le malattie non potremo mai sconfiggerle tutte, eliminarle dalla faccia della terra, ma aiutando il nostro corpo ad essere pronto potremo permettergli di reagire nel migliore dei modi.

Riflessioni sui vaccini

venerdì, 22 gennaio 2010

Mi sono chiesta più volte se scrivere un post su quest’argomento… e fino ad ora avevo rimandato, perché ritengo la questione vaccini molto “spinosa” e troppo personale… ma poi, leggendo il libro di Roberto Gava “Le vaccinazioni pediatriche” ho pensato che avrebbe potuto essere utile dare qualche dritta… Ci sono molte cose importantissime che si potrebbero dire, tantissime informazioni e studi su ogni vaccino, su ogni malattia per cui esiste un vaccino… e infatti il libro di Gava ha più di 800 pagine! Devo fare per forza una cernita… Cercherò di riassumere le informazioni fondamentali che ritengo possano essere utili ai genitori che devono decidere se vaccinare i propri figli o che semplicemente sono interessati a saperne qualcosa di più. Ecco qualche punto, citato nelle conclusioni del libro di Gava:

1- I genitori hanno il DIRITTO di ottenere informazioni sul rapporto rischio/beneficio dei vaccini, in modo che possano decidere consapevolmente se vaccinare o no il proprio bambino. Peccato che questo non avvenga quasi mai, perché le informazioni che vengono date sono di solito puro terrorismo, gli stessi operatori sanitari, se interrogati al riguardo, non fanno che elencare tutte le conseguenze più gravi che potrebbero verificarsi non vaccinando il proprio bambino.

2- Prima di qualsiasi vaccinazione, ogni genitore dovrebbe chiedere che il bambino venga visitato molto accuratamente, perché ci sono malattie (anche un semplice raffreddore) che possono facilitare l’insorgere dei danni da vaccino. Bisognerebbe anche raccogliere un’accurata anamnesi familiare e personale del bambino, per individuare eventuali patologie rilevanti, per lo stesso motivo. Anche questo non avviene, perché le domande si limitano a questo: “Il bambino sta bene?”. Sembra assurdo ma il medico lo chiede a noi genitori… che ne possiamo sapere se il bambino non mostra particolari segni ma sta “covando” qualcosa? Non sarebbe meglio fare una visita completa? Questa non viene effettuata praticamente mai…

3- Non farsi intimidire dal personale medico con motivazioni non supportate da dati, perché se ci sono motivazioni e dati validi si può prendere una decisione ponderata, mentre far leva sull’emotività non ha senso e nasconde un’insicurezza e una mancanza di preparazione del personale medico. Purtroppo, quando si parla del proprio figlio e ci si sente raccontare qualcosa di brutto, è difficile mettere a tacere il lato emotivo… comunque cercate di ottenere solo informazioni per poter decidere serenamente, e lasciate perdere le intimidazioni.

4- Non prendete decisioni affrettate, pensando che sia necessario fare tutto coi tempi previsti dalle asl… Se non avete dati sufficienti per decidere, se non ricevete risposte soddisfacenti alle vostre domande, allora la sola cosa che potete fare è rimandare la vaccinazione fino a quando potrete capire cosa è meglio fare per vostro figlio.

5- Prima di lasciar vaccinare il bambino, il genitore dovrebbe essere sicuro che: il bambino stia bene in quel momento; che non abbia avuto brutte reazioni a qualche vaccino precedente; che il bambino non abbia storia personale o familiare di reazioni da vaccino, convulsioni o disturbi neurologici, allergie o disturbi immunutari; che il bambino non sia ad alto rischio di avere un danno da vaccino; che il genitore sappia identificare una reazione da vaccino; che il genitore sappia denunciare una reazione da vaccino; che il genitore conosca il nome della ditta produttrice di quel vaccino e il numero del lotto; che il genitore conosca dei trattamenti alternativi alla vaccinazione. Queste domande non ce le si pone quasi mai, più spesso si decide di fidarsi e affidarsi alla buona sorte… ma pensate che dalle vostre scelte dipende la salute del vostro piccolo!

6- Se la vaccinazione viene eseguita, bisognerebbe farsi fare una certificazione dell’avvenuta vaccinazione, con data, nome del vaccino, ditta produttrice e numero del ceppo (dati utili in caso di reazioni avverse). Invece il personale sanitario di solito rilascia solo la certificazione della vaccinazione, ma senza questi importantissimi dati.

7- Dopo la vaccinazione, tenere sotto attento controllo il bambino, e avvisare subito il pediatra nel caso si noti qualche reazione o sintomo sospetto, non accontentandosi di una rassicurazione se il medico sottovaluta la cosa. Si può sempre chiedere un secondo parere. Anche in questo, è fondamentale fidarsi del proprio istinto di genitore, più che delle parole del medico!

8- Ogni medico è obbligato dalla legge a dichiarare alle autorità competenti qualsiasi effetto indesiderato comparso dopo la vaccinazione, ma se il medico si rifiuta di farlo il genitore può farlo personalmente, servendosi della “Scheda ufficiale di segnalazione di sospetta reazione avversa”.

9- In caso di reazioni avverse gravi, con conseguenti danni al bambino vaccinato, i genitori hanno diritto a ricevere un indennizzo (Legge n. 229 del 29 ottobre 2005).

Naturalmente l’argomento non si esaurisce qua, ci saranno altri articoli sull’argomento, ma mi sembrava una buona introduzione… Credo che siano punti davvero molto importanti!