Questo è il primo libro che ha segnato la mia nuova vita… Quando siamo andati dalle nostre ostetriche la prima volta, dopo il primo incontro conoscitivo, insomma quando è iniziato il nostro percorso, ci hanno fatto vedere, alla fine dell’incontro, 3 libri che potevamo prendere per iniziare a leggere un po’. “La gioia del parto” mi aveva colpita subito, sia per il titolo (così diverso da ciò che si sente sempre dire del parto… nessuno lo descrive mai come gioioso!), sia per le immagini in esso contenute (foto di donne in travaglio, di nascite, di mamme sorridenti con neonati in braccio), sia per come era strutturato: una parte relativa ad aspetti “teorici” molto interessanti, e una parte di storie, esperienze raccontate dalle mamme stesse, quelle mamme che avevano avuto la fortuna di incontrare Ina May Gaskin, e che avevano scelto di partorire nella sua comunità, assistite da ostetriche e da altre mamme, come in una grande famiglia.
Quello è stato il primo libro che ho letto, che non riuscivo a smettere di guardare nella stanzina delle ostetriche, che sentivo mi avrebbe dato tantissimo… L’ho letto più volte, anche dopo il parto, per rivivere quelle bellissime sensazioni che si provano tuffandosi nei racconti delle mamme che hanno avuto dei parti gioiosi, intensi, a volte anche difficili, ma che hanno sempre potuto godere della massima libertà e della consapeolezza della propria forza creatrice.
Ecco un po’ nel dettaglio cosa troverete in questo libro…
Prima parte: i racconti di parto (ben 128 pagine!) di tantissime mamme che hanno partorito a “The Farm”, la comunità con centro nascita creata proprio di Ina May, nel Tennessee. Ci sono anche i racconti di nascite delle stesse mamme, prima di conoscere Ina May e “The Farm”… come cambiano le cose! Da questi racconti, dalle nascite assistite da Ina May e dalle sue collaboratrici, emerge soprattutto il rispetto per ogni persona, per ogni storia, per ogni famiglia, diverse da tutte le altre.. e la straordinaria capacità ostetrica di queste donne, che hanno saputo risolvere problemi che in altri luoghi avrebbero portato a parti molto medicalizzati o a cesarei! E anche se sono racconti di donne dell’altra parte del mondo, possiamo comunque identificarci con loro… Le loro storie potrebbero essere tranquillamente le nostre!
Seconda parte: 14 capitoli su argomenti fondamentali, come le fasi del travaglio, la “Legge dello sfintere”, l’enigma del dolore/piacere, la connessione tra mente e corpo durante il travaglio, il movimento in travaglio, l’episiotomia, il VBAC… Un interessante capitolo tratta della differenza di approccio tra il modello medico e quello ostetrico, e vengono trattati anche nel dettaglio gli esami prenatali che in medicina vengono consigliati alle mamme. Ci facciamo un’idea dell’andamento delle nascite seguite a “The Farm” leggendo l’appendice A, che contiene i dati relativi a tutte le nascite avvenute tra il 1970 e il 2000… Beh, vi basti sapere che il 95% dei parti è avvenuto completamente a casa, mentre i cesarei effettuati sono stati solo l’1,4%… Sì, proprio così! In Italia credo che le percentuali attuali sarebbero quasi da invertire per essere veritiere!
Insomma, sono particolarmente affezionata a questo libro, una vera e propria bibbia per il parto… e lo consiglio a tutte le donne alla prima gravidanza ma anche a quelle che hanno già dei parti all’attivo! Buona lettura!

