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La nostra esperienza con le fasce…

lunedì, 1 febbraio 2010

In commercio esistono tanti e tanti tipi di fascia, che all’inizio, quando si decide di prenderne una, spesso non si sa dove girarsi… Io ne ho provate un po’, quindi mi piacerebbe provare a descrivervi come le ho usate, sperando di esservi utile… Allora… la prima fascia che ho comprato, mentre ero ancora in gravidanza, era una fascia lunga elastica di maglina… Insomma una di quelle per cui si fanno gli incroci e che spesso spaventano le mamme alle prime armi… sembra difficile usarla, ma io avevo fatto qualche prova col pancione e l’ausilio di un pupazzo, giusto per imparare gli incroci e le diverse posizioni, e non mi era sembrato così difficile. Prima che nascesse mia figlia, mi ero accontentata di provare e memorizzare le due posizioni che avrei potuto usare da subito, cioè mettendola a culla o nella posizione dritta, pancia contro pancia. Quano è nata mia figlia, ho provato prima (dopo qualche giorno) la posizione a culla, la bimba ci stava e io provavo la nuova sensazione di averla ancora addosso, ma fuori dalla pancia! Giravo per casa guardandomi negli specchi e facendomi delle foto… e iniziavo a prendere confidenza col nuovo mezzo… Poi abbiamo anche provato ad uscire, dopo un po’ di giorni, e naturalmente anche il papà la portava con piacere! La fascia lunga elastica era molto comoda, sia per me che per la bimba, eravamo strette l’una contro l’altra e spesso dormiva tutto il tempo. Poi dopo qualche settimana ha iniziato a non gradire più quella posizione, così abbiamo provato anche la posizione eretta, pancia contro pancia… Dopo un periodo di assestamento (in cui abbiamo provato anche il marsupio, in cui Vera stava ma che era scomodissimo per me!), la piccola ha apprezzato molto questa posizione, in cui rimaneva tutta rannicchiata contro il mio corpo, ma in posizione verticale. Quando è cresciuta un po’, siamo passate alla posizione successiva, cioè con le gambine che rimanevano fuori… Con la fascia lunga, se si addormentava, riuscivo anche a tenerle abbastanza su la testa, coprendola con uno dei lembi della fascia, e ci stava anche ore! Ogni tanto mi stupiva che si dimenticasse anche della poppata!

Poi è arrivata l’estate, è arrivata in ritardo ma poi si è fatta sentire! Così non me la sentivo più di usare quella fascia di maglina, perché ogni volta che la indossavo sia io che lei morivamo dal caldo… quindi ho comprato un po’ di stoffa (tipo jeans ma più leggera) e ho fatto una fascia che mi aveva anche consigliato una cara amica ostetrica: praticamente venivano due pezzi distinti, due anelli da incrociare sul petto (per intenderci, come due fasce di miss Italia messe incrociate), e la bimba veniva messa nell’incrocio. Con quella fascia abbiamo superato l’estate, ma se ritornassi indietro ne comprerei una lunga ma più leggera, non elastica. Infatti ho speso comunque un sacco di soldi tra stoffa e orli vari! Con la fascia fai-da-te potevamo mettere Vera sia fronte strada che fronte mamma, come nella fascia lunga, ma a 3 mesi spesso già preferiva guardare il mondo coi suoi grandi occhioni, e stare quindi fronte strada… tranne quando aveva sonno: in quelle occasioni si addormentava molto meglio se stava contro il mio petto. Ogni tanto la mettevamo anche sulla schiena, ma solo quando eravamo insieme io e il papà perché da sola non riuscivo. E lei gradiva molto!

In autunno (Vera aveva circa 5-6 mesi), sono ritornata ad usare la fascia lunga elastica, ma si poneva un altro problema. La bimba iniziava ad essere grandina, e non riuscivo più a fare tutte le cose che facevo prima con lei nella fascia davanti… così ho iniziato ad avere l’esigenza di portarla sulla schiena, potendola mettere anche quando ero da sola. Ho provato diverse volte con la fascia che avevo, ma essendo elastica non mi sentivo mai abbastanza sicura, mi sembrava che potesse cadere, e poi se tirava fuori le manine la sentivo proprio pericolante! Quindi mi sono decisa a fare un altro acquisto: ho preso un mei tai, un supporto che assomiglia di più ad un marsupio, e che potrebbe essere descritto come un quadrato di stoffa ai cui vertici sono attaccate delle strisce di stoffa, che si usano per fissare la posizione. Si può portare sia davanti che dietro, e si riesce abbastanza agevolmente a mettere il bambino dietro anche da sole. Avevo provato se poteva fare per me, facendo qualche tentativo col mei tai di un’amica, e mi ero trovata bene. Quindi avevamo affrontato tutto l’autunno e l’inverno col mei tai, usandolo sia davanti che dietro. Era anche comodo perché anche con la fascia elastica ormai non riuscivo più molto a portare Vera, che pesava troppo e la stoffa cedeva molto. Col mei tai mi sentivo molto sicura! Ricordo ancora la strana sensazione di portare la bimba sulla schiena… All’inizio lo avevo fatto solo in casa, poi quando mi ero sentita sicura eravamo uscite… ma la cosa più strana che ricordo erano gli sguardi straniti delle persone che incontravo! Ma anche a quello si fa l’abitudine ;-)

L’ultima “fase” che abbiamo passato è stata quella della fascia ad anelli, che si usa portando solo su una spalla. C’è chi la usa fin dall’inizio, come c’è chi usa dall’inizio solo la fascia lunga o solo il mei tai… ma io l’ho trovata utile soprattutto da quando Vera ha iniziato a camminare da sola, ad un anno… La mettevo ancora nel mei tai (come alcune volte anche adesso), ma era scomodo farla salire e scendere ogni volta che voleva… e finivo per tenerla in braccio… Allora mi sono procurata una fascia ad anelli, che trovo molto pratica per il sali-scendi, e ora è la “nostra” fascia, quella che deve essere pronta ogni volta che usciamo! Adesso Vera cammina molto da sola, le piace molto, ma a volte è stanca o per comodità mia preferisco tenerla su, quindi uso la fascia e non mi stanco le braccia. Unico neo: portando per molto tempo di seguito con la fascia ad anelli si rischia di stancarsi parecchio! E bisognerebbe alternare le spalle, per non incorrere in mal di schiena… Nonostante ciò, adesso non potrei farne a meno.

Ah, dimenticavo: quando usavo la prima fascia non conoscevo nessuno che potesse mostrarmi come allattare nella fascia, quindi per allattare facevo sempre uscire Vera e se mai la rimettevo dentro… solo dopo ho saputo che era possibile e molto comodo! Ho allattato quindi solo nel mei tai e con la fascia ad anelli, ma voglio dirvi che con tutte le fasce è possibile allattare, e anche con qualche marsupio!

Questa è la mia esperienza con le fasce, ma come dicevo prima c’è che si trova benissimo con lo stesso supporto per tutte le fasi di crescita del bambino… Anche se ognuna dovrà trovare la sua fascia preferita, spero di avervi dato qualche spunto per capirne qualcosa di più!

Ultimissima osservazione: troverete sempre qualcuno che vi dirà che se il bambino sta troppo in braccio o nella fascia poi non camminerà mai… e anche dopo rimarrà pigro… Beh non è assolutamente vero! I bambini “portati” si sviluppano fisicamente prima degli altri, a livello motorio, per via delle sollecitazioni che ricevono quando vengono portati, e spesso stanno seduti e camminano prima degli altri, perché i loro muscoli sono già forti… niente a paragone dei bambini che stanno sempre immobili nei passeggini! Certo ogni bambino è a sé, ma sappiate che queste sono solo dicerie della gente che segue il pensiero della massa… Vera stava seduta da sola a 5 mesi e mezzo, ha camminato con la manine a 9 mesi, e da sola a 12 e mezzo… e ora si fa grandi passeggiate a passo spedito, e quando è stanca c’è sempre la fascia ad accoglierla nel calore dell’abbraccio della sua mamma!

Ehi… adesso siamo in tre!

martedì, 25 agosto 2009

Eh già, improvvisamente vi trovate in tre… Dopo qualche giorno dal parto ti fermerai a pensare: ma quando è l’ultima volta che ho guardato mio marito? Esiste ancora anche lui? Non si tratta di cattiveria, ma di un dato di fatto: il bambino assorbe totalmente le tue energie, i tuoi pensieri, le tue braccia e i tuoi occhi! È proprio come la prima fase dell’innamoramento, e in effetti è un innamoramento anche quello tra madre e bambino. Può avvenire subito dopo il parto, appena hai il tuo piccolo tra le braccia, ma anche dopo ore o giorni… comunque prima o poi ti accorgerai che qualcosa è cambiato, tu e il nuovo nato siete una cosa sola, vi svegliate nello stesso momento, tu senti come sta in ogni momento, sei totalmente in sintonia con lui, ti immedesimi nelle sue sensazioni… Certo poi ci sono i momenti in cui non capisci che cos’ha, perché piange, ma la tua empatia con lui ti aiuta molto… e sappi che seguire il tuo istinto è sempre la cosa migliore. Una madre sa sempre cosa è meglio per il proprio piccolo, se segue ciò che le viene da dentro, non i consigli della nonna o del pediatra… Insomma un legame speciale vi unisce, e il papà può sentirsi escluso e solo… ma forse non sa che per te è fondamentale che lui vi stia accanto, a proteggervi e a rassicurarvi. Il papà dovrebbe fare da filtro tra voi e il mondo esterno, soprattutto nei primi giorni, quando tutto è così strano e tu e il tuo piccolo avete bisogno di tanta quiete per conoscervi bene. Dovrebbe prendere sul serio il suo compito di “filtro”, e impedire che tu abbia troppe visite o troppe telefonate; dovrebbe poi occuparsi della casa e di cucinare, perché lui non può allattare al tuo posto! Il suo ruolo è anche molto importante perché quando hai bisogno di farti una doccia o di dormire un po’, tra una poppata e l’altra, lui può stare col piccolo e cullarlo, tenerlo con sé e conoscerlo a sua volta. Il bambino lo conosce già, ma ha bisogno di sentirlo vicino tutte le volte che non è con te. Ritroverà così quella voce profonda che sentiva da dentro il pancione.

I primi giorni in tre sono particolari, sembra di vivere in una dimensione a parte, ma vedrai che ben presto ognuno troverà il suo posto, e dopo poco tempo vi farà strano ripensare a quando non eravate ancora mamma e papà!