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Le spinte del periodo espulsivo

mercoledì, 28 settembre 2011

Un breve post in risposta ad una domanda fattami da una lettrice… Come commento mi sembrava troppo lungo!
La fase espulsiva… Non so quanto meglio potrò descriverla rispetto a quanto ho scritto nel racconto della nascita di Maia, non è facile, ma ci provo… Allora, lo sforzo fisico è davvero grande, ma è diverso da altri sforzi fisici, semplicemente perché, mentre spostare un mobile richiede concentrazione e volontà di tenere su il mobile, cioè il cervello comanda il braccio e gli dice forza resisti, alza, abbassa, tieni duro… e cose così, nella fase espulsiva, se nessuno ti comanda cosa fare (cosa auspicabile), il corpo fa da solo, e semplicemente non si può evitare di fare ciò che vuole… Le spinte sono un movimento e uno sforzo di tutto il corpo, che si può solo assecondare (o contrastare certo, ma non è consigliabile)… Se lo assecondi, tutto il tuo corpo è concentrato nello sforzo, ed è molto più semplice. Non sei tu che spingi, che ti sforzi (come vedi nei film, e come in tanti ospedali ti chiedono di fare, magari quando lo dicono loro…),  ma il tuo corpo viene scosso tutto da queste spinte che arrivano dall’interno, e che a tante mamme non fanno assolutamente male, come è stato per me. So che non è un bel paragone, ma è un po’ come quando vai di corpo e senti gli spasmi, non sei tu che spingi ma il tuo intestino… Si prova una grandissima sensazione di potenza, al massimo il dolore che si sente può essere di tensione oppure quando sta per spuntare la testa, lì si sente bruciare, ma non è il dolore delle spinte… Non ricordo più se l’ho scritto nel racconto, ma io non ho provato dolore, cioè un po’ sì, ma rispetto al primo parto è stato diversissimo… Le contrazioni facevano male, io le avevo di schiena ed erano abbastanza dolorose, ma la cosa che faceva più male (cosa che ho capito a posteriori, dopo questo secondo parto) era la paura. Anche se ho partorito a casa, comunque la prima volta non sai a cosa vai incontro, non sai come sarà, non sai quanto durerà, non sai se ce la farai… e quindi la paura ti fa sentire più dolore perché ti impedisce di rilassarti e di andare incontro all’esperienza che stai vivendo. Alla luce della mia prima esperienza, comunque molto positiva, sono arrivata a questo secondo parto molto più preparata “emotivamente” e molto più tranquilla, e anche se le contrazioni facevano un po’ male (ma le ricordo molto meno dolorose del primo parto), l’atteggiamento mentale era tutto diverso, ero davvero tranquillissima, mi sentivo drogata di ormoni forse! E quindi, non avendo assolutamente paura, mi sono lasciata molto più andare e questo ha aiutato, di sicuro. I ruggiti che mi uscivano erano proprio per la potenza che si sprigionava dal mio corpo, era l’aiuto della voce all’impegno enorme che metteva il mio corpo nella nascita della mia bambina… assolutamente non per il dolore!

E poi, alla fine, dopo lo sforzo e la fatica, ecco che sguscia fuori il tuo miracolo, il tuo piccolo, la creatura che hai custodito dentro di te per 9 mesi… ti dimentichi di tutto e ti innamori perdutamente di lui, e lì sì che sei totalmente drogata di ormoni!

Mamme care, vi ritrovate nelle mie parole?

Il bello e il brutto della gravidanza

martedì, 30 marzo 2010

Quando ripenso alla mia prima e per ora unica gravidanza, una marea di emozioni e ricordi mi invade… 9 mesi sono tanti e si provano così tanti sentimenti contrastanti! Poi è difficile “riassumere” tutto ciò che si è provato, ma a volte lo si fa per rispondere alla gente che ci chiede “E la tua gravidanza com’è andata?”. Quando la gravidanza non ci piace, può essere a causa di problemi nella nostra vita in generale, o forse il momento in cui arriva la gravidanza non era quello adatto, o forse ci sono dei problemi legati proprio alla gravidanza, che non procede bene, e quindi ci procura paure e preoccupazioni… Credo che in tutte le gravidanze ci siano aspetti positivi e negativi, dettagli che ci hanno fatto stare particolarmente bene o eventi che ci hanno fatto soffrire, e ho voglia di provare a ricordare la mia esperienza!

Quando penso agli aspetti negativi della mia gravidanza, quello che prevale su tutti è senz’altro il malessere che ho provato nel corso dei primi mesi, malessere fisico dovuto alla continua nausea e al vomito che si ripeteva più volte al giorno… Dalla 6a alla 16a settimana sono stata male, andando man mano meglio, ma è stata molto dura. In quel periodo sono stata a casa, non avrei potuto fare nulla, la mia vita andava avanti sul divano di giorno e nel letto di notte, e spesso in bagno! Nonostante la felicità dell’essere incinta, questo periodo è stato davvero difficile, e ogni volta, ancora adesso, che ho un po’ di fastidio allo stomaco, mi ributto per un istante in quei lunghi mesi difficili… e mi chiedo come ho fatto a superarli. Eppure l’ho fatto! Un’altra cosa che mi ha portato un po’ di scompiglio è stato il rigido protocollo del servizio ostetrico che mi ha seguito, per cui ogni tot si rischiava di uscire per qualche problemino, come lo streptococco positivo, la pressione alta o bassa, l’anemia, i controlli… Insomma non ero sicurissima di poter partorire a casa, e ogni tanto il pensiero di dover andare in ospedale mi faceva star sveglia di notte. Ci tenevo davvero tanto! Per il resto, a parte gli ormoni ballerini che ogni tanto fanno brutti scherzi, mi sembra di poter dire che ho vissuto una gravidanza piuttosto sana e serena. Dopo i primi mesi ho ripreso piano piano la mia vita e ho portato a termine i progetti a cui tenevo, preparandomi poi all’arrivo della mia bambina. Le ultime settimane sono state essenzialmente di riposo e meditazione, di lettura, di solitudine ricercata, di dialogo con la piccola, di passeggiate nel pallido sole primaverile, e di preparazione “spirituale” all’incontro con la nuova dimensione dell’essere mamma.

Gli aspetti positivi? Beh sono assolutamente la maggioranza, per fortuna! E’ anche difficile elencarli, perché sento che tutto il periodo dei 9 mesi ne è stato pregno… La gioia iniziale nella scoperta di essere portatrice di una nuova vita, le mille fantasie su come sarebbe stato, i tanti sogni vividi, l’unione con il papà sempre più forte, il sapere di stare crescendo bene la nostra creatura, al calduccio nella mia pancia… Nei primi mesi questi sentimenti e pensieri erano già presenti, ma indeboliti dal malessere fisico e dalla stanchezza che mi annebbiavano la mente… Ma anche quel periodo è stato necessario, perché come ho scritto nel diario che scrivevo per la mia creaturina, una delle prime cose che ho capito è stata che stavo imparando l’elasticità, dote necessaria a crescere un bambino, e anche la fiducia nel mio corpo e nel mio bambino. Evidentemente non ero un soggetto facile, perché la nausea è stata bella tosta!

Nei mesi successivi, ricordo benissimo la sensazione di potenza, quasi di onnipotenza che provavo dietro alla mia panciona che cresceva… Sentivo di avere una forza mai provata prima, un’energia così grande da poter scalare una montagna! Era però una sensazione più mentale che fisica, stavo benissimo e mi sentivo bene, bella e felice. Il rapporto con la piccola dentro la pancia cresceva sempre più, poi quando ho iniziato a sentire i movimenti della mia piccolina ero al settimo cielo, da lì non è passato giorno che non ci parlassi e non la accarezzassi attraverso il pancione… Le leggevo le storie, le facevo sentire canzoni e musiche che ancora adesso mi fanno subito ripensare a quel periodo, e sognavo e fantasticavo su di lei (anche se non sapevo ancora con certezza che fosse una bambina!). Mi sentivo proprio bene nei miei abiti prémaman, ero anche ingrassata un po’ ma era solo un bene, dopo quei primi mesi così difficili!

Nel terzo trimestre, passata un po’ l’euforia dei mesi centrali, ho iniziato a sentirmi un po’ più stanca, ma stavo sempre bene, e come accade di solito il mio viaggio si è fatto un po’ più intimo, ero un po’ più centrata su di me, concentrata sull’arrivo della mia creatura, sul parto, e iniziavo a prepararmi in tutti i modi che potevo. Fisicamente sono stata bene fino all’ultimo, solo un piccolo calo del ferro che ho dovuto “curare” per non dover uscire dal protocollo, ma che poi ho scoperto essere assolutamente normale, in procinto del parto. E poi, in questo periodo, ho iniziato a sentire anche che ero un po’ stufa della pancia! Avevo delle vene che si erano gonfiate, all’inguine e sulle gambe, e questo mi obbligava a portare le calze elastiche. Per fortuna che era inverno! Quindi ad un certo punto ero stufa di tutto quel peso, di dovermi alzare al mattino come se pesassi un quintale, puntando le mani nel letto per tirarmi su con uno sforzo sovrumano… E di dormire con le mani informicolate, e di non riuscire più a scrivere se non al computer, per il dolore alle mani. Sono felice di non essere arrivata neanche alle 40 settimane ;-)

Insomma, questa a grandi linee è stata la mia esperienza. Mentre scrivo sono consapevole del fatto che tante di voi si ritoveranno in alcuni particolari, ma per la maggior parte delle cose ci saranno differenze, e per chi ha più di un figlio ancora di più! Nonostante la fatica fisica e le preoccupazioni che accompagnano questo periodo della vita di una donna, credo che alla fine il bilancio non possa essere che positivo. E credo anche che, visto che i nostri piccoli là dentro sentono tutto ciò che proviamo, sarebbe bello se tutte le mamme del mondo potessero vivere la loro gravidanza nel modo più sereno possibile, sapendo che quel viaggio le porterà ad abbracciare la  nuova vita che hanno creato!