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Elaborare il proprio parto

martedì, 1 dicembre 2009

Spesso non si riesce ad avere il parto che si era sognato, nonostante tutto ciò che si tenta… A volte la delusione è grande, la frustrazione ti rimane dentro anche se tutti, al di fuori, parenti e amici, ti dicono “Ma sì, l’importante è che il bimbo stia bene…”. No! Non è così! È ovvio che la salute del bimbo è fondamentale, senza questa condizione non si può neanche parlare di altro, ma non è tutto. Se la madre non si aspettava nulla di particolare dal parto, ma solo di “sfornare” in qualche modo la creatura, non sarà facilmente delusa, ma se la madre ha fatto tutto un percorso intimo di conoscenza delle proprie esigenze e aspettative rispetto al come mettere al mondo il proprio piccolo, beh allora sì, può rimanere scottata da esperienze molto lontane da quelle che immaginava o desiderava per sé.

I primi tempi, anche a malincuore, ti trovi a dare ragione a quelli che ti dicono che devi pensare al piccolo, ora, senza perderti in “rimuginamenti inutili”… In effetti all’inizio non hai tempo anche di pensare al tuo parto, perché il bambino ti assorbe totalmente nel presente o nel futuro molto prossimo… Dopo qualche mese, però, quando sei entrata nel tuo ruolo di madre, puoi tornare a pensare a cosa è successo. In questi casi, credo che sia molto importante riuscire a pensare insieme ad un’altra persona (che ti capisca o che possa dare importanza al tuo sentire) a come ti senti, a quali sentimenti ti trovi dentro… Forse puoi ritirare la cartella clinica (se non sei contenta di come sono andate le cose, probabilmente hai partorito in ospedale o in clinica, e hai diritto alla tua cartella clinica) e rivolgerti ad un’ostetrica che ti spieghi quello che non puoi capire, i termini tecnici e medici che racchiudono gli eventi della nascita di tuo figlio. Puoi cercare di capire se tutto quello che è stato fatto era corretto, necessario e sufficiente, o se sei “vittima” di un sistema che troppo spesso dimentica le persone e si concentra troppo sui tempi e modi “giusti”. Non riavrai indietro il parto che sognavi, nessuno ti chiederà scusa per ciò che ti è stato tolto, ma tu hai qualche possibilità in più. Se c’è stata qualche violazione o scorrettezza medica, puoi decidere di sporgere denuncia. Se non ci sono gli estremi per un’azione legale, puoi comunque cercare di accettare quello che hai vissuto comprendendo che non avresti potuto fare diversamente. Anche se ti sembra che avresti potuto fare qualcos’altro, probabilmente lo dici perché dopo hai delle informazioni o delle possibilità in più, che prima non avevi, o semplicemente la lucidità mentale per ragionare “a freddo”. Altrimenti non saresti arrivata a quel punto, no? Comprendere come sono andate veramente le cose, e perché, ti può aiutare a fare pace con te stessa e a concentrarti sul modo per vivere un’esperienza diversa, la prossima volta.

Non credere però che chi ha un parto facile e aderente alle proprie aspettative non abbia nulla da “elaborare”… Può capitare che comunque il proprio parto, forse proprio se andato particolarmente bene, cambi molto le prospettive personali e di vita… A me è successo un po’ così. Dopo qualche mese dal parto, mi sono resa conto che la strada professionale che stavo percorrendo (e rincorrendo!) da circa 10 anni non faceva più per me. È stato difficile dare voce a questa intuizione, perché per un terzo della mia vita avevo immaginato di fare una professione che poi in quel momento non mi interessava più. Quindi il cambiamento di rotta è stato più che altro un viaggio al centro di me stessa, dove ho cercato di capire come stavano veramente le cose, e dove potevo andare. Credo che in queste occasioni sia controproducente andare contro il proprio desiderio profondo, perché per esperienza so che andare nella direzione opposta a quella che ci detta il nostro sentire più profondo è pericoloso, prima o poi ci saranno delle conseguenze. Quindi non posso che consigliare di riflettere bene sulla questione, se vi sembra che qualcosa dentro di voi sia cambiato… non abbiate paura di dar voce ai vostri desideri, se non potrete comunque realizzarli almeno ne sarete coscienti, e questo non potrà che rendervi più consapevoli!