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Svezzamento “al naturale”

mercoledì, 25 novembre 2009

Il termine svezzamento viene usato con due significati diversi: iniziare ad introdurre nella dieta del bambino altri cibi diversi dal latte materno, e smettere di allattare. Le due cose sono molto diverse, ma sicuramente correlate, perché il processo che inizia quando si propongono al bambino cibi diversi dal latte non può che concludersi, prima o poi, con la fine dell’allattamento al seno.

Ho allattato Vera in modo esclusivo almeno fino a 6 mesi, ma non ricordo esattamente fino a quando! So però che già prima dei 6 mesi la mettevamo a tavola con noi, sul seggiolone, in modo che non si sentisse sola quando mangiavamo, e lei si intratteneva mordendo carote, sedano e finocchi crudi. Quando aveva circa 4 mesi e mezzo aveva cercato di prendermi della carne dal piatto! E visto che a 5 mesi e mezzo stava seduta, abbiamo capito che il suo interesse per il nostro cibo la avrebbe portata a voler assaggiare molto presto. Infatti lei non aspettava altro! Verso i 6-7 mesi, quindi, abbiamo iniziato a farle assaggiare le cose che mangiavamo noi, cose semplici e cucinate in modo sano, naturalmente. Lei assaggiava tutto e sembrava molto contenta.  Naturalmente, al di fuori di quei piccoli assaggi, tanto latte di mamma a volontà! Ho iniziato il percorso di svezzamento senza preoccupazioni o ansie, perché il fatto di allattare ancora a richiesta mi dava la certezza di assicurare a mia figlia tutto ciò di cui aveva bisogno. Quasi sempre Vera poppava prima di sedersi a tavola con noi, così era tranquilla, con la fame soddisfatta, e pronta ad assaggiare nuove cose e a fare esperimenti. Per un po’ di mesi si può dire che non stesse mangiando veramente, ma si divertiva e giocava, sperimentando nuovi sapori. In realtà non so dire neanche quando abbia iniziato a mangiare veramente, perché ho sempre cucinato le stesse cose per tutti, e lei assaggiava da noi e mangiava quanto voleva. Si faceva capire benissimo quando non ne voleva più! E poi chiedeva la tetta, naturalmente! Non so nemmeno quanto mangiasse, perché preparavo due dosi abbondanti (per me e per il papà) senza pesare e misurare, e così era tutto più semplice. Ho provato due volte a preparare il brodo vegetale, ma non ha voluto assolutamente mangiarlo, così ho deciso che avremmo deciso noi (io e lei) cosa, come e quanto. È andato tutto benissimo, il momento del pasto è sempre una gioia per lei, qualsiasi cosa stia facendo corre al tavolo e vuole entrare nel seggiolone, e mentre inizio a mettere in tavola inizia già a urlare “Am! Am!”. Da circa un mese sa mangiare da sola con le posate, anche se spesso a fine pasto troviamo un bel po’ di pappa sotto al seggiolone, ma evitiamo di faticare troppo mettendo un tappeto lì sotto, così dopo è più facile pulire. Prima si faceva imboccare senza tanti problemi, oppure mangiava da sola con le mani. Ancora adesso, se un giorno non ha fame o non le va quello che ho preparato, mangia pane e altre cose e poi recupera con il mio latte.

Se si aspettano almeno i 6 mesi del bambino, non c’è bisogno di preparare cose speciali per iniziare lo svezzamento, perché a differenza di un lattante di 3 mesi, a 6 mesi i bambini possono già masticare piccoli pezzi di cibo (anche se non hanno ancora i denti!), e quindi ciò rende possibile adattare il nostro pasto anche a loro, senza troppe difficoltà. Non c’è neanche bisogno di usare piatti o bicchieri particolari, ne basterà uno infrangibile, e se un bambino non ha mai usato il biberon, può tranquillamente crescere senza usarne mai uno! I piccoli sanno bere dal bicchiere anche appena nati, quindi a maggior ragione basta procedere con calma, senza beccucci o altre particolarità!

Secondo me le cose importanti da tenere in mente sono queste:

-mai forzare il bambino a mangiare qualcosa: se non gli va forse significa che non è pronto, alcuni bambini iniziano a mangiare ben oltre i 6 mesi, e forse può avere dei problemi di allergia che lo portano a preferire il latte materno per tutto il primo anno di vita e oltre;

-se il bambino butta fuori con la lingua gli alimenti solidi vuol dire che non è ancora pronto ad assaggiare qualcosa di diverso dal latte, e se non sta seduto è ancora presto per iniziare a mangiare “da grandi”;

-con lo svezzamento naturale inizia un graduale allontanamento dal seno, che si concluderà con la fine dell’allattamento, ma che può impiegare anche diversi mesi o addirittura anni per compiersi! Il tutto avverrà così gradualmente che piano piano il bambino aumenterà la quantità di cibo diverso dal latte, facendo diminuire il nutrimento che ottiene attraverso il seno, senza quasi accorgersene!

-Anche durante il secondo anno di vita il latte materno è un’ottima fonte di nutrimento, e oltre a questo l’allattamento costituisce anche un mezzo di legame col bambino, quindi non c’è alcun motivo per interromperlo, se la mamma e il bambino lo desiderano.

Che dire di più, anche in questo caso credo che non si possa sbagliare se ci si fa guidare dal nostro intuito e dal comportamento del nostro “saggio” bambino, evitando di seguire consigli (sì, anche quelli del pediatra!) se ci sembrano non adatti a noi e al nostro bambino, naturalmente in assenza di patologie! Buon appetito! ;-)


“Che fortuna, signora!”

sabato, 29 agosto 2009

Questa è la frase che mi sento dire più spesso quando le persone mi vedono allattare ancora la mia piccola di quasi 17 mesi… ma è anche la stessa frase che mi sono sentita ripetere da molte persone quando mia figlia era neonata o poco più grande… Purtroppo si crede che sia questione di fortuna se “si ha il latte”, se “è buono”, e se “c’è ancora”… ma non è affatto così! Di solito sono le persone della generazione dei nostri genitori ad avere queste credenze… infatti quasi nessuna mamma negli anni 70-80 ha allattato i propri figli! C’era la “regola” di aspettare 3 ore tra una poppata e l’altra, c’era la “regola” dei 10 minuti per parte, c’era la “regola” che di notte bisognava avere una pausa più lunga… e ci credo che così nessuna mamma aveva più il latte, dopo un po’!

Per fortuna adesso queste assurde credenze non sono più così comuni, ma c’è ancora qualche pediatra (senza considerare nonni, parenti e amici) che cerca di propinarle alle neo mamme che cercano consigli (o no) sull’allattamento. Oltre ad essere del tutto false e scorrette, c’è da dire che vanno contro le raccomandazioni dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). Il modo corretto (e l’unico possibile, aggiungerei) per allattare è farlo a richiesta (cioè quando lo chiede il bambino), che sia ogni 2 ore o ogni 10 minuti, e senza guardare l’orologio o la bilancia, se non una volta alla settimana o al mese. Il bambino non dovrebbe ricevere nessun altro alimento al di fuori del latte materno almeno per i primi 6 mesi (allattamento esclusivo), e l’allattamento dovrebbe continuare almeno per i primi due anni del bambino, insieme all’alimentazione complementare (è interessante notare che gli altri alimenti sono considerati complementari, mentre il latte materno è l’alimento principale). Per riuscire a raggiungere questi obiettivi, non si può allattare ad orario, perché inevitabilmente il latte diminuirà per poi scomparire del tutto in poco tempo. Infatti, gli unici modi che possiede il bambino per assicurarsi il giusto fabbisogno di latte sono: la durata della poppata, la frequenza dei pasti, e prendere uno o entrambi i seni. Solo lasciando il bambino libero di gestire queste tre variabili, si può essere sicuri che il piccolo assuma tutto ciò di cui ha bisogno. In certi periodi particolari della crescita (scatto di crescita), il neonato ha bisogno di un maggior quantitativo di latte, quindi aumenterà la frequenza delle poppate. Se ha sete, farà poppate più brevi, perché il latte che esce all’inizio della poppata è più liquido e dissetante, mentre se ha proprio fame e ha bisogno di assumere il latte più calorico popperà tanto da uno stesso seno, aspettando il “secondo” latte che è più sostanzioso. Insomma, solo il piccolo sa esattamente cosa gli serve e in che momento, dobbiamo lasciarlo fare e avere fiducia in lui, oltre che nel nostro corpo. Il corpo della mamma è programmato per rispondere perfettamente alle richieste del proprio piccolo, e ciò significa che ogni mamma è assolutamente in grado di nutrire suo figlio al seno, senza bisogno di aggiunte o anche solo di acqua. Un bambino che ha libero accesso al seno non ha bisogno di altro per i primi 6 mesi di vita, e se vogliamo esagerare possiamo dire che un bambino può crescere perfettamente SOLO con latte di mamma per i primi 3 anni!

Fortuna?”. No, io direi consapevolezza e fiducia!


Per qualsiasi chiarimento, non esitate a contattare una consulente de La Leche League (Lega per l’allattamento materno). Sono volontarie che possono aiutarvi concretamente a risolvere qualsiasi problema inerente l’allattamento, in modo del tutto gratuito!

Indirizzo web: http://www.lllitalia.org/