Archivio per la categoria ‘Ecologia e risparmio’

Intervista a Federica, mamma che produce pannolini lavabili!

venerdì, 1 marzo 2013

1- Ci racconti un po’ della Federica mamma?

Prima di tutto sono una mamma imperfetta, ho fatto e farò tanti sbagli ma cerco comunque di fare del mio meglio. Una mamma molto affettuosa che passa molto tempo ad abbracciare e baciare la propria bimba. Ho lasciato il lavoro per dedicarmi completamente alla mia famiglia, prima lavoravo nel negozio che ho con mia mamma, solo che non sono capace a stare molto ferma ed ho dovuto “inventarmi” qualcosa da fare.
I dolci sono una delle cose che amo fare e devo dire che mi riescono anche abbastanza bene; poi, cosa non meno importante, amo cucire…
Il primo Corredino di Carlotta, la mia bimba che ora ha 22 mesi, l’ho cucito tutto a mano. Non vi dico la fatica, ci ho impiegato qualche mesetto nel terminarlo ma alla fine ero molto soddisfatta.
Una volta nata la mia bimba ho dovuto accantonare un po’ le mie passioni a causa di un reflusso grave che mi teneva impegnata 24 ore su 24. Passavo la giornata con lei in braccio o in fascia e a lottare con il pediatra per non darle il latte artificiale, ma questa è un’altra storia… Ma appena è migliorata ho ripreso in mano ago e filo e non mi ha più fermata nessuno!
Avevo una macchina da cucire in soffitta che avevo preso al discount e che non avevo mai utilizzata a causa della mia ignoranza in materia, ma presa dall’euforia l’ho presa e con il libretto delle istruzioni in mano ho iniziato a creare, creare e creare.

2- Quando hai sentito parlare per la prima volta di pannolini lavabili? E quando li hai provati per la prima volta?

Sinceramente non me lo ricordo… Ma essendo abbastanza sensibile all’ambiente e alla ricerca di cose non dannose per la salute del bambino, mi piaceva l’idea di utilizzarli.
Purtroppo, mentre ero in attesa, tutte le persone attorno a me e nell’ignoranza sul discorso, hanno iniziato a dirmi “guarda che ti complichi la vita” “avrai già una mole di roba da lavare” ecc. Demoralizzata e non conoscendo nessuno che ne facesse uso accantonai immediatamente l’idea spaventata.
Nata Carlotta, utilizzai gli U&G e ne feci uso per 6 mesi poi frequentando Vitamina(M)amma, un’associazione fatta di mamme che aiutano altre mamme e di cui ora sono anche socia attiva, conobbi meglio il mondo dei lavabili e da lì ebbe inizio tutto… Ero molto curioa sull’argomento ed in continua ricerca di materiale inerente.

3- Com’è nata l’idea di creare PL “a modo tuo”?

Mi piaceva molto cucire e mi dissi “perchè non provare a cucirne uno?”. Il primo lavoro che feci fu una cover in pile che lasciava molto a desiderare, la seconda andò già meglio. Poi presi del pul, mi disegnai il cartamodello e feci il primo pocket.
Ovviamente i primi esperimenti andarono nel cestino, ma man mano miglioravo raffinando di più la tecnica e facendola diventare sempre più mia. Mi divertivo tanto nel farli e molti andarono in regalo alle amiche riscontrando parecchi consensi. Capii che avrei potuto trasformare quella passione in un lavoro.

4- Da dove prendi spunto per creare pannolini così fantasiosi e sempre nuovi?

Gli spunti li prendo ovunque… Da una fiaba o dalla vita di tutti i giorni. Ma spesso mi vengono in mente man mano che eseguo un lavoro. Ho sempre galoppato con la fantasia e forse a volte fin troppo; ma ora posso lasciarle libero sfogo.

5- Che ritmo di produzione hai al momento?

Molti pensano che lavorando a casa si sia più agevolati, ma non è così! Il ritmo di produzione lo decide prima di tutto mia figlia poi mio marito e le faccende di casa.
A casa sono sola con Carlotta dalle 7.30 del mattino fino le 20.15 di sera orario del rientro dal lavoro di mio marito. il mattino in genere lo dedico per fare la spesa e portare al parco la piccola poi c’è il pranzo e qualche faccenda, al pomeriggio si gioca un pò e poi si mette su la cena. Alla fine i momenti che dedico al cucito è durante il pisolino del dopo pranzo o la sera/notte.
Quindi c’è magari la settimana in cui ne riesco a fare 5 (grazie all’aiuto molto sporadico della nonna) oppure 1 solo. Molto fa anche il tipo di lavoro chè c’è da fare sul pannolino, ovviamente più è complesso e più tempo mi porta via.

6- Ti chiedono spesso di creare pannolini con personalizzazioni?

Il 90% sono personalizzati e difficilmente vengono richiesti semplici.

7- Ti ritieni soddisfatta del tuo lavoro?

Molto, riuscire a fare della tua passione un lavoro è molto soddisfacente. Poi quando vedi che l’altra mamma apprezza e ne è entusiasta, diventa divinamente gratificante e sei felice di aver dedicato quelle ore su quel pannolino.

8- Cosa consiglieresti ad una mamma che vuole cucire da sé i propri pannolini?

Di provare e riprovare perchè riuscire a fare qualcosa con le proprie mani dà tanta soddisfazione e poi rimarrebbe comunque un ricordo per i nostri bimbi.

Grazie mille Federica, e in bocca al lupo per la tua attività! Ah, quasi dimenticavo, ecco dove potete ammirare i lavori di Federica:

http://fiordivanigliabyfede.blogspot.it/

http://www.facebook.com/pages/Le-creazioni-di-FiorDiVaniglia-by-Fede/261001144000977?ref=ts&fref=ts

 

Negozi di usato e gruppi di scambio

martedì, 9 ottobre 2012

In molte città esistono negozi di usato per bambini, dove si possono trovare molti articoli (abbigliamento, puericultura, giocattoli…) che sono stati usati e che vengono poi dati ai negozi in modo che possano essere rivenduti. Di solito, se sono usati, gli articoli vengono venduti a metà prezzo rispetto al nuovo, a volte ad un prezzo superiore alla metà se sono paticamente nuovi. In ogni caso, è molto conveniente comprare in questi negozi, le cose sono tenute molto bene e i vestiti per i piccoli, che crescono così in fretta, sono davvero quasi come nuovi.

Si possono anche vendere cose che non usiamo più, in modo che il riciclo possa aiutare altri genitori (se il negozio venderà gli oggetti che gli abbiamo affidato, avremo diritto alla metà del prezzo a cui è stato venduto l’oggetto) . Ma non è solo questo: credo che sia importante anche la mentalità che sta dietro a tutto ciò: perché devo spendere molti più soldi per comprare un oggetto nuovo, quando posso trovarlo quasi altrettanto nuovo, ad un prezzo molto più basso, evitando anche gli scarti di una nuova produzione, l’inquinamento aggiuntivo, e riusando qualcosa che ancora non ha finito di dare ciò che può dare? Quando posso, cerco sempre prima ciò che mi serve nei negozi di usato, o nei gruppi di scambio o di vendita su appositi siti o su Facebook, e preferisco comprare lì piuttosto che andare a cercare nel nuovo… mi sembra uno spreco inutile! Ho preso tantissimi vestiti usati, e anche giochi, oggetti come passeggini e bilance, sia nei negozi di usato che comprando da amici, e mi sono sempre trovata benissimo! Portafoglio contento e ambiente contento :)

Insomma, la maternità mi ha anche aiutato a capire quanto sia importante questo tipo di attività, e le mie bambine mi hanno fatto diventare ecosostenibile! ;)

Deodorante? No grazie!

giovedì, 3 maggio 2012

Ho sempre avuto il problema del sudare molto, non so dire per quale motivo, ma sicuramente anche per una componente emotiva… In situazioni emotive cariche, o quando sono in ansia, inizio a sudare molto… Questo può essere molto fastidioso, e oltre al diventare visibile sulle magliette (che imbarazzo!), può dare anche problemi di cattivo odore… Ho provato diversi deodoranti, con o senza alluminio (componente parecchio dannoso, a quanto pare), ma nulla, il problema rimaneva… Ora non sto a raccontarvi tutto nei minimi dettagli, ma vengo al punto. Un’amica virtuale mi ha consigliato di provare a non usare più alcun deodorante, ma di tentare con il bicarbonato. Sì, il bicarbonato, proprio lui! Quella polverina bianca che si può usare per le cose più diverse, funziona anche come deodorante!
Ho deciso di tentare, visto che non mi costava nulla… Al mattino (e ogni altra volta che ne hai bisogno) ti lavi, poi ti inumidisci le dita, prendi un po’ di polvere (la quantità è circa una nocciolina) e la passi sotto le ascelle. Tutto qui! Io ero un po’ scettica, mi dicevo ma figuriamoci se con tutti i deodoranti che ho provato, un po’ di bicarbonato può funzionare meglio… E invece sono rimasta piacevolmente colpita dalla sorpresa… Niente puzza! E’ stato davvero strabiliante, ero quasi commossa! Funziona davvero, forse non per tutti ma per tanti sì, e io sono mesi che non uso più il deodorante, e mi trovo benissimo… Forse non avrò le ascelle profumate, ma per me è già tantissimo non avere cattivi odori! Poi certo non è miracoloso neanche il bicarbonato, e se sudo proprio tanto un po’ di odore c’è, ma non certo di più che col deodorante! E dirò di più, da quando uso il bicarbonato mi sembra di sudare anche di meno, e le volte che succede e un po’ di odore finisce anche sulle magliette, basta un lavaggio normale e la puzza se ne va. Prima, invece, l’odore rimaneva in modo molto più forte anche sulle magliette…
Insomma, ho rivalutato e promosso a pieni voti questa polverina bianca che avevo in casa ma che non utilizzavo molto, e ora viene sempre con me! In estate forse le cose si faranno più difficili, gli esperti dicono che a volte c’è bisogno di un “rinforzo” anche di deodorante, ma che comunque il bicarbonato aiuta tantissimo… E per ora un solo problema… Se indosso magliette scure subito dopo aver applicato il bicarbonato, si può formare un antiestetico alone bianco sulla maglietta… Soluzione? Applicare il bicarbonato e attendere che sia completamente asciutto prima di vestirsi!
Insomma, provare per credere!

Mammapermamma ha provato per voi… un pannolino GroVia!

domenica, 8 aprile 2012

Oggi vi parlerò del pannolino GroVia che ho ricevuto dalla gentile e disponibile Marina, la mamma che si occupa dello shop online Ecolittle (www.ecolittle.com). Si tratta del “sistema tutto in due” GroVia: mutandina impermeabile a cui è attaccato un interno tramite due bottoncini a pressione. Al momento del cambio, si cambia l’interno e se la mutandina non è sporca o bagnata, si riutilizza la stessa.

Ma vediamo più nel dettaglio come è composto questo pannolino…

Mutandina: è taglia unica e si chiude tramite comodi bottoni a pressioneo con velcro. La taglia si regola con i bottoni e veste dai 3,5 ai 15 kg. E’ in tessuto sintetico (superficie esterna in morbido poliuretano PUL impermeabile e traspirante, superficie interna in poliestere) e asciuga molto in fretta. Al suo interno, c’è una retina che permette all’aria di circolare e confina l’umidità nell’inserto assorbente. Ci sono diverse fantasie tra cui scegliere, tutte carinissime… io ho scelto la fantasia Flowers con bottoni ma mi sarebbe piaciuta anche quella simpaticissima coi gufetti! Una cosa molto pratica di questa mutandina è che, oltre ad essere parecchio sgambata e quindi poco ingombrante per il bambino, ha 2 bottoncini che si possono agganciare da ogni lato del pancino, per aggiustare meglio la misura e tenere ben fermo il pannolino… Un dettaglio che può far davvero molta differenza! Infine, ecco le istruzioni per il lavaggio: lavaggio a temperatura max 40° C, asciugatura lontano da fonti dirette di calore.

Interno: ci sono tre tipi di interno tra cui si può scegliere… Sono in cotone biologico o cotone più canapa. Ecco i tre tipi di inserti: a 5 strati di cotone biologico (solo fibra naturale, senza strato impermeabile in poliuretano laminato); a 6 strati (cotone bio con strato impermeabile in poliuretano laminato); nella nuova versione in canapa + cotone con effetto Stay Dry: un soffice strato in pile di poliestere con effetto drenante limita la sensazione di bagnato sulla pelle, con strato impermeabile. Gli interni sono venduti in coppia, sono morbidi e asciugano abbastanza in fretta, possono andare in asciugatrice e sono poco ingombranti per il bambino.

Insomma, questo pannolino mi ha conquistato. E’ molto assorbente, comodo per la mamma e per il bambino, e il fatto di poter riutilizzare la mutandina che spesso rimane asciutta è una cosa molto apprezzabile… Mi è capitato di dover smacchiare sia la mutandina che il pannolino, e sono venuti perfettamente puliti… Il pannolino “sistema tutto in due GroVia” è promosso a pieni voti! Se non fossi già a posto con i pannolini che ho in quantità, ci avrei fatto davvero un pensierino!

Ecco il pannolino come appare quando è indossato

E grazie ancora a Marina per avermi dato la possibilità di provarli!

EC… intervista ad una mamma speciale…

mercoledì, 7 marzo 2012

Eccoli qua: Valentina 32 anni, Marco 34 e Attiilo quasi 19 mesi. Attilio è nato in casa, con Lotus, e da quel momento è iniziata la loro vita a tre, senza pannolino! Valentina e Marco utilizzano solo prodotti naturali, sia per l’alimentazione che per l’igiene personale, che per la cura di eventuali malanni. Producono pane, pizza, dolci, fette biscottate e quant’altro con la pasta madre, e si stanno anche cimentando nell’autoproduzione di dentifricio e detersivi, con buonissimi risultati! Ma ora vediamo cosa ci dice Valentina rispetto all’EC…

1. Come sei venuta a conoscenza dell’EC? Quale è stata la tua prima impressione? Cosa significa esattamente EC? In gravidanza avevo il grande desiderio di accogliere un pulcino ecosostenibile ed ho iniziato informarmi sul web circa i pannolini lavabili. Così ho scoperto l’esistenza della EC. Determinante è stata la lettura del libro “Senza Pannolino” di l. Boucke. La mia prima impressione è stata che la EC fosse un modo meraviglioso per fare la rivoluzione tutti e tre insieme: io, il mio compagno e lo gnomo (che non sapevamo ancora se fosse uno gnomo o una gnoma!). EC significa Elimination Communication, ma per noi ha sempre significato ascolto, osservazione attiva, complicità, divertimento, stupore, rallentamento dei tempi di vita, intimità, partecipazione.

2. Quando hai cominciato? Abbiamo cominciato subito, dopo poche ore dalla nascita. Attilio è nato a casa, sul pavimento ai piedi del letto, ed ha espulso il meconio nel lavandino del bagno.

3. Quali sono le prime difficoltà che hai incontrato? E in seguito? Le difficoltà dei primi giorni erano legate al fatto che Attilio aveva ancora con sé la placenta (è nato con parto Lotus), quindi finchè non si sono separati dovevamo essere in due: uno reggeva lui e l’altro la sua compagna. Dopodiché non ci sono stati grossi problemi. Per le trasferte abbiamo imparato a portarci dietro dei contenitori a chiusura ermetica da usare come vasino, per evitare di portarlo in bagni pubblici magari poco puliti, poi cespugli, fossi, boschetti e quant’altro ci han dato una grossa mano! ;) Al mare e in campeggio abbiamo usato il secchiello sotto lo sguardo attento e curioso dei vicini. Da quando ha iniziato a mangiare cibi solidi, diciamo intorno ai 12 mesi, le cacche si sono fatte meno prevedibili ma, complice il nudismo, di cui Attilio è un accanito fan, siamo riusciti a continuare questa avventura!

4. Come funziona in pratica? Ci racconti una giornata tipo? Vi racconto una giornata tipo di adesso. Attilio ha 19 mesi e da 5 dice chiaramente quando deve fare pipì e popò. Quando è impegnato in cose particolarmente interessanti che non intende interrompere SCEGLIE di farla nel pannolino (che fuori casa indossa) o in giro per casa.
Quando ci svegliamo si va in bagno, anzi: si ciuccia, si gioca un po’ nel letto e al suo “Pipì” o “Cacca” ci si alza per andare in bagno. La prima seduta ama farla davanti allo specchio e con me, quindi lo tengo sollevato sul lavandino e generalmente nel giro di 5, massimo 10, minuti è tutto fatto. Ci si lava, ci si veste, ma si resta senza pannolino. Colazione. Vista la quantità d’orzo che si beve, subito dopo colazione gli escono delle gran pipì, quindi gli propongo il vasetto e lui la fa. Lo lascio senza pantaloni e mutandine per un paio d’ore, libero di arrangiarsi e di fare altre pipì ( a volte nel vasetto, a volte sul tappeto, a volte accanto al wc). Prima di uscire per passeggiate o commissioni mattutine, se non l’ha ancora fatta, gli propongo di nuovo il vasetto chiedendogli se deve fare la cacca. Se dice no, lo vesto (e metto il pannolino), se invece si siede sul vasetto, nel giro di un quarto d’ora (ma possono essere anche venti minuti!), con un libriccino in mano e Pinocchio al suo fianco, fa un’altra cacchina. Si esce. Se si torna presto (dopo un’oretta) ci sono buone probabilità di trovare il pannolino asciutto, altrimenti…pazienza (siamo umani)! Tornati a casa lo denudo di nuovo. Ha sempre il vasetto a portata di mano e può raggiungerlo autonomamente quando vuole. Si diverte molto a farci la pipì e ad osservarla!! Pranzo. Dopo pranzo, molte pipì e, generalmente, altra cacchina (fa tanta popò perché ciuccia ancora molto latte materno e perché mangia poco ma spesso. Ci tengo a precisare che non mangia alimenti di origine animale e che va pazzo per frutta e verdura…). Quando deve fare la cacca ama che gli si faccia compagnia: o io o Marco ci sediamo accanto a lui, leggiamo con lui o semplicemente chiacchieriamo. Lo preparo per il riposino e gli metto il pannolino (in estate e primavera lo lascio dormire nudo, magari metto una traversa o un asciugamano per “salvare” il letto). Quando si sveglia lo spoglio: pipì, merenda, pipì e, forse, altra cacchina (l’ultima della giornata!). Se si esce ci si veste, altrimenti si resta senza pannolo ancora per un po’. Quando andiamo a casa dei miei o dei suoceri ci comportiamo come a casa nostra, ma se andiamo in luoghi pubblici o altrove mettiamo il pannolino per sicurezza (sempre per il fatto delle temperature basse: in caso di “incidenti” sarebbe freddo per star bagnati). Comunque, se ci siamo coordinati bene durante la giornata, il pannolino è ancora asciutto (quando siamo in giro, ogni tanto facciamo tappa in bagno! A volte a vuoto, ma tentar non nuoce…). Di sera gli piace rendere partecipe il babbo delle sue sedute sul vasino, così capita che lo chiami espressamente per assistere ad una sua pipì e contemplarla ed applaudirla insieme. Cena. Dopo cena altre pipì, generalmente sparse in giro, e salvo sue esplicite richieste lo vestiamo per la notte. La mattina seguente si ricomincia…

5. Che cosa è necessario per fare EC (sia organizzazione concreta che mentale)? E’ necessario essere tutti uniti nella scelta che si è fatta. Per TUTTI intendo la famiglia al completo, compresi i nonni e le altre persone che si occupano del bambino. Si deve trasmettere costanza, continuità, disponibilità, accoglienza per far sì che continui a voler tramettere i suoi messaggi.
Mentalmente occorrono equilibrio, pazienza, serenità…e poi spirito giocoso, ilarità, curiosità e zero aspettative. Stress, tensione, fretta non fanno che trasmettere una sorta di ansia da prestazione al bambino, che automaticamente si bloccherà: leggendo la pratica come motivo di agitazione per i genitori, si rifiuterà di collaborare per evitar loro cotanto disagio!

6. Quali sono i benefici per il bambino? Il beneficio maggiore per il bambino è, secondo me, l’igiene. A noi piacerebbe imbrattarci coi nostri stessi escrementi e sentirceli spiaccicati addosso anche per delle ore? Altro beneficio è una maggior consapevolezza del proprio corpo e delle sue funzioni. E, non ultima, la certezza che c’è sempre qualcuno pronto ad accogliere il loro richiamo.

7. Quali sono i benefici per gli altri? I benefici per noi genitori che usiamo i pannolini lavabili sono innanzitutto un risparmio di acqua, sapone e olio di gomito! Ma anche la scoperta di un nuovo modo di comunicare coi nostri cuccioli, l’esplorazione di quel mondo infinito fatto di espressioni e sguardi che sembrano impercettibili ma che hanno tanto da dire. Poi ci sono i benefici per l’ambiente, che non sono da meno ma che, anzi, stanno alla base della nostra scelta. E la soddisfazione di vedere i nonni ricredersi sulle proprie convinzioni e portare entusiasti i neonati nipotini in bagno dopo attenti giochi di sguardi!

8. Ci sono stati dei periodi in cui il tuo bambino sembrava non voler collaborare? Sì! Nell’ultimo mese prima del trasloco a casa nuova (a novembre scorso) io e Marco siamo stati un po’ nervosetti. Un po’ per i preparativi, un po’ per l‘ansia di cambiamento, un po’ per gli orari sballati a causa del vai e vieni da una casa all’altra. In quel periodo Attilio ha assorbito i nostri stati d’animo e sembrava non volerci dare il pensiero di portarlo in bagno…

9. E quando i bimbi stanno coi nonni, i baby sitter o all’asilo, si può continuare a fare EC? Certo che sì! I bambini sono molto eloquenti e si fanno capire anche dagli altri, non solo dai genitori. Tutto risiede nell’apertura all’ascolto, nella propensione all’accoglienza.

10. Per quale motivo, in particolare, consigli questa pratica agli altri genitori? Perché apre un mondo. Perché insegna tanto. Perché si capisce quanto anche l’espletamento dei bisogni fisiologici di un bambino sia una questione culturale che si può cambiare! Perché è un veicolo alternativo di unione comunicazione profonda (per tutta la famiglia!).

11. Ci sono dei momenti o dei motivi in cui l’EC non funziona? In quei momenti si passa ai pannolini? Noi abbiamo sempre avuto i pannolini lavabili al nostro fianco, perché anche se convinti sostenitori della EC non abbiamo mai voluto essere “fissati” né estremisti. Quando a 14 mesi Attilio ha iniziato ad avvertirci verbalmente, io mi ero imposta di accantonare i pannolini. Ma era una scelta forzata. Lo gnomo non era ancora pronto all’uso esclusivo del vasetto o del wc. Ci sono momenti, come ho scritto sopra, in cui non vuole proprio essere distolto dall’attività che sta svolgendo. Mi guarda, mi dice “Pipì” e io gli domando se vuole andare in bagno oppure gli porgo il vasetto. Ma se lui scocciato mi risponde di no, perché vuole continuare a giocare, non insisto e lascio che faccia come meglio crede. Ma quando si bagna, credetemi, vuole essere subito cambiato. Lo si capisce al volo!

12. Cosa diresti ad una mamma (come me!) che è affascinata da questa cosa ma che non riesce a superare quel blocco culturale secondo cui sarebbe troppo difficile e stressante? L’unica cosa che mi sento di dire è che finché si percepisce questa pratica come fonte di stress si fa bene a non intraprenderla! La EC ha senso se fatta spontaneamente, senza motivi di soddisfazione personale, senza pensieri sul successo o fallimento, senza il conto delle pipì che si acchiappano e quelle che si perdono. Ma voglio anche incoraggiarvi tutti, mamme e babbi, perché ognuno di noi può riuscire a farlo! In fondo non siamo mica noi le guide, in questo viaggio. Sono loro, i nostri gnomi, le nostre pulcine! Sono loro a parlarci, sono loro a chiedere ascolto, sono loro a suggerire il momento. Dimentichiamo, anche solo per qualche mese, i tempi standardizzati, concediamoci una pausa d’amore. Il resto, verrà da sé…

Voglio ringraziare Valentina per le sue parole, per averci raccontato un po’ della sua famiglia e di aver dato qualche indicazione importante alle famiglie che intendono provare la EC :) Un grande bacione al tuo fortunato cucciolo!

Quali pannolini lavabili?

giovedì, 1 marzo 2012

Ci sono i pannolini usa e getta e poi ci sono i pannolini lavabili… Sì, ma quali e quanti tipi diversi di lavabili esistono? Ce ne sono davvero tanti tipi, e ancora più marche diverse che trattano gli stessi tipi, ma con piccole differenze… Visto che spesso non si sa neanche che esistono i lavabili, iniziamo a fare una prima classificazione!

Prefold: sono dei rettangoli di stoffa, di cotone bianco o grezzo, divisi in tre strisce: la parte centrale ha di solito 8 strati di stoffa, mentre le due strisce laterali 4 strati. Si possono usare sia come pannolini veri e propri, piegandoli in alcuni modi diversi, oppure come inserti quando il bambino cresce e non bastano più come pannolini. Possono essere abbinati ad inserti che aumentano il potere assorbente. Sono di misure diverse (taglia S, M, L e a volte XL), e serve la mutandina impermeabile.

Ciripà: i pannolini delle nostre mamme e nonne, che io non ho mai usato, ma che sono di stoffa leggera, in cotone solitamente, e hanno dei laccetti che servono per legare il pannolino alla vita del bimbo. Sono i pannolini più economici, dopo una certa età hanno bisogno di inserti supplementari e come i prefold hanno bisogno di mitandina impermeabile.

Fitted: pannolini in stoffa, spugna, di cotone o bambù, sagomati con la forma di pannolino. Si chiudono con bottoni o con velcro, a volte hanno inserti attaccati con bottoni o solo appoggiati, a volte non li hanno, possono essere bianchi o colorati, e anch’essi necessitano di mutandina. Possono essere a taglie o taglia unica, regolabili attraverso il resize, ovvero l’aggiustatura tramite bottoncini o piegature particolari.

All in One (AIO): pannolini tutti in uno, cioè che comprendono anche la mutandina impermeabile, e assomigliano quindi agli usa e getta come comodità di cambio… Sono composti dalla parte impermeabile esterna, e all’interno c’è la parte assorbente in cotone, bambù o microfibra… Possono essere davvero tutti attaccati, oppure cuciti solo agli estremi oppure ancora attaccati tramite dei bottoni, che si possono aprire per separare i pezzi per il lavaggio ed eventualmente l’asciugatura in asciugatrice. Possono essere a taglie o taglia unica (regolabili con bottoni o altro).

Pocket: sono pannolini la cui mutandina impermeabile ha una tasca in cui infilare gli inserti, in cotone o bambù o microfibra… Questo consente di poter lavare e asciugare separatamente i pezzi, diminuendo i tempi di asciugatura (per esempio rispetto a quelli degli AIO non separabili). A contatto ci può essere una fibra naturale o sintetica.

Questa una prima grossolana distinzione di tipi di pannolini lavabili… Prossimamente altri dettagli! Voi con quali vi trovate meglio?

Lavoretti anti-noia!

domenica, 13 novembre 2011

In un pomeriggio di sole ma in cui non si può uscire perché le piccole sono raffreddate… che cosa ci si può inventare? Mille cose diverse, ma qualche giorno fa noi abbiamo fatto queste due, che hanno dato spunto alla mia grande Vera per tanti altri giochi!

Lettino per Emma

Abbiamo preso una cassetta di plastica del nonno

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Poi ci abbiamo messo un cuscino ripiegato, di quelli per le sedie (noi non li usavamo più, erano quelli vecchi)

Abbiamo aggiunto un cuscino fatto di stoffa, anche quella solo ripiegata, e fatto accomodare la piccola Emma :)

E ora una copertina e siamo pronte! Buona nanna Emma!

Veli raccogli pupù in pile

Ho preso questa idea dal gruppo di FB sui pannolini lavabili, visto che i miei veli stanno per finire… Così ho tirato fuori una vecchia copertina troppo macchiata per essere ancora utilizzabile, bianca, e con Vera che mi osservava abbiamo creato i nostri veli raccogli pupù lavabili, naturalmente da usare coi pannolini lavabili!

Per avere una misura giusta per i veli, ho preso un inserto dei pannolini e l’ ho appoggiato sulla copertina

Ho tagliato con forbici da cartoleria (tagliano meglio delle nostre da cucina, almeno di quelle che abbiamo noi!)

Ed ecco fatto, dopo poco abbiamo i nostri 20 veli nuovi nuovi! :)

Inutile dire che poi Vera ha anche messo un nuovo pannolino alla sua Emma! :-)

Naturalmamma presenta… il giveaway del rientro!

domenica, 11 settembre 2011

Naturalmamma (www.naturalmamma.it) ha pensato di creare questo giveaway, il cui vincitore avrà in dono un kit da 5 di hyppynappy. Ecco il link alla notizia su Facebook: https://www.facebook.com/notes/wwwnaturalmammait/giveaway-del-rientro/236846126357808

Noi siamo felici ed entusiasti utilizzatori di pannolini lavabili, già dopo l’esperienza con la nostra prima figlia, che forse ho trascurato un po’ di raccontarvi… E ora li stiamo utilizzando anche per la nostra seconda cucciolina, che al momento ha 5 mesi, sempre con grande soddisfazione! Per fortuna che abbiamo deciso di usarli ancora (non avrei potuto concepire di usare gli usa e getta, dopo essermi trovata così bene!), perché la piccola Maia ha la pelle molto delicata, e quelle poche volte che ho usato un usa e getta (per di più di quelli ecologici!) ha mostrato subito irritazione… Insomma anche lei è perfettamente d’accordo con noi!

Mentre Vera ha usato esclusivamente dei Popolini One size, con Maia abbiamo preso e provato un po’ di tutto: ancora Popolini, pannolini Naturalmamma, prefold Ecobu, prefold della Coop, e pannolini Ecobimbi. Così anche al momento del cambio non ci annoiamo, abbiamo tanti colori e tante forme diverse da provare! ;-)

 

 

Finalmente il Bonus bebè!

domenica, 7 agosto 2011

Da qualche giorno abbiamo ritirato il Bonus bebè, 250 euro in buoni da spendere in alcune farmacie e supermercati per prodotti alimentari e per l’igiene del bambino… Sapendo che c’era questo piccolo regalo della Regione Piemonte, ho fatto un po’ di ricerche perché noi, allattando a oltranza, non usando omogeneizzati e pappette, e nemmeno le cremine che si trovano sui ripiani dei supermercati, e usando i pannolini lavabili, avevamo paura di non poter usare intelligentemente questi soldi… Cosa potevo comprare?

Da qualche settimana avevo però saputo che all’Ipercoop avevano messo in vendita dei pannolini lavabili della linea Viviverde, un marchio coop che include prodotti ecologici e biologici… I pannolini, dei prefold di cotone venduti in confezioni da 6 o 12, con mutandine a taglie e veli raccogli-pupù, costavano poco, e alcune mamme che conosco li avevano provati. Qualche dubbio sulla “serietà” del prodotto, che però mi aveva incuriosito… Noi che avevamo provato tanti pannolini lavabili, volevamo provare anche questi! Per di più da quando i miei vecchi pannolini erano diventati un po’ troppo duri… Così ho trovato la lista degli esercizi aderenti all’iniziativa, ho visto che oltre alla farmacia sotto casa c’erano delle Ipercoop abbastanza vicine e così ho telefonato per sapere se avevano questi pannolini lavabili. Sì, ce li avevano! E si potevano prendere col bonus! Che bello! Tra l’altro, oltre a quelli, ne avevano anche un altro tipo, della marca Ecobimbi…

Ieri la spedizione: è stato un viaggio un po’ faticoso, con le bimbe nervosette… ma ne è valsa la pena! Abbiamo speso un bel po’ di buoni prendendo un pacco di prefold della Coop, qualche rotolo di carta e anche un pacco di pannolini Ecobimbi… non spendendo nulla! Ho aggiunto qualche confezione di salviette per i viaggi, e gli altri buoni ce li teniamo (possiamo usarli solo fino a fine dicembre) per eventuali acquisti in farmacia… Se a Natale non li avrò usati, farò un ordine di qualche prodotto della Weleda per bagnetto e creme protettive, così vado sul sicuro!

Insomma, alla fine ce l’abbiamo fatta a usare come volevamo questo buono, anche se sembrava che potesse valere solo per i pannolini usa e getta e le cose che a noi non servono… Mamma naturale ha trovato il modo di usare intelligentemente questo bel regalo ;-) Quano smetterà di piovere e asciugheranno finalmente i nuovi acquisti, vi dirò se sono soddisfatta!

Giochi per i nostri bambini

sabato, 27 febbraio 2010

Quanti giochi ci ritroviamo in giro per casa, ora che siamo mamme (e papà)? Secondo me sempre troppi! Io continuo a fare scatoloni per portare via dei giochi superflui, tutti regalati o recuperati, perché alla fine noi ne abbiamo comprati davvero pochi… E ogni sera ci vuole un bel po’ per riordinare i giochi e metterli un po’ nei cestini in cameretta, un po’ in quello in soggiorno, e così via… Ma i nostri piccoli hanno davvero bisogno di tutti questi giochi? E quali in particolare sono più idonei?

Già quando Vera era neonata, ho iniziato a ricevere dei giochini in regalo, piccole cose che col passare dei mesi si sono moltiplicate sempre più… e adesso se mettessi insieme tutto ciò che abbiamo avuto, potrei quasi aprire un negozio di giocattoli! Abbiamo ricevuto pupazzetti, carillon, cubi di stoffa, palline morbide, oggetti di gomma da mordere, bambole, peluche, strumenti musicali, e chi più ne ha più ne metta… Poi, col passare del tempo (e Vera non ha nemmeno 2 anni!) siamo arrivati alle costruzioni, ai libri, ai puzzle, ai trenini… Insomma abbiamo di tutto! Mi viene spesso il dubbio che tutti questi giochi siano troppi, soprattutto ripensando alla mia infanzia, quando io e mia sorella avevamo pochi giochi, spesso anche lì recuperati, ma ci divertivamo un mondo inventando noi dei giochi o organizzandoci come potevamo con ciò che avevamo. E allora cucinavamo con le pentole che la mamma ci prestava, e ci mettevamo dentro dei ritagli di giornale, facendo finta che fosse pasta o carne… ed era divertente anche stare lì a ritagliare la carta! Quando eravamo fuori, prendevamo direttamente l’erba del prato, un po’ di acqua e un po’ di sabbia, facendo dei pasticci incredibili ma che ci davano un sacco di soddisfazione! Quando ripenso a quei giochi che amavo così tanto, mi sembra che mia figlia sia già stata “inondata” di cose che non servono, di giochi che sarebbero sostituibili con altri oggetti del nostro vivere quotidiano… ma lei si affeziona subito ad ogni nuova cosa, e spesso non mi sento di farle sparire finché è così interessata, e aspetto il momento in cui mi sembra che possa essersene davvero dimenticata… perché se un giorno qualcosa le fa venire in mente o ricordare un certo oggetto, guai se non riusciamo a trovarlo!

Tra i giochi a cui sono affezionata di più anche io, ci sono sicuramente quelli di legno, che in parte le abbiamo regalato noi e in parte abbiamo ricevuto: uno xilofono, una torre con cerchi da impilare, due puzzle con gli animali. Oltre ad essere ecologici, sono più piacevoli al tatto e secondo me stancano di meno anche gli occhi, non so spiegare perché ma ho questa sensazione! E sicuramente apprezziamo molto i libri… Ne avrà almeno una ventina, ma quelli non possiamo proprio accantonarli, perché li conosce tutti benissimo e non passa giorno che non ne voglia sfogliare qualcuno! Questo suo interesse per i libri spero si mantenga anche in futuro, perché anche io e il papà abbiamo questa passione… e in fondo nei libri si trovano sempre mondi molto interessanti, che fanno volare la fantasia! Per quanto riguarda i giochi “moderni”, a parte un trenino e una ranocchietta che suonano e si muovono ma che non sono molto “invasivi”, gli altri giochi con luci e suoni che abbiamo ricevuto (o usato a casa di amichetti vari) hanno secondo me una cosa in comune: stordiscono i bambini! Quel che è certo è che i piccoli ne rimangono molto affascinati, e spesso fanno ripetere all’infinito le varie melodie che ci sono all’interno… e in questo mia figlia è maestra! Ma alla fine i bambini stessi (e le mamme pure!) ne escono stanchi e un po’ ipnotizzati… Siamo sicuri che questi giochi siano adatti ai nostri piccoli? Sarà vero che stimolano i sensi, questo sì, ma l’impressione che ho io è che questi giochi siano un po’ “autistici”, nel senso che non ci può essere interazione più di tanto, ovvero c’è interazione ma solo con l’oggetto stesso… Forse sono stati inventati per tenere buoni i bambini per un po’, per dare il tempo ai genitori di fare qualcosa in casa o per riposarsi… ma proprio per questo mi vien da dire che sì, ogni tanto possono andare bene, ma bisognerebbe secondo me fare attenzione a non esagerare con questi giochi.

Cosa può piacere ancora di più ai nostri bambini, indipendentemente dall’età? Credo che, molto più di qualsiasi gioco e libretto, i nostri figli apprezzino tanto la nostra attenzione, la nostra partecipazione alle loro scoperte e ai loro giochi, e il nostro entusiasmo nel passare del tempo con loro. Non sempre ciò è possibile, sia per le mamme che lavorano sia per le mamme che stanno tutto il giorno con i bambini, ma credo sia importante tenerlo a mente, in modo che, alla prima occasione, invece di dire “Oggi abbiamo un po’ di tempo, possiamo andare a comprare questo gioco”, ci possa venire in mente questa frase: “Oggi abbiamo un po’ di tempo, possiamo giocare insieme a…”. Non si deve per forza inventare un gioco nuovo o super-divertente ogni volta… mia figlia per esempio si diverte anche molto aiutandomi in casa, in qualche semplice faccenda, come per esempio stendere: appena mi vede con la bacinella in mano viene subito a passarmi le mollette o i panni da stendere! Ed è molto felice e gratificata quando la ringrazio per il suo aiuto!

Un’idea che mi sembra intelligente, per non ritrovarsi la casa piena di giochi, potrebbe essere quella di accordarsi con una o più mamme, e far “girare” i giochi dei figli, per esempio scambiandoseli ogni 2 settimane, così i bambini non si annoiano e si evita di comprare mille cose… Poi proviamo a costruire noi dei giochi, con le cose che abbiamo a casa… Mia mamma era bravissima a improvvisare bamboline con ritagli di stoffa, non le cuciva nemmeno, usava dei nastri per legare le estremità e attaccava i capelli di lana con un po’ di scotch… credo che usando la fantasia si possano fare mille cose, basta impegnarsi un pochino!

Mi piacerebbe molto insegnare a mia figlia quanto è interessante il mondo, soprattutto quello naturale, quello degli animali, piuttosto che farla rifugiare in giochi troppo uniformanti, in quei giochi che allontanano dalla fantasia e dal vero mondo dell’infanzia, ma che fanno bene solo alle grandi aziende che producono giocattoli… E spero che, dedicandole tanto tempo anche per giocare insieme, possa veramente apprezzare in pieno questo momento fatto di sperimentazione, di gioco libero e di tante scoperte… cioè la sua Infanzia!