Archivio per la categoria ‘Allattamento’

Ammalarsi in allattamento…

venerdì, 9 dicembre 2011

Quando si allatta, oltre ai soliti pregiudizi che ogni mamma si sente ricordare ogni giorno (il latte è poco nutriente, non basta, è un vizio, ecc…), c’è anche il fatto che “non ci si può curare”. Infatti in allattamento, così come in gravidanza, sembra che la mamma non possa permettersi di ammalarsi, o meglio di curarsi… Spesso ci si sente dire, anche da medici che dovrebbero conoscere questi argomenti, che per potersi curare bisogna smettere di allattare, e quante volte le mamme si sentono apostrofare con frasi tipo “Ma come, a 8 mesi ancora allatta? Ma non è ora di smettere?”. A parte il fatto che questa esclamazione meriterebbe una rispostaccia per il semplice fatto che sia stata pronunciata, e che nessuno dovrebbe mettere bocca in un affare privato come il rapporto di allattamento tra una mamma e un bambino, c’è un di più molto grave. Quasi come “punizione” per voler portare avanti un allattamento “inutile”, alla mamma che si deve curare viene detto che ciò non è possibile, e che quindi scelga: l’allattamento o la salute.

Ebbene, non è così. Tanti farmaci possono essere assunti anche in allattamento, e anche se nel bugiardino c’è sempre scritto che in gravidanza e allattamento non sono sicuri, un modo sicuro per sapere se possiamo prendere un medicinale c’è: chiamare il numero 800883300 del centro antiveleni dell’Istituto Mario Negri. Qui vi diranno se il principio attivo del medicinale che dovete assumere è sicuro o no, e vi daranno anche delle alternative innocue se quello non si può assumere.

Insomma, vale sempre la regola che meno medicine si prendono meglio è, ma se dobbiamo curarci veramente è bene sapere che non siamo costrette a scegliere tra allattamento e salute.

Gli specialisti tossicologi del Mario Negri rispondono 24 ore su 24 e richiedono il nome del principio attivo del farmaco, non quello commerciale. Per evitare di perdere tempo, occorre quindi controllare sulla confezione il nome corretto del principio attivo ed il dosaggio indicato dalla terapia.

Insomma, se ne avete bisogno non fatevi scrupoli a chiamare!

Una domenica mattina…

martedì, 25 ottobre 2011

E’ domenica mattina, fuori il tempo è brutto ma non piove, siamo a metà ottobre, la casa non ha la sua solita luminosità… Le case intorno non producono i rumori soliti della settimana, i negozi sono chiusi… In casa c’è il papà che lavora al computer nel soggiorno, la piccola grande Vera che traffica in cameretta coi suoi giochi, “fa ciao” con i suoi animaletti di peluche, quelli che le capitano al momento, e inventa vocine e vocette che differenziano i personaggi…

Sono in camera con la piccola, ha sonno, sta giocando seduta sul letto con alcuni giochini, ma inizia a stropicciarsi gli occhietti e mentre lo fa traballa dalla sua posizione… Caspita sta già seduta da sola da un mese ma ha pur sempre 6 mesi e mezzo, un po’ di traballamento ci sta! Io sto ritirando le cose asciutte dallo stendino, la guardo, allora decido di sedermi sul letto e prenderla in braccio, in quell’attimo di insolita calma… Mi siedo appoggiata ai cuscini e lei subito mi si butta addosso, sa cosa sta per succedere… Struscia il suo visino sulla mia maglia, di qua e di là, e si lascia tirare su. La appoggio sulla mia pancia, ci guardiamo, mi sorride con gli occhietti stanchi… Sono innamorata di questo fagotto di più di 8 kg, è la mia stella, il mio sorriso quasi assicurato quando sono stanca o triste… Poi inizia la “danza del latte”: il suo inconfondibile verso impaziente del “so che adesso mi attaccherai al seno e non sto più nella pelle”, lo stesso verso che faceva anche Vera e che ho sentito fare a tanti altri bimbi… e nel frattempo pedala con i piedini. Io scopro il seno nascosto dalle maglie, la sdraio in braccio a me, e finalmente arriva alla sua ninna.

Dopo qualche istante di succhiate vigorose, la mia piccola si rilassa tutta, arriva il latte, lei inizia a deglutire, socchiude gli occhi, come deve essere buono quel magico latte… La sua manina, che nei primi minuti ha ripetutamente toccato l’orecchio destro con gesti meccanici su-giù-su-giù, inizia a rallentare… prende l’orecchio e si ferma… Gli occhietti si stanno chiudendo, il respiro rallenta… E io inizio ad essere invasa dagli ormoni dell’amore, dell’amore di latte… Penso a quanto sia faticosa a volte la vita delle mamme, ma anche a quanto siano forti ed emozionanti questi momenti… Avere un piccolo che si nutre solo di te, che assaggia il tuo sapore e si immerge nel tuo profumo ogni volta che ne ha bisogno… Avere un fagotto da abbracciare amandolo immensamente, un fagotto pesantuccio che sì, a fine giornata ti fa sentire esausta, ma che è una parte di te, quando è ancora così piccolo, una tua appendice… perché mai dovrebbe starsene buono più di qualche minuto a giocare da solo?

Attimi infiniti di amore puro, di gioia totale, che a volte passano inosservati tra le mille cose da fare ogni giorno… perché non c’è niente di eclatante in una mamma che allatta il suo bambino, in una mamma che lo culla attaccato al suo cuore, che lo guarda addormentarsi al seno, abbandonarsi al sonno nell’odore della mamma che conosce da sempre… Nulla di eclatante, ma in momenti come questa domenica mattina hanno il significato di una vita intera, tutto il resto passa in secondo piano… Ci siamo io e lei, e intorno la mia famiglia, e nonostante tutti i problemi di ogni giorno, è proprio questo legame che dà la forza di andare avanti e resistere (quasi sempre!) col sorriso… Ecco perché allattare le mie bambine è una delle cose più belle della mia vita, e l’esperienza che auguro di cuore a tutte le future mamme… E’ una fase della vita, e quando passerà so già che mi mancherà!

Un pensiero speciale alla mia mamma, anche se non leggerà, che non ha potuto provare l’intensità e la gioia di allattare le sue figlie… Ti vogliamo bene!

 

 

Settimana Mondiale per l’Allattamento – incontro a Chivasso

sabato, 1 ottobre 2011

Oggi sono stata all’incontro organizzato a Chivasso (TO) per il SAM… Purtroppo mi sono persa quasi tutta la giornata, ma ho potuto arrivare prima della fine… ed è stato bello comunque! Arrivando dalla strada ho visto tanti palloncini colorati che ci attendevano, sapevo già che erano loro! Uno stand con tanti volantini e i libri della Leche League, le consulenti e poi, dietro, una bella tavola rotonda… Donne e bambini di diverse nazionalità che raccontavano l’allattamento nei 5 continenti… peccato non aver potuto partecipare!

Ho trovato alcune amiche e conosciuto altre mamme… com’è facile fare amicizia con le mamme che allattano! Specialmente in occasioni come queste, dove non ci si sente mosche bianche ma le persone giuste nel posto giusto, e con persone che ti capiscono e condividono tante idee su come crescere i figli…

Poi alcuni studenti di scuola superiore radunavano un po’ delle persone presenti e leggevano loro dei paragrafi di alcuni libri (come ad esempio “La casa degli spiriti” della Allende) riguardanti l’allattamento… Che buffa sensazione ritrovarsi anche nelle parole misurate e perfette dei classici! Allora abbiamo diritto anche ad un posto nella letteratura!

Gli studenti ci hanno addirittura offerto da bere e qualche salatino, questa non me l’aspettavo! E naturalmente alla fine anche la mia piccola Maia, come gli altri bimbi, ha voluto dimostrare a tutti quanto è bello ciucciare e poi addormentarsi addosso alla mamma… mentre Vera e tanti altri bimbi giocavano con alcuni giochini messi a loro disposizione su un tappeto improvvisato nella piazza… Che armonia e che serenità! Sembrava quasi che tutti i bimbi e tutte le mamme si conoscessero già…

Insomma, sono state 2 ore davvero carine per me, e anche per le mie bimbe e mio marito… e colgo l’occasione per ringraziare anche mia sorella per avermi fatto compagnia con i suoi bimbi… Scusate il post un po’ disordinato e confuso, forse è meglio che io vada a dormire ora… voglio solo aggiungere… Viva le mamme allattone e i bimbi ciuccioni!

Vi racconto il nostro tandem!

sabato, 10 settembre 2011

Oggi ho pensato di rivolgere a me stessa le domande sull’allattamento in tandem che ho posto qualche mese fa a Mina… Adesso anche io sto vivendo questa esperienza, quindi ve la voglio raccontare!

1. Quanto hanno i tuoi piccoli? Vera ha 3 anni e 5 mesi, e Maia quasi 5 mesi

2. Prima di rimanere incinta, cosa ne pensavi dell’allattamento in tandem? Mi ha sempre affascinato, sempre da quando ne ho sentito parlare, e conoscendo la mia ciucciona, sapevo che avrei avuto grandi possibilità di avere questa esperienza! E la consideravo importante per noi, e anche per me, per capire come cambiano i rapporti…

3. Durante la tua seconda gravidanza hai mai pensato di interrompere l’allattamento di Vera? Come è andata la gravidanza? Parenti, medici e amici ti hanno fatto pressione perché tu smettessi di allattare? E tu come hai vissuto quel periodo? Allora, all’inizio della gravidanza ho auvto delle settimane difficili, con tanta nausea e vomito, meglio che nella prima ma insomma, diciamo che non ero molto in forma… Non c’è stato giorno che io non abbia allattato, perché Vera capiva che stavo male e nel suo piccolo cercava di aiutarmi, si preoccupava, ma aveva bisogno di me e di essere allattata… Appena sono rimasta incinta, ancora prima di saperlo, però, avevamo smesso le poppate notturne, forse il sesto senso, non so, ma sentivo che era il momento, quindi un problema in meno. Vera in gravidanza ciucciava più solo 2 o 3 volte di giorno, quando non ce la facevo (come per esempio la sera, quando andavo a dormire esausta e nauseabonda prima di lei!) lo capiva, però di mattina recuperavamo, ce la facevo quasi sempre ed ero felice di riuscirci. Quindi no, non ho mai pensato di interrompere, neanche quando ciucciando mi dava fastidio al seno. Cercavo di diminuire la durata della poppata, di chiedere la sua collaborazione, di attaccarsi meglio, ma non mi sembra di aver mai pensato di smettere. E i medici… chi li ha mai visti? Le uniche pressioni, se così si possono chiamare, le ho ricevute da mia mamma, semplicemente perché stavo male all’inizio, e lei era preoccupata per me, perché mangiavo poco e pensava che non ce l’avrei fatta anche ad allattare, poi si sa una bambina di 2 anni e mezzo è già “grande”, non è vitale l’allattamento, e per chi non vive la situazione direttamente sembra fanatismo…

4. Com’è andata quando è nata Maia? Quando è nata Maia, Vera ha vissuto da vicino il momento, compresa la prima poppata della piccola, e dal giorno seguente ha iniziato a chiedere di nuovo anche lei di ciucciare, spesso quando vedeva la sorellina attaccata… I primi giorni la accontentavo, la piccola dormiva molto e non mi pesava, però dopo pochi giorni le ho parlato e le ho spiegato che era meglio se tornavamo alle poppate che faceva prima, massimo 3 volte al giorno, perché se no la mamma non ce la faceva proprio, e da subito Vera è stata ai patti. Le ho anche spiegato che a volte avrebbe dovuto aspettare un po’ prima di ciucciare, perché se ho da fare con la piccola o non è tranquilla, prima bisogna riguadagnare la calma… Non sempre è stato facile farle capire che doveva aspettare un po’, ma ce la siamo cavata… e a volte ho anche allattato in contemporanea, ma non ho trovato una posizione così comoda, quindi ho cercato di limitare questa eventualità ai momenti di emergenza… Ho anche allattato Vera mentre Maia dormiva in fascia!

5. E ora che Maia ha 5 mesi, come procede? Ora va meglio, nel senso che Vera ha imparato davvero ad aspettare un po’, senza troppe scenate, tranne quando è molto stanca, e ultimamente mi chiede di ciucciare solo la mattina e la sera, e solo ogni tanto anche a metà giornata… Va meglio proprio in generale, sembra che la situazione si sia assestata, sembra che Vera abbia accettato di più la presenza della sorellina, con cui comunque è sempre stata affettuosa, e che tutti noi abbiamo ritrovato un nuovo equilibrio… tanto che mi fa strano ripensare a quando eravamo solo in 3! E un’altra cosa che sta cambiando, ora, è che spesso ora Vera si stacca da sola, anche dopo poco tempo, mentre prima non l’ha praticamente mai fatto, e non mollava la presa neanche quando dormiva!

6. Quali sono secondo te le maggiori difficoltà a cui potrebbe andare incontro una mamma che decide di allattare in tandem? Secondo me la maggiore difficoltà è costituita dall’ambiente esterno… nel senso che sembra quasi un peccato inconfessabile, una cosa da dover nascondere, specialmente se il bambino più grande ha più di 2 anni… sembra una follia, in un mondo dove se si allatta 3 mesi il primo figlio è già un gran record… quindi sembra un estremismo, invece che un rispondere alle esigenze del bambino più grande… Poi certo, ci sono le difficoltà oggettive e pratiche del dover allattare 2 bambini, che non è mai semplice, ma se si riesce a non avere entrambi i bimbi che ciucciano ad ogni ora e per durata indefinita, si può fare… Quello che ho appena detto accade coi gemelli, ma essendo entrambi piccoli è diverso, perché si sa che non può essere diverso, ma con un bimbo più grandicello credo sia difficile riuscire a non porre dei limiti… e una difficoltà è far accettare questi limiti al bambino!

7. Quali sono le motivazioni per cui secondo te è un’esperienza da vivere? Beh, l’unico motivo per cui è un’esperienza da vivere, secondo me, è quando si ha un bambino “grande” che ha ancora bisogno di questa coccola, di questo legame con la mamma. Non è un “vezzo”, un’esperienza da provare se non ce n’è bisogno, perché è comunque faticoso, è un impegno, ma può per esempio essere un buon modo per limitare la gelosia del bambino “grande”, perché condivide questa bellissima momento con il piccolo, e ci sono occasioni supplementari di coccole, mentre entrambi sono attaccati al seno della mamma a condividere il buon latte dolce…

8. Come pensi che andrà avanti il tuo allattamento doppio? Chi smetterà prima? ;-) Beh credo che se siamo sopravvissute fino ad ora, non potrà che andare in discesa… Spesso però penso che smetterà prima Maia di Vera! Il nostro allattamento doppio andrà avanti finché entrambe le mie bambine ne avranno bisogno, e a meno che non cambi qualcosa, o che io non mi esaurisca troppo (cosa che non dipenderebbe dal tandem, ma dalla stanchezza in generale)… e sono anche curiosissima di vedere come e quando si staccherà Vera!

9. Sei soddisfatta di come stanno andando le cose? Se tornassi indietro cambieresti qualcosa? Sono soddisfatta, anche se stanca, e credo di aver fatto tutto ciò che era in mio potere (e nelle mie forze) per entrambe, e soprattutto per Vera. Credo che non vorrei cambiare nulla, sono fiera di come stiamo andando avanti e credo che questo legame speciale che avranno le mie bambine sarà un bellissimo punto di unione anche in futuro, quando ricorderanno com’era buono il latte di mamma!


Allattiamo alla luce del sole!

venerdì, 10 giugno 2011

Io allatto alla luce del Sole

Ecco l’immagine che vorremmo vedere più spesso, quella di una mamma che allatta il suo piccolo senza nascondersi, ma anzi tranquillamente e sicura di non stare facendo una cosa scandalosa! Sarebbe bello se non si sentissero più storie di mamme allontanate da luoghi pubblici o trattate malamente mentre allattano i loro pargoli, che abbiano 2 mesi o 2 anni! Quindi partecipiamo numerose a questa iniziativa, allattando alla luce del sole in questo mese di giugno, ma anche dopo, e tutte le volte che vogliamo!

“Io allatto alla luce del sole 2″ è un’iniziativa di Genitori Channel, ecco il link dove troverete tutte le informazioni per partecipare: http://www.genitorichannel.it/I-figli-crescono/Primo-anno-di-vita-e-allattamento/Io-allatto-alla-luce-del-sole-2-2011.html

C’è anche un concorso fotografico, sull’allattamento alla luce del sole dopo i primi mesi… Io parteciperò sicuramente, devo scegliere solo qualche foto ;-)

Buona poppa a tutte! :-)

Ritornare al lavoro…

giovedì, 10 febbraio 2011

Oggi mi metto qui a scrivere questo breve articolo, anche senza averne esperienza diretta, ma cercando di fare un riassunto di ciò che ho sempre sentito dire alle mamme che devono rientrare al lavoro e sono preoccupate per l’allattamento o anche solo per il distacco dal bambino… Spero di riuscirci, e se avrete voglia vi ringrazierò se riuscirete, voi mamme che ne avete esperienza diretta, a integrare meglio… Le persone da cui ho “imparato” sono la mia consulente LLL e altre mamme più esperte su questo argomento, essenzialmente che ci sono passate, quindi spero che le mie parole possano essere utili!

Di solito, per le mamme, il ritorno al lavoro è un momento piuttosto duro, a cui si inizia a pensare presto dopo la nascita del bambino, un momento che si prospetta difficile e che fa paura… Certo, da un lato c’è anche la voglia di tornare al proprio lavoro, se si compie con gioia, la voglia di tornare ad avere una vita più attiva e del tempo da dedicare ad altro, non solo al proprio bambino… ma la paura spesso non aiuta ad andare incontro serenamente a questo appuntamento.

La premessa che mi sento di fare io è questa: se avete la fortuna di fare un lavoro che vi permette di rientrare con calma, quando il bambino è grandicello, o di rientrare con orari elastici e riduzioni di impegni, beh secondo me dovete approfittarne! Se non siete sicure di voler tornare perché preferite passare altro tempo con il vostro piccolo in modo esclusivo, prendetevi del tempo per pensare e valutate bene i pro e i contro, e cercate di prendere la decisione che vi fa essere più serene. Non è detto che non ce la si faccia  economicamente con un solo stipendio in famiglia, ci sono molte variabili da considerare, a partire dal tipo di vita che si conduce e che si può condurre per un po’, delle rinunce che si possono fare, per avere altri benefici… Secondo me ne guadagnano tutti, in famiglia, se le cose possono essere fatte con calma, senza inizi drastici e magari più in là nel tempo, quando è più facile organizzarsi col piccolo che sarà un po’ cresciuto…

Altre volte, avere tutta questa libertà di scelta non è possibile, e quindi l’appuntamento con la ripresa del lavoro arriva sempre troppo in fretta… In questi casi, si dovrebbe cercare di mantenere la calma e di prepararsi un po’… non tanto concretamente ma più psicologicamente! Senza entrare nel dettaglio delle diverse situazioni che sono davvero troppo variegate, si può dire in generale che i principali problemi, di solito, riguardano l’allattamento e il rapporto col bambino. Vediamo queste due componenti, una alla volta.

Allattamento. Se il bambino è molto piccolo e ancora non prende altri alimenti al di fuori del latte materno, è indispensabile che la mamma possa tirarsi il latte, sia per alleviare la possibile tensione del seno durante le ore di lontananza dal piccolo, sia per fornirlo alle persone che staranno col bambino. Ma anche qua, dipende da quante ore la mamma starà via. Non si può sapere prima come si comporterà il bambino, potrebbe anche darsi che decida di rimanere senza latte per tutto il tempo che la mamma sta via, se non apprezza il latte dal biberon o dal bicchierino, se non sono troppe ore. Quindi, prevedere di tirarsi il latte durante l’orario di lavoro, se non è possibile che il piccolo venga portato dalla mamma per la sua poppata, diventa una necessità. Il seno si abituerà in qualche giorno ai nuovi ritmi, tuttavia è meglio, per evitare ingorghi, che la mamma si alleggerisca il seno anche manualmente, al bisogno. Se il bimbo più grandicello assume già altri alimenti oltre al latte materno, non sarà necessario che venga fornito del latte spremuto, ma semplicemente, nell’assenza della mamma, chi sta con lui potrà proporgli altre cose da mangiare.

Distacco dal bambino. Questo risulta un pochino più complicato, ma neanche poi così tanto. Naturalmente, se il bambino già conosce la persona con cui starà durante l’assenza della mamma, per esempio se starà con la nonna o una zia o un’amica che frequenta spesso, non ci sarà bisogno di inserire gradatamente questa presenza, perché già fa parte dell’ambiente del bambino. Se invece il bambino andrà al nido o starà con una nuova tata, è bene iniziare la conoscenza qualche settimana prima del ritorno al lavoro, per permettere a mamma e bambino di abituarsi alla nuova presenza e al nuovo modo di stare insieme. La mamma deve essere tranquilla quando lascia il bambino, nel senso che deve fidarsi della persona a cui lo lascia, se no non riuscirà a fare niente! Ci sono bambini che non gradiscono affatto stare lontani dalla mamma, e con questi bimbi sarà più difficile, certamente, il distacco, ma dobbiamo credere prima di tutto nelle risorse dei nostri piccoli, e nella loro enorme adattabilità e intelligenza. Se la mamma ad un certo punto non può proprio evitare di tornare al lavoro, e se nonostante la sua sofferenza lo dirà al bambino, lui capirà e in pochi giorni si adatterà. Se la mamma è serena su questo tanto meglio, ma non si può ordinare ad una mamma di essere serena se non lo è, se magari avrebbe preferito continuare a stare a casa col suo bambino… Quindi si può dire che sicuramente la serenità della mamma influisce sul buon esito della cosa, ma tutte le mamme ce la faranno!

Come andrà? Beh questo non si può sapere prima, come già abbiamo detto, perché dipende da troppe variabili, ma quello che ho sempre sentito dire dalle mamme, dopo aver superato questa esperienza apparentemente così ostica, che nonostante qualche momento difficile all’inizio, soprattutto per le mamme stesse!, le cose si sono messe a posto già dopo pochi giorni… Il bambino capisce in fretta che i ritmi cambiano, che la mamma si assenta delle ore di giorno, ma poi quando rientra non se la fa scappare facilmente! Quasi tutti i bambini, all’inizio, cercano di recuperare di notte ciò che sentono mancare di giorno, quindi rapporto con la mamma e tanto buon latte… Potrebbe essere difficile, i primi tempi, conciliare queste nuove esigenze notturne con gli impegni lavorativi diurni e la conseguente stanchezza della mamma, ma pensate che anche i bimbi devono pur recuperare il tempo perso! E se hanno tanto bisogno di mamma, faranno il pieno quando la mamma è disponibile.

In sintesi, come sempre, cercare di seguire il vostro istinto, ritardare il ritorno al lavoro se potete farlo, fino al momento in cui sarete più pronti sia voi che il piccolo; cercare di affrontare nel modo migliore possibile e con ottimismo un rientro “forzato” e avere tanta pazienza per la dimostrazione di maggiori esigenze del vostro piccolo… Ricordate che i nostri piccoli crescono tanto in fretta e che presto se la caveranno bene in tante altre situazioni!

E il papà dove lo metto?

venerdì, 28 gennaio 2011

Oggi volevo scrivere qualcosa sul ruolo che ha l’uomo quando si trasforma da compagno/marito in papà, ma capita anche che oggi è il compleanno del nostro insostituibile papà, quindi unirò le due cose… un post in onore del nostro papi!

Il papà diventa tale al momento della nascita del bambino. Prima è presente, certo, durante la gravidanza, ma anche se segue e sente i calcetti del piccolo attraverso il corpo della compagna, anche se partecipa al corso pre-parto, anche se parla con noi di quello che verrà dopo, e ci sostiene e aiuta durante il travaglio e il parto, non potrà mai avere il ruolo che ha la donna in tutto ciò. La mamma vive in prima persona, sulla sua pelle e dentro il suo corpo, la nascita e la crescita della piccola vita che custodisce dentro di sé, può avere sintomi più o meno sgradevoli, sensazioni, e comunque sarà lei a dare la vita al bambino… La mamma diventa tale appena rimane incinta, il papà lo diventa quando il bambino nasce… Ma questo non significa affatto che i papà non siano importanti, o che lo siano di meno delle mamme… No! Questo significa solo che la Natura, per come ci ha creati, ha deciso che dovevamo avere due ruoli diversi nell’accudimento della prole, così come in tanti altri ambiti della vita. Mentre spesso si sente rivendicare dalle persone la parità dei diritti, io credo che ciò non possa avvenire in tutto, perché essendo biologicamente diversi, uomini e donne (e mamme e papà) non possono essere uguali.

Ma quale è il ruolo del papà, allora? Per fare un esempio, io non sono affatto d’accordo, seguendo questo filo logico, sul fatto che anche i papà debbano avere il piacere/compito di alimentare i loro bambini… Se il piccolo è allattato artificialmente, certo che anche il papà potrà partecipare, ma se il bambino è allattato al seno dalla mamma, non credo che sia una buona idea che la mamma si tiri il latte per permettere al papà di dare il latte al bambino… Mi sembra assurdo ecco! Ma per carità, non muore nessuno… Significa solo che la mamma deve eliminare una poppata al seno del bambino, avere un tiralatte, tirarsi il latte per ottenerne la quantità necessaria a soddisfare la fame del bambino (e se si allatta al seno, sapere quale è questa quantità non è proprio un gioco da ragazzi!), far prendere al bambino un biberon e rendere felice il papà, che comunque non avrà alimentato il suo bambino, ma solo complicato le cose a mamma e piccolo. Ci sono coppie madre-bambino che non ne risentono assolutamente, ma i dubbi che mi vengono in mente sono tanti… Perché complicare le cose, quando il meccanismo dell’allattamento al seno è già di per sé perfetto? Perché rischiare che la stimolazione del tiralatte non sia sufficiente (senza dubbio è differente dalla suzione del bambino) e che quindi il seno della mamma debba tararsi su una stimolazione fittizia? Perché rischiare di confondere le idee al bambino sul tipo di suzione da utilizzare? Perché il bambino in quella poppata deve accontentarsi del latte-alimento quando invece, magari, potrebbe aver voglia del latte-coccola o del latte-consolazione o semplicemente del latte-mamma? So che alcuni forse penseranno che sono esagerata, ma io la penso così… Semplicemente, mi sembra che si voglia complicare una cosa così perfetta solo per… Solo per? Perché i papà non riescono a trovare il loro ruolo nell’accudimento dei bambini, e nessuno li aiuta a vedere al di là dei compiti di alimentazione e cambio pannolino, per arrivare all’importantissimo ruolo emotivo che hanno all’interno di ogni famiglia… Questo è solo un esempio della confusione che si può creare tra i ruoli di mamma e papà…

Ma cosa possono fare, allora, questi papà? Io credo che dar loro il contentino di una poppata al giorno serva solo a negare il loro fondamentale ruolo, quello che potrebbero avere se semplicemente si riconoscesse che siamo diversi e che abbiamo compiti diversi… All’inizio della vita con un neonato, i papà sono essenziali, per esempio, nel proteggere la relazione della mamma col piccolo, limitando le visite nel puerperio, regolandole e non facendole durare troppo, quando mamma e bambino devono innanzitutto imparare a conoscersi. Possono occuparsi di tutte le questioni pratiche della gestione della vita familiare, cucinare, lavare i piatti, rendere la casa in condizioni decenti (cosa che sembra scontata ma che dopo la nascita di un bambino diventa spesso un’utopia). Può aiutare la mamma ad avere del tempo per sé, ad avere il tempo di fare una doccia per esempio, quando il bambino è tranquillo e non ha bisogno di poppare o di stare con lei. Può certamente anche occuparsi del cambio pannolini, del bagnetto, di queste cose di ordinaria amministrazione dei piccoli, mentre la mamma si rilassa al telefono con un’amica. Più avanti i papà possono giocare con i bimbi, dedicarsi a loro insegnando un modo diverso di relazionarsi, che sarà per forza differente da quello usato dalla mamma… Non migliore o peggiore, ma diverso. I bambini hanno anche bisogno di sperimentare diversi modi di giocare, di affrontare i piccoli problemi quotidiani, di sentire le storie raccontate, insomma diversità in tutto! Non ultimo, il papà è importantissimo come sostegno alla mamma nel caso ci siano difficoltà nell’allattamento, visto che spesso le mamme incontrano situazioni che le possono portare a vivere con malessere i piccoli o grandi problemi in questo ambito… e al di fuori dell’ambiente familiare (e a volte anche al suo interno!) è difficile riuscire a trovare sostegno…

Ecco, semplicemente, quello che può fare ogni papà. Stare con il suo bambino, seguendo le sue esigenze e i suoi tempi, non forzandolo quando il bisogno di mamma impera (spesso nel primo anno di età la ricerca della mamma la vince anche sulla voglia di fare giochi più movimentati col papà), imparando a conoscerlo e a fronteggiare gli eventuali momenti di crisi… Ogni papà imparerà il proprio modo di consolare il suo bambino, anche se non col seno, anche senza ciuccio, anche se non è la mamma, semplicemente perché è il papà di quel piccolo e il legame che può creare con lui è unico e importantissimo… questo sarà il dono più bello che potrà fare al suo piccolo.

Dopo tutto ciò, voglio ringraziare il nostro papà, che in questi anni di “lavoro” è riuscito a darci forza nei momenti bui, a darci serenità nei momenti di riposo, a regalare a me dei momenti (seppur brevi!) di relax e alla nostra piccola dei momenti di grande divertimento, ma soprattutto a fornire alla nostra famiglia il sostegno di cui aveva bisogno per superare i momenti no, la calma del pensiero razionale dell’uomo, e sopra ogni cosa l’amore di cui solo un papà e un compagno innamorato delle sue “donne” può dare… Insomma papi grazie di essere sempre con noi! Ti amiamo tanto!

Gli ingorghi al seno

domenica, 16 gennaio 2011

Vi è mai successo? E’ un problemino piuttosto fastidioso, che si verifica più facilmente nei primi momenti dell’allattamento, nelle prime settimane, ma e certe mamme può capitare anche dopo molti mesi, quando si pensa di averle scampate ormai tutte! Può iniziare con un dotto ostruito, e poi si arriva a un vero e proprio ingorgo… Ma vediamo un po’ di che si tratta…

Che cos’è? Dotto ostruito, ingorgo e mastite si distinguono per il grado di infiammazione del seno… Un dotto ostruito si manifesta con una zona dolente o anche solo sensibile (come se fosse “spellata”), o con un nodulino, ma senza febbre. Può succedere se il bambino non riesce a drenare bene tutte le zone del seno, e in questo si può aiutare cambiando spesso posizione di allattamento, in modo da fargli stimolare il seno in tutti i quadranti. Queste zone del seno non drenate bene possono diventare focolai di infezione di batteri (specie se ci sono ferite aperte come le ragadi), arrivando all’ingorgo: la produzione del latte da quel seno può diminuire leggermente, il sapore del latte può cambiare un po’, ma è importantissimo continuare ad allattare da quel seno per ridurre ed eliminare l’ingorgo. Se il bambino si rifiuta di ciucciare dal seno malato, è importante spremere il latte in altro modo. La mastite si riconosce per l’arrivo della febbre e dei sintomi di stanchezza e dolore articolare tipici dell’influenza. Il seno può diventare rosso e lucido nella zona dolente (solitamente un solo seno), e l’umore della mamma fa pensare spesso alla depressione.

Perché si verifica? La causa principale è naturalmente il comportamento del bambino al seno: se si saltano le poppate, se le pause sono troppo lunghe o se le poppate diventano più corte, se il bambino è malposizionato, se c’è pressione sul seno dovuta magari ad un abbigliamento troppo stretto, è probabile che si verificano questi inconvenienti. Ma anche l’eccessiva stanchezza della mamma, il mancato riposo, possono contribuire all’insorgere di questi fastidiosi problemi.

Cosa si può fare? Mettersi a letto col piccolo attaccato al seno è la cura migliore e più efficace, in modo da riposarsi e da riuscire a svuotare bene il seno. Bisogna cercare di far ciucciare il bambino svuotando tutte le zone del seno, quindi cambiando posizione; evitare lunghe pause tra una poppata e l’altra; verificare che l’attacco del bambino sia corretto; se è necessario ricorrere all’antibiotico, continuare la cura per tutto il periodo indicato dal medico (solitamente 10-14 giorni in caso di mastite); applicare impacchi caldo-umidi prima della poppata, e freddi dopo la poppata; se il bambino non si attacca bene al seno perché questo è troppo pieno, si può svuotare un po’ manualmente prima di attaccare il piccolo, in modo che il seno sia più morbido. E’ anche possibile assumere degli antidolorifici o degli antiinfiammatori per alleviare il dolore, ce ne sono molti compatibili con l’allattamento. Un rimedio popolare, che sembra essere molto efficace, è mettere una foglia di cavolo lavata e spianata col mattarello sopra il seno, dentro il reggiseno, facendo un foro per il capezzolo, e cambiando la foglia ogniqualvolta sia appassita. L’unica cosa da NON fare è smettere di allattare!!! Se si verificano mastiti ricorrenti, probabilmente è perché la prima mastite non è stata curata efficacemente. Anche la dieta ha la sua importanza: sembra che troppi grassi saturi (carne, grassi come il burro, lo strutto, …) favoriscano l’ostruzione dei dotti; si possono assumere integratori di omega 3 e lecitina di soia.

E’ possibile prevenirlo? Sì, è possibile, per esempio allattando spesso il bambino fin dalla nascita, evitando le interferenze di ciucci e biberon (che potrebbero portare il bambino ad attaccarsi nel modo scorretto), e usando il tiralatte o la spremitura manuale per drenare bene il seno se il piccolo non poppa bene o se dorme molto. In questo caso, il latte tirato può essere somministrato al bambino con un cucchiaino o con un bicchierino, anche i neonati sono già in grado di bere piccoli sorsi in questo modo!

Per ogni dubbio chiedete ad una consulente LLL!

Allattare in tandem…

martedì, 30 novembre 2010

Per parlare dell’allattamento in tandem ho pensato di chiedere a una mamma che da qualche mese lo sta “praticando”… quale modo migliore per capire un po’ come funziona, i punti forti e quelli deboli? Allora sentiamo cosa ci dice Mina!

1. Ciao Mina, quanto hanno i tuoi piccoli? Hanno 27 mesi e mezzo Eva, 2 mesi e mezzo Leo.

2. Prima di rimanere incinta, cosa ne pensavi dell’allattamento in tandem? Prima di restare incinta di Leo non sapevo nemmeno che esistesse la possibilità di allattare in tandem. L’unica che sapevo lo facesse era una mamma di un forum che frequento. Mi sembrava una cosa bellissima , ma non avevo idea di quali retroscena avesse. L’idea in sé mi piaceva.

3. Durante la tua ultima gravidanza hai mai pensato di interrompere l’allattamento di E.? Come è andata la gravidanza? Parenti, medici e amici ti hanno fatto pressione perché tu smettessi di allattare? E tu come hai vissuto quel periodo? Durante la gravidanza ho avuto un cedimento all’inizio quando ancora non sapevo di essere incinta, fu a causa della stanchezza e del malessere che avevo che pensai di abbandonare l’allattamento con la scusa dell’antibiotico che presi pensando di avere un’infezione (che poi si rivelò essere il pupo). Ma grazie a mio marito, alle mie amiche del forum e al mio senso di colpa nel vedere Eva così turbata da quel distacco improvviso ritornai sui miei passi. Durante la gravidanza però un po di fastidio lo avevo, Eva voleva trovare tutto pieno come al solito, ma secondo me dopo un paio di mesi si è ridotto di tanto il latte e ha cambiato sapore, non sembrava apprezzarlo tanto, ma la prendeva lo stesso e anche a lungo tanto da farmi male a volte per il troppo succhiare. E per quanto riguarda i pareri degli altri devo confessare che alla prima esclamazione di sorpresa che sentivo quando dicevo che allattavo ancora mi partiva in automatico la faccia di bronzo e dicevo a tutti che fino a quel momento non avevo trovato nessuna prova che facesse male e se per Eva era importante mantenere questo contatto con me, io non avevo alcuna intenzione di negarglielo! E se parlavano del dopo io rispondevo: “e dopo ci si pensa!!”. So che sono un pò matta, ma a me non fanno né caldo né freddo le critiche degli altri! :mrgreen: se mi va di fare una cosa che penso sia giusta non mi fermi nemmeno legandomi!! Comunque le critiche ci sono state! Ma dai parenti più che dai medici, loro erano sgomenti, ma non hanno fiatato.

4. Com’è andata quando è nato L.? Leo è stato lontano 1 mese e non ho potuto allattarlo tutto il giorno quindi per farmi venire la montata ho dato a Eva la tetta circa 3 o 4 volte al giorno e lei è impazzita di gioia! Tiravo via il latte per Leo quando era piena, e poi la davo a Eva per stimolare la produzione. Sono riuscita a mettere via anche 200gr in una volta, ma non è durata, Eva non succhia come un neonato e io ero troppo stressata per stimolare il latte a dovere. Però qualcosa c’era e quando Leo è tornato a casa in una settimana ho eliminato l’aggiunta di 50 gr la sera (giusto per riempirlo bene e farlo dormire qualche ora). Ma Eva allora è diventata gelosissima.

5. E ora che L. ha 2 mesi e mezzo, come procede? Ora procede bene, mi sono trovata in difficoltà all’inizio a causa della gelosia di Eva che pretendeva di avermi ogni volta che mi vedeva con il fratello in braccio, o peggio se davo la tetta a lui. Ora ci siamo stabilizzati, la tetta è tutta di Leo ogni volta che vuole, per Eva invece abbiamo stabilito dei limiti. La può avere per addormentarsi il pomeriggio e la sera, e se è stanca o vuole le coccole sporadicamente, ma a condizione che il fratello abbia già mangiato e stia dormendo o è tranquillo. La notte è stata un po più dura, a volte si svegliavano contemporaneamente e mi sono presa un bel numero di ceffoni da una duenne arrabbiata e frustrata. Ha ripreso a dormire tutta notte solo da qualche giorno, e non sempre. Una volta minimo si sveglia e viene nel letto con me o la addormento io nel suo se il fratello dorme tranquillo. Diciamo che solo dopo 2 mesi posso dire di dormire il minimo indispensabile.

6. Quali sono secondo te le maggiori difficoltà a cui potrebbe andare incontro una mamma che decide di allattare in tandem? Beh la difficoltà è solo una: coordinare le poppate. Soprattutto la notte. Eva si sveglia spessissimo da quando è nato il fratello, si alza presto e non si riaddormenta più fino a mezzogiorno. Poi mangia quando si alza, e prima di tutto vuole la tetta come coccola da risveglio e se per caso sono impegnata col fratello si incavola e piagnucola tutto il tempo fino a che non l’accontento. Stanotte è stata un po’ duretta perché Eva ha dormito in macchina alle 11, e alle 19 mi si è addormentata di colpo, quindi alle 20,30 si è svegliata e speravo si riaddormentasse, invece ha fatto notte fonda e intanto il fratello si è risvegliato per la poppa della notte proprio quando lei stava crollando e mio marito era un po’ astioso e non ha avuto pazienza di tenermelo, quindi mi sono messa a letto con Leo e Eva e per fortuna era abbastanza stanca da addormentarsi senza starmi addosso. Ma è durata poco, alle 5 si è svegliata urlando e da allora non si è più riaddormentata e poi si è risvegliato Leo e di nuovo mi sono dovuto barcamenare tra tutti e 2 che piangevano e volevano la stessa cosa: la tettaaa!!! Fortuna che ne ho 2……sono stata mezz’ora con uno per parte ma Eva non si è più assopita prima delle 10. E Leo una volta alzati non dorme più se non in braccio e per appena 10 minuti per volta. Questa è la mia nottata solita, praticamente in media dormo 3 o 4 ore. Per ora è così, ma a volte si riesce a dormire di più, dipende da Eva soprattutto. Se mantengo gli orari va molto meglio, ma se si addormenta prima o dopo son dolori.

7. Quali sono le motivazioni per cui secondo te è un’esperienza da vivere? Ecco io non lo so chi me lo fa fare a passare le nottate così… so solo che il mio istinto mi dice che Eva è molto affamata di affetto e se le togliessi questa coccola le farei un danno, quindi lo faccio soprattutto per lei, finché ne avrà bisogno. La situazione è soggettiva, ogni mamma deve avere le sue motivazioni, e avere la forza di portare avanti l’allattamento.

8. Come pensi che andrà avanti il tuo allattamento doppio? Chi smetterà prima? ;-) Booh!! Non ho idea come andrà, e non posso fare previsioni.
Prima o poi Eva crescerà e spero che mi dica un giorno che non ha più bisogno della tetta di mamma.

9. Sei soddisfatta di come stanno andando le cose? Se tornassi indietro cambieresti qualcosa? Sono soddisfatta di riuscire a gestire giorno dopo giorno i miei due pestiferi ciucciatori, e non so nemmeno cosa cambiare… Magari il carattere dei miei figli?? Eva non ha pazienza di aspettare, Leonardo invece mangia come un uccellino, poco e spesso. Quindi di giorno non ha orari per dormire, e soprattutto non dorme nel lettino. Solo in braccio o in fascia. Quindi è sempre in braccio e Eva si ingelosisce e mi tormenta per la tetta solo per avermi un po’ tutta per lei. Ma questa cosa non la posso cambiare, no!!? Quindi vado avanti e cerco di dare ai miei figli tutta me stessa per farli crescere sereni.

Grazie mille Mina per le tue parole, e in bocca al lupo per il tuo allattamento in tandem!

Allattamento al seno: iniziare bene

venerdì, 1 ottobre 2010

Tante volte si sente dire che allattare è un gesto naturale, che verrà da sé… o che, altrimenti, è una questione di fortuna e non si può sapere in anticipo se ci sarà il latte, se sarà “buono”, se basterà al piccolo… Ma qual’è la verità? Secondo me, la verità è che allattare dovrebbe essere un gesto naturale e familiare per tutte le donne che stanno per diventare mamme… ma a differenza di qualche generazione fa, quando tutte le donne erano abituate a vedere altre mamme (le proprie, o le sorelle, le zie…) che allattavano, adesso spesso accade che si diventi mamma senza avere la più pallida idea di cosa significhi allattare, senza aver mai visto un neonato, e senza esempi “viventi” che possano dare una mano… Tante di noi non sono state allattate, e quindi neanche l’esperienza personale può venirci in aiuto…

Insomma, quali sono le piccole regole da sapere quando si sta per partorire e si desidera tanto allattare il proprio cucciolo? Le cose da sapere non sono molte, ma alcune sono fondamentali… Vediamone alcune:

L’attacco. Se è possibile, quello che vi consiglio è di attaccare il bimbo appena nato, se ve lo consentono e se voi riuscite (anche dopo un cesareo potete allattare subito, se chiedete aiuto). Se potete, lasciate al bambino il suo tempo, senza forzarlo, e senza affrettare la cosa. Fatelo attaccare da solo, visto che i neonati sono assolutamente competenti per farlo, e non hanno bisogno di qualcuno che gli metta la tetta in bocca, anche con modi poco garbati, come a volte accade. Alcuni bambini si attaccano subito voracemente, alcuni altri hanno bisogno di più tempo, per annusare la loro mamma, leccarla, e magari non ciucciano subito perché hanno ancora del muco in bocca o nel naso che devono ancora espellere… Teneteli a contatto col vostro corpo, e non tarderanno la prima poppata…  Mettete il bambino pancia contro pancia, con la testa in linea col corpo, avvicinate lui al seno e non viceversa, in modo da stare comode, e fategli aprire bene la bocca, in modo che abbia in bocca buona parte dell’areola, non solo il capezzolo, che altrimenti verrà masticato e farà molto male. Se sentite dolore non fate finta di niente, forse l’attacco non è corretto, chiedete aiuto ad una consulente LLL se il personale dell’ospedale non vi sembra disponibile o preparato, purtroppo non sempre gli operatori sono esperti… I primi giorni potete avvertire un po’ di fastidio all’inizio della poppata, ma se il bambino è attaccato bene questo fastidio dovrebbe scomparire entro pochi minuti. Potete allattare in molte posizioni diverse, ma all’inizio (e anche dopo!) è molto comodo allattare da sdraiate… così si può anche dormicchiare… Una cosa importante: non aspettate che il piccolo pianga per attaccarlo, se state attente vedrete che il piccolo manda altri segnali prima di arrivare al pianto, perché questo è solo un segnale tardivo di fame: si volta da una parte e dall’altra quando lo prendete in braccio, porta le manine alla bocca, schiocca con la lingua, inizia ad agitarsi… Evitate ciucci e biberon, per evitare confusione, almeno il primo mese di vita… Come fate a sapere quando la poppata è finita? Naturalmente il bambino quando è sazio si stacca. Se però dovete staccarlo voi per qualsiasi motivo, ricordatevi di farlo dopo aver inserito un dito nell’angolo della bocca, per rompere il “sottovuoto” che si crea quando il piccolo ciuccia, se no vedrete le stelle!

L’allattamento a richiesta. Lasciate poppare il bambino per tutto il tempo che vuole, senza limiti di tempo, senza guardare l’orologio: allattare a richiesta significa proprio questo, anche se alcuni vi diranno che i neonati devono poppare ogni 3 ore, per 10 minuti a seno, e di notte devono avere una pausa più lunga… I bambini che si accontentano di questo ritmo forse esistono, ma state certe che sono una rarità! Più spesso, i neonati vogliono ciucciare molto più spesso, e a volte stanno attaccati quasi un’ora… per poi riattaccarsi dopo mezz’ora… Questo non significa che non avete latte, ma solo che il vostro piccolo ha questo ritmo di allattamento, almeno in quel momento. I ritmi cambiano spesso, non sarà sempre così! Man mano che i piccoli crescono, diventano più esperti, quindi diminuisce il tempo della poppata, e si allunga la pausa tra una e l’altra. Se il piccolo si addormenta al seno troppo presto (dopo pochi minuti) provate a svegliarlo toccandolo dolcemente, o massaggiando il seno in giù… gli arriverà un po’ di latte direttamente in bocca, e si sveglierà continuando a ciucciare… Se vi sembra troppo sonnolento, svegliatelo almeno ogni 3 ore almeno per allattarlo, anche se lui non lo richiede… Se rigurgita del latte, sappiate che è normale, se non sembra essere disturbato non vi preoccupate… Mia figlia ha rigurgitato fino a 6 mesi circa, poi ha smesso da sola… Se invece sembra soffrire, rivolgetevi ad un bravo pediatra, forse soffre di reflusso. Alcune mamme allattano con un solo seno per poppata, altre all’interno della stessa poppata offrono i due seni, e entrambe le modalità vanno bene, vedete voi come regolarvi. Se allattate da entrambi i seni, alla poppata successiva iniziate col seno che la volta prima avete dato per secondo. Quante volte dovete allattare nelle 24 ore? Sarà il vostro bambino a dirvelo, comunque tenete conto che la maggior parte dei bambini ciuccia 10-12 volte nell’arco delle 24 ore; la frequenza può variare, magari farà 2 poppate quasi attaccate e poi farà una pausa più lunga, oppure popperà sempre ogni 2 ore, di giorno e di notte…

La crescita. Oltre al controllo settimanale del peso (di più non ha senso, soprattutto la doppia pesata che in alcuni ospedali fanno ancora fare), controllate che il bambino bagni 6-8 pannolini di stoffa al giorno (o 4-5 di quelli usa e getta), e faccia 3-4 pupù, perché ciò indica che è adeguatamente nutrito. Nel primo trimestre di vita, dopo le prime due o tre settimane, è accettabile un aumento di peso di circa mezzo chilo al mese, o di 120-200 gr alla settimana. Se vi sembra che il vostro bambino non prenda abbastanza latte, prima di ricorrere al pediatra (che spesso riterrà che il vostro latte non sia abbastanza, o abbastanza buono, e di conseguenza interverrà proponendo il latte artificiale), sentite una consulente LLL, che forse potrà aiutarvi ad individuare il problema.

Ecco le informazioni che mi sembrano più importanti quando si desidera iniziare l’allattamento nel migliore dei modi… In ogni caso sappiate che le prime settimane non saranno rose e fiori, accudire il vostro bambino sarà duro e molto stancante, anche se sarete perse nei loro occhietti e innamorate pazze di ogni loro pieghetta… ma presto prenderete il ritmo giusto e allora potrete godere maggiormente della gioia dell’essere mamme e delle gioie dell’allattamento!