Allattamento e nido…

Spesso le mamme che devono rientrare al lavoro sono costrette a portare al nido i propri bimbi, se non hanno nonni a disposizione, o qualcun altro a cui affidarli. E a volte capita che queste mamme, se allattano i propri bambini, si sentano dire dalle educatrici del nido che “sarebbe meglio” se l’allattamento venisse interrotto, perché secondo loro potrebbe essere un ostacolo all’inserimento al nido. La nostalgia del seno potrebbe portare il bambino ad essere meno consolabile, e più triste, secondo queste educatrici.

Io non ho esperienza di nido, ma sono convinta che queste opinioni non siano affatto corrette. Per diverse ragioni. Continuare ad allattare i propri piccoli, anche quando entrano al nido,  e anche dopo il rientro al lavoro, è il modo migliore per ridurre il “trauma” sia per te che per lei. Le maestre del nido non possono chiedere una cosa simile, prima di tutto perché l’allattamento riguarda solo mamma e bambino, è un affare privato che riguarda solo loro. E secondo poi, perché sono loro che devono trovare altre strategie per fare addormentare o calmare i bambini, andare incontro alle loro esigenze, e interrompere l’allattamento sarebbe una inutile crudeltà. Per le maestre forse sono più “facili” i bambini che usano biberon o ciucci, ma devono capire che i bambini allattati esistono e sono fortunati! Si può quindi sicuramente controbattere a queste indicazioni, se proprio non ci sono alternative a quel nido, parlare con le educatrici e dire apertamente che non si ha alcuna intenzione di interrompere l’allattamento, e che ci si aspetta da loro, al contrario, che trovino altre strategie per calmare e addormentare i piccoli.

Molti bimbi che vanno al nido e che sono allattati trovano le proprie modalità per rilassarsi anche senza la mamma. Si adatteranno come tutti i bimbi, hanno molte risorse che neanche noi mamme a volte immaginiamo! E quando ritrovano la mamma, il modo più bello per coccolarsi è una bella poppata! Al contrario, togliere il seno in concomitanza di un cambiamento importante come l’inserimento al nido, potrebbe portare il bambino ad avere ancora maggiori difficoltà ad adattarsi alla nuova situazione, sarebbe un inutile stress aggiuntivo, e non farebbe bene né alla mamma né al bambino. Non ci sono ragioni, infatti, per cui smettere di allattare potrebbe essere di aiuto in questo frangente.
Quindi, se state per iniziare l’avventura del nido con il vostro piccolo, qualsiasi età abbia, continuate tranquillamente ad allattare, perché questo importantissimo legame con il vostro bambino aiuterà entrambi a gestire le piccole difficoltà di questo momento di cambiamento.

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6 commenti su “Allattamento e nido…
  1. Giulia ha detto:

    Io sono l’esempio che l’allattamento non è un ostacolo all’inserimento al nido, anzi..può essere un aiuto a gestire il distacco. Stefano, ora 3 anni e mezzo e ancora ciucciatore incallito, ha iniziato il nido a 14 mesi. Allattamento al seno esclusivo fino ai 9 mesi, poi sempre “ciuccia” per addormentarsi. Al nido invece era il primo ad addormentarsi, senza problemi, e l’ultimo a svegliarsi. Il nostro ritrovarci dopo il nido era fare il lattuccio buono di mamma, è un bimbo vivace, intraprendente, autonomo. Contrariamente a quanto dicono dei bimbi allattati a lungo, portati e che hanno fatto co sleeping. Io sono dell’idea che un bimbo con molte sicurezze da piccolo sia un bimbo che risulta più sicuro ed autonomo. Ma poi ognuno fa le scelte che credo. Io sono felice di quelle che abbiamo fatto con lui.

    • Lucia ha detto:

      Grazie Giulia, la tua testimonianza è importante! Dimostra come l’allattamento sia un aiuto in queste situazioni, e come non sia “colpa” dell’allattamento o dell’alto contatto se i bimbi trovano difficoltà nella separazione. Non tutti i bimbi reagiscono così bene al nido ma allattare può solo aiutare 🙂

      • mia ha detto:

        vi leggo molto e con attenzione! Speriamo che quanto letto valga anche per il mio piccolo e che con la puppa di mamm che lo aspetta sappia affrontare il distacco da me in modo equilibrato! Ora come ora non c’è modo neanch di farlo stare con il padre. Ma ha un anno fra pochi giorni ed a tolte non capisco proprio perché sia quasi un reato se vuole così tanto la sua mamma! Grazie ancora per questi articoli, uno meglio dell’altro!

        • Lucia ha detto:

          Non è affatto un reato, ma una cosa fisiologica! Solo che oramai ci si è abituati a bambini che sono sballottati fin dai primi giorni di vita, allattati con latte in polvere e biberon, e tenuti in braccio e nutriti da chiunque. Questo non è ciò di cui ha bisogno il bambino. I nostri piccoli hanno bisogno di mamma, e poi anche di papà, ma spesso iniziano ad interagire con il papà dopo il primo anno, anche per le mie bimbe è stato così, erano molto mammone! 🙂

  2. Ekaterina ha detto:

    Ben tornata Lucia, era un po’ che non scrivevi piu’! Giulia sono daccordissimo con Te. Io sono rientrata al lavoro quando la mia bimba aveva 7 mesi(e’ stato difficile volevo stare con Lei), sicuramente mi ha aiutato molto il libro “Allattare e lavorare si Puo'” di Giorgia Cozza(concreto e molto di sostegno) e il fatto che la bimba rimaneva con la nonna molto “in gamba”(anzi con la nonna si addormenta meglio che con me). Siamo a 1 anno e 10 mesi e siamo nella fase di contare le titte = “dui” e poi pocciarle)))!!!

    • Lucia ha detto:

      Grazie Ekaterina, ho passato un periodo di mancanza di ispirazione, diciamo così, ora spero di essere tornata stabilmente 🙂
      La tua piccola è fortunata ad avere una nonna in gamba con cui stare, come dimostra anche la tua esperienza, i bimbi si adattano molto bene alle nuove situazioni, e la sicurezza data dal contatto è fondamentale.

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