Svezzamento (sano!) guidato dal bambino

Agli inizi di svezzamento della mia prima bimba, 5 anni e mezzo fa circa, ho deciso che avrei fatto autosvezzamento, cioè non avrei preparato pappette o alimenti appositi per la mia bambina, ma avrei aspettato che lei fosse pronta, e le avrei presentato quello che mangiamo in famiglia, facendola avvicinare lentamente, secondo i suoi tempi, al cibo vero, senza passare dalle classiche pappe.

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Questo è quello che si chiama appunto autosvezzamento, o svezzamento guidato dal bambino. Quali sono i presupposti necessari per poter offrire al bambino qualcosa di diverso dal latte?

– che il bambino abbia compiuto i 6 mesi

– che stia seduto da solo senza appoggi

– che abbia perso il riflesso di estrusione (quel riflesso che fa sì che quando si appoggia qualcosa alla bocca, la lingua viene tirata fuori)

– che sia interessato al cibo

Detto ciò, possiamo offrire al bambino tutto ciò che mangiamo noi, purché sia sano. E queste tre ultime parole hanno un senso molto importante, da non sottovalutare. Non si tratta di evitare solo i fritti, e altre cose che tutti sanno essere poco sane, ma di cercare di arrivare ad un’alimentazione il più sana possibile per tutta la famiglia. Questo è molto importante perché il momento dei pasti è un momento da vivere insieme, e quindi se per esempio il papà si mangia un panino al salame mentre il bambino si appresta a mangiare un piattino di pasta, quest’ultimo potrebbe essere interessato, e a quel punto sorgerebbe un problema. Se tutti i membri della famiglia mangiano allo stesso modo, non si dovrà mai dire “no, tu questo non lo puoi mangiare”, che in regime di autosvezzamento va proprio contro le principali “regole” e, cosa più importante, tutta la famiglia mangerà in modo adeguato.

Quindi possiamo pensare insieme a che tipo di svezzamento vogliamo per la nostra famiglia.

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In questo ultimo anno, ho imparato tante cose e credo che possano essere utili anche a voi. In giro, anche su siti autorevoli, si sente parlare di autosvezzamento come di un approccio in cui non ci si pone alcun dubbio sugli alimenti da proporre ai bambini, ma secondo me non deve essere così. E’ vero che all’inizio si tratta di assaggi, e quindi anche se il bambino assaggia qualcosa di dannoso non saranno che briciole, ma pensiamo anche che nei primi anni di vita si gettano le basi dell’alimentazione adulta, e che il nostro esempio di genitori è fondamentale, i nostri bambini cresceranno e mangeranno come noi. Se non abbiamo una dieta adeguata, meglio correre ai ripari adesso.

Proprio perché ho commesso anche io molti errori, mi sento in diritto di far notare che l’autosvezzamento va bene, è la scelta migliore, ma non deve essere “selvaggio”, nel senso che c’è una bellissima via di mezzo tra le pappette con schema del pediatra e il dare tutto tutto tutto a 6 mesi.

Il sano per noi è il sano anche per i nostri cuccioli, non c’è differenza. Cerchiamo quindi di fare maggiore attenzione a cosa mettiamo in tavola, per tutta la famiglia. Cosa vuol dire mangiare sano?

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Se seguiamo le indicazioni della dieta mediterranea, possiamo stare abbastanza tranquilli sul fatto che stiamo mangiando bene. Questo significa mangiare quotidianamente verdura e legumi, anche frutta (anche se sarebbe da limitare maggiormente perché comunque è dolce), carne rossa e formaggi una o due volte al mese e non di più, carne bianca o pesce non più di una volta a settimana, uova una volta a settimana, e imparare a cucinare senza utilizzare latticini e uova se no queste quantità aumentano esponenzialmente. Usare cereali integrali (per i bambini piccoli, sotto l’anno, meglio quelli più lavorati), tante verdure fresche e di stagione, legumi, evitare i dolci e lo zucchero soprattutto nei primi anni di vita, perché lo zucchero è molto dannoso e abbassa le difese immunitarie. Stessa cosa per i latticini, che fanno più danni che altro. Non servono per contrastare l’osteoporosi e anzi hanno l’effetto contrario, rubano calcio alle ossa. Se possibile, evitare gli alimenti industriali.

E’ importante ricordare che non bisogna accostare nello stesso pasto proteine animali e vegetali, anche se la nostra cultura culinaria è piena di ricette del genere: prosciutto e piselli, cotechino e lenticchie, fagioli e tonno, e chi più ne ha più ne metta. Queste sono le cose principali che mi vengono in mente.

Gli alimenti da evitare o limitare molto sono anche i funghi, e il miele sotto l’anno del bambino per il rischio botulino.

Io prima mangiavo male, carne molto spesso, affettati e formaggi quotidianamente, per gola e per pigrizia pensavo che fosse impossibile cambiare, ma dopo averlo fatto mi sono accorta che era più semplice di quel che pensavo. E dopo qualche mese dal cambiamento, mi sono accorta che non sentivo più la necessità di quei cibi dannosi che prima mi avevano sviluppato una sorta di dipendenza. I primi tempi non li compravamo proprio, poi mio marito ha ripreso a comprare ogni tanto queste cose e io spesso non le assaggio neanche, anche se prima ne andavo matta. Non faccio fatica, semplicemente non mi vanno! E mi concedo qualche golosità che so non essere dannosa, così la gratificazione è doppia! Ho scoperto molti alimenti alternativi che mi soddisfano molto, ricette che mi permettono di evitare troppi ingredienti animali, e continuo ad imparare. Poco dopo aver cambiato rotta ho anche iniziato a notare effetti positivi su di me, come la pelle molto più liscia, e la scomparsa dei dolori mestruali! Incredibile ma vero…

Quindi non è vero che in autosvezzamento tutto va bene, gelato e biscotti a 6 mesi, carne tutti i giorni perché “noi mangiamo così”… La regola d’oro è alimentarci correttamente, e se c’è questa condizione, si può fare autosvezzamento. Se non mangiamo bene, non è però controindicato l’autosvezzamento… semplicemente dobbiamo iniziare a cambiare abitudini!!!

Il messaggio che voglio darvi è che non è mai troppo tardi per fare certi cambiamenti, ne va della vostra salute e di quella della vostra famiglia, tutta!

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Un commento su “Svezzamento (sano!) guidato dal bambino
  1. ValeVico ha detto:

    Il messaggio è ineccepibile, Lucia!!
    Io sono diventata vegana quando ho inziziato a fare autosvezzamente col nostro primo bambino e Marco lo è diventato quando stavamo per cominciare lo svezzamento naturale della piccoletta. I bambini sono sempre i maestri migliori! 🙂

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