La storia di Simona e Alessandro

Un amore che nasce da dentro… atto secondo…

Ho sempre pensato già con l’arrivo del tuo fratellone che un figlio è “un amore che nasce da dentro”… e tu così piccolo me ne dai la dimostrazione ogni giorno. Con tutto l’amore che posso, ti dedico il racconto di come sei arrivato tra noi…

Tutto inizia martedì 21 maggio, o forse in realtà domenica 19, quando non finisco il dolce all’ikea (se la mamma non finisce un dolce non è normale) e dobbiamo muoverci a uscire perché non mi sento molto bene.

Iniziano i miei sospetti ma per paura di illudermi attendo…. Poi martedì non posso più aspettare, vesto il tuo fratellone e vado in farmacia a prendere un test. Torno a casa e corro in bagno nella speranza di non farmi vedere da lui, ma ovviamente corre in bagno con me ed è la prima persona a vedere mamma ridere e piangere insieme davanti alle due lineette.

Lui già aveva capito ed è più felice di me. Nel pomeriggio corriamo a far stampare una maglietta per il fratellone con scritto “fratello maggiore” e sarà proprio lui accogliendo papà alla porta con la maglietta indosso a dirgli che stavi arrivando…

Le settimane passano veloci, questa volta la stanchezza si fa sentire, stare dietro al tuo fratellone è davvero impegnativo. Una gravidanza diversa, vissuta con più consapevolezza e meno paure, senza il bisogno fisico e mentale di vederti ogni mese ma con la certezza che tu c’eri e stavi bene. Mi bastava sentire un tuo calcetto ogni tanto.

Insieme abbiamo affrontato un percorso intimo, solo io, tu, il tuo papà e il fratellone sempre presente. Arriviamo così a 37 settimane, la fatidica data che mamma aspettava… si, perché prima di quella data saresti dovuto nascere per forza in ospedale, invece mamma e papà avevano scelto per te una nascita più dolce, tra le mura di casa.

Il 6 gennaio papà in tutta fretta smonta l’albero e monta la piscina dove nascerai…

Arriva il 10 gennaio e tu ci fai un bello scherzetto: sembrerebbe che tu voglia nascere e invece… tac… te ne torni a nanna…

Inizio a dare i primi segni di cedimento, ma grazie a papà e ad Alessandra (un’amica ritrovata che ci ha accompagnati nel nostro percorso) ritrovo la forza e mi scrollo di dosso la tristezza.

Il 19 gennaio riesco anche a vivermi il mio blessing way… una mattinata speciale organizzata da donne speciali… molte delle quali viste per la prima volta ma che riescono a darmi una forza tale che solo le donne tra loro possono fare (ogni tanto riusciamo anche noi…). Grazie Marta per averlo organizzato e grazie a tutte per aver partecipato… siete state fondamentali… al parto il disegno era ancora sulla mia pancia!

E come mi diceva sempre qualcuno, proprio quando meno me lo aspetto, le prime contrazioni.

E’ il 23 gennaio e alle 7.50 sento la prima contrazione dolorosa.

Nel frattempo papà veste Dani e prima di andare a lavoro lo porta all’asilo. Io non voglio crederci e non dico niente. Vado avanti un’ora con le contrazioni ogni 10 minuti, poi mi decido ad avvisare papà e a sentire Alessandra che sarebbe dovuta passare in mattinata ma anticipa (senza nemmeno truccarsi…cosa che invece ha fatto la mamma… ahahaha).

Arriva Alessandra e dice che qualcosa si muove ma vediamo con calma nelle prossime ore come si evolve la situazione. Nel frattempo resta con me e decidiamo di far tornare papà che arriva in poco tempo; meglio un viaggio a vuoto che perdersi la tua nascita. Alessandra avvisa anche Teresa (l’altro angelo) che in un’ora è a casa nostra.

Da li inizia una magia… all’inizio è stata proprio da ridere… mentre io avevo le contrazioni papà, Alessandra e Teresa allestivano un banchetto, si sono mangiati di tutto alla faccia mia… compresi i pop corn che hanno invaso casa con il loro profumo … e in previsione del dopo hanno fatto bene… serviva qualcuno con un po’ di energie…

Non ho idea degli orari, in casa tutto è diverso, ho tolto orologi e tutto quello che mi scandisse il tempo e cercavo di ascoltare solo te. Le contrazioni aumentavano e io iniziavo ad essere stanca… per un momento ho avuto un blocco, non credevo che saresti arrivato davvero e nello stesso tempo non credevo si potesse fermare tutto di nuovo… E proprio in quel momento, nel momento in cui ne avevo più bisogno, qualcuno di molto speciale mi ha dato la forza di continuare… L’amica di sempre, la migliore amica da bambina, quella che perdi e ritrovi per strada mille volte, quella che non senti mai ma che c’è quando hai bisogno. Arriva un messaggio, l’unico che papà mi legge e che sblocca il mio stato d’animo ballerino. Lei non poteva sapere che io fossi in travaglio ma mi scrive che è con me e che sente che sto partorendo. Inutile dire che ho pianto con tutta la forza che avevo e da li è iniziato il vero percorso che mi ha portato a te. Grazie Ilary.

Papà in accordo con Alessandra e Teresa inizia a riempire la piscina e io continuo a vagare tra camera e sala con Alessandra e Teresa che mi massaggiano e mi fanno bere litri di te dolcissimo… da qualche parte le forze le dovevo pur prendere…

La piscina è pronta e io dopo un po’ decido di entrare… con sorpresa, ma nemmeno troppa, papà entra con me… lui è proprio la mia forza…

Alessandra e Teresa spargono nella piscina petali di rosa in acqua (grazie alla mamma di Alessandra per averli portati) che si uniscono ai tre pesciolini giocattolo di Daniele che poco prima Teresa, senza sapere il significato di quei tre pesciolini, aveva messo in vasca.

Dopo un po’ di tempo che siamo dentro decidiamo di fare una visita e vedere come vanno le cose. Come qualcuno aveva intuito, le cose andavano a rilento.

Credevo di essere a buon punto con la dilatazione e invece scopro di essere ancora a 5 cm… Alessandra e Teresa mi suggeriscono di uscire dall’acqua per cambiare posizione e cercare di smuovere il più possibile.

Io sono andata in tilt, i dolori erano forti e vedevo tutto molto distante, iniziavo a essere stanca così me ne sono andata a dormire… come se volessi stoppare tutto. Papà, Alessandra e Teresa mi hanno lasciato riposare e dopo un po’ di tempo sono arrivati tutti e tre in camera. Mentre io mugugnavo che non ne potevo più hanno usato il polso duro (qualcuna si era segnata una mia frase durante la gravidanza) e papà mi ha scrollato giù dal letto, lui si che sa come prendermi. Quando cambia il suo tono di voce capisco che è ora di darsi da fare. Mi alzo e Alessandra e Teresa mi suggeriscono varie posizioni per farmi trovare quella migliore per me e per farti più strada possibile. Mi metto sulla palla ma le gambe non reggono, così optiamo per il wc… una delle posizioni che ho sempre pensato facesse per me…

Qui inizia la scena più divertente di tutto il travaglio, quella che ricordo con il sorriso… dopo poco che sono seduta sul bagno vedo gli sguardi di Teresa e Alessandra cambiare e dopo poco anche quello di papà… la voce di Teresa che dice… “mmm se lo vuoi fare in acqua forse è meglio che ci diamo una mossa e andiamo di la… “

Il sacco era visibile a tutti (papà compreso) e se si fosse rotto in quel momento… mmm… forse nascevi in bagno!

Papà in perfetto stile baywatch corre in sala e si lancia in piscina mentre io, in un misto di lacrime e risate per la scena, con da una parte Teresa e dall’altra Alessandra, “corro” in sala ed entro in vasca… Finalmente in questo momento capisco che siamo a un punto senza ritorno, stai arrivando davvero (ok ho i miei tempi e l’ho capito tardi… ma come si dice… meglio tardi che mai)…

Inizio a spingere abbracciata a papà, spingo e vocalizzo (o forse qui dopo tutto il giorno di vocalizzi accompagnata dai miei tre coristi inizio proprio a urlare), ho bisogno di sentire che stai arrivando così metto una mano e sento il sacco che dopo poco si rompe.

Su consiglio delle ostetriche mi metto in piedi, per la gioia di papà che mi sorregge completamente, io mi abbandono abbracciata a lui e spingo con tutte le mie forze… a un certo punto sento che stai davvero arrivando… mi abbasso di nuovo , sempre tenendomi a papà e urlo: “Ale esce la testa!!!”

Sempre mettendo una mano, spingo e la tua testa è fuori… e alla contrazione successiva… ECCOTI… in tutto il tuo splendore…

Sono le 21.20 del 23 gennaio e tu sei arrivato tra noi in un ambiente magico, solo tra me e il tuo papà nel calore dell’acqua e di casa nostra, accompagnato da due angeli… due persone speciali che non hanno lasciato la mamma un solo minuto e che hanno vissuto con noi in totale discrezione un momento così bello…

Mentre Alessandra ti avvolge nei panni caldi, Teresa prende al volo la macchina fotografica e inizia una serie di scatti per i quali non la ringrazieremo mai abbastanza.

Come immaginavo cerchi subito il seno e, proprio come il tuo fratellone, capisci subito come fare…

Nel frattempo papà esce dall’acqua per avvisare i nonni e dire al tuo fratellone che sei arrivato e noi sempre in acqua attendiamo la nascita della placenta. Dopo poco usciamo dall’acqua e mentre tu vai in braccio al tuo papà io mi sdraio sul divano e mangio…

Appena mi riprendo, papà ti passa a me e scopriamo che hai fatto su di lui la tua prima cacca… un augurio di buona fortuna…

Stiamo abbracciati tra una ciucciata e l’altra sino alle 23, quando arriva il tuo fratellone che entra in casa urlando “Alessandro”! Ha gli occhi che brillano e da quel momento non ti lascerà nemmeno un minuto. Ti bacia di continuo e non smette di accarezzarti… Arrivano i nonni e il pediatra…

Appena smette di pulsare tagliamo il cordone e sistemiamo la placenta, che attende la primavera per essere piantata insieme a due alberelli (Daniele e Alessandro)

Da qui inizia la nostra vita a 4… come mi ha detto qualcuno una vita incasinata ma fantastica…

Sono felice di aver seguito un percorso naturale e di aver scelto insieme a papà di partorire in casa… è stata un esperienza magica… abbiamo seguito i nostri tempi e siamo stati rispettati completamente nelle nostre scelte… nonostante l’assistenza minuto per minuto, sempre discreta ed emozionante… Il parto in casa dona molta intimità e consapevolezza e crea un legame e un atmosfera speciale per chi ne fa parte…

Un grazie di cuore dal profondo va a papà… che mi è stato vicino più che mai e mi ha dato la forza in ogni momento di andare avanti, anche quando credevo di non averne più…Lui ha avuto la forza per tutti e due e mi ha sempre sorretto sia psicologicamente che fisicamente. Questa volta abbiamo davvero partorito insieme.

Un enorme grazie va ad Alessandra e Teresa, che chiamare ostetriche sarebbe riduttivo. Loro sono una forza, due angeli, ci hanno seguito con amore e discrezione in tutto il nostro percorso e ci hanno dato gli strumenti e le competenze per riuscire a vivere con naturalezza e serenità questa magia.

Ogni donna dovrebbe regalarsi un’ostetrica…

Un grazie va ai nonni che nonostante le paure e le forti emozioni sono stati con noi e soprattutto, nonostante l’agitazione, sono riusciti a non far capire nulla al tuo fratellone e a fargli godere la sorpresa…..

Un grazie al tuo angelo speciale… che non è con noi ma farà sempre parte della tua vita…

Un grazie speciale va al tuo fratellone… che per primo mi ha dato la gioia della maternità e la voglia di riviverla… nonostante i suoi terribili due anni…

E l’ultimo grazie va a te… che hai vissuto con me un percorso speciale, siamo stati una sola forza e da quando sei con noi hai cambiato per la seconda volta le nostre vite donandoci amore…

Probabilmente il parto in casa non è per tutti, ma tutti dovrebbero poterlo provare… e io sono felice di averlo vissuto con te per la tua nascita…

La tua mamma…

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Pubblicato in Storie di mamme

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