I primi dubbi sull’inizio dell’allattamento

Essendo co-admin in un gruppo Facebook sul sostegno all’allattamento, leggo spesso che le neo mamme hanno dei dubbi, come è naturale che sia, sull’inizio dell’allattamento. Li abbiamo avuti tutte, chi più chi meno, e forse dedicare un post apposito a queste perplessità può aiutare qualche mamma che non ha molte occasioni per confrontarsi, se non chiedendo al pediatra (che nel 99% dei casi non è formato sull’allattamento). Noto che le domande che ci si pone sono quasi sempre le stesse, quindi vediamone alcune:

– Ho ragadi/dolore al seno mentre allatto, è normale? No. Il dolore mentre si allatta, così come in ogni altro momento della vita e in ogni occasione, è un segnale del nostro corpo che ci sta dicendo che qualcosa non va. Ci sono bimbi che si attaccano bene da subito, dalla prima poppata, specie se si lascia fare a loro, e la mamma non prova alcun dolore. Quando si prova dolore, qualcosa non sta andando nel verso giusto. Bisognerebbe che qualcuno di esperto (spesso gli operatori ospedalieri, anche ostetriche e puericultrici, pediatri… non lo sono) valutasse l’attacco del bambino, i frenuli di lungua e labbro e la posizione in cui si allatta. Problemi in queste variabili possono facilmente portare dolore o ragadi. I frenuli, se troppo corti, possono impedire al bambino di attaccarsi bene, ma si possono tagliare senza anestesia e senza alcun problema, se si trova un pediatra che comprenda l’importanza di questa cosa. L’attacco, anche con frenuli a posto, può essere scorretto anche se sembra a tutti che vada benissimo (a me era accaduto proprio così), ma a volte basta poco, solo che ci vuole la valutazione di un vero esperto, possibilmente consulente professionale in allattamento (IBCLC). Ci sono strategie da adottare, esercizi da far fare al bambino, per migliorare e nons entire più dolore. La posizione in cui si allatta è anche importante per un buon attacco, le due cose vanno di pari passo. Il fastidio al seno che si deve abituare alla suzione del neonato ci sta, ma dovrebbe essere molto sopportabile e passare in pochi giorni, senza segni visibili sul capezzolo.

– Ogni quanto deve poppare il neonato? Devo svegliarlo o no se dorme troppe ore di seguito? I neonati non sono tutti uguali, nascono a età gestazionali diverse, con pesi diversi, e con tipi diversi di parto. Si attaccano in modo diverso, alcuni perfettamente fin da subito, alcuni meno, e ognuno ha il suo ritmo di sonno – poppata. Detto ciò, e tenendo conto di queste variabili, possiamo dire che la regola generale è che fin dalla nascita il bambino deve essere allattato a richiesta, ossia ogni volta che lo richiede. Come lo richiede? Con il pianto? NO! Il pianto è già un segnale tardivo di fame, prima ci sono altri segnali che spesso passano inosservati, come il girarsi a destra e a sinistra come in cerca del seno, il portarsi alla bocca le manine, l’iniziare ad agitarsi. Questi segnali si possono notare se si pone attenzione al proprio bambino e lo si tiene sempre accanto a sé. Bisognerebbe non aspettare che il piccolo pianga, ma attaccarlo al seno non appena manifesta questi comportamenti. I primi giorni, per favorire la montata lattea, è bene attaccare il bambino ogni due ore circa, e sarà difficile che la sua richiesta sia inferiore a questo ritmo. Forse il primo giorno dopo la nascita tenderanno a dormire molte ore di seguito, ma poi dovrebbero iniziare a poppare di più. Sarebbe meglio, comunque, non far passare più di 3-4 ore tra una poppata e l’altra, almeno nei primi giorni, per evitare pericolosi cali di zuccheri. Se dorme da tante ore, possiamo provare a proporre il seno anche mentre dormono, avvicinando il seno, e se proprio dormono profondamente riprovare dopo 10 minuti, senza far trascorrere troppe ore. Si possono svegliare dolcemente scoprendo i piedini o toccando le orecchie.

– Come faccio a sapere se il mio bambino prende abbastanza latte? Pesare troppo spesso non ha senso, anche nei primi tempi, perché al seno il bambino non prende sempre la stessa quantità di latte, non ha sempre lo stesso bisogno, quindi è opportuno pesare non più di una volta alla settimana nelle prime settimane, e una volta al mese dopo. Per sapere se il bimbo prende abbastanza latte abbiamo altri parametri a cui fare riferimento: le pipì e le cacche, ad esempio. Nelle prime 12 settimane dovrebbero essere presenti almeno 3-4 scariche di feci nelle 24 ore, e almeno 5-6 pannolini ben bagnati di pipì. Questi indicatori sono efficaci ancora più del peso, e ci tengo a sottolineare che soprattutto la doppia pesata, fatta prima e dopo la poppata, è stata eliminata da anni perché per nulla indicativa della crescita del bambino, ma purtroppo ancora adesso in alcuni ospedali va di moda!

– Dove deve dormire il neonato? I bambini appena nati ancora non sanno di essere persona distinta dalla mamma, hanno trascorso 9 mesi in utero e il processo di differenziazione richiede mesi… Per questo motivo, la mamma dovrebbe tenere accanto a sé il bambino giorno e notte, sia quando è sveglio che quando dorme, sia per stimolare la produzione di latte e il suo corretto avvio, sia per dare sicurezza al piccolo, che piangerà di meno e sarà più tranquillo, avendo il calore dell’abbraccio materno sempre a disposizione. Dormire insieme nel lettone, di notte, aiuta a prevenire la SIDS, perché il sonno del bambino si sincronizza con quello della mamma, il sonno della mamma rimane molto leggero e spesso la madre si sveglia un attimo prima che lo faccia il piccolo. Allattare nel lettone, da sdraiate, aiuta a diminuire la fatica dell’allattamento notturno, e durante il giorno si può usare una fascia per tenere accanto a sé il piccolo anche mentre si fanno delle cose in casa o se si deve uscire.

– Se la sera il bimbo è agitato e/o sento il seno sgonfio, il mio latte è diminuito e ho bisogno di aggiunta? No. La sera, spesso, i bimbi sono più agitati, perché hanno accumulato stimoli per tutta la giornata, anche se dormivano, anche se non siete state fuori molto, anche se vi sembra impossibile. Ma anche i neonati alla sera possono essere “stanchi” come noi, perché il loro cervello deve elaborare tutto ciò che hanno assorbito dall’ambiente circostante (nella pancia di mamma, tutto arrivava filtrato), quindi il pianto serale dei bambini non è per forza un pianto di fame (a dire la verità, non lo è quasi mai), ma un pianto di sfogo. A volte rifiutano anche il seno, a volte vogliono stare attaccati per ore. In nessuno di questi casi si deve pensare che il latte sia diminuito o non basti o non sia nutriente (peraltro cosa impossibile). Anche il seno sgonfio non è indice di poco latte, semplicemente perché il seno gonfio si ha nei primi giorni, alcune mamme non lo avvertono quasi mai gonfio, eppure allattano benissimo: Molto dipende dalla capacità di immagazzinamento del seno, perché il seno gonfio lo è di “primo latte”, quello più dissetante, mentre quello più grasso arriva dopo qualche minuto di suzione, ed è quello che fa crescere il bambino. Insomma, i bambini piangono per altri motivi che la fame, e il seno morbido (iniziamo a pensare in termini positivi, “morbido” è un aggettivo positivo, “sgonfio” lo è un po’ meno!) significa solo che la produzione è assestata, che il latte non rimane molto nel seno quindi la comunicazione tra seno e bambino è efficace, e che non si rischiano ingorghi e mastiti! L’aggiunta non è quasi mai la risposta giusta, perché anche se ci fossero problemi e il vostro bambino non prendesse abbastanza latte, ci sono molte cose da verificare e da provare, contattando una consulente IBCLC o LLL, prima di dare aggiunte.

 Alla prossima puntata!! 🙂

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4 commenti su “I primi dubbi sull’inizio dell’allattamento
  1. francesca ha detto:

    Il sonno condiviso e’una delle possibili cause di sids…invito a leggere le linee guida sonno sicuro…..detto questo ho una bimba di 12 mesi che dorme nel lettone da 12 mesi

  2. Sara ha detto:

    AaaaHH bel post! Questo me lo stampo e me lo porto dietro ai miei incontri con le neo-mamme. Posso?

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