I “metodi” per far dormire i bambini

Quando ero incinta della mia prima bimba, dei nostri amici ci avevano regalato un libretto piccolo piccolo, che secondo loro ci avrebbe salvato da notti insonni e sregolate… Ho iniziato a leggerlo, e dopo alcune pagine, prima di arrivare a metà, ho capito che non era per me, perché non avrei mai potuto seguire le indicazioni in esso contenute: far piangere i bambini perché “imparassero” a dormire da soli, non consolarli se non con oggetti, e far trascorrere sempre più tempo prima di andare da loro. Mi sembrava più la descrizione di una tortura, che non avevo alcuna intenzione di provare, e anche se per 5 anni di seguito non ho dormito una sola notte per intero, sono sopravvissuta felicemente senza dover adottare questo metodo!

Il libro che mi avevano regalato questi solerti amici era proprio lui, “Fate la nanna”, il famigerato libro che contiene la descrizione del metodo Estivill, dal nome del “signore” che ha scritto il suddetto libro.

Il “metodo” consiste nel “convincere” il neonato o bambino piccolo a dormire da solo, per tutta la notte, nel suo lettino, senza disturbare i genitori. Secondo Estivill, dopo i 6/7 mesi è ora che il bambino impari a dormire tutta la notte, addormentandosi da solo, serenamente, e continuando a dormire per 11/12 ore. Dopo aver letto il paragrafo sul sonno del bambino, converrete con me che queste sono pretese irrealistiche, soprattutto perché, essendo contro natura, per ottenere questo scopo bisogna forzare molto la mano, e utilizzare metodi di “convincimento” che sembrano più torture.

Il signor Estivill non si fa problemi a dire che, se il metodo non funziona, la colpa non può che essere del genitore, che non si attiene al “metodo” e che si lascia impietosire dal bambino. E meno male, aggiungerei io! Inoltre, considera come se fosse la normalità un bambino che dorme da così piccolo tutte quelle ore, mentre non è affatto così. Parla di “insonnia” quando invece è fisiologia del lattante. Come ho scritto in altri articoli, il sonno del bambino fino a 3 anni è fisiologicamente spezzato, per diversi motivi.

Estivill continua prevedendo catastrofi e disturbi psichici e di comportamento, per quei bambini che non dormono a sufficienza, spaventando i genitori che non vorrebbero mai essere colpevoli di un tale disastro. Per leggere un’interessante e attenta analisi di ogni capitolo di questo libro che ha conquistato tanti genitori, e che secondo me andrebbe ritirato dal commercio, vi rimando al cap. III del libro di Grazia Honegger Fresco, “Facciamo la nanna”.

E’ importante però dire che qualche mese fa è uscita la strabiliante notizia che il dott. Estivill aveva ritrattato ciò che aveva scritto nel suo libro e ripetuto in molte interviste: il suo metodo non può essere applicato prima dei 3 anni di età. Peccato che nel frattempo chissà quanti bimbi sono stati “addestrati” a questo metodo, da genitori che pensavano di fare bene. In rete tempo fa giravano anche filmati di bimbi piangenti, sottoposti a questa tortura, che non ho mai avuto il coraggio di guardare. Spero che il libro di Estivill sia presto ritirato, e che al suo posto vengano maggiormente considerati i bellissimi libri delle edizioni Il Leone Verde, libri che aiutano i genitori ad adottare una prospettiva maggiormente ad alto contatto nella crescita dei propri bimbi.

Ci sono anche altri libri simili a quello di Estivill, che trattano non solo del sonno ma di tutti gli aspetti di vita del neonato, libri che “mascherano” queste stesse teorie dietro a giustificazioni più o meno convincenti, come ad esempio “Il linguaggio segreto dei neonati” di Tracy Hogg, definita da molti la “Estivill in gonnella”. State attente a fare sempre lettura critica, mi raccomando!

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3 commenti su “I “metodi” per far dormire i bambini
  1. Sara ha detto:

    🙂 aaaahhh che bell’articolo mamma Lucia!
    Brava, ben fatto!
    Anch’io sentendo parlare amici e parenti che la pensano alla “dott. Estivill” inorridivo. Io e Marco tornavamo a casa pensando: “mhà staremo sbagliando tutto?” E invece ora non ci sentiamo più tanto soli quando entriamo tutti e tre nel lettone la sera.
    P.S. Ma sei al Mare?
    P.P.S. Daccordissimo anche su Tracy Hogg, da non prendere alla lettera.

  2. sara ha detto:

    Come ti scrissi tempo fa, ho letto Il linguaggio segreto dei neonati. Sebbene alcune parti mi siano piaciute (ad esempio i suggerimenti per interpretare il pianto e comprenderlo), non mi convinceva del tutto il metodo suggerito.
    Non l’ho mai applicato alla lettera, ma i tentativi occasionali con Luna sono stati un fallimento ed ho capito che l’ascolto del proprio figlio, l’ascolto vero, vale più di ogni metodo!
    Dopo 11 mesi dal parto sono sempre più stanca, uccisa dal sonno e, di conseguenza, sempre più preda dei consigli delle nonne/esperte/tate”che suggeriscono che “lasciar piangere” è l’unica via.
    …ma io continuo a sentire che non fa per me! e specialmente non fa bene a mia figlia!
    L’esperienza mi ha mostrato che Luna dorme meglio e più a lungo quando, nel sonno, mi può toccare…mi accarezza e si riaddormenta. Altre volte ha bisogno di poppare un po’. Quando va bene poppa tre-quattro volte per notte ed è molto stancante per me.
    …eppure non cedo al metodo Estivill, mai!!!

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