Allattare in gravidanza… si può!

Quando sono rimasta incinta di Maia, Vera poppava ancora, anche se aveva diminuito di molto. Ho continuato ad allattare tutta la gravidanza, nonostante i primi mesi di intensa nausea e vomito, ma nonostante tutto non abbiamo saltato un giorno. Per me era importante continuare, perché sentivo che per lei era importante, e non mi dispiaceva l’idea di allattarla in contemporanea alla sorellina, quando fosse nata. Abbiamo continuato con questa coccola anche se il latte è diminuito, forse ha cambiato sapore, ma alla mia Vera andava bene comunque! E sono felice di aver potuto portare avanti questa modalità di relazione con lei, fin quando ne ha avuto bisogno.

DSCN3412

Allattare in gravidanza si può. Questo è un dato di fatto, come è altrettanto un dato di fatto che (quasi) qualunque ginecologo vi dirà che non è possibile, portando come motivazione la possibile presenza di contrazioni uterine durante la suzione del bambino, o anche l’ipotetica sottrazione di sostanze nutritive al nascituro.

Io, come tante altre mamme, ho allattato durante tutta la mia seconda gravidanza, senza avere mai alcun problema. Non è necessariamente vero che bisogna smettere di allattare se si rimane incinta, che succederà qualcosa di brutto al feto, che ci saranno conseguenze per la mamma. Premesso ciò, vediamo meglio nel dettaglio (grazie anche al sito www.tizianacatanzani.it).

  • Contrazioni

Allattare provoca il rilascio di ossitocina nel sangue, ormone che può provocare anche contrazioni uterine. Gli studi disponibili ad oggi dimostrano che queste contrazioni sono del tutto fisiologiche, così come lo sono quelle provocate da orgasmi e rapporti sessuali.

Se ci sono problemi medici come reali minacce d’aborto, perdita di peso, sanguinamento o rischio accertato di parto prematuro, allattare è controindicato, ma in questo caso vi consiglieranno anche il riposo pelvico (astenersi dai rapporti sessuali). Anche nel caso di gravidanza gemellare è consigliato sospendere l’allattamento. In tutti gli altri casi è possibile continuare.

Io non ho mai avvertito una contrazione mentre allattavo, né a inizio gravidanza né dopo. Alcune mamme sentono contrazioni durante le poppate, ma solitamente smettono entro le prime settimane di gravidanza, senza alcuna conseguenza. Se le contrazioni non sono contemporanee alla poppata, non dipendono da essa.

Un dono per tutta la vita. Guida all'allattamento materno

La stimolazione del capezzolo scatena contrazioni o le rende più efficaci solo al termine della gravidanza, quando il bambino è pronto a nascere o quando il travaglio è già iniziato. Prima della trentottesima settimana di gravidanza, l’utero è programmato per rimanere in uno stato di quiescenza che protegge il nascituro. Dopo questo periodo si intensificano le contrazioni, sia allattando che non allattando. Ciò accade perché prima di quel momento sono pochi i siti recettori dell’ossitocina, proprio per evitare i parti prematuri. Il progesterone blocca quindi il lavoro dell’ossitocina, anche se dovesse essere presente nel sangue un’alta concentrazione di ossitocina.

  • Fatica

Allattare in gravidanza può essere faticoso, sia per i momenti di malessere che possono essere presenti come nel primo trimestre (nausea, vomito, spossatezza), sia per il fastidio al seno che si può provare durante la poppata. Per quanto riguarda il primo “problema”, è vero che allattare può affaticare maggiormente la mamma, ma si può cercare di ridurre la durata e la frequenza delle poppate arrivando ad un compromesso che accontenti sia la mamma che il bambino. I bimbi di solito sono comprensivi quando non ci sentiamo bene, sanno aspettare, o in alternativa accettano di fare poppate un po’ più brevi se la mamma non è a suo agio. Questo accade anche per il secondo ostacolo, il fastidio al seno, dovuto alla maggiore sensibilità della zona durante la gravidanza, che si crea per i cambiamenti ormonali, e anche alla diminuzione del latte. Si può chiedere al bambino di fare piano, di essere gentile col seno, e di staccarsi un po’ prima se aumenta il fastidio. Insomma, si trovano dei compromessi in genere fattibili per entrambe le parti.

Allattamento. Guida pratica per iniziare bene e continuare meglio

  • Cambiamenti del latte

Alcuni bambini si staccano spontaneamente durante la gravidanza della mamma, sia perché il latte solitamente diminuisce, sia perché il sapore del latte può cambiare. Altri invece non sembrano affatto infastiditi da queste variazioni, e vanno avanti imperterriti!

Attorno alla quattordicesima settimana di gestazione, o talvolta anche prima, si può notare una diminuzione della quantità del latte prodotto. Il latte maturo lascia il posto al colostro, presente durante il parto. Ma la produzione di colostro può poi aumentare nuovamente al termine della gravidanza. Questa diminuzione è dovuta dall’aumento del progesterone, prodotto dalla placenta durante la gravidanza.

Nessuno può sapere prima come andrà, se il bambino si staccherà o meno, se aumentaerà o diminuirà la richiesta, ma se la mamma e il bambino sono pronti entrambi a continuare, non c’è motivo per cui l’allattamento debba essere interrotto. Se il bimbo ha meno di un anno bisogna porre attenzione alla sua crescita, visto che la sua principale fonte di sostentamento proviene dal latte materno.

Il cambio della composizione del latte in gravidanza porta anche ad un cambiamento di gusto, cosa che può portare il bambino a diminuire il numero o la durata delle poppate. Verso il quarto mese di gravidanza il latte torna ad essere colostro, e il suo effetto lassativo può portare nel bambino allattato un aumento di feci liquide.

  • Interrompere l’allattamento

Quando la mamma invece desidera interrompere l’allattamento, a causa di problemi o fastidi dovuti allo stato di gravidanza, sarebbe buona cosa cercare di non concludere bruscamente questo rapporto, ma farlo con gradualità, e spiegando al bambino per quale motivo è necessario smettere.

 

Ti è piaciuto questo articolo? Condivilo!
Pubblicato in Allattamento, Gravidanza Taggato con: , , , ,
18 commenti su “Allattare in gravidanza… si può!
  1. Irene scrive:

    Grazie per questo articolo… mi sarà di ispirazione…spero presto! ;-)

  2. silvia scrive:

    Ciao! Vorrei solo dire un grazie enorme per le informazioni che avete condiviso in questo blog! Di sicuro continuero’ a seguirvi|

  3. laura scrive:

    Grazie per l’articolo ma non è chiaro se ci possono essere problemi per il bambino, l’aumento di ormoni femminili, che potrebbero essere presenti nel latte materno, può causare problemi nel caso si stia allattando un maschio? Ci sono pubblicazioni scientifiche a riguardo?

    • Lucia scrive:

      Non conosco pubblicazioni scientifiche in tal senso, ma anche nel caso di maschi non credo ci sia alcun problema, chiederò ad una consulente professionale in allattamento se conosce degli studi specifici

  4. Micaela IBCLC scrive:

    Ciao Lucia e ciao Laura, sono una consulente professionale in allattamento.
    È appena uscito sul Journal of Human Lactation una meta-analisi (cioè uno studio che riassume e analizza i risultati di studi clinici precedenti) sull’allattamento in gravidanza (www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24305595). Questo articolo, che esprime la posizione sull’allattamento in gravidanza della Società Italiana di Medicina Perinatale e del Comitato Multisettoriale sull’Allattamento del Ministero della Salute Italiano, esamina anche il problema di cui chiedi, Laura, del passaggio degli ormoni della gravidanza nel latte. Gli autori evidenziano la mancanza di studi al riguardo, ma accolgono l’opinione espressa da N. Mohrbacher nel suo “Breastfeeding Answers Made Simple” (2010) che gli ormoni che eventualmente possono passare nel latte sono comunque in quantità inferiore a quelli a cui un bambino è normalmente esposto in utero, e che per questo è improbabile che ciò costituisca una esposizione biologicamente rilevante.
    Per scrupolo, ho anche consultato una altro testo di riferimento molto noto e affidabile per le questioni spinose di tipo medico (Lawrence & Lawrence, “Breastfeeding for the Medical Profession”, 2010). In questo testo, che pure è attento a tutte le implicazioni mediche dell’allattamento ed estremamente prudente, non si trova menzione di alcun rischio che ormoni della gravidanza possano avere influenza sul bambino ancora allattato, mentre si trova chiaramente l’indicazione che l’allattamento durante la gravidanza può tranquillamente continuare se desiderato da mamma e bambino, salvo i casi di gravidanza a rischio di complicanze.
    Spero che il parere di tutti questi esperti, che si mostrano così tranquilli, possa rassicurarti, Laura!
    Micaela Notarangelo IBCLC

  5. Maria Chiara scrive:

    Buongiorno, vorrei un vostro parere…. ho una bimba di undici mesi e da qualche giorno rifiuta categoricamente il mio seno, cosa che fino a pochi gioni fa aprezzava moltissimo… (anzi mi morde e poi fa no con la testa) il latte c’e, ma c’e anche la possibilità che io sia rimasta incinta circa dieci giorni fa… secondo voi il suo rifiuto puo essere una conseguenza della mia probabile gravidanza, posso considerarlo un simtomo?! Grazie.

  6. Sara scrive:

    Ciao Lucia, ma mia Emma ha 15 mesi e io aspetto un altra bimba da 19 settimane! Allatto ancora Emma solo la sera per fare la nanna e vorrei continuare, sempre che lei sia d’accordo, finché non sarà “il momento giusto per smettere”. Ora…di tutto quanto, la sola cosa che mi mette ansia è questa: se la allatterai ancora finché Chiara nascerà, quando sarò in ospedale come farò a darle la sua dose di latte per nanna?? Tu come hai fatto?

    • tiziana scrive:

      sono tiziana, sto ancora allattando il mio primo bimbo che fra un mese fa i 3 anni e sono incinta alla tredicesima settimana. allatto mattina sera e a volte se sono a casa il pomeriggio. Aspetto per vedere l’evolversi della situazione si staccherà da solo o dovrò decidere il da farsi mano a mano? baci a tutte

      • Lucia scrive:

        Ciao Tiziana, congratulazioni per la nuova pancina! Fino ad ora hai avuto fastidio nel continuare L’allattamento? Molti bimbi si staccano da soli, altri non ne hanno la minima intenzione… Non si può sapere prima! Come la vedi la possibilità del tandem?

  7. paola scrive:

    Ciao! Sto vivendo questa intensa esperienza e sento che è la cosa giusta e più naturale per noi! Si crea un’intimita’ tra di noi che fatico ad esprimere a parole ma mi emoziona a tal punto chi il fastidio ai capezzoli e la stanchezza perdono di importanza. Chiedo un parere: da un mesetto a questa parte il mio bimbo di quasi 16 mesi fatica a prendere sonno, si sveglia e piange. Vuole il seno per dormire poi non lo vuole. Spesso l’unico modo per farlo addormentare e cullarlo in braccio o sul cuscino da allattamento ritmicamente. Ho notato che si addormenta quando la testa si muove ritmicamente. Ho pensato che forse gli ricorda lo sballottamento che provava in gravidanza…
    Avete qualche suggerimento per rendere più piacevole l’accompagnamento al sonno, premesso che abbiamo routine consolidate, giornate molto piacevoli fatte di sorrisi coccole natura. Grazie!

    • Lucia scrive:

      Eccomi Paola! Grazie per aver portato la tua esperienza qui, l’amore per il tuo piccolo arriva oltre lo schermo! E’ proprio vero, c’è una grande intimità quando si allatta, e sono emozioni davvero forti, io ricordo ancora quanto ero fiera del fatto di aver potuto continuare a soddisfare questo bisogno di mia figlia, nonostante la stanchezza, la nausea e il vomito… Eppure quello era il momento speciale, e mi faceva comunque stare bene…
      A che settimana di gravidanza sei? Può essere che il latte stia diminuendo, o che abbia cambiato di sapore, quindi forse il tuo bimbo, che è ancora piccolo, non sa esprimere a parole il cambiamento e si arrabbia… Se si è sempre addormentato col seno lo richiede come ha sempre fatto, ma poi lo disturba qualcosa… Se pensi che abbia sete o fame, puoi provare a dargli acqua o altro poco prima della nanna, prima che chieda il seno, così poi popperà solo per dormire, con il pancino soddifatto. Oppure, forse, sta cercando lui stesso altre modalità per addormentarsi con te, senza seno, per ovviare al problema. La transizione potrebbe richiedere un po’ di tempo, devi avere pazienza… Potresti anche provare ad addormentarlo nella fascia, se la usi e se non sei troppo avanti nella gravidanza, anche sulla schiena, così ti avrà comunque vicina ma non fai così tanta fatica… Forse dovrai provare diverse strategie, ma troverete il vostro modo, ne sono sicura! :-)

  8. paola scrive:

    Ciao Lucia!
    Grazie dei preziosi suggerimenti!
    Credo che stiamo vivendo una situazione”cocktail” :)
    Sono a 25 settimane, il latte è cambiato in sapore e quantità…ma Leone non lo disdegna! Ieri ha mangiato prima di dormire (ho fatto delle brioches integrali senza latticini ne uova sofficissime), ha cercato lui stesso cibo anche se dava segni di stanchezza. Con la pancia piena si è addormentato con facilità. Ha avuto pochi risvegli, facili da gestire, uno con un po di latte e l’altro con coccole (stava chiaramente sognando qualcosa di movimentato e un po pauroso). Nel cocktail aggiungiamo una regressione del sonno (con continuo apprendimento di nuove abilità motorie soprattutto), denti, un gran desiderio di stare con il papà, che cerca molto ma vede solo di sera.
    Faccio una considerazione: è importante farsi domande, chiedersi PERCHÉ mio figlio si comporta così, che bisogno cerca di esprimere…
    Non soffermarsi alla stanchezza, al senso di impotenza, alla frustrazione, non dire semplicemente “mio figlio è così”.
    Farsi domande aiuta ad essere consapevoli ed una madre più consapevole è una madre più serena.
    Ti ringrazio per il supporto, l’ascolto e i suggerimenti e ringrazio le altre mamme per le condivisioni in questo spazio!

    • Lucia scrive:

      Beh mi sembra che anche il tuo Leone ti stia dando una mano per affrontare questo momento di transizione, forse siete sulla strada giusta! E per quanto riguarda la tua considerazione sul farsi domande, credo che sia giusto se senti di dover dare un nome a queste sensazioni, ma dall’altra parte, per l’esperienza che ho io, posso dire che a volte questo voler capire può anche essere controproducente, per alcune mamme. Non dico che sia il tuo caso, ma a volte si cerca di dare un nome a qualcosa senza riuscirci del tutto, quindi in quei casi si può anche semplicemente accettare che sia un periodo difficile, fare ipotesi che non devono per forza essere confermate, e poi semplicemente decidere di affidarsi al proprio bambino, che se si comporta così avrà certo un motivo, anche se noi non riusciamo a coglierlo. Il segreto, in un caso e nell’altro, è l’accettazione di un periodo che sicuramente passerà!
      In bocca al lupo per tutto! :-)

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>