Allattare un bambino prematuro… Intervista a Federica!

Oggi vi propongo un’intervista fatta ad una mamma davvero speciale, Federica, che ha lottato per riuscire ad allattare la sua piccola, nata prematura a 31 settimane. Ecco cosa ci racconta…

- Ciao Federica, ci dici due cose su di te? Mi chiamo Federica, ho 28 anni e abito nella provincia di Roma. Sono laureanda in giurisprudenza, ma poi la vita mi ha stupito e mi ha regalato il dono di diventare mamma di Ludovica (oggi quasi 7 mesi, nata il 19 luglio con cesareo d’urgenza causa gestosi improvvisa).

Ludovica in incubatrice

- Prima di rimanere incinta, cosa sapevi di allattamento? Prima di rimanere incinta sapevo quasi tutto sull’allattamento e quindi sapevo che avrei allattato. Mia mamma mi diceva sempre “ma che ne sai?! Mica è detto tu abbia latte”. Io sapevo. Sapevo che lo avrei avuto (come ogni donna che diventa madre) e sapevo che avrei allattato.

- Durante la gravidanza hai trovato info utili sull’allattamento da corsi pre parto o operatori sanitari in genere? Hai letto libri o ti sei informata altrove? Al corso preparto erano pro allattamento ma mi rendo conto che non dicevano fosse a richiesta, ma davano orari e scorrette info. Le mie certezze hanno invece trovato conferma nei vari gruppi di facebook e cosí mi sentivo ancora più tranquilla…

- Quando ti sei trovata con la tua piccola nata prima del tempo, come hai iniziato ad affrontare la questione dell’allattamento? Ti hanno aiutata in ospedale? Un giorno di luglio ritirai le analisi e notai la presenza di proteine nelle urine. Sintomo di possibile gestosi… Mi misurai la pressione: la minima era 150! Rischiavo di morire. Andai di corsa ad un ospedale di terzo livello. Mi ricoverarono e mi dimisero dopo qualche giorno. Era un martedì. Il mercoledì di nuovo la pressione schizzata alle stelle. Di nuovo corsa in ospedale. Mi attaccarono il monitoraggio alle 21.00… Alle 3.00 di notte ero ancora attaccata! Non capivo cosa sarebbe successo di lì a poco. Non lo potevo immaginare. Il ginecologo di turno lo ricordo bene. Mi disse “le analisi sono precipitate, la pressione non si abbassa e sua figlia rischia di morire. Rischiate di morire entrambe. Bisogna fare un cesareo”. Io ricordo che dissi che era solo alla trentunesima settimana. Era troppo piccola per sopravvivere. Non potevano farla nascere. Non potevano togliermela. Il ginecologo disse che in quel momento non stava pensando solo a salvare me ma anche a salvare la piccola Ludovica. E cesareo fu. Alle 4.13 nasceva un angelo in miniatura di soli 39 cm per 1,150 kg di peso. Non me l hanno fatta nemmeno vedere. La portarono subito in TIN. E quel trauma mi è rimasto dentro. Per mesi non dicevo “ho partorito” ma “me l’hanno tolta”. Il cesareo è un operazione. Come tale mette k.o. Per 24 ore successive dovetti rimanere stesa e senza bere. Ah l’acqua! Un miraggio nel deserto! Dopo 36 ore ero in piedi. Non so come. O forse si. Una madre trova sempre la forza per andare da suo figlio. Ed io andai. E piansi. Era minuscola. Entrava in una mano.

- Per quanto tempo L. è stata lontana da te? Sei riuscita a darle il tuo latte senza bisogno di integrazioni di formula? Per i primi giorni prese il LA perchè non mi sono tolta il latte in ospedale. Avevo si il tiralatte ma non me la sentivo lì. Ero calma. Io sapevo che avrei allattato. Sapevo di avere il latte. Lo sapevo nello stesso modo in cui si sa il proprio nome. Un’ostetrica molto carina mi aiutò con il tiralatte per provare. Poi mi dimisero. E iniziò il calvario. Un mese e mezzo fatto di giornate intere in ospedale per poterla vedere pochi istanti. Senza poterla prendere mai in braccio per il primo mese. Le portavo io mio latte tirato con tutto l’amore che potevo e le veniva somministrato prima con sondino e poi un giorno… con il biberon. Avrei dovuto esser felice quel giorno per quel progresso, invece avevo il sangue al cervello. Avevo paura si abituasse al biberon. Avevo paura non si attaccasse più… E fino all ultimo giorno in ospedale fu così.
Come è andata quando hai potuto finalmente portarla a casa? Tornammo a casa e continuai a tirarmi il latte e a darglielo ogni 3 ore (in ospedale è così!), ma ero stressata. Necessitava di troppo latte ed io non riuscivo più a tirarmene così tanto ogni poche ore.

- Dopo quanto tempo ti è sembrato di poter dire che l’allattamento era ormai avviato bene? Quali sono le difficoltà maggiori che hai incontrato all’inizio? Dopo una decina di giorni dal suo rientro a casa, complice mamma Serena Taccari (mamma di sei bambini!) che mi incoraggiò molto, mi dissi “questa poppata la fai al seno. Altrimenti non mangi”. Può sembrare cattivo… ma sapevo che non si sarebbe mai fatta morire di fame. Sapevo che dovevamo fidarci l’una dell’altra. E si attaccò. Buttai i biberon! E iniziò il dolore ai capezzoli Non per l’attacco sbagliato… Ma perchè dovevo un attimo farci il “callo”. Comprai i paracapezzoli che usai nemmeno 2 giorni… E poi tutto si avviò. Diventò normale.

- Hai avuto momenti di grande sconforto? Avevi il sostegno e/o l’aiuto pratico dI qualcuno? No nessun Momento di sconforto, ho avuto il sostegno e l’aiuto pratico del mio compagno e di mia mamma

- Tornando indietro, cercheresti di cambiare qualcosa in quello che hai fatto? Non cambierei nulla tornando indietro, sono la madre che sono grazie a tutto quello che ho vissuto e vivo ogni giorno…

- Come sta andando adesso il vostro allattamento? Ora, che ha quasi sette mesi e pesa oltre 7 kg, alimentata a solo latte materno, posso dire di avercela fatta! Posso dire che avevo ragione! Posso dire che veramente volere è potere!

- Come ti immagini che proseguirà il vostro rapporto di allattamento? Intendo allattare fino a quando Ludovica vorrá… Anni? Forse. Il latte c’è ed è a sua completa disposizione :)

Ludovica a 6 mesi

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Pubblicato in Allattamento, Le interviste
5 commenti su “Allattare un bambino prematuro… Intervista a Federica!
  1. Elisa scrive:

    Wow. Che grande amore e coraggio di mamma. Ti ringrazio Federica per averraccontato la tua storia. E’ di grande esempio.

  2. Moky scrive:

    Che bella storia. Drammatica all’inizio ma con un lieto fine. Mi piacciono queste mamme coraggiose e forti nelle loro intenzioni. Bravissima!!

  3. Nicol scrive:

    Fede mi sono emozionata :)

  4. Ylenia scrive:

    Che emozione e che coraggio! È vero…una mamma certe cose le sa e basta..

  5. Simona scrive:

    Io purtroppo ho avuto un’esperienza simile, anche la mia piccolina è nata a 33 settimane, e anch’io ho seguito la tua stessa procedura. Mi sono tirata il latte con il tiralatte Sun dal primo giorno che ho partorito, ogni 3 ore anche di notte. Mi dicevano in ospedale di far finta di avere la bimba a casa. La mia piccola Ilaria è rimasta in TIN per un mese. Ma purtroppo era molto pigra a succhiare quindi al mio seno non si è mai attaccata ho provato di tutto anche a non farla succhiare e a farle saltare una poppata ma lei niente. Figurati che di notte la dovevo svegliare io per farla mangiare. Dopo soli 2 mesi e mezzo il latte è andato via. Ci ho pianto la notte e per me è stato traumatico, l’allattamento al seno è la cosa più bella che esista, crea un legame tra madre e figlio stupendo. Ora aspetto il 2 figlio e mi augura vada tutto per il meglio!!!

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