Il sonno: fasi e numeri

Quali sono le fasi del sonno? Cerchiamo di capire bene come funzioniamo noi e come funzionano i nostri bambini.

Il sonno degli adulti prevede delle fasi tipiche, che si susseguono sempre allo stesso modo:

- prima fase, addormentamento, che dura circa 20 minuti, si passa dalla sonnolenza al sonno. Si cerca il silenzio, il buio, una posizione comoda, e verso la fine di questa fase ci si può facilmente svegliare per un rumore o simili.

- Se non ci si sveglia, si arriva al primo stadio di sonno leggero, che è seguito da altri 4 stadi durante cui il sonno diventa via via più profondo, la respirazione sempre più regolare. Di questa fase non si ricorderà nulla, nemmeno se si ha parlato o camminato nel sonno. Svegliarsi in questa fase significa provare un forte malessere, perché il ciclo non è completo. Il sonno fin qui è durato circa un’ora e mezza, e ha riparato la fatica fisica.

- Arriva un quinto stadio di sonno rapido (sonno REM): gli occhi si muovono sotto le palpebre, la persona appare agitata, la respirazione è irregolare, il battito cardiaco e la pressione aumentano. Sembra che la persona che è in questa fase si stia per svegliare ma in realtà è la fase di sonno più profondo (sonno paradossale). Questo sonno ripara la fatica psichica e dura circa 20 minuti. Alla fine di questo stadio, se ci si sveglia, si ricorda ciò che si ha sognato.

- Dopo lo stadio REM c’è un breve passaggio intermedio che assomiglia alla prima fase di addormentamento, si può cambiare posizione, si sbadiglia, si va anche in bagno e poi si torna a letto addormentandosi facilmente. Riparte un nuovo stadio dall’addormentamento.

Questi stadi ovviamente si susseguono senza interruzioni, e si ha un buon sonno quando si completano almeno 3 o 4 cicli di sonno, con numero pari di ore (sei o otto).

Durante la gravidanza il sonno della mamma cambia: aumenta il tempo di sonno REM (arriva fino al 45% a fine gravidanza, che corrisponde al bisogno del feto).

Prima di nascere, il bambino ha molti cicli brevi, che non sono influenzati dall’alternanza giorno/notte, cosa che avverrà molto gradualmente dopo la nascita.

Già dal 6°-7° mese di gestazione in ogni ciclo ci sono due stadi, uno calmo (che diventerà sonno lento) e uno agitato (che diventerà sonno REM). Dopo la nascita, si modifica gradualmente l’orologio biologico. Un ciclo di sonno dura all’incirca 60 minuti, e le due fasi sono della stessa durata, tra una e l’altra c’è un piccolo passaggio e spesso è visibile perché il neonato ha una specie di scossa. Le prime settimane il sonno REM è quindi il 50% del totale, a 2-3 anni si passa al 25% e dopo due anni si arriva al 20% come per gli adulti. Negli anziani si arriva al 14% di sonno REM.

Il fatto che i cicli di sonno siano più corti nel neonato e nel bimbo piccolo significa che aumentano, nella durata della notte, i periodi vulnerabili in cui il piccolo si può svegliare. E un’altra importante differenza è che i neonati quando si addormentano sono subito in fase di sonno REM, mentre gli adulti ci arrivano dopo altri stadi di sonno lento. Questo comporta che i piccoli, se svegliati da uno stimolo esterno in questa prima fase, faranno fatica a ritrovare lo stadio iniziale. Le differenze individuali fanno sì che alcuni bimbi già a 3 mesi si addormentino passando attraverso fasi di sonno lento come gli adulti, ma per molti ci vuole più tempo.

- Quanto dormono i bambini?

Alla nascita i neonati dormono 16-17 ore al giorno, e nella prima settimana calano già un pochino. A 6 mesi sono 15 ore, a un anno circa 14. Intorno ai 2 anni dormono 13 ore, 12 ore a tre anni… per arrivare gradualmente alle 8 ore del giovane adulto. Naturalmente queste sono cifre indicative, ognuno è diverso e le variabili individuali influenzano queste cifre indicative, soprattutto sopo i 6 mesi d’età.

- Conclusioni:

Insomma, questi numeri ci fanno capire che non è credibile che i bambini piccoli dormano senza svegliarsi, che tirino 10 o anche solo 8 ore di seguito, che si comportino quindi come se fossero adulti… E credo che conoscere queste fasi aiuti ad affrontare meglio i fisiologici risvegli dei nostri piccini che, vi assicuro, prima o poi dormiranno davvero tutta la notte! :)

Ti è piaciuto questo articolo? Condivilo!
Pubblicato in Essere genitori

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>