Nascere nel “Gran Paradiso”

Voglio raccontarvi una storia… C’era una volta, ma forse è successo qualche giorno fa, un bambino di nome Tancredi, un nome importante!(Tancredi di Altavilla Re di Sicilia!). Sì un nome importante! Eppure Tancredi è nato a Degioz, comune della Valsaverenche, nel cuore del Parco del Gran Paradiso, un bimbo avventuroso, un bimbo che aveva le idee chiare su come e dove voleva nascere, così è nato una domenica di vacanza in un piccolo borgo di poche case in mezzo alla natura, dove il rumore predominante è quello del Savara, il possente torrente che scorre vicino alla casa che ci ha ospitato. La casa che ci ha accolto, che è della mia amica Dayné Nelly, si chiama “Casa degli Angeli”, una casa costruita nel 1871 dal bisnonno, che era un Cacciatore del Re! Una casa ad hoc per una nascita regale! La mattina avevamo acceso il fuoco nel camino e i genitori si erano preparati a ricevere Tancredi costruendogli un piccolo nido simbolico. Dopo aver lavorato sulla consapevolezza corporea e il respiro, abbiamo attivato l’istinto con l’aiuto della cultura sciamanica degli indiani d’America. Le forze degli elementi del parto: l’Acqua per l’apertura e il Fuoco per la forza delle contrazioni uterine si stavano equilibrando e accumulando, abbiamo pregato la Madonna del Gran Paradiso (la statua che si trova in cima al Gran Paradiso, l’unico a 4000 mt in territorio completamente italiano, è stata portata su negli anni ’50 ed è dedicata alla Madonna del Monte Carmelo) e ringraziato.

Il “silenzio uterino” (vedi manuali di ostetricia moderna) che precede il parto nella fase espulsiva in cui praticamente l’utero si prepara per le ultime contrazioni del periodo espulsivo, in ospedale sfocia nello scompiglio totale e solitamente nella somministrazione endovenosa di ossitocina sintetica per accelerare il parto, e in manovre più o meno lesive e invasive per mamma e bambino. Mettersi in ascolto di questo silenzio qui ci proietta in un altro universo atemporale e apre una porta interdimensionale. Attraverso questa porta – che si apre comunque sempre in ogni nascita – arrivano le entità angeliche a benedire e proteggere. E’ così grande la forza di questo silenzio che veramente sembra in grado di fermare e dilatare il tempo che pure sta continuando a scorrere come l’acqua del Savara. Siamo avvolti nella penombra, una chiazza di colore arancio dell’asciugamano steso a terra. Abbiamo l’essenziale, il calore, il buio il silenzio e la musica delle acque, così possiamo accogliere questo bambino che nasce con due spinte. Nei giorni precedenti abbiamo avuto l’aiuto delle erbe: qualcuna la trovavamo davanti alla porta di casa come l’umile ortica, l’aiuto dei fiori che preparo diluiti con il metodo Bach, degli alberi che ci hanno aiutato a ritrovare le nostre radici e a curare la placenta, degli animali selvatici che ci hanno dato dei grandi insegnamenti, del Sole e del Fuoco che ci hanno nutrito e scaldato con la loro energia maschile e paterna, dell’Acqua che ci ha insegnato l’apertura, del massaggio metamorfico che curando tutta la storia ostetrica agisce con una efficacissima prevenzione a livello di salute fetale e placentare. Dopo il parto il funicolo non è stato tagliato ma si è staccato spontaneamente (Nascita Lotus) in terza giornata, Tancredi non è calato di peso (cioè non ha avuto il calo di peso che viene chiamato “fisiologico” quando si taglia precocemente il funicolo), la mamma non ha avuto punti perché con la forza della Terra, nello specifico dell’argilla, possiamo fare emostasi, curare le eventuali piccole lacerazioni, disinfettarle e accelerarne la cicatrizzazione. Dopo il parto l’assunzione dei rimedi placentari (ed eventualmente erboristici in caso di bisogno) aiuta la mamma a sentirsi subito in forze, riduce la perdita ematica e favorisce una precoce montata lattea, il contenimento manuale dell’utero inoltre aiuta a ridurre al minimo la perdita ematica, in questi giorni la cosa più tecnologica che abbiamo fatto è stata l’autoemoterapia*, le difese immunitarie essendo un po’ basse a causa della stanchezza, del caldo patito e del fatto che il Ferro sotto forma di preparato erboristico risultava indigesto. Questo è il parto sicuro perché non disturbato, gli animali si isolano per partorire in sicurezza e come sa bene chi ha origini contadine il travaglio e il parto si bloccano se vengono disturbati, ma oggi anche agli animali spesso tocca in sorte un taglio cesareo. Ma se forse provassimo a non disturbare più la nascita? Sarebbe così pericoloso? Certamente, perché metterebbe in discussione tutta la nostra cultura alle radici, la competizione ed il materialismo, il consumismo e la sua modalità frenetica e superficiale. Il rischio è grande perché bisognerebbe avere orecchie per mettersi in ascolto del silenzio della nascita, tatto e manualità per relazionarsi con buon senso in modalità non invasive ma contenitive con mani che sanno anche accendere un fuoco, vista per accettare la visione di un bambino che nasce roseo e respira senza piangere e per accettare la bellezza e la potenza del corpo femminile al culmine del suo processo creativo e della sua apertura, olfatto di mamma e bambino per sentire l’odore dei propri corpi e riconoscersi e accettarsi, voce per comunicare al di là di vuote parole senza senso l’amore, l’accoglienza e il rispetto per questa nuova vita.

E così posso considerare questa nascita come un punto luminoso fermo e culminante nella mia carriera di ostetrica, sia per le modalità e l’ambiente di nascita che per la fiducia accordatami da queste persone che sono venute quassù, per affrontare questa esperienza in tutta sicurezza e libertà, questa è la sensazione che ho provato arrivando in Valsavara e con questa parola voglio terminare questo scritto: libertà.

Carla Joly ,ostetrica libero professionista

Sito internet : www.carlajolyarteostetrica.com

articoli sul blog www.mammapermamma.eu

*Autoemoterapia è l’iniezione per via intramuscolare di una piccola quantità del proprio sangue, ciò permette di quadruplicare le cellule del sistema immunitario per una settimana, gli interventi chirurgici in epoca pre-antibiotica trattati in questo modo evolvevano in un decorso fisiologico.

 

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3 commenti su “Nascere nel “Gran Paradiso”
  1. Valentina Vico scrive:

    Qualunque commento rischierebbe di rompere la magia di questo bellissimo racconto. Tuttavia voglio solo dire due parole, per esprimere la mia gioia nel sentire profonda condivisione di sentimenti e intenti con la mamma di Tancredi. Ricordo la nascita Lotus del nostro gnomo con grandissima emozione e come un momento estremamente mistico. Non vediamo l’ora che sia gennaio per vivere un altro viggio di accoglienza e amore.

  2. Lucia scrive:

    Grazie Valentina, anche io ho dei ricordi bellissimi di quei giorni, e spero che avrò la fortuna di riprovare quelle emozioni così intense… Ti abbraccio!

  3. Irene scrive:

    Che esperienza emozionante… in certi momenti del tuo racconto mi sembrava di essere lì… dev’essere stato davvero magico.

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