Nascere podalico, oggi

Nell’antico Egitto già si eseguiva il rivolgimento (manovra per il riposizionamento del bambino in versione cefalica –con la testa in basso- verso il canale del parto) in caso di presentazione podalica, era una manovra sacra ed era eseguita dai sacerdoti. Oggi in campo medico viene ugualmente eseguita questa manovra che richiede l’ospedalizzazione e un rigido protocollo, non è più una manovra sacra ma puramente meccanica, in caso di insuccesso si esegue un taglio cesareo che normalmente viene programmato in una data anteriore al termine delle 40 settimane fisiologiche di gravidanza. La motivazione di questa presentazione non è inquadrabile esclusivamente in un contesto meccanico, bisognerebbe chiedersi cosa c’è a monte e se effettivamente c’è una causa meccanica per cui il bambino non può mettersi in posizione cefalica, bisognerebbe chiedersi il perché dell’insorgere di questo impedimento. E’ importante inquadrare questo tipo di presentazione nel contesto in cui avviene: genitoriale, famigliare, sociale ed ambientale, e in generale nel più ampio contesto relazionale della costellazione famigliare del bambino. Non va applicata una tecnica a caso tra le tante tipologie diverse, ma va fatto un ascolto della coppia dei genitori per conoscere mediante una accurata anamnesi famigliare le circostanze legate alla loro stessa nascita, bisogna conoscere l’andamento della gravidanza: come è insorta, indagare sull’accettazione o meno del bambino e su tutti gli eventuali conflitti insorti che potrebbero avere una relazione con l’assunzione della presentazione podalica del bambino. Come premessa di salute in gravidanza è importante la continuità dell’assistenza da parte dell’ostetrica, sembra che nell’esperienza delle ostetriche che seguono precocemente una gravidanza sin dal primo trimestre e che offrono servizi di accompagnamento con corsi di gruppo e prestazioni individuali one to one questo tipo di presentazione sia meno frequente. Con l’esecuzione del massaggio metamorfico in gravidanza è possibile eseguire un atto di prevenzione che va a curare la storia ostetrica della famiglia in quanto si agisce a livello del piede su una linea che va dal pre-concepimento alla nascita e coinvolge sia gli aspetti paterni e maschili che quelli materni femminili. Sono altresì importanti:

1- La visualizzazione del bambino in posizione cefalica

2- L’uso dell’acqua durante la gravidanza, frequentazioni di corsi di acquaticità per gestanti in piscina e movimento libero della mamma: questo aspetto del movimento influenza positivamente lo sviluppo del sistema nervoso del bambino che contribuisce a fargli assumere la posizione cefalica

3- Il Massaggio Polare per liberare il bacino, il segmento uterino inferiore e il perineo da eventuali tensioni così il bambino viene più invogliato ad assumere la posizione cefalica perché la sua testa trova un posto morbido ed accogliente nel corpo della madre

4- L’educazione a evitare quelle situazioni conflittuali che possono generare tensione e stress nella mamma e paura nel bambino

5- Usare la luce di una lampadina dall’alto al basso dell’addome materno per aiutare il bambino che può seguire il movimento della luce a scendere con la testa verso il basso

6- La medicina tradizionale cinese previo consulto e ascolto, che comunque non sempre può essere indicata.

In sintesi aiutano il posizionamento cefalico tutte le modalità che rafforzano il legame dei genitori con il bambino e stimolano l’apertura alla nascita nella dimensione spirituale, emozionale e corporea. La tipologia di intervento può dunque essere varia e necessita di una consulenza preventiva per potersi indirizzare nel tipo di trattamento individuale più adatto al caso specifico. Il Rivolgimento medico da eseguire in regime di hospital day è in genere l’ultima spiaggia rispetto alla tipologia precedente di intervento. Bisognerebbe evitare la prenotazione di un cesareo programmato che generando stress contribuisce a bloccare ulteriormente una situazione che è già in equilibrio precario a causa della paura che può insorgere a livello materno e quindi anche fetale, e aspettare invece l’insorgere spontaneo del travaglio affinché il bambino abbia tutto il tempo per completare lo sviluppo del suo sistema nervoso ed abbia attivato la sua preparazione alla nascita con la possibilità di un migliore adattamento al mondo esterno e quindi minore esigenza di rianimazione alla nascita. E’ importante informarsi sugli ospedali in cui c’è una bassa incidenza di cesarei su quale sia il comportamento e il protocollo in caso di presentazione podalica. Il parto podalico in acqua, non disturbato, potrebbe aprire finalmente un nuovo capitolo nel caso di nascita podalica perché l’acqua permette un passaggio più graduale dal mondo intrauterino a quello esterno, il corpo del bambino uscendo trova un ambiente acquatico e caldo e ha meno stimoli ad attivare la respirazione finché non è uscita la testa ed è affiorato in superficie.

ASPETTO SIMBOLICO: ci può aiutare a addentrarci più in profondità nella comprensione di questo tipo di presentazione: possiamo fare una lettura del rapporto mamma/bambino mettendo in relazione questa tematica all’Appeso Arcano n.12 dei tarocchi di Marsiglia corrispondente al segno dei Pesci, con pianeta governatore Nettuno, al mito della sirena Derceto da una parte e dall’altra alla Papessa Arcano n.2 corrispondente al segno della Vergine, pianeta governatore Mercurio, mito di Demetra e Persefone. Per quanto riguarda la simbologia dei tarocchi, l’immobilità dell’Appeso (corrispondenza – segno zodiacale dei Pesci-) richiama paradossalmente l’immobilità del bambino in presentazione podalica, che non si tuffa attivamente verso il basso per entrare più attivamente nel processo di nascita. Questo essere fermo può essere dovuto a un reale impedimento oppure può essere una fase di immobilità in cui si vive in modalità più ricettiva a una dimensione profonda di saggezza, può rappresentare anche un blocco e un’immobilità che origina nel proprio albero genealogico (nel ramo paterno o materno) che possiamo anche chiamare costellazione famigliare del bambino. Questa sosta temporanea che mantiene il bambino in posizione podalica può essere legata a un lavoro di approfondimento spirituale del proprio progetto di nascita, a una meditazione profonda, una preghiera (naturalmente se vediamo il feto come un essere proveniente da una dimensione spirituale superiore più sottile con un proprio progetto di vita individuale), quindi può anche solo significare che ha bisogno di più tempo rispetto agli altri per questo approfondimento, si ritira forse solo temporaneamente dal progetto attivo di vita nel caso effettui una versione cefalica spontanea successivamente oppure ha bisogno di qualcuno che lo venga a prendere nel caso si renda necessaria l’esecuzione di un cesareo. Per quanto riguarda il simbolismo materno nella Papessa (corrispondenza –segno zodiacale della Vergine – ) ,vediamo una donna in doppia gestazione: di un uovo che sta covando e di se stessa, lei rappresenta quella parte intatta di noi che non è mai stata ferita né toccata, la sua purezza simboleggiata dal volto bianco può anche essere una freddezza asessuata e una chiusura, all’origine ci può essere una ferita di qualche tipo oppure la sua solitudine può essere volontaria (le donne dei popoli più antichi come gli indiani d’America si isolavano periodicamente in luoghi solitari e armoniosi nella natura perché sapevano che ciò favoriva una crescita armoniosa ed equilibrata del bambino che portavano in grembo) oppure può essere un isolamento subito che genera frustrazione. La Papessa non ha più desideri, eppure abita il corpo come un luogo sacro e conosce le leggi dell’incarnazione-simboleggiate dal manoscritto che tiene tra le mani- obbedisce alla volontà divina, accetta solo l’unione basata sull’unione delle anime e attende una inseminazione spirituale, potrebbe anche rappresentare il peso di una educazione famigliare religiosa rigida e castrante.

ASPETTO MITOLOGICO, derivato dalla corrispondenza Astrologica: nel mito di Derceto legato al segno dei Pesci e a Nettuno, Derceto per volere di Afrodite cede a un amore passionale e clandestino, concepisce una figlia, ma non essendo accettata non riesce ad accettare questa gravidanza e cerca di annegarsi, Poseidone/Nettuno la salva ma il suo corpo diventa quello di una sirena, metà donna e metà pesce. Nel mito di Demetra e Persefone legato al segno della Vergine possiamo comprendere l’importanza del legame madre-figlia che quando viene disturbato genera una incapacità di Amore e di apertura nella madre (Demetra disperata per la scomparsa della figlia rapita da Ade che fa isterilire tutta la vegetazione della Terra), possiamo altresì comprendere l’importanza dell’abbandonarsi ai ritmi stagionali/ormonali e il rispetto dei ritmi della madre Terra che nella vita frenetica del mondo materialista superficiale e consumista non permettono uno sviluppo sereno e armonioso della gravidanza, gravidanza che implica comunque sempre un rallentamento e un profondo rispetto per la sacralità della vita, Ade/Plutone che può rappresentare anche un aspetto oscuro e prevaricatore maschile in positivo può essere visto come questa esigenza di profondità di andare alle radici (radici che per il bambino sono rappresentate dalla placenta) per poter permettere lo svilupparsi di una nuova vita ed è il maschile che soddisfa questo bisogno di profondità portando Persefone nel regno degli inferi. Dovendo sintetizzare i vari motivi che inducono alla presentazione podalica si potrebbe chiamare in causa la polarità: accettazione e amore di sé, della coppia e del bambino e viceversa mancata accettazione e paura nel vissuto materno/paterno, questa tipologia di interpretazione non è per indurre sensi di colpa e di inadeguatezza nei genitori ma deve servire per mettere a fuoco la tematica sottostante e trovare una tipologia di intervento individualizzata e perciò adeguata alla singola famiglia.
Testi di riferimento per l’interpretazione simbolica: “Astrologia e mito” di Roberto Sicuteri, edizioni Astrolabio.
“La via dei tarocchi”di Alejandro Jodorowsky e Marianne Costa, edizioni Feltrinelli. Sito internet corrispondente: www.camoin.com
Carla Joly, www.carlajolyarteostetrica.com

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Un commento su “Nascere podalico, oggi
  1. Di nuovo, come tante altre volte, mi ritrovo a linkare questo post ad amiche e conoscenti che mi parlano della loro preoccupazione per la posizione podalica del bimbo o della bimba in pancia.
    Grazie!

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