Archivio di aprile 2012

Una giornata “normalmente speciale”…

domenica, 22 aprile 2012

Oggi pomeriggio siamo andati qualche ora al lago di Candia (TO), niente di speciale (dobbiamo ancora visitare il più, oggi siamo stati fermi nel piccolo prato dove ci sono anche dei giochi per bambini), ma per noi, come ho scritto nel titolo, è stato un pomeriggio di “straordinaria” normalità…
Maia si è addormentata in macchina e io ho aspettato con lei che si svegliasse, poi abbiamo raggiunto Vera e il papà… Appena arrivate, non era molto convinta, e cercava di capire dove si trovava…

Poi ecco arrivare Vera che le sorride

Ed ecco che Maia vede anche il suo papi e gli tende le manine… Prendimi, papà!

Giochiamo un po’ a palla?

Oh no Vera si allontana di nuovo… ma dove sta andando?

Eccola lì pronta a scivolare! :)

Allora ci provo anche io!

E la mamma ora vuole fare una foto solo con me, non ne abbiamo quasi nessuna insieme…

Ma una tutte insieme noi 3 donne? Dai papi una foto!!!

E ora andiamo a riposarci sulla coperta… Ma Vera si improvvisa fotografa e stupendoci tutti ci fa delle foto bellissime! E usa la macchina per la prima volta!

E prima di andare a prendere il gelato, un saluto al lago che ci ha fatto vivere delle ore così serene… e un omaggio al mei tai ultimo arrivato!


Un enorme grazie alla mia famiglia! Ne avevo bisogno!

Dov’è finito mio figlio???

domenica, 15 aprile 2012

Quante di noi mamme hanno pensato almeno 1 volta (una?) “Oddio ma ora come mi devo comportare con lei/lui?”. Il lui (o lei) della situazione è naturalmente il proprio bambino, quel piccolo che abbiamo portato in grembo per 9 mesi, che abbiamo dato alla luce, che ha succhiato dal nostro seno, che ha fatto i suoi primi sorrisi guardandoci negli occhi e facendoci commuovere… e così via, per mille volte e occasioni… Ma arriva il momento in cui ci sembra di non conoscerlo più, di avere davanti un altro bambino, nostro figlio si è trasformato in una persona che non sappiamo come prendere, con cui non sappiamo come parlare, che ci spiazza con le sue reazioni esagerate, che ci butta in un mondo diverso da quello che ci eravamo immaginati, in cui i bambini, i nostri bambini, sono imprevedibili e incomprensibili… e noi non ci sentiamo più così sicuri di stare percorrendo la strada giusta.

Che si fa, dunque? Qualunque sia il problema (non si vuole più vestire per uscire, non vuole più mangiare, urla tutto il giorno, picchia gli altri bambini, ecc…), cerchiamo di accantonare per prima cosa il senso di colpa che è il compagno di mille avventure di ogni mamma… Quello non aiuta né a capire né a risolvere… E la parola giusta che dobbiamo avere in mente è proprio questa: capire. O almeno provare a farlo.

Ogni manifestazione del bambino, anche quelle considerate “capricci” (termine che io odio e non uso mai), ha un senso ben preciso e anche se noi non lo comprendiamo, ciò non significa che non ci sia. Il bambino si comporta in un modo strano perché ci sta comunicando qualcosa. Proviamo a metterci nei panni del nostro bambino, che è piccolo, dipendente da noi, ma che ha anche voglia di crescere, e sperimenta spesso l’impotenza di chi vorrebbe fare cose da grande senza esserlo già diventato… I bambini sono il nostro specchio, e ci stupirà sapere che spesso quando un bambino è arrabbiato, ha di fronte una mamma o un papà arrabbiati, magari per motivi esterni alla famiglia… ma lui lo sente e ci comunica a modo suo che ha capito, che ha sentito, e lo fa col suo linguaggio…

Altre volte il bambino si trova in un momento di difficoltà per cui esprime il suo disagio in un modo particolare… Insomma i motivi e i modi sono troppi per fare esempi, ma la cosa che dobbiamo sempre ricordare è che non si comporta “male” per farci dispetto, ma in quel momento ci esprime un disagio per qualcosa, e sta a noi cercare di comprenderlo e vedere come affrontare la cosa.

Si può cercare di parlarci, se è abbastanza grande, sapendo che non verrà fuori il “motivo” in modo facile, ma almeno aprirà uno spiraglio per cui il bambino sentirà l’interesse del genitore, sentirà che ci si preoccupa per lui, cioè che si vuole aiutarlo… e magari ci vorrà tempo, ma senza forzarlo e senza sgridarlo, e continuando a cercare di capire, le cose si risolveranno… Certo, non sempre sarà facile, ci stanno sbandamenti e stanchezza, è normale, ma la cosa migliore sarà cercare di essere con lui in ogni momento e in ogni modo…

Mia figlia Vera, per esempio, per ben 17 mesi, ha continuato a bagnare le mutandine con qualche goccia di pipì, nonostante fosse senza pannolino, tutti i giorni… E vi assicuro che 17 mesi sono tanti! Anche se le ricordavamo di fare pipì molto spesso, anche se era passato pochissimo tempo dall’ultima pipì, le mutandine erano spesso bagnate… Questa cosa, guarda caso, era iniziata con la mia seconda gravidanza (iniziata in contemporanea con lo spannolinamento definitivo, anche se ancora non sapevo di essere incinta), ed è continuata fino a pochi mesi fa… Con l’aiuto di un’amica, ho interpretato questa cosa come un voler “marcare il territorio” vista la presenza prima nascosta e poi reale della sorellina… E una volta nata la sorellina, fare la pipì nelle mutande era anche un voler essere piccola come la neonata… Una volta accettata la nuova arrivata, e aumentato il desiderio di essere “sorella maggiore”, da un giorno all’altro questo comportamento è scomparso. In questi lunghi mesi, non posso negare di aver provato sentimenti anche molto negativi, tristezza, impotenza, delusione, rabbia e stanchezza… Nonostante ciò, abbiamo cercato sempre di chiedere a Vera la sua collaborazione, senza farla sentire sbagliata, ma sicuramente avrà captato (con le sue antennine moooolto sensibili!) che non eravamo contenti… Abbiamo tenuto duro, senza obbligare o sgridare, e alla fine la costanza è stata premiata!

Esistono molti libri che trattano di educazione non violenta, di comunicazione con i bambini in questa ottica, e anche se finora non ne ho letto nessuno, credo che lo farò presto, visto che le mie bimbe crescono a vista d’occhio! ;) Ecco tre esempi: “Crescere i bambini con la comunicazione nonviolenta (Bisogni e risposte)” di Marshall B. Rosenberg, “Genitori efficaci” di T. Gordon e “Errori da non ripetere. Come la conoscenza della propria storia aiuta a essere genitori” di D.J. Siegel.

Che ne pensate?

Per te, Maia…

martedì, 10 aprile 2012

Eccoci qua, caro amore mio… Ora dormi con la testa sul mio cuore, un anno fa eri appena nata, eri appena sgusciata fuori dal mio corpo, ti avevo preso con le mie mani da dentro l’acqua, portandoti al petto, e ti avevo abbracciato commossa e ansimante… Avevo guardato e visto che eri una bambina, che sorpresa! Una bambina, una bambina… Maia… Ci siamo guardate negli occhi, conosciute e riconosciute, e nei tuoi occhi ho visto l’immensità dell’universo, il miracolo della vita, ciò che hai attraversato per venire alla luce… Ci siamo incontrate in un abbraccio, sei stata toccata solo dalle mie mani e, prima, dall’acqua che ci ha accompagnato nelle ultime fasi del nostro viaggio… Com’era bello stare immerse, occhi negli occhi, tu sul mio petto che iniziavi ad assaporare la vita terrestre dalla tranquillità del mio abbraccio… Io ero in estasi, ho toccato il massimo della felicità, ero una donna nuova, una nuova mamma, e tutto era perfetto, così come avevo voluto e sognato… Eri tutta coperta di vernice caseosa, così morbida e calda, così perfetta, e anche cicciotta! Non ho potuto che pensare “Però, riesco a fare delle bambine proprio belle!”. Un attimo dopo la tua nascita, tutta la fatica era già stata dimenticata, rimaneva solo l’impareggiabile sensazione di potenza creatrice, la piena soddisfazione, quel “tutto tondo” che non ho mai provato altre volte, se non dopo le nascite delle mie bambine…

Continuavo a guardarti nella luce rossa della stanza, in realtà eravamo quasi al buio! Continuavo a studiarti, poi era arrivata la tua sorellina, incredula, eccitata, e non smetteva più di parlare! Il tuo papà anche lui era estasiato, incredulo anche lui che tutto fosse stato così semplice e bello… Non aveva potuto assistere, ma era comunque con noi, anche una parte di lui era in quel bagno, in quella piscinetta, e subito ci aveva raggiunte appena eri nata… E il nostro angelo custode? Dietro di noi, nel silenzio e nel rispetto, seduta tranquilla ad assistere, non a fare, non a metter fretta, ma semplicemente ad aspettare con me, con noi, ad accompagnarci con discrezione ma con la sua presenza rassicurante…

Dopo mezz’oretta sei arrivata al seno, prima avevi bisogno di scrutare ciò che avevi intorno! Hai ciucciato come se fosse la cosa più scontata del mondo, e forse lo è se nessuno interferisce… Hai assaporato il prezioso colostro, hai capito che potevi farcela anche se eravamo ormai separate, e così abbiamo potuto far nascere anche la tua sorellina placenta… che non è stata separata da te con violenza, perché semplicemente non ce n’era bisogno, avevamo ancora bisogno anche di lei…

Questa è stata la tua nascita, il tuo ingresso alla vita… E ora che hai già un anno, mi sembra passata un’eternità, ma rivedo queste scene come se le stessi vivendo anche ora… Indimenticabile… Sono commossa dai ricordi e dalla nostalgia, dal ricordo di quelle emozioni così forti e meravigliose, e custodirò tutto ciò nel mio cuore finché sarò viva… Buon compleanno amore mio, sei arrivata per portarci la tua forza e la tua gioia, e di questo non ti ringrazierò mai abbastanza!

Mammapermamma ha provato per voi… un pannolino GroVia!

domenica, 8 aprile 2012

Oggi vi parlerò del pannolino GroVia che ho ricevuto dalla gentile e disponibile Marina, la mamma che si occupa dello shop online Ecolittle (www.ecolittle.com). Si tratta del “sistema tutto in due” GroVia: mutandina impermeabile a cui è attaccato un interno tramite due bottoncini a pressione. Al momento del cambio, si cambia l’interno e se la mutandina non è sporca o bagnata, si riutilizza la stessa.

Ma vediamo più nel dettaglio come è composto questo pannolino…

Mutandina: è taglia unica e si chiude tramite comodi bottoni a pressioneo con velcro. La taglia si regola con i bottoni e veste dai 3,5 ai 15 kg. E’ in tessuto sintetico (superficie esterna in morbido poliuretano PUL impermeabile e traspirante, superficie interna in poliestere) e asciuga molto in fretta. Al suo interno, c’è una retina che permette all’aria di circolare e confina l’umidità nell’inserto assorbente. Ci sono diverse fantasie tra cui scegliere, tutte carinissime… io ho scelto la fantasia Flowers con bottoni ma mi sarebbe piaciuta anche quella simpaticissima coi gufetti! Una cosa molto pratica di questa mutandina è che, oltre ad essere parecchio sgambata e quindi poco ingombrante per il bambino, ha 2 bottoncini che si possono agganciare da ogni lato del pancino, per aggiustare meglio la misura e tenere ben fermo il pannolino… Un dettaglio che può far davvero molta differenza! Infine, ecco le istruzioni per il lavaggio: lavaggio a temperatura max 40° C, asciugatura lontano da fonti dirette di calore.

Interno: ci sono tre tipi di interno tra cui si può scegliere… Sono in cotone biologico o cotone più canapa. Ecco i tre tipi di inserti: a 5 strati di cotone biologico (solo fibra naturale, senza strato impermeabile in poliuretano laminato); a 6 strati (cotone bio con strato impermeabile in poliuretano laminato); nella nuova versione in canapa + cotone con effetto Stay Dry: un soffice strato in pile di poliestere con effetto drenante limita la sensazione di bagnato sulla pelle, con strato impermeabile. Gli interni sono venduti in coppia, sono morbidi e asciugano abbastanza in fretta, possono andare in asciugatrice e sono poco ingombranti per il bambino.

Insomma, questo pannolino mi ha conquistato. E’ molto assorbente, comodo per la mamma e per il bambino, e il fatto di poter riutilizzare la mutandina che spesso rimane asciutta è una cosa molto apprezzabile… Mi è capitato di dover smacchiare sia la mutandina che il pannolino, e sono venuti perfettamente puliti… Il pannolino “sistema tutto in due GroVia” è promosso a pieni voti! Se non fossi già a posto con i pannolini che ho in quantità, ci avrei fatto davvero un pensierino!

Ecco il pannolino come appare quando è indossato

E grazie ancora a Marina per avermi dato la possibilità di provarli!

Sono ancora viva ma…

mercoledì, 4 aprile 2012

… non so ancora per quanto! Scherzi a parte, volevo scusarmi coi miei lettori per essere sparita da un po’, ma qui con l’arrivo della primavera non è avvenuto il miracolo della guarigione delle malattie che ci portiamo dietro dall’inverno… Non ce la facciamo più, siamo ancora in mezzo a febbri, tossi, raffreddori, catarri e chi più ne ha più ne metta… Dopo qualche giorno di pausa (e di speranza che fosse finita, dopo la bella bronchite della piccola Maia :( ), ecco che abbiamo ricominciato…

Abbiate quindi pazienza se non riesco a scrivere, ho già in mente delle cose ma mi manca il tempo materiale per mettere giù per iscritto… Prima o poi ce la farò!

Vi abbraccio tutti! :)