EC… intervista ad una mamma speciale…

Eccoli qua: Valentina 32 anni, Marco 34 e Attiilo quasi 19 mesi. Attilio è nato in casa, con Lotus, e da quel momento è iniziata la loro vita a tre, senza pannolino! Valentina e Marco utilizzano solo prodotti naturali, sia per l’alimentazione che per l’igiene personale, che per la cura di eventuali malanni. Producono pane, pizza, dolci, fette biscottate e quant’altro con la pasta madre, e si stanno anche cimentando nell’autoproduzione di dentifricio e detersivi, con buonissimi risultati! Ma ora vediamo cosa ci dice Valentina rispetto all’EC…

1. Come sei venuta a conoscenza dell’EC? Quale è stata la tua prima impressione? Cosa significa esattamente EC? In gravidanza avevo il grande desiderio di accogliere un pulcino ecosostenibile ed ho iniziato informarmi sul web circa i pannolini lavabili. Così ho scoperto l’esistenza della EC. Determinante è stata la lettura del libro “Senza Pannolino” di l. Boucke. La mia prima impressione è stata che la EC fosse un modo meraviglioso per fare la rivoluzione tutti e tre insieme: io, il mio compagno e lo gnomo (che non sapevamo ancora se fosse uno gnomo o una gnoma!). EC significa Elimination Communication, ma per noi ha sempre significato ascolto, osservazione attiva, complicità, divertimento, stupore, rallentamento dei tempi di vita, intimità, partecipazione.

2. Quando hai cominciato? Abbiamo cominciato subito, dopo poche ore dalla nascita. Attilio è nato a casa, sul pavimento ai piedi del letto, ed ha espulso il meconio nel lavandino del bagno.

3. Quali sono le prime difficoltà che hai incontrato? E in seguito? Le difficoltà dei primi giorni erano legate al fatto che Attilio aveva ancora con sé la placenta (è nato con parto Lotus), quindi finchè non si sono separati dovevamo essere in due: uno reggeva lui e l’altro la sua compagna. Dopodiché non ci sono stati grossi problemi. Per le trasferte abbiamo imparato a portarci dietro dei contenitori a chiusura ermetica da usare come vasino, per evitare di portarlo in bagni pubblici magari poco puliti, poi cespugli, fossi, boschetti e quant’altro ci han dato una grossa mano! 😉 Al mare e in campeggio abbiamo usato il secchiello sotto lo sguardo attento e curioso dei vicini. Da quando ha iniziato a mangiare cibi solidi, diciamo intorno ai 12 mesi, le cacche si sono fatte meno prevedibili ma, complice il nudismo, di cui Attilio è un accanito fan, siamo riusciti a continuare questa avventura!

4. Come funziona in pratica? Ci racconti una giornata tipo? Vi racconto una giornata tipo di adesso. Attilio ha 19 mesi e da 5 dice chiaramente quando deve fare pipì e popò. Quando è impegnato in cose particolarmente interessanti che non intende interrompere SCEGLIE di farla nel pannolino (che fuori casa indossa) o in giro per casa.
Quando ci svegliamo si va in bagno, anzi: si ciuccia, si gioca un po’ nel letto e al suo “Pipì” o “Cacca” ci si alza per andare in bagno. La prima seduta ama farla davanti allo specchio e con me, quindi lo tengo sollevato sul lavandino e generalmente nel giro di 5, massimo 10, minuti è tutto fatto. Ci si lava, ci si veste, ma si resta senza pannolino. Colazione. Vista la quantità d’orzo che si beve, subito dopo colazione gli escono delle gran pipì, quindi gli propongo il vasetto e lui la fa. Lo lascio senza pantaloni e mutandine per un paio d’ore, libero di arrangiarsi e di fare altre pipì ( a volte nel vasetto, a volte sul tappeto, a volte accanto al wc). Prima di uscire per passeggiate o commissioni mattutine, se non l’ha ancora fatta, gli propongo di nuovo il vasetto chiedendogli se deve fare la cacca. Se dice no, lo vesto (e metto il pannolino), se invece si siede sul vasetto, nel giro di un quarto d’ora (ma possono essere anche venti minuti!), con un libriccino in mano e Pinocchio al suo fianco, fa un’altra cacchina. Si esce. Se si torna presto (dopo un’oretta) ci sono buone probabilità di trovare il pannolino asciutto, altrimenti…pazienza (siamo umani)! Tornati a casa lo denudo di nuovo. Ha sempre il vasetto a portata di mano e può raggiungerlo autonomamente quando vuole. Si diverte molto a farci la pipì e ad osservarla!! Pranzo. Dopo pranzo, molte pipì e, generalmente, altra cacchina (fa tanta popò perché ciuccia ancora molto latte materno e perché mangia poco ma spesso. Ci tengo a precisare che non mangia alimenti di origine animale e che va pazzo per frutta e verdura…). Quando deve fare la cacca ama che gli si faccia compagnia: o io o Marco ci sediamo accanto a lui, leggiamo con lui o semplicemente chiacchieriamo. Lo preparo per il riposino e gli metto il pannolino (in estate e primavera lo lascio dormire nudo, magari metto una traversa o un asciugamano per “salvare” il letto). Quando si sveglia lo spoglio: pipì, merenda, pipì e, forse, altra cacchina (l’ultima della giornata!). Se si esce ci si veste, altrimenti si resta senza pannolo ancora per un po’. Quando andiamo a casa dei miei o dei suoceri ci comportiamo come a casa nostra, ma se andiamo in luoghi pubblici o altrove mettiamo il pannolino per sicurezza (sempre per il fatto delle temperature basse: in caso di “incidenti” sarebbe freddo per star bagnati). Comunque, se ci siamo coordinati bene durante la giornata, il pannolino è ancora asciutto (quando siamo in giro, ogni tanto facciamo tappa in bagno! A volte a vuoto, ma tentar non nuoce…). Di sera gli piace rendere partecipe il babbo delle sue sedute sul vasino, così capita che lo chiami espressamente per assistere ad una sua pipì e contemplarla ed applaudirla insieme. Cena. Dopo cena altre pipì, generalmente sparse in giro, e salvo sue esplicite richieste lo vestiamo per la notte. La mattina seguente si ricomincia…

5. Che cosa è necessario per fare EC (sia organizzazione concreta che mentale)? E’ necessario essere tutti uniti nella scelta che si è fatta. Per TUTTI intendo la famiglia al completo, compresi i nonni e le altre persone che si occupano del bambino. Si deve trasmettere costanza, continuità, disponibilità, accoglienza per far sì che continui a voler tramettere i suoi messaggi.
Mentalmente occorrono equilibrio, pazienza, serenità…e poi spirito giocoso, ilarità, curiosità e zero aspettative. Stress, tensione, fretta non fanno che trasmettere una sorta di ansia da prestazione al bambino, che automaticamente si bloccherà: leggendo la pratica come motivo di agitazione per i genitori, si rifiuterà di collaborare per evitar loro cotanto disagio!

6. Quali sono i benefici per il bambino? Il beneficio maggiore per il bambino è, secondo me, l’igiene. A noi piacerebbe imbrattarci coi nostri stessi escrementi e sentirceli spiaccicati addosso anche per delle ore? Altro beneficio è una maggior consapevolezza del proprio corpo e delle sue funzioni. E, non ultima, la certezza che c’è sempre qualcuno pronto ad accogliere il loro richiamo.

7. Quali sono i benefici per gli altri? I benefici per noi genitori che usiamo i pannolini lavabili sono innanzitutto un risparmio di acqua, sapone e olio di gomito! Ma anche la scoperta di un nuovo modo di comunicare coi nostri cuccioli, l’esplorazione di quel mondo infinito fatto di espressioni e sguardi che sembrano impercettibili ma che hanno tanto da dire. Poi ci sono i benefici per l’ambiente, che non sono da meno ma che, anzi, stanno alla base della nostra scelta. E la soddisfazione di vedere i nonni ricredersi sulle proprie convinzioni e portare entusiasti i neonati nipotini in bagno dopo attenti giochi di sguardi!

8. Ci sono stati dei periodi in cui il tuo bambino sembrava non voler collaborare? Sì! Nell’ultimo mese prima del trasloco a casa nuova (a novembre scorso) io e Marco siamo stati un po’ nervosetti. Un po’ per i preparativi, un po’ per l‘ansia di cambiamento, un po’ per gli orari sballati a causa del vai e vieni da una casa all’altra. In quel periodo Attilio ha assorbito i nostri stati d’animo e sembrava non volerci dare il pensiero di portarlo in bagno…

9. E quando i bimbi stanno coi nonni, i baby sitter o all’asilo, si può continuare a fare EC? Certo che sì! I bambini sono molto eloquenti e si fanno capire anche dagli altri, non solo dai genitori. Tutto risiede nell’apertura all’ascolto, nella propensione all’accoglienza.

10. Per quale motivo, in particolare, consigli questa pratica agli altri genitori? Perché apre un mondo. Perché insegna tanto. Perché si capisce quanto anche l’espletamento dei bisogni fisiologici di un bambino sia una questione culturale che si può cambiare! Perché è un veicolo alternativo di unione comunicazione profonda (per tutta la famiglia!).

11. Ci sono dei momenti o dei motivi in cui l’EC non funziona? In quei momenti si passa ai pannolini? Noi abbiamo sempre avuto i pannolini lavabili al nostro fianco, perché anche se convinti sostenitori della EC non abbiamo mai voluto essere “fissati” né estremisti. Quando a 14 mesi Attilio ha iniziato ad avvertirci verbalmente, io mi ero imposta di accantonare i pannolini. Ma era una scelta forzata. Lo gnomo non era ancora pronto all’uso esclusivo del vasetto o del wc. Ci sono momenti, come ho scritto sopra, in cui non vuole proprio essere distolto dall’attività che sta svolgendo. Mi guarda, mi dice “Pipì” e io gli domando se vuole andare in bagno oppure gli porgo il vasetto. Ma se lui scocciato mi risponde di no, perché vuole continuare a giocare, non insisto e lascio che faccia come meglio crede. Ma quando si bagna, credetemi, vuole essere subito cambiato. Lo si capisce al volo!

12. Cosa diresti ad una mamma (come me!) che è affascinata da questa cosa ma che non riesce a superare quel blocco culturale secondo cui sarebbe troppo difficile e stressante? L’unica cosa che mi sento di dire è che finché si percepisce questa pratica come fonte di stress si fa bene a non intraprenderla! La EC ha senso se fatta spontaneamente, senza motivi di soddisfazione personale, senza pensieri sul successo o fallimento, senza il conto delle pipì che si acchiappano e quelle che si perdono. Ma voglio anche incoraggiarvi tutti, mamme e babbi, perché ognuno di noi può riuscire a farlo! In fondo non siamo mica noi le guide, in questo viaggio. Sono loro, i nostri gnomi, le nostre pulcine! Sono loro a parlarci, sono loro a chiedere ascolto, sono loro a suggerire il momento. Dimentichiamo, anche solo per qualche mese, i tempi standardizzati, concediamoci una pausa d’amore. Il resto, verrà da sé…

Voglio ringraziare Valentina per le sue parole, per averci raccontato un po’ della sua famiglia e di aver dato qualche indicazione importante alle famiglie che intendono provare la EC 🙂 Un grande bacione al tuo fortunato cucciolo!

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Pubblicato in Ecologia e risparmio, Essere genitori, Le interviste
6 commenti su “EC… intervista ad una mamma speciale…
  1. Mammatrafficona ha detto:

    Bellissima esperienza! Anch’io ho fatto EC, ma non dal primo giorno (con la prima figlia a partire dai 4 mesi circa, con il secondo dai 5 mesi). Confermo tutto quanto, guai ad avere aspettative o a forzare i tempi, non porterebbe da nessuna parte.
    L’EC è appunto un ulteriore forma di ascolto e contatto profondo con il bambino, per capire i suoi bisogni di eliminazione al pari di come capiamo il suo bisogno di mangiare, dormire, essere consolato e coccolato, ecc.
    Grazie!

  2. Vale Vico ha detto:

    Ho riletto questo articolo…emozione! Dopo un mese dall’intervista Attilio era definitivamente spannolinato…e ora siamo alle prese con la seconda esperienza di EC. Altri segnali, altre tempistiche, stesse gioie!! 🙂

  3. Lucia ha detto:

    Eh sì, il tempo passa! 🙂 Poi ci racconterai anche questa seconda esperienza!

  4. Vale Vico ha detto:

    Con molto moltissimo piacere! E’ incredibile rendersi conto giorno dopo giorno di quanto diversi e unici siano i nostri cuccioli…persino nell’espletare i loro bisogni fisiologici. Ognuno col suo sguardo peculiare già a poche ore dalla nascita, ognuno col suo proprio ritmo di respiro, col suo irripetibile modo di agitare le manine… Saranno ovvietà, ma io mi stupisco continuamente, e continuamente sono grata alla vita per le diversità che ci dona. Baci

  5. Vale Vico ha detto:

    :*

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