Le ultime settimane di gravidanza…

In alcuni ospedali, quando si arriva alle fatidiche 40 settimane, iniziano i famosi controlli, che consistono di solito in una visita alla settimana più monitoraggio. Oltre la 41a settimana, i controlli si intensificano. Io non ne ho mai fatti, anche perché non sono mai arrivata alla dpp e non ho partorito in ospedale, ma credo che comunque non ne avrei fatti… e credo che non siano poi così necessari… Allora perché allo scoccare delle 40 settimane le mamme iniziano a sentirsi “scadute”? Perché i controlli iniziano a farsi più serrati? Perché le pance devono essere controllate di più? Ci saranno risposte mediche a questi quesiti, però sono profondamente convinta che tutti questi controlli siano fatti senza discriminazione, non soltanto in casi in cui ci siano maggiori rischi e quindi maggior bisogno di tenere sotto controllo l’andamento della fine gravidanza… Questi controlli vengono effettuati su tutte le mamme, indistintamente, contribuendo a far loro sentire l’ansia degli ultimi giorni… Arriva l’ansia del “perché non nasce?”, “Starà bene?”, “Perché il travaglio non parte?”, “Ho qualcosa di sbagliato?”, “Non ho ancora contrazioni… il travaglio partirà?” oppure “Il mio bambino è pigro?”. Io trovo molto brutto che si sia persa la capacità di attendere, la gioia degli ultimi giorni, delle ultime settimane, quello stato d’animo di tranquillità e fiducia che dovrebbe accompagnare ogni nascita… Ogni bambino sa quando è il suo momento, grazie ad un meccanismo perfetto di relazione tra lui e la madre, tra lui e la placenta, meccanismi che sanno benissimo far partire il travaglio quando è il momento. Il momento giusto è quando il bambino è pronto per affrontare la vita extrauterina, quando è pronto al distacco dal ventre materno, e quando la sua compagna di viaggio, la placenta, è matura e arriva il momento in cui non riesce più a lavorare del tutto efficacemente. Ecco, quello è il momento giusto per la nascita. Intervenire precocemente, o iniziare a preoccuparsi con controlli e ansie varie, solo perché si è arrivati alla 40a settimana, oltre che inutile, è controproducente. Lo stress inibisce l’inizio del travaglio, non lo facilita di certo, e infatti negli ultimi giorni di gestazione l’ideale sarebbe staccare la spina, spegnere il cervello, non pensare a numeri e scadenze, ma semplicemente mettersi in contatto col proprio bambino e fare lavori che non impegnino la sfera razionale… come per esempio lavorare a maglia! Questo sì che può favorire l’insorgenza del travaglio, o almeno non ostacolarlo! Naturalmente, questo discorso è valido in situazioni di fisiologia.
E un’altra cosa furba da fare sarebbe mentire spudoratamente sulla data presunta, posticipandola di almeno 3 settimane in avanti, almeno per quelle persone che già prima della dpp inizierebbero a chiamare per sapere “Allora, è nato???” Così passerete gli ultimi giorni in modo tranquillo, senza pressioni inutili… E i controlli? Per alcune persone possono essere ansiogeni, ma se tutto va bene e il bambino si muove, non sono così necessari… Sappiate che nessuno vi verrà a prelevare a casa se non vi presentate, è un vostro diritto, potete anche cambiare idea e decidere di non mettere piede in ospedale se non ci siano evidenti necessità!

E vorrei davvero che tutte le mamme sapessero questo e se lo ripetessero ogni volta che qualcuno le fa sentire “in ritardo”… FINO A 42 SETTIMANE CONCLUSE DI GESTAZIONE (cioè fino a 2 settimane intere dopo la dpp), NON C’E’ BISOGNO DI INTERVENIRE!

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Pubblicato in Gravidanza, Parto
10 commenti su “Le ultime settimane di gravidanza…
  1. Federica scrive:

    Sono molto d’accordo sull’importanza del saper aspettare: nonostante fosse la mia prima gravidanza, ho cercato davvero di vivere l’attesa come fosse un rito, un importante momento che aiutava il mio corpo e la mia piccola ad entrare in dialogo. Tuttavia, se in Italia i controlli dopo la 40esima settimana sono anche troppo intensi e dettati da protocolli rigidi invece che da reale necessità, in UK ho sperimentato il problema opposto. Dalla 36esima settimana nessun controllo…Nina è nata a 42 settimane con la violenza del parto indotto che ho accettato come una grande sconfitta. Se avessi potuto fare anche solo un controllo per sapere che andava tutto bene penso che io e il mio compagno non ci saremmo piegati all’induzione. Senza contare che il mio travaglio è partito naturalmente proprio il giorno dell’induzione e le infermiere non mi hanno voluto credere :(

    • Lucia scrive:

      Cara Federica, benvenuta :) Sembra che non ci sia mai la giusta via di mezzo eh? Però mi colpisce molto che tu non abbia potuto chiedere un controllo, se lo ritenevi necessario… Forse però se avessi avuto un’ostetrica avresti potuto essere tranquillizzata sul buon andamento degli ultimi giorni di gravidanza… anche senza monitoraggi o ecografie. E mi dispiace molto che tu non sia stata creduta, anche perché alla fine il messaggio che viene passato è sempre quello che la mamma non può sapere, non può sentire, ci vuole un medico che dica e che decida… La prossima volta, forse, se ti capiterà qualcosa di simile, saprai che le induzioni si possono rifiutare, avendo magari al proprio fianco una professionista che valuti la fisiologicità della situazione!

  2. Come è vero! Quattro dei miei figli sono arrivati in anticipo, mentre una… ha tardato proprio le fatidiche due settimane. Ho passato gli ultimi giorni dentro e fuori dall’ospedale per controlli e monitoraggi, e in una di queste occasioni un ginecologo mi ha anchespaventata sottolineando che per forza c’era qualcosa che non andava, visto che tutti i miei parti erano stati in anticipo, e i bambini sempre piuttosto piccolini.
    Allo scadere del tempo “concessomi”dai medici avrei dovuto essere ricoverata per la fatidica “induzione”. In realtà, la notte precendente avevo qualche dolorino, niente di che in verità, ma l’ostetrica mia amica, che era di turno, mi ha fatto entrare in ospedale, registrando un inizio di travaglio che mi ha fatto “scampare” l’induzione. Dopo una notte tranquilla, quando al mattino stavano iniziando i preparativi per il gel, la Polpetta in meno di mezz’ora ha deciso che era il suo momento. Quando poi il pediatra l’ha presa in braccio ci ha detto: “non venitemi a dire che questa è una bambina nata dopo il termine” e anche l’ostetrica ha verificato che non c’erano segni di invecchiamento nella placenta.
    Semplicemente, qualcuno probabilmente aveva sbagliato i conti!

    • Lucia scrive:

      Benenuta Cristina! Innanzitutto complimenti per la tua grande famiglia! :) Anche qui un altro esempio molto significativo! Per fortuna le cose sono andate bene senza dover faticare molto, a volte fa comodo avere un’amica ostetrica eh? Ma la cosa più bella di tutte è che la tua bambina ha potuto nascere quando era pronta, e come ti hanno detto, era proprio il suo momento… Pensa se ti avessero fatto un’induzione o addirittura un cesareo prima… non sarebbe stata pronta! Lei sapeva che quello era il suo momento, i bambini non si fanno ingannare da date e scadenze! Grazie per il tuo racconto!

  3. Cristina scrive:

    Capisco le buone intenzioni di questo post, ma non credo sia prudente scrivere certe cose. Non si gioca con la medicina nè, soprattutto con la vita e la salute dei bambini; credo che dovremmo iniziare a scegliere i medici che ci seguono, e fidarci, soprattutto in gravidanza. Se si concorda con il proprio medico un determinato tipo di controllo o monitoraggio vuol dire che va bene così, non siamo noi le laureate in medicina!! E’ ovvio poi che ci voglia buon senso e sensibilità, sia da parte delle partorienti che dei medici (che, come dicevo, è importante scegliere bene!), ma il fai da te proprio no, non in questo caso, non con i bambini, non con la vita degli altri.

    • Lucia scrive:

      Cara Cristina, pensi che le mamme possano volere qualcosa di diverso dal benessere del proprio figlio? Non capisco molto queste accuse, come se l’ascolto di sé e del proprio corpo, il rifiuto di continui controlli quando non ce n’è bisogno, fosse un volersene fregare… Beh ti assicuro che non è così, è proprio il contrario, è il voler evitare stress inutili (quando sono inutili, naturalmente!), il farsi seguire da operatori come le ostetriche che sono esperte di fisiologia e che riconoscono le situazioni in cui si esce dalla stessa, lasciando ai ginecologi il loro lavoro, ossia seguire le gravidanze a rischio e patologiche. Io non vedo nulla di pericoloso in questo, mentre vedo rischi nell’esagerare coi controlli laddove non ce n’è bisogno, rischi non di vita forse, ma di ipermedicalizzazione… Grazie per il tuo intervento

  4. Cristina scrive:

    Le mamme vogliono sicuramente il bene del proprio bimbo ma questo non assicura che il bene escluda degli sbagli!! E rifiutare a prescindere i controlli medici non credo sia un bene: sono d’accordo con te sull’evitare la ipermedicalizzazione, ma non sono d’accordo nell’incoraggiare il “rifiuto di continui controlli quando non ce n’è bisogno” perchè non essendo medici non possiamo sostituirci a loro! Sono d’accordo con te sull’evitare stress inutili, ma trovo non sia corretto dire che il lavoro dei ginecologi è “seguire le gravidanze a rischio e patologiche”, piuttosto devono seguire anche le gravidanze sane perchè, purtroppo, sappiamo tutte che possono nascere complicazioni o problemi anche per le gravidanze NON a rischio e NON patologiche!
    In conclusione: si al buon senso, alla sensibilità e al fare ognuno la propria parte di competenza, no agli estremismi!

    PS Parli di accuse ma io non ho accusato nessuno, se leggi bene ho scritto “sono d’accordo” “non sono d’accordo”, “credo” “non credo”, puoi farlo anche tu!

  5. Lucia scrive:

    Sarà che ho sentito delle accuse tra le tue parole? ;) Comunque sul fatto che i ginecologi dovrebbero seguire le gravidanza fisiologiche non sono d’accordo, perché come ho scritto sono le ostetriche ad essere esperte della fisiologia, ma ciò significa anche che le ostetriche sanno riconoscere quando si esce dalla fisiologia, e in quel caso l’invio ad un medico è necessario… I ginecologi invece non conoscono altrettanto bene la fisiologia della gravidanza e del parto, e il trattamento che le donne spesso subiscono in ospedale ne è la prova… Forse tu non conosci tante storie di donne, io ne ho sentite diverse e ti assicuro che non parlo tanto per dire… Comunque ci sono anche servizi pubblici, come quello del Parto a Domicilio del S.Anna di Torino, dove non è contemplata alcuna visita con ginecologi, ma solo con ostetriche, se non in caso di bisogno. La mia prima gravidanza è stata seguita da loro e non ho mai visto un ginecologo!
    Oltre a ciò, volevo aggiungere anche che facendosi seguire daun’ostetrica ci si assicura un’assistenza personalizzata, e si ha una continuità anche con il parto… Cosa che spesso non si può avere facendosi seguire da un ginecologo che poi spesso non è presente al parto. Certo che ci sono anche ginecologi particolarmente interessati a seguire le donne nei percorsi fisiologici, quindi è bene non generalizzare troppo! Detto ciò, come sempre ognuno è libero di seguire i percorsi che desidera e che sente più affini, per fortuna abbiamo questa libertà!

  6. Elisa scrive:

    Ciao a tutte, ho finito ora la 40. La mia prima figlia invece è nata a 38+2, placenta matura. Come tutte le cose la verità sta nel mezzo: ok no ai continui controlli, m un monitoraggino o una eco alla 41esima x vedere se il liquido è abbastanza per esempio non li trovo una cattiva idea!!! Io personalmente preferisco fare un controllo in piu’ che uno in meno…
    Ho 2 amiche che hanno scoperto sofferenza fetale col monitoraggio…se non l’avessero fatto??? I bambini possono morire in pancia anche alla 40 o 41 settimana…
    Meglio un parto indotto che fare cavolate…mio modesto parere, eh! Anche perchè a me i controlli non mi causano stress alcuno!

    • Lucia scrive:

      Ciao Elisa, e auguri per il prossimo parto! Certo che se hai motivi di preoccupazione o semplicemente senti che è giusto, un controllo in più fai bene a farlo… Io credo che ognuna possa decidere serenamente cosa la fa stare più tranquilla, bisogna solo stare attente a non eccedere quando non ce n’è bisogno, e avere magari un parere di un’ostetrica per prendere la giusta decisione quando ci viene prospettato un intervento che non sappiamo se necessario o no… Personalmente non amo riportare esperienze altrui perché non conosciamo nulla di cosa è successo, e dare informazioni parziali non aiuta… Sofferenza fetale in che senso? Com’era andata la gravidanza fino ad allora? E un milione di altre domande a cui non possiamo dare risposta… Certo che le morti in utero ci sono, anche mentre si è in Travaglio accadono, ma per quelle si può fare ben poco anche se si è in ospedale, di solito… E il parto indotto è tutto un capitolo a parte, bisogna valutare tutta una serie di cose! E ci si augura sempre che il medico che prende in carico la situazione ponderi bene rischi e benefici, anche se spesso la politica degli ospedali è “interveniamo comunque perché se non facciamo nulla rischiamo di avere problemi”.

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