Nascita: il diritto all’epidurale ovvero il diritto negato al piacere e al parto orgasmico

Scritto da Carla Joly, ostetrica libera professionista

Epidurale o analgesia epidurale in travaglio di parto, consiste nell’inserzione di un cateterino flessibile nello spazio peridurale lombare, attraverso cui si somministra un anestetico che agisce sui nervi che trasmettono il dolore provocato dalle contrazioni uterine.

Recentemente se ne è di nuovo parlato, con un articolo sul giornale “Il fatto quotidiano”, affermando il diritto all’epidurale come modalità moderna e indolore di partorire versus una modalità primitiva ed arcaica di partorire tuttora esistente in Italia. Siamo considerati il paese più arretrato a livello europeo per l’alto tasso di cesarei che in alcune regioni è arrivato a sfiorare il 70% del totale dei parti a confronto del 15% massimo consigliato dall’OMS nei punti nascita specializzati in patologia, come indice di una buona pratica ospedaliera. Questa cifra spropositata di cesarei si tira dietro anche un elevatissimo indice di medicalizzazione e di episiotomie (il taglio della vagina e dei tessuti del pavimento pelvico – perineo -, non sostenuto da alcuna evidenza scientifica, da qualcuno viene paragonata a una mutilazione genitale femminile silente cui viene sottoposta più del 50% di primipare cioè delle donne che partoriscono la prima volta) Tra le cause o comunque correlata all’alto numero di cesarei vi è la pratica dell’analgesia peridurale.

Per quanto riguarda la sanità italiana si parla di aziende quindi di conseguenza si parla di profitto, i soldi vengono rimborsati dalle regioni alle aziende in base a quanti più interventi chirurgici vengono eseguiti (un parto spontaneo costa molto meno di un taglio cesareo). Esiste un grande business farmacologico e parafarmacologico (100.000 euro per un apparecchio per ecografie) in mano alle multinazionali del farmaco che commissionano la maggior parte degli studi e delle ricerche in circolazione.

Le cose sono molto semplici: il parto e la nascita non sono una malattia infatti solo una donna sana può rimanere incinta. Gli alti livelli di stress in gravidanza inducono un aumento del cortisolo che la placenta oltre una certa soglia non è più in grado di arginare, quindi da questo squilibrio nasce la patologia.

Con la continuità dell’assistenza di cui possono essere competenti un’ostetrica ed una doula specialiste in fisiologia si riduce notevolmente la medicalizzazione, cioè più ostetriche = meno medicalizzazione e parti cesarei, come confermato da studi e ricerche scientifiche non commissionate da alcuna casa farmaceutica, ma è d’altra parte una cosa ovvia che se l’ostetrica e la doula sono quelle figure atte ad accompagnare gravidanza e nascita, sono anche quelle che devono avere strumenti di prevenzione per il mantenimento della salute in gravidanza e non essere figure paramediche o piccoli medici. Questo fatto però comporta una politica sanitaria adeguata, nel senso che non si può tirare al risparmio su una figura come quella dell’ostetrica che deve essere in numero sufficiente ed in condizioni tali da poter svolgere il suo lavoro in tutta sicurezza.

Quando parlo di parto orgasmico con le donne a volte mi rispondono sconsolate: ”Tanto a me non mi tocca!”. Potrebbe anche non toccarti visto che questo è uno dei misteri della vita ed è un fenomeno completamente fuori controllo così come il parto fisiologico e non sono eventi programmabili né pilotabili con il nostro cervello razionale, ma visto che è possibile poiché il 14% delle donne non prova dolore durante il parto ed un 21% nei parti non disturbati prova un orgasmo durante la nascita, mettiamoci nelle condizioni migliori affinché questo sia possibile, cercando di non disturbare il parto. Disturbare il parto vuol dire causare una qualche patologia ed entrare nel tunnel senza fine della medicalizzazione. Il parto orgasmico può essere inquadrato nelle quattro fasi dell‘orgasmo, che sono anche le quattro fasi della nascita fisiologica e delle leggi della vita: eccitazione, espansione, contrazione e distensione. Inizialmente abbiamo l’eccitazione che si genera nell’incontro tra il maschile ed il femminile al momento del concepimento, l’espansione della gravidanza, le contrazioni uterine che permettono la nascita e il rilassamento profondo che è tipico del puerperio. Naturalmente il parto orgasmico è un evento che fa parte del proprio potenziale femminile nella sfera più intima (sessuale e spirituale) quindi necessita di un profondo rispetto e di privacy dal punto di vista personale, ma è importante parlarne dal punto di vista culturale per costruire una nuova cultura della nascita. Naturalmente non si parla in termini meccanicistici del raggiungimento dell’orgasmo ma della capacità di apertura e di provare amore nei confronti del partner, siamo nelle qualità del cuore e l’ormone connesso a tutto ciò è l’ossitocina.

Qual è l’ambiente migliore per la nascita, ce lo possono insegnare gli animali ed il loro istinto: la tana. Tutto va nel migliore dei modi quando gli animali si sentono al sicuro. Quando invece sono minacciati dai predatori, tutto il delicato meccanismo del travaglio e del parto si blocca finché non viene raggiunta di nuovo la sicurezza, le femmine normalmente si isolano ed i maschi difendono il territorio della nascita. Come mai allora la specie umana ha avuto bisogno di costruire degli ospedali per far partorire le donne, quando sarebbe così semplice deospedalizzare il parto per farlo tornare tra le mura domestiche dove il più delle volte viene concepito il bambino? Il rischio sta proprio nel disturbare il parto, quindi una donna sana e il suo bambino sono più al sicuro a casa loro, qualora il parto non venga disturbato, piuttosto che in ospedale. Quindi un primo fattore di analgesia è partorire in un posto sicuro, far si che non venga stimolata la corteccia cerebrale; piuttosto che un linguaggio razionale adopereremo altri strumenti quali il tatto, l’uso dell’acqua e del massaggio, la penombra, un ambiente caldo e intimo, la libertà di movimento per trovare spontaneamente le posizioni meno dolorose in quanto la percezione dolorosa cambia a seconda della posizione assunta: aumenta in posizione supina e diminuisce in posizioni verticali, carponi o accovacciate (che preservano anche la salute del bambino), la possibilità di rilassarsi profondamente durante le pause tra le contrazioni quando il corpo produce naturalmente endorfine (che inducono un profondo stato di trance) , sostegno e libera espressione del dolore soprattutto vocale che permette per stimolo riflesso l’apertura del canale pelvico del parto, un bacino e pavimento pelvico libero nei movimenti quindi una preparazione al parto adeguata, una respirazione libera e profonda soprattutto addominale che ha un grande effetto analgesico, un periodo espulsivo con spinte spontanee e non forzate, genitali integri senza episiotomia, poter tenere con se il bambino dopo la nascita ecc.

Quindi l’ospedale è l’ultima spiaggia per partorire, epidurale a tutte le donne che scelgono l’ospedale ? Quali sono i rischi? Risposta di un anestesista agli incontri di preparazione alla nascita : ”Da nulla alla morte!” Come riportato da Wagner, epidemiologo dell’OMS: la donna in ospedale entra in un ambiente che di per sé aumenta il dolore e viene sottoposta a pratiche che lo aumentano, si vede offrire l’epidurale per essere poi profondamente grata a quelle persone le hanno tolto il dolore, dolore che è stato principalmente causato da quelle persone. Con l’epidurale il rischio di morte è triplicato per la donna, con la possibilità di un danno neurologico anche permanente o una paralisi temporanea, c’è un maggior rischio di febbre e ritenzione urinaria, il 30-40% può andare incontro a dolori di schiena che nel 20% possono persistere anche dopo un anno, la lunghezza del parto aumenta in modo considerevole e induce una medicalizzazione come effetto secondario che vuol dire uso di ossitocina sintetica che si sostituisce alla produzione endogena (con ripercussioni neonatali e sulla lattazione), aumento di applicazioni di ventosa ostetrica e di tagli cesarei. L’ipotensione materna secondaria all’epidurale (che comporta una perfusione continua di liquidi per via endovenosa) può impedire l’assunzione di posizioni verticali più fisiologiche e riduce il flusso placentare con danno per il nascituro e possibilità di ipossia e conseguente danno cerebrale anche persistente dal punto di vista neurologico dopo la nascita. La donna nei casi più gravi può andare incontro a paralisi, ischemia cerebrale, arresto respiratorio, danno spinale, ematoma o ascesso peridurale. L’analgesia può sollevare dal dolore fisico ma non dalla componente psicologica ed emotiva e sulle paure. Il rischio di bloccare il travaglio è tanto maggiore quanto più viene fatta precocemente l’analgesia e la fase più dolorosa del travaglio è quella iniziale della dilatazione cervicale.

Tiziano Terzani affermava : “La sconfitta del dolore è considerata una delle grandi vittorie dell’uomo moderno. Eppure anche questa vittoria non è necessariamente tutta positiva. Innanzitutto il dolore ha una importante funzione naturale quella di allarme. Il dolore segnala che qualcosa non va e in certe situazioni il non avere dolore può essere ancora più penoso dell’averlo. Un orribile aspetto della lebbra è che distrugge i nervi capillari dell’ammalato e quello non sentendo più alcun dolore non si accorge quando le sue dita sbattono e si spezzano contro qualcosa o ancora peggio, come avveniva nei lebbrosari dei paesi più poveri quando le dita gli venivano mangiate dai topi, di notte mentre dormiva. E poi: eliminando la sofferenza al suo primo insorgere, l’uomo moderno si nega la possibilità di prendere coscienza del dolore e del suo straordinario contrario: il non dolore. In questa visione non c’è posto né per la morte né per il dolore”.

Una civiltà che nega il dolore è innanzitutto una civiltà che nega il suo opposto cioè il piacere, né tanto meno vuole riconoscere il diritto al piacere e alla felicità, una civiltà che ci appiattisce, ci omologa, ci vuole dei robot obbedienti, nega la sacralità del corpo e demonizza il piacere. La nostra capacità alla gioia, al piacere e alla felicità, vivendo in un mondo dualistico, viene anche dal successo con cui abbiamo affrontato il dolore, la morte e la trasformazione nella nostra vita.

Nel brainstorming che propongo nell’accompagnamento alla nascita propongo alcune semplici domande :

Come mi sento quando provo dolore? Come reagisco? Cosa mi aiuta a superarlo? Cosa mi suscita la biblica affermazione: “Tu partorirai con dolore!”? E l’affermazione che il 14% delle donne partorisce senza provare dolore ? E che il 21 % delle donne non disturbate prova un orgasmo durante la nascita? Cosa significa nella mia cultura il dolore del parto? Il sapere arcaico delle mie antenate sul parto ed il dolore cosa mi porta? Dove penso che sentirò dolore durante il parto? Cosa mi potrebbe aiutare? Durante il parto che piacere proverò? Il mio bambino come mi aiuterà? Come lo accoglierò? Il dolore è legato a? La polarità opposta del dolore è? E in questo momento come è la mia respirazione?

Il diritto all’analgesia epidurale in travaglio di parto è un falso diritto, in realtà è la negazione del diritto al piacere durante la nascita e al parto orgasmico.

Carla Joly, ostetrica libero professionista

carla.joly@alice.it

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45 commenti su “Nascita: il diritto all’epidurale ovvero il diritto negato al piacere e al parto orgasmico
  1. Mrs Orgasmo scrive:

    “Il diritto all’analgesia epidurale in travaglio di parto è un falso diritto, in realtà è la negazione del diritto al piacere durante la nascita e al parto orgasmico”.

    uah uah uha uha uah…aaaaaaaaaaaaaahhhhh… è uno scherzo vero? Vi prego, ditemi che è uno scherzo.

    La Joly cosa dice di tutti i coiti dove la donna non ha raggiunto l’orgasmo? Anche qui diritto negato?
    Partorirai con l’orgasmo ma potresti concepire senza :)

  2. Lucia scrive:

    Credo che questo commento si commenti da solo e che non meriti una vera risposta. Ricorderò solo che la ridicolizzazione è una delle prime difese di chi non può capire e non vuole neanche farlo!

  3. Cinzia scrive:

    Concordo con Lucia, ho partorito ad Agosto una splendida bimba e sono ORGOGLIOSISIMA di averlo fatto senza epidurale….il senso di potenza che si prova non può e non deve essere anestetizzato, poi laddove le condizioni a contorno sono favorevoli perchè no…anche il parto, ne sono convinta, può portare a un piacere tale da essere totalmente assimilabile ad un orgasmo!!! Perciò viva le ostetriche e abbasso gli ospedali che vogliono impossessarsi del merito del parto che è SOLO ED ESCLUSIVAMENTE DELLA DONNA!!! SVEGLIATEVI!!

  4. K1k1 scrive:

    @Cinzia: ma se tu avessi partorito con l’epidurale saresti stata una mamma di serie B ?

  5. cinzia scrive:

    @k1k1, no! e se ho lasciato intendere questo mi dispiace, ma io reclamo il mio diritto, a poter scegliere anche di voler partorire senza epidurale senza subire il lavaggio del cervello con i vantaggi di una pratica che secondo me è vantaggiosa solo per l’ospedale e non per mamma e bambino!

  6. K1k1 scrive:

    @Cinzia: va benissimo.
    La cosa che mi sembra però stonare nella tua risposta, è che le uniche che in realtà non possono scegliere e che invece hanno il diritto di reclamare, sono proprio quelle donne che, consapevolmente e serenamente, vogliono poter usufruire (ma NON possono) di una pratica garantita 24h/24 solo dal 16 % degli Ospedali Italiani per carenza di personale anestesista dedicato all’ostetricia.
    Quindi non capisco dove stia il problema.

  7. cinzia scrive:

    Sarà forse che io sono stata letteramente assillata dal personale medico e paramedico per usufruirne nonostante avessi detto e scritto, nel mio piano per il parto, che non la volevo… e mi sono sentita offesa da affermazioni del tipo: tutte dite di non volerla e poi quando iniziano le contrazioni implorate un epidurale !!!
    sarà strano l’ospedale in cui ho partorito io non so che dire…

  8. Lucia scrive:

    Io credo che le cose non vadano bene né per le une né per le altre, nel senso che chi vuole avere l’epidurale spesso non ne può usufruire, a quanto leggo, e chi vuole essere lasciata in pace non viene ascoltata… Per riuscire ad avere l’epidurale ci si può informare prima e scegliere un ospedale che la assicuri, ma io credo che se negli ospedali le “procedure” per il parto fossero diverse, se ci fosse tutta un’attenzione diversa alle donne, sarebbero in meno a chiederla… e non sarebbe male, visto che è pur sempre un farmaco con effetti collaterali. Certo che se arrivi al parto convinta di volerla fare e informata sui rischi, che tu abbia la tua epidurale! Però tante mamme che si trovano a chiederla senza averci pensato prima, credo che non ne avrebbero bisogno se l’ospedale fosse diverso, più attento alla fisiologia del parto, alla donna e organizzato con altri metodi di gestione del dolore…

  9. Violet scrive:

    Facciamo davvero sforzi sovrumani per dimostrare quello che che è ovvio e ci sono donne che deridono chi ha un approccio come quello di questa ostetrica che io abbraccerei subito se fosse qui vicino a me.
    Beh, forse io penso di voi quello che voi pensate di me e sicuramente avete ragione anche voi, ma io so che senza la circostanza della nostra bella epoca piena di ecografi, ginecologi coi bisturi, farmaci e latti artificiali avrei ragione solo io e voi, sorelle, non potreste chiedere niente di niente mentre io potrei avere TUTTO. Senza avere a disposizione tutte queste cose belle, mi rammarica dirlo, vi estinguereste nel giro di qualche decade.

  10. Adele scrive:

    Ahahahah, scusate, ma da madre e da medico (cioè persona che ha impiegato anni a studiare la funzionalità del corpo umano, diversamente da chi si convince dopo dieci minuti di richerche on line) trovo ridicolo il contenuto di questo articolo, e spaventosa l’ignoranza dimostrata. Bello citare statistiche senza citare le fonti, vero? Permette di sviluppare la creatività…
    Questo articolo, cari miei, è zeppo di panzane, e getta fango sulla categoria delle ostetriche (per fortuna ce ne sono di bravissime e competenti). Il parto orgasmico al 20 % delle donne? Con tutti i parti che ho visto, in ambienti protetti e accoglienti, con epidurale o senza, non ne ho mai visto uno. In compenso, ho visto molte donne soffrire dolori atroci.
    Che razza di lotta state conducendo? Il parto senza epidurale è possibile ovunque, mentre chi vuole l’analgesia ha pochissime possibilità di trovarla. Bisogna combattere perché le donne possano scegliere di fare l’epidurale, se la vogliono!

    • Lucia scrive:

      Secondo me la vera battaglia da fare sarebbe invece quella di informare le donne su tante cose che spesso ignorano, dar loro la possibilità di partorire coi loro tempi e senza terrorismi, e fornire un ambiente da “mammifero”, non da degente di ospedale… Dopodiché, se vuole davvero l’epidurale, che possa farla! Ma i “dolori atroci” non si conciliano con quanto ho appena scritto, nel senso che fornendo tutto ciò i dolori diventano molto più gestibili… Mi sembra come voler dare un antidolorifico ad una persona che sta seduta tutta storta su una sedia e prova dolore… invece di aiutarla a cambiare posizione o sedia!

  11. Adele scrive:

    Per fare l’epidurale occorre fare una visita preliminare, comunque, durante la quale le donne sono informate di tutti i possibili effetti collaterali, da quelli leggerissimi a quelli (rarissimi) più seri.
    Io ho partorito nell’ambiente più amichevole possibile, con il massimo livello di informazione concernente il parto, e pure ho sofferto i dolori atroci di cui parlavo, senza virgolette. Per quanto esista l’effetto placebo, musiche, luci soffuse, vasche, ambiente casalingo, autoipnosi e simili non hanno grandi effetti sulla percezione del dolore nel parto. Poi ci sono le poche fortunate che soffrono meno (più spesso pluripare), ma comunque siamo ben lontani dal 14 % di parti indolori.
    Credo che la metafora della sedia sia davvero inappropriata: le partorienti non stanno soffrendo per la posizione, la mancanza di massaggi sulla schiena o la posizione (che tra l’altro possono scegliere), ma perché il loro corpo sta subendo una modifica repentina e violenta.
    Non so se lo sapete, ma l’uomo non avrà mai un parto da vero mammifero (senza virgolette): nessun altro mammifero, infatti, alla nascita presenta una circonferenza cranica paragonabile, in proporzione. Paghiamo il nostro sviluppatissimo cervello con parti difficili e dolorosi, e un’altissima percentuale di morti per parto, allo stato “naturale” (con virgolette). Cerchiamo di usare il nostro bel cervello per liberarci dal dolore, e rifiutiamo una volta per tutte la mistica similcattolica che vede un valore nella penitenza. Il dolore del parto è evitabile, almeno in parte, rendiamolo un diritto per tutte.

  12. Lucia scrive:

    Il fatto che tu abbia partorito in ospedale non è proprio il massimo dell’ambiente amichevole che intendo io, perché si tratta pur sempre di un ospedale… comunque non posso né voglio dire che il tuo dolore sarebbe stato diverso, questo nessuno lo può sapere… Mi spiace solo che spesso si perda il significato di questo dolore… Certo che se una donna vuole l’epidurale la deve avere, ma io credo che se una donna sa già che ne vorrà usufruire, si organizzerà in modo di andare in una struttura che la garantisca. Avere intorno un ambiente accogliente, familiare e non ansiogeno, NON è un effetto placebo, è un effetto reale che molte donne hanno provato, è ciò che si può fare per alleviare il dolore del parto e che non ha alcuna conseguenza negativa sulla mamma o sul bambino. Ci sono anche mamme che non soffrono quasi, io ho 2 amiche così fortunate, è vero che non sono molte ma insomma esistono!
    Non hai capito la mia metafora… Non volevo parlare di cambi di posizione anche nel parto (anche se indubbiamente influisce anche quello sulla percezione del dolore), ma far capire che spesso invece di risolvere il problema si fa prima a somministrare un farmaco, quando a volte basterebbe meno per avere forse non lo stesso effetto, ma qualcosa che aiuti comunque ad andare avanti ma senza usare farmaci che hanno sempre e comunque effetti collaterali. E’ vero che nessun altro mammifero ha la circonferenza cranica così grande alla nascita, rispetto al corpo materno… però personalmente ho provato più dolore nella prima parte del travaglio, con la dilatazione della cervice… La fase espulsiva di solito è meno dolorosa, non per tutte ma spesso è così… E se comunque la testa dei nsotri bambini fosse troppo grossa, semplicemente non passerebbe e ci saremmo estinti! Invece ci passa benissimo, spesso anche senza lacerazioni! Il vero dolore in più che provano le donne rispetto alle altre mamme mammifero è dato dal nostro cervello, che non riesce a spegnersi del tutto lasciando spazio alla parte animale… E’ la nostra parte razionale che ci fa provare paura, che ci fa chiudere perché il diventare madre è un passo che spaventa… e la paura è un’emozione che viene influenzata molto dalle condizioni esterne… quindi torniamo al discorso di prima! Puoi cancellarla con un’iniezione o aiutare la mamma a sentirsi più sicura… Io sinceramente proverei, prima di pensare ad un medicinale!
    Io non vedo nessun valore nella penitenza, non sono credente e non vedo il dolore del parto come una penitenza, né come una punizione… Non è questo il discorso secondo me, anche se tante persone vogliono ricondurlo a quello… Il dolore del parto è superabile, direi io, con molti mezzi, e cancellabile (ma con dei costi) con l’epidurale. Se ci fosse maggiore possibilità di avere le giuste condizioni per un parto da mammifero, ci sarebbe anche meno bisogno di epidurale. Ma chi la vuole certo che ne ha diritto, non ho mai detto il contrario!

  13. Adele scrive:

    Il fatto è che molte mamme, per esercitare il diritto di scegliere un ospedale che preveda l’epidurale, dovrebbero cambiare città. Resta un diritto acquisito, o vale la pena di richiederlo?
    Comunque, credo che per moltissime donne un ospedale (con ambienti adeguati, perché gli ospedali non sono più i luoghi bianchi e asettici che si crede) sia un luogo molto più rilassante e sicuro della casa: sapere che si è in mani competenti, che qualsiasi emergenza può essere affrontata con gli strumenti giusti, che non si sta mettendo a rischio la vita propria e quella del bambino (perché ogni minuto perso nel trasporto emergenziale può essere determinante) probabilmente permette di lasciarsi andare meglio… Lasciando stare la discussione sul pensiero che esista un’animalità contrapposta all’umanità, perché la cultura è la nostra natura di esseri senzienti, e usarla è la cosa più naturale per gli esseri umani.

  14. Lucia scrive:

    Sono assolutamente d’accordo con te Adele sul fatto che molte donne si sentono più al sicuro in ospedale che in casa, anche tante mamme che pensano che sarebbe bello partorire in casa, poi al momento del parto si sentono più sicure in ospedale. E conosco anche diverse mamme che per avere un parto naturale come dicono loro o un vbac hanno fatto km e km, cambiando anche regione, per trovare l’ospedale giusto… Forse anche mamme che sentono di avere bisogno dell’epidurale dovrebbero farlo, ma capiso che non sia facile… non tutte lo possono fare… E quando gli ospedali potranno offrire un’assistenza personalizzata a tutte le mamme, cioè naturalità a chi la desidera, e epidurale a chi la desidera, forse potremo ritenerci più soddisfatte!
    E’ vero che noi siamo anche cultura, ma di fondo, per le funzioni come la sessualità e il parto, tutto sarebbe più facile se fossimo solo animalità… filerebbe tutto più liscio, ma naturalmente non ci possiamo scindere! :)

  15. Tiz scrive:

    Io continuo a trovare assurda e inutile questa contrapposizione tra il parto con epidurale e quello indisturbato. Nel senso che si creano sempre due fazioni che, per difendere la loro posizione denigrano inevitabilmente quella altrui.
    Io sono tra le fortunate che vive bene i parti: i primi due in ospedale, l’ultimo in casa (come il prossimo, se tutto va bene). Tutti veloci, molto. I dolori più forti sono stati quelli del secondo, ma solo quelli in auto, durante il viaggio in ospedale. L’ultimo parto è stato indolore per tutto il travaglio. Ho avuto cicli mestruali più dolorosi di così, davvero. L’espulsivo è stato (come le altre volte) atroce, ma velocissimo.
    Penso che l’ambiente (la mia casa) abbia influito sulla mia percezione del dolore. Così come penso che il mio approccio al parto, senza eccessivo timore abbia avuto una parte altrettanto importante.
    Nonostante tutto ciò questa è la mia esperienza, il mio sentire… non posso pensare che per tutte sia così. E quindi quando un’amica partorisce con epidurale io non la giudico, nemmeno un po’, non ritengo sia una donna o una madre di serie B, è solo una donna che, come me, rivendica il diritto a fare ciò che vuole del suo corpo. Non nego che un po’ mi viene da pensare che si perda qualcosa… perché sicuramente non arriverà a provare quello che si prova dopo un parto senza interferenze, ma penso anche che non per tutte le donne il parto ha lo stesso valore che ha per me.
    Di questo articolo non mi è piaciuto il terrorismo che fa nei confronti dei rischi dell’epidurale… mi ricorda certi articoli sui rischi del parto in casa…
    Quanto a diritti… è vero che l’epidurale non è accessibile a tutte, visto che sono pochi gli ospedali che la garantiscono davvero. Ma è altrettanto vero che nemmeno il parto indisturbato è un diritto accessibile per tutte e tanto meno lo è il parto in casa. Per noi, famiglia monoreddito con quasi 4 figli sarà un salasso non indifferente… lo faremo lo stesso perché siamo convinti che ne valga la pena, che siano soldi spesi bene, ma continuiamo a ritenere davvero ingiusto che la nostra Regione si risparmierà i costi di un parto, quando potrebbe dirottarli, come fanno molte altre Regioni, in un contributo per noi che non graviamo sulle sue casse.

  16. Violet scrive:

    Gentile dottoressa Adele, sono strasicura che non potrà mai assistere ad un parto orgasmico in ospedale. Io personalmente stento a crederci, però ho un’amica che giura di aver partorito senza dolore (in ospedale) e quando lo dice lo sussurra perché molti non credono neppure a lei.
    Però mi chiedo: se questa donna che praticamente non ha sofferto durante il travaglio e il parto si fosse trovata a viverlo senza neanche l’interferenza del dolore? Magari avrebbe “goduto” della sua forza di mettere al mondo un figlio, anche solo di pura gioia dello spirito e non del corpo che comunque è sottoposto ad una modifica “repentina e violenta”, come la definisce Lei.
    Ma l’epidurale, potrebbe giustamente obiettare Lei, toglie l’interferenza del dolore. Vero. Ma in ospedale tutte le interferenze si sommano (luci, rumori, imbarazzo, ansia…) amplificandosi l’una con l’altra e attenuata o eliminata una, anche se forse è quella principale, si potranno avere parti dal volto solo un po’ più “umano”.

  17. Adele scrive:

    Gentile Violet, credo che anche le donne che soffrono immensamente provino la gioia di cui parla, mettendo al mondo un figlio (io, per lo meno, l’ho provata). L’orgasmo, però, è un’altra cosa…
    Ribadisco che non per tutte le donne l’ospedale è un luogo ansiogeno. Per molte è un luogo rassicurante, perché sanno che si trovano nel posto dove qualsiasi emergenza può essere affrontata nel modo più efficace. In molti ospedali, al posto di luci forti e rumori ci sono luci basse e musica scelta dalla partoriente, ostetriche competenti e il papà del bambino. Le assicuro che l’emozione supera l’ansia di gran lunga.

    • laura scrive:

      si figuri per me la gioia è stata uguale e ho fatto due cesarei, che epidurale! ancora meno “vissuto”
      almeno secondo un certo modo di pensare…..per me invece non cambia nulla
      anzi, credo che se si fosse trattato di adozione sarebbe stato identico…
      ha ragione chi ha messo il commento sopra non mi ricordo il nome comunque una donna che ha partorito come dice in casa..
      per me il parto non ha proprio nessun valore…
      in sé ovviamente…per cui …
      è un modo di vedere le cose tutto li…
      quindi non bisogna demonizzare assolutamente l’epidurale perché se una persona vuole dare valore al parto nessuno glielo impedisce…come una persona che vuole pregare o andare a messa nessuno ha il diritto di negarglielo
      però l’epidurale è una cosa abbastanza concreta invece dare valore al parto è una cosa molto personale
      io ho avuto delle vicine di stanza/amiche che la pensavano diversamente
      se il parto è fisiologico e va bene anche in ospedale tutto sommato si son trovate bene, non hanno chiesto l’epidurale e hanno portato avanti la loro esperienza a modo loro..
      laura

  18. Lucia scrive:

    @Tiz
    Io credo che le frasi forti di Carla non volessero essere terrorismo per le mamme che intendono fare l’epidurale, ma piuttosto dettate dal motivo che scrive più sotto, nell’ultima frase, “Il diritto all’epidurale è un falso diritto”… Io ho provato a dirlo con parole mie più sopra… Non è che non si vuole che le donne non possano scegliere l’epidurale, ma si vorrebbe che le donne fossero accolte in modo diverso, negli ospedali, in modo che molte di loro potessero affrontare il parto e il dolore senza l’ausilio di mezzi farmacologici… Io credo davvero, dopo aver letto e ascoltato tante storie di mamme, che tante volte la differenza viene fatta dalle persone che si hanno intorno, dall’atmosfera, dal rispetto e dalla non fretta… Anche una parola o una frase può stonare o far riprendere una mamma, in quei momenti siamo così sensibili che una parola può cambiare tutto… Forse tante mamme sceglierebbero comunque l’epidurale, ma qualcuna in meno secondo me, se si garantissero altre cose… In questo senso è un falso diritto, perché si cerca di “risolvere” con l’epidurale un problema che potrebbe avere una soluzione meno costosa per tutti (in termini di salute, intendo), e cioè modificare l’ottica con cui si guarda alla nascita… Poi certo che non siamo tutte uguali, questo è scontato, e chi vuole l’epidurale, come ho già detto più volte, dovrebbe poterla avere… ma tutti i parti dovrebbero avere altre condizioni, ecco!

  19. valeria scrive:

    “Come mai allora la specie umana ha avuto bisogno di costruire degli ospedali per far partorire le donne, quando sarebbe così semplice deospedalizzare il parto per farlo tornare tra le mura domestiche dove il più delle volte viene concepito il bambino?”

    Perché ancora cento anni fa, in un’epoca quindi in cui esistevano già le ostetriche, la disinfezione e i parti cesarei, una donna su venti moriva di parto, e perché il parto è tutt’ora una delle prima cause di morte per le donne, dato che in molti contesti non si può accedere alla tanto vituperata “medicalizzazione”, che ha salvato milioni di vite umane. Tutto il resto è fuffa.

    Per quanto riguarda l’orgasmo, ho modi migliori e più consoni per provarlo. Ammesso e non concesso che sia così facile arrivarci con il parto, non vedo proprio perché bisognerebbe mescolare orgasmo e neonati. Punto.

    • Lucia scrive:

      Ciao Valeria, io credo che gli ospedali possano essere utili per far nascere i bambini quando ci sono dei problemi, è sempre la stessa storia… Partorire in casa è più sicuro dell’ospedale quando tutto va bene, perché si possono seguire i tempi della mamma e del bambino senza disturbare il parto… e creare problemi che in realtà non esistono. Se ci sono problemi ci si sposta in ospedale! Andare in ospedale quando tutto va bene espone a rischi di complicazioni perché in ospedale non si sa stare con le mani dietro la schiena, come dovrebbe essere quando c’è una donna che deve partorire, usandole solo e SE serve… e si sa che la medicalizzazione inizia delle spirali che poi portano guai… Una brava ostetrica si accorge se le cose non stanno andando come devono andare, e per le complicazioni imprevedibili, spesso si può fare poco anche in ospedale… Per l’orgasmo, non è che “bisogna mescolare orgasmo e neonati”, chi l’ha detto? Si dice solo che può accadere più spesso di quanto si pensi, anche se è difficile da credere… Ciao!

  20. FEDERICA scrive:

    ??? sxo solo di poter partorire il mio prossimo figlio come voi che evidentemente senza epidurale ve la siete cavate… io ho provato la paura piu grande (data dal dolore)il dolore piu lancinante che ho mai provato nella vita ho supplicato l’ostetrica di farmi l’analgesia piangendo ma lei mi ha detto che ancora nn ero a 3 cm e mezzo (BUGIARDA!!!)appena ho minacciato che avrei kiam il mio ginecologo per farlo venire nel giro di mezz ora mi hanno fatto l’analgesia … davanti all anestesista mi hanno visitata ed ero a 8 e mezzo. (ripeto a distanza di mez ora )ho fatto 6 cm??? dato che ero a 3 secondo loro… e sn rimasta ferma a tre per 7 ore???
    secondo me stavo dilatando eccome ma nn me la volevano fare…
    ùio credo che la cosa importante sia la scelta…
    qualcuna puo decidere di nn farla ma l’importante e poter decidere se farla o meno io ricordo il mio travaglio cn tanto dispiacere avrei voluto me la facessero prima, e ricordo il parto lungo 4 ore serenamente anche se ero stanca morta perchè finalmente potevo respirare senza morire dal dolore .
    PS: una curiosita se nn c’e pausa nemmeno di un misero minuto tra una contrazione e l’altra quando ci si rilassa e si prende fiato?

  21. FEDERICA scrive:

    una domanda per violet
    lo conosci il significato della parola progresso?
    lo hai un cell ?
    la usi la tachipirina se stai male?
    hai la macchina ?
    nn e indispensabile l analgesia e nemmeno il cell la macchina o la tachipirina e nnemmeno la tv e nemmeno mille altre cose.
    men o male che cn il tempo le cose cambiano e possiamo avere cio che ci fa stare meglio anche se nn indispensabile!
    prima se una donna voleva interrompere la gravidanza indesiderata doveva mettersi nelle mani di un maccellaio e nella maggior parte dei casi le cose andavano male adesso grazie alla possibilita di scegliere per se stesse (nessuno vuole scegliere per voi)la donna ha pa possibilita di affrontare il parto come meglio crede e giusto nn stressare chi nn la vuole fare ed e giusto dare la possibilita a chi la vuole io l’ho implorata nn chiesta l’analgesia mi sarei venduta un rene pur di averla nn me lo voglio nemmeno ricordare

  22. FEDERICA scrive:

    quaqlcuna di voi ha fatto l’analgesia?
    nn illudetevi che vi toglie completamente il dolore ho sentito leggente metropolitane (le chiamo cosi)che sostengono che nn senti piu le spinte che nn senti le gambe???
    a me ha fatto passare i dolori atroci ma questo nn significa che nn sentivo piu dolore basta fare una dose sola anzi che 3 e il dolore diminuisce abbastanza da stare serena ma senti tutto io0 ho sentito l’espulsione la pelle che si strappava (quella nn me scordero mai).

  23. Lucia scrive:

    Forse il tuo travaglio veloce non ti ha aiutata molto ad abituarti al crescere delle contrazioni, comunque ti assicuro che ce la si fa anche senza! Tu stessa dici che hai avuto paura, e se si è tranquilli è molto più facile riuscire ad andare avanti con le proprie forze e i propri modi di ridurre il dolore… quando non c’è molto tempo tra una contrazione e l’altra, di solito si è a buon punto, e poi la tregua arriva con le spinte, lì ci sono le pause di solito… E non so se Violet risponderà alle tue domande, comunque il progresso va bene finché ci aiuta e non ci complica le cose… In alcuni casi l’epidurale complica le cose, in altri no… Ognuna decide se rischiare o no! :)

  24. FEDERICA scrive:

    chi puo giudicare quando e il caso di farla o meno chi deve decidere sulla nostra pelle l’ostetrica, il ginecologo, chi ?
    l’unica che puo decidere quando e il caso di farla o meno e la donna mentre soffre e prende la decisione di farla o meno.poi sulla questione rischi se ne parla alcuni medici dicono che il rischio e minimo altri il contrario… a chi credere?

  25. Irene scrive:

    Dopo un cesareo vorrei proprio evitare di farmi bucare o toccare, quindi spero di partorire naturalmente e, quindi, non credo proprio che chiederò l’epidurale… mi da proprio fastidio pensare a qualcuno che mi buchi di nuovo e quella sensazione di paralisi… ho paura del parto, ho paura del dolore non avendolo mai provato ma so cos’è un parto medicalizzato e non mi è piaciuto per niente.

  26. Lucia scrive:

    Io credo che questo sia un ottimo punto di partenza! Sai cosa NON vuoi, parti da lì e magari scoprirai, strada facendo, che hai voglia di privare quell’esperienza, che il dolore non ti spaventa poi così tanto (e poi mi chiedo sempre, subire un cesareo non è anche più doloroso?) e scoprirai, leggendo i libri giusti, che il dolore può essere sopportabile e sopportato, prima perché ha un senso, poi perché l’ambiente giusto ti può aiutare, e infine perché dopo ti scorderai tutto, nell’attimo in cui avrai tra le braccia il tuo piccolo… Ti abbraccio!

  27. laura scrive:

    non credo debba interessare a tutti che si può provare l’orgasmo durante il parto a me non me ne frega niente di provarlo
    posso provare l’orgasmo facendo altre cose
    io vado oltre l’epidurale e credo sia molto meglio il cesareo
    chi ha voglia di provare l’orgasmo senza epidurale fatti suoi semplicemente andate a partorire e chiedete che non vi venga fatta l’epidurale chi vuole altro cesareo o epidurale chiederà un altra cosa
    mi sembra una questione banale semplicissima

    • Lucia scrive:

      Scusa Laura ma credo di non aver afferrato tutto del tuo commento, comunque lo pubblico come faccio con tutti i commenti… Perché credi che sia molto meglio il cesareo? Ne parli come se dovesse essere una scelta della donna, invece che un intervento chirurgico da effettuare solo in caso di effettivo bisogno… Hai avuto esperienze negative?

  28. laura scrive:

    no, anzi positiva mi scuso io
    forse non ha tanto senso commentare in un blog dove vedi che la pensano all’opposto di te insomma capita….
    se aprissi io un blog un giorno scriverei tutto il contrario di quello che vedo scritto qui forse un giorno lo farò
    cioé puoi togliermi una curiosità
    scusa niente di personale ma perché il tuo blog é pubblico? cioé io non ho niente in contrario al fatto che sia pubblico
    solo che sono idee talmente personali che alcune persone potrebbero pensare il contrario di quello che tu dici..tipo io…e io rispetto il tuo pensiero ovviamente ma….
    senza offesa mi fa un pò impressione e allora non resisto e metto dei commenti
    tu non ti fai problemi?
    cioé se non te ne fai tanto di cappello
    ma ripeto sono idee talmente personali che ad alcuni come me può venirgli spontaneo dire la sua
    l’unica cosa che non riesco a capire é la domanda se ho avuto esperienze negative
    o positive
    o magari non ne ho neanche avute non capisco cosa c’entra era solo la mia opinione va be ma non fa niente
    forse mi faccio delle menate io magari é normale e gli altri non si fanno problemi magari quando pubblicherò io un blog e se parlerà di figli dirò il contrario di quello che vedo scritto qui altri commenteranno e diranno di pensare il contrario di quello che scrivo io nel blog e sarà normale dovrei abituarmi a questa cosa dei blog
    ciao.

    • Lucia scrive:

      Questo blog è pubblico proprio perché la maggior parte della gente la pensa come te, su tante cose, e io volevo proprio fare sapere alle altre persone, quelle che la pensano come me e che sono la minoranza, che ci sono anche altre possibilità! ;) Buona giornata!

  29. Elisa B. scrive:

    Eccomi qui, io faccio parte della minoranza allora…anche se non ne sono sicura…sento sempre più persone che reduci da parti traumatici farebbero scelte diverse da quelle che hanno fatto (o non hanno fatto, ma semplicemente non sapevano ci fossero alternative). Io un anno fa ero incinta, mancava un mese al parto. Non sapevo cosa aspettarmi ed ero assediata da racconti terroristici di parti ospedalieri. Ho avuto la fortuna di incappare nel libro di Ina May Gaskin “La gioia del parto”. E’ stata una rivelazione. Ho capito che avevo due scelte: o delegavo il mio parto ad altri e mi facevo “estrarre la bambina” (come fosse un dente) o prendevo in mano io la situazione e partorivo la mia bambina. Per me l’importante era che il parto non fosse un’esperienza traumatica. La cosa di cui avevo più paura era di essere trattata come un pezzo di carne in ospedale.
    Visto che ho sempre voluto considerare la gravidanza come una magnifica esperienza e non come una malattia, ne consegue che non volevo considerare il parto come un’emergenza medica. Mi sono informata su ogni aspetto del parto, ho fatto un corso preparto con una psicologa invece di fare quello all’ospedale, ho compilato il mio “piano di parto”, ho chiesto a un’amica ostetrica di venire a casa mia quando fossero iniziate le contrazioni perchè volevo restare a casa il più a lungo possibile e avevo bisogno di qualcuno che mi dicesse a che punto era il travaglio, ho scelto l’ospedale dove avrei partorito. Volevo tanto evitare di lacerarmi così ho preso tutte le precauzioni che sono riuscita a trovare.
    Quando mi si sono rotte le acque mio marito ha abbassato le luci, ha messo la musica che avevo preparato e ho cominciato ad affrontare le contrazioni. Non ero per nulla sicura di riuscire a restare calma, invece ho potuto constatare che i dolori erano come me li ero immaginati: Forti si, ma se non li contrastavi, il picco di dolore svaniva in un attimo e io tornavo sorridente a scherzare con mio marito e la mia amica ostetrica. Quando arivava il picco io…non so come spiegarlo…mi immaginavo di avere un’orgasmo…non lo avevo eh, però il confine tra dolore e piacere a volte è labile…funzionava,lo accettavo molto bene. Ora non so se la cosa sia da attribuirsi alla mia preparazione, alla fiducia che riponevo nella bambina (che sentivo, si spingeva coi piedini per uscire)…sono arrivata in ospedale 4 ore dopo, che ero di 9 cm e ho partorito una bimba di 3,6kg senza nemmeno una lacerazione. E’ andato tutto esattamente come descritto nel libro. Ma per tutto il travaglio e il parto non ho mai, mai, desiderato l’epidurale, pur avendo fatto mesi prima la visita preventiva con l’analgesista e quindi essermi lasciata aperta questa possibilità, non mi è venuto in mente nemmeno per un secondo.
    Mentre nel letto in ospedale con in braccio la mia bambina sentivo delle donne in travaglio urlare, mi dispiaceva per loro perchè capivo che erano terrorizzate e per questo si perdevano la pausa tra una contrazione e l’altra. La pausa è indispensabile per potersi godere il travglio…e per avere la pausa devi dimenticare la paura.
    Quello che dico io è, non fasciatevi la testa prima del dovuto, non è detto che il parto sia un dolore terribile (io non lo descrivo affatto così, mi aspettavo molto peggio), datevi una chance. Provate ad avere fiducia nel vostro corpo, cercate gli strumenti per rinforzare la vostra serenità. E’ tutta questione di testa secondo me….
    Se vi da tranquillità non precludetevi la possibilità dell’epidurale, ma tenetela davvero come ultima spiaggia, non come punto di partenza. C’è molto altro che potete fare per prepararvi a un parto senza paura, e prevenire cicartici sul corpo e nell’anima. La strada più facile non è sempre la migliore, nascondere la testa sotto al sabbia delegare ad altri il compito di farti avere un bel parto…che dire, ne sento troppe di testimonianze di donne deluse. Se invece affronti le tue paure e prendi in mano la situazione da subito, ovvero ben prima che ti si rompano le acque, ci sono ottime possibilità che il tuo impegno venga ben ripagato.
    Io questo credo e ho esperenziato.

  30. laura scrive:

    ok
    si capisco é solo che mi sentivo un pò stupida a commentare visto che non mi ritrovo proprio su niente cmq il tuo atteggiamento é del tutto condivisibile per far conoscere il proprio pensiero
    sicuramente commenti di tono contrario sono previsti ma se sono previsti contiunua a sembrarmi strano che mettendo un commento in tono contrario chiedi che esperienza uno ha avuto
    allora se tu scrivi addirittura un blog hai avuto un’esperienza negativissima..dal mio punto di vista ;-)
    esperienze a parte…..;-)
    sai a volte non so se davvero siete la minoranza…..può darsi ma ho notato che su questa cosa del parto e gravidanza e avere figli ultimamente se ne dicono davvero di ogni, quasi quasi mi sento in minoranza io a considerarlo un evento del tutto naturale senza doverlo snaturare facendoci dei grandi discorsi su…
    buona giornata

  31. Lucia scrive:

    Beh se continui a commentare qui evidentemente trovi interessante il confronto ;) Comunque grazie alla mia esperienza totalmente positiva per il parto, anzi i parti (ma non con L’allattamento, con cui ho avuto un inizio difficile) ho deciso di aprire questo blog per diffondere l’idea che il parto può essere davvero diverso da come viene sempre raccontato, perché purtroppo come scrive Elisa si sentono solo racconti dell’orrore… Ti ho chiesto se avevi avuto un’esperienza negativa perché hai scritto meglio il cesareo, se on ho capito male… Solo per questo!

  32. laura scrive:

    si devo ammettere che in ogni cosa mi incuriosisce ciò che non condivido ma forse accade un pò a tutti.
    scusami, é che ho notato in altri la facilità di partire con psicanalisi da due soldi quando si parla di queste cose..appena dici una cosa che sembra fuori da un coro, ecco perché dico che davvero non so se sono maggioranza mi sento minoranza spesso e quando dico (non succede solo a me) come la vedo tanti fanno degli assurdi processi alle intenzioni.
    Comunque le tue intenzioni mi sono chiare ora
    non ho avuto nessuna esperienza negativa legata all’avere mio figlio, il cesareo é solo una mia preferenza personale come esiste la preferenza opposta poi sui motivi ognuno ha i suoi adesso non mi dilungo troppo, ho avuto delle esperienze negative- che forse x quello adesso mi fanno essere prevenuta- non molto rilevanti certo, ma le ho avute ripeto solo quando mi capita di discutere di questi argomenti e allora cé una specie di atteggiamento di difesa da parte di molti che sembra che se la pensi come me sei x forza strano o fuori di testa.

  33. Lucia scrive:

    Sono felice che ci siamo chiarite! Certo se non ti va di raccontare non c’è problema, figurati! Però mi fa strano che tu dica di preferire il cesareo e poi più sopra hai anche detto che consideri il parto un evento del tutto naturale… Naturalmente si fa per parlare, solo se ti va! :) Io sono curiosa di tutte le storie delle donne, siano cesarei o parti naturali, e delle loro motivazioni, perché mi aiutano a farmi un’idea collettiva di ciò che si vive oggi nel nostro Paese… Grazie di questo scambio!

  34. laura scrive:

    si ma certo
    cercherò cmq di non annoiare troppo
    preferisco il cesareo perché mi fa impressione che il bambino passi di lì
    io ho avuto un cesareo di emergenza ma non posso dire che l’esperienza é stata negativa ecco perché prima dicevo così.
    a no, non di emergenza ho sbagliato, di urgenza, dopo una decina di ore circa x mancato impegno, avevo l’epidurale eh, figurati….
    cmq epidurale non toglie la voglia di finirla presto, x lo meno a me
    Prendila come mia opinione personale capisco che può essere forte dirlo qui ma io non credo proprio che x una persona sia importatante partorire.
    Ecco perché non posso dire che l’esperienza sia stata negativa l’esperienza in sé non mi é mai interessata minimamente e quindi puoi capire che con questo presupposto qualsiasi cosa accadesse x me sarebbe stato comunque positivo.
    Il positivo x me entrava in gioco dopo: se il piccolo era tutto bene era positivo se non era tutto bene, negativo, ma il parto boh, nemmeno so di averlo vissuto e mi va bene così. Ah x fortuna tutto + che positivo, quindi doppio positivo ;-) e si va avanti in positivo da 3 anni e mezzo….wow…..
    :-) insomma positivissimo. Anchio come te.
    Insomma spero che arrivi qualcuno a fargli compagnia presto….e insomma x me l’unica cosa che non conta niente dell’avere figli é…come “entrano” e come “escono” da noi…mi interessa tutto ciò che viene dopo . Come entrano perché ci sono alcuni che non “entrano” proprio…vengono adottati…io ho un esperienza di adozione non diretta ma molto vicina a me e posso dire che a mio parere smonta tutte le teorie sugli attaccamenti naturali o ormonali: bambina adottata a 6 anni più attaccata di figli naturali x cui….ecco la compagnia “ideale” che vorrei “partorire” x il mio bambino sarebbe proprio una compagnia di questo genere, proveniente da un’altra pancia
    chissà…
    per il momento…ah, ecco questo mio pensiero dovrebbe spiegare la mia idea di parto “naturale” o più che di parto di “genitorialità” naturale: credo che non investendo di alcun significato l’evento parto lo si vive tranquillamente e serenamentel, come viene viene..infatti , racconti dell’orrore? nella mia famiglia sono stata fortunata nessuno me ne faceva…se incappavo in un racconto dell’orrore scusate l’espressione “non lo cagavo”, me ne fregavo e basta, pensavo é una cosa che si deve fare e si fa e basta non avevo aspettative perché pensavo solo al dopo…

  35. Lucia scrive:

    Grazie di avermi esposto il tuo punto di vista!

  36. FEDERICA scrive:

    Io sono forse una delle poche che ricordando il travaglio si sente male aiuto il parto lungo 4 ore nn era nulla confronto al travaglio non ho mai provato nulla di simile la schiena spezzata in due se mi avessero infilato una spada nella schiena sarebbe stato meglio il mio bambino era girato con la schiena verso la mia schiena anziche verso la pancia ho fatto l analgesia a 8 cm dopo 7 ore e mi sn fatta le 4 ore di parto un po piu leggere ma il travaglio nn me lo sono scampato spero per il prossimo vada meglio

  37. Lucia scrive:

    Ciao Federica, anche la mia prima bambina era in posizione posteriore, e anche io mi sono fatta il Travaglio tutto “di schiena”, come si dice… Se ti può consolare, la seconda volta avevo sempre dolore alla schiena, ma molto meno :) Tu in che posizioni hai travagliato? Le posizioni possono aiutare il bambino a girarsi dalla parte giusta e a sentire meno sollecitata la zona, anche se sì, indubbiamente fa male…

  38. FEDERICA scrive:

    ho provato supina ma era allucinante poi in piedi con il busto in avanti i gomiti sul lettino ma niente ho provato carponi sul letto poi seduta del wc e poi ho provato a camminare forse camminando era quello che mi aiutava di piu sai, a te invece quale posizione ti ha aiutata e la 2 bimba era sempre occipite posteriore o era messa meglio, io sono fiduciosa per il mio prossimo bambino:-)

  39. Lucia scrive:

    La prima volta ho travagliato in parte seduta (sotto la doccia), in parte sul wc, ma quasi tutto il tempo carponi, e ho partorito così… La seconda volta, all’inizio del Travaglio mi faceva stare bene camminare o anche solo stare in piedi ondeggiando il bacino, e vocalizzando… Poi dopo un po’ sono entrata nella piscinetta e in acqua sono rinata, stavo benissimo e anche le contrazioni le sentivo di meno, nel senso le sentivo ma non mi facevano male… In acqua stavo o galleggiante a pancia in su, o carponi, e ho partorito in acqua carponi… È stato tutto molto diverso, più semplice della prima volta, io stavo benissimo ed ero lucida, non posso dire di aver sentito dolore, non so come fosse la bambina perché la mia ostetrica non mi ha visitata, non è neanche riuscita a sentire il battito perché avevo le contrazioni molto ravvicinate e quando arrivavano dovevo immergermi… Ma la bimba è nata dopo circa un’ora che lei è arrivata, insomma dei cm e delle posizioni della bimba non so nulla, avevo fastidio alla schiena ma molto molto meglio della prima volta… Merito della tranquillità, dei vocalizzi e dell’acqua credo… Fai bene ad essere fiduciosa, sarà tutto diverso la prossima volta!

  40. FEDERICA scrive:

    che bello sxo ci sia una prossima volta piu avanti cm vi faro sapere

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