Archivio di maggio 2011

NUOVE LINEE GUIDA SULLA NASCITA – Commento di Carla Joly e Claudia Touscoz – I parte

domenica, 29 maggio 2011

LE NUOVE LINEE GUIDA SULLA NASCITA SONO STATE PUBBLICATE DAL MINISTERO DELLA SALUTE A DICEMBRE 2010 E SONO CONSULTABILI ON LINE SUL SITO DEL MINISTERO, HANNO VISTO LA LUCE IN UN MOMENTO MOLTO BUIO DELLA STORIA DELL’OSTETRICIA ITALIANA. SIAMO AL PRIMO POSTO IN EUROPA PER QUANTO RIGUARDA LA MEDICALIZZAZIONE DELLA NASCITA (parto indotto, episiotomie, analgesia peridurale). IL TASSO DI TAGLI CESAREI IN ALCUNE REGIONI OLTREPASSA IL 60 % CON UNA MEDIA NAZIONALE DEL 30-40% A FRONTE DELLA PERCENTUALE MASSIMA CONSIGLIATA DALL’ O.M.S. DEL 15%. Nella loro impostazione, si sente l’eco del piano nazionale “Changing Childbirth” varato negli anni ’90 in U.K. Questo documento, pubblicato nel 1993 e adottato come politica governativa nel 1994 in Inghilterra, era la più radicale revisione dei servizi materni dal 1948, ed è stato molto ben accolto dalle ostetriche inglesi in quanto, dopo indagini cognitive rivolte alle donne per sapere quale figura professionale preferivano in gravidanza, metteva in primo piano a garante della continuità dell’assistenza, la figura dell’ostetrica e la sua autonomia professionale.

In questa rivoluzione inglese furono individuati i principi della Midwifery, detti anche delle quattro C, che sono:

1- Women Centered assistance cioè un’assistenza in cui al centro viene posta la donna.

2- Choice cioè diritto di scelta, valore della scelta preventiva informata e non solo consenso informato a decisioni prestabilite.

3- Continuity cioè diritto alla continuità dell’assistenza da parte dello stesso operatore sanitario o di un piccolo team.

4- Control cioè potere decisionale alla donna (empowerment).

I servizi materni inglesi mettevano quindi al centro la donna, dovevano essere accessibili, utilizzare efficientemente le proprie risorse, essere effettivi e coinvolgere la donna nella pianificazione dei servizi stessi. Venivano inoltre individuati gruppi particolari di utenti quali le teenagers, madri disabili, tossicodipendenti, emarginate e minoranze etniche, con esame delle loro esigenze specifiche rispetto alla popolazione femminile complessiva. Vediamo in dettaglio cosa sono le novità di queste Linee Guida Italiane, che arrivano dopo 20 anni rispetto al piano sanitario inglese. L’introduzione affronta il tema dell’importanza della comunicazione e della continuità dell’assistenza, con un ruolo primario dell’ostetrica, per mettere al centro la donna facendo riferimento a studi ed evidenze consolidate e codificate in U.K. ormai dal 1994 con il Changing Childbirth.

Abbiamo evidenziato in caratteri maiuscoli le principali novità, il nostro commento critico è in corsivo e abbiamo suddiviso l’argomento in due paragrafi: Gravidanza e Gravidanza a termine/ Parto.

GRAVIDANZA.

Le novità sono molte, si evidenzia l’importanza dell’informazione e del coinvolgimento della donna e dei familiari nella relazione con i sanitari. LA CARTELLA CLINICA VIENE AFFIDATA ALLA DONNA che la trattiene con sé, portandola ai controlli successivi. Sono consigliati almeno QUATTRO INCONTRI con la donna in gravidanza, in cui è prevista la consegna di materiale informativo scritto ed un PRIMO INCONTRO di durata maggiore degli altri, in cui si DISCUTE con la donna un piano, riguardo alla tempistica e al contenuto degli incontri successivi. Test e accertamenti devono essere effettuati, se possibile, IN OCCASIONE DI QUESTI QUATTRO INCONTRI PER RIDURRE ALLA GESTANTE IL DISAGIO DI DOVERSI SPOSTARE PIU’ VOLTE.

Affidare la cartella clinica alla donna è importante in quanto così è la donna ad avere maggior controllo (una delle tre C dei principi della Midwifery ), la cartella è di sua proprietà, ha la possibilità di condividere con i famigliari tutte le informazioni in essa contenute, per poterne discutere con loro su quanto avviene negli incontri con i sanitari. Il materiale informativo è molto importante, in quanto la donna può così essere anche stimolata a approfondire le tematiche che le interessano e a richiedere ulteriori informazioni. Eseguire controlli con test e accertamenti in occasione degli incontri con il personale ostetrico riduce lo stress e dovrebbe contribuire a diminuire la spesa sanitaria in quanto implica una minore frammentazione dei servizi. La donna incontrerebbe comunque sempre personale qualificato ostetrico, per rispondere in queste occasioni a eventuali domande con la possibilità di approfondire la conoscenza reciproca.

“DAL NOSTRO PUNTO DI VISTA (di noi che stiamo commentando le nuove linee guida ) LA DIFFICOLTA’ STA IN UN PROFONDO CAMBIAMENTO CULTURALE CHE DEVE AVVENIRE NELL’AMBITO DELLA NASCITA. IL SISTEMA SANITARIO IN ITALIA INOLTRE E’ COSTITUITO DA AZIENDE SANITARIE E LO SCOPO PRIMARIO DI UN’AZIENDA E’ IL PROFITTO. IL SISTEMA DI POTERE MEDICO MASCHILE INOLTRE DOVREBBE ACCETTARE DI RIDARE IL SUO POTERE E LA SUA CENTRALITA’ ALLA DONNA, MA QUESTA ACCETTAZIONE PUO’ VENIRE SOLO IN SEGUITO ALL’ AFFERMAZIONE DELLE DONNE DI ASSUMERSI RESPONSABILMENTE IL PROPRIO POTERE SIA COME DONNE CHE COME OSTETRICHE. NELL’OSTETRICIA ISTITUZIONALE ITALIANA INVECE TUTTO RUOTA ATTORNO ALLA FIGURA DEL MEDICO CHE E’ PROTAGONISTA E DECIDE. LA FIGURA DELL’OSTETRICA IN ITALIA E’ ANCORA DA VALORIZZARE, SAPPIAMO DA STUDI ED EVIDENZE CHE MAGGIORE E’ IL NUMERO DELLE OSTETRICHE E MAGGIORE E’LA POSSIBILITA’ DI UNA DONNA DI PARTORIRE SPONTANEAMENTE (più ostetriche, meno cesarei). OGGI IN ITALIA MOLTI UTENTI DEL SERVIZIO SANITARIO NON SANNO NEMMENO QUAL’E’ LA DIFFERENZA TRA UN MEDICO, UN’OSTETRICA O UNA DOULA, APPUNTO PERCHE’ LA GRAVIDANZA E’ ASSIMILABILE A UNA MALATTIA, DIVENTA INCONCEPIBILE UNA FIGURA CHE SI OCCUPA DI FISIOLOGIA E DI RIPRISTINARE LA SALUTE DELLA DONNA. LA GRAVIDANZA E IL PARTO NON SONO MALATTIE, MA L’ESPRESSIONE DEL MAGGIOR POTENZIALE FEMMINILE, RIGUARDANO LA COPPIA CHE CONCEPISCE E COME TALE L’UNICO FATTORE DI PATOLOGIA E’ RAPPRESENTATO – PER PERSONE SANE – DAL FATTO CHE LA NASCITA SIA DISTURBATA E CHE NON POSSA GODERE DEL RISPETTO E DELLA PRIVACY SUFFICIENTE. IN ITALIA C’E’ ANCHE DA SOMMARE AL PROBLEMA CULTURALE UNA GRAVE CRISI ECONOMICA CHE SPINGE LE DONNE A LAVORARE IL PIU’ A LUNGO POSSIBILE IN GRAVIDANZA (SPESSO IN CONDIZIONI PRECARIE), COSA CHE INDUCE UN AUMENTO CONSIDEREVOLE DELLO STRESS CHE PUO’PORTARE COMPLICANZE DELLA GRAVIDANZA, DELLA NASCITA E DEL PUERPERIO. INOLTRE C’E’ UN DIVARIO ENORME TRA IL NORD, IL CENTRO E IL SUD DEL PAESE: MENTRE NEL CENTRO NORD POSSIAMO TROVARE PERCENTUALI OSPEDALIERE ANCHE DEL 10% DI TAGLI CESAREI (L’OMS CONSIGLIA UNA PERCENTUALE MASSIMA OTTIMALE DEL 15%), NEL SUD LA REGIONE CALABRIA E’ IN TESTA CON IL 67% DI TAGLI CESAREI, LA CAMPANIA SEGUE CON IL 60%”

Il PRIMO INCONTRO IN GRAVIDANZA deve avvenire idealmente entro la decima settimana quindi deve essere precoce, lo scopo è informativo sui servizi pertinenti presenti nel territorio di residenza. Importanti sono: la SCELTA INFORMATA (e non solo il consenso informato), l’informazione sui BENEFICI DI LEGGE che riguardano la maternità e la paternità, su STILI DI VITA adeguati e test di SCREENING SPECIFICI da eseguire, INFORMAZIONI SULLA DIAGNOSI PRENATALE (anche qui si parla di informare, non si fa una semplice prescrizione). SI PROPONE L’ECOGRAFIA QUALORA CI SIA UN DUBBIO SULL’EPOCA DI INSORGENZA DELLA GRAVIDANZA. L’ECOGRAFIA PER L’INDAGINE DI ANOMALIE FETALI DEVE ESSERE ESEGUITA TRA LA 19 E LA 21 SETTIMANA. Questa indagine consente di: compiere una scelta riproduttiva consapevole e decidere per tempo una eventuale interruzione di gravidanza secondo la legge 194, preparare i genitori alla gestione di disabilità, eventuali trattamenti, cure palliative, programmare la nascita in centri specializzati e considerare eventuali interventi intrauterini. LA MISURAZIONE DELLA TRASLUCENZA NUCALE NON E’ RACCOMANDATA COSI’ COME IL TEST DELL’ALFAFETOPROTEINA. NON CI SONO PROVE DI EFFICACIA DELL’INDAGINE ECOGRAFICA CONDOTTA NEL TERZO TRIMESTRE ALLO SCOPO DI INDIVIDUARE ANOMALIE FETALI, NE’ PROVE CHE L’INDAGINE ECOGRAFICA DEL TERZO TRIMESTRE ABBIA RICADUTE SU ESITI RILEVANTI PER LA SALUTE MATERNA E FETO – NEONATALE. IL RISCHIO DI ABORTO (si adopera il termine perdita fetale) DOPO L’AMNIOCENTESI E’ DELL’1,9%, DOPO LA VILLOCENTESI DEL 2%.

LA SCELTA INFORMATA E’ BEN DIVERSA DAL CONCETTO DI CONSENSO INFORMATO DATO A DELLE DECISIONI PRESE DAL MEDICO SU CUI NON C’E’ TEMPO DI RIFLETTERE. SCELTA INFORMATA VUOL DIRE AVERE TUTTE LE INFORMAZIONI ESISTENTI IN BASE AD EVIDENZE SCIENTIFICHE, AVERE INFORMAZIONI SU TUTTI I SERVIZI PRESENTI SUL TERRITORIO, POTER DISCUTERE SU STILI DI VITA, SCREENING SPECIFICI, PIANO DEL PARTO, PER POTER PRENDERE UNA DECISIONE INSIEME AL PARTNER, DECISIONE CHE NON DEVE PER FORZA ESSERE ASSIMILABILE A QUELLA PROPOSTA DAI SANITARI. L’ECOGRAFIA COME DA EVIDENZE SCIENTIFICHE NON E’ INDISPENSABILE, MENTRE OGGI IL SISTEMA MEDICO ASSISTENZIALE SI BASA PREVALENTEMENTE SU QUESTA. CONOSCERE UNA PERSONA E’ IL PIU’GRANDE FATTORE DI SICUREZZA (COME DIMOSTRATO DA NUMEROSI STUDI SCIENTIFICI), NEGLI OSPEDALI SI LAVORA SEMPRE CON PERSONE SCONOSCIUTE. INVECE SEGUENDO CON CONTINUITA’ UNA GRAVIDANZA SI PUO’ AVERE LA PERCEZIONE CLINICA CHE LA GRAVIDANZA PROCEDE BENE E IL BAMBINO CRESCE (QUINDI LA PLACENTA FUNZIONA) E QUESTO DATO CLINICO SARA’ CONFERMATA DALLA MISURAZIONE DELL’ADDOME CON IL CENTIMETRO E L’ECOGRAFIA SERVIRA’ SOLO IN CASO DI DUBBIO CLINICO”

Nel SECONDO TRIMESTRE l’incontro ha lo scopo di ESAMINARE E DISCUTERE CON LA DONNA gli esiti di test di screening registrandone i risultati nella cartella che la donna porta con sé, OFFRIRE LO SCREENING PER IL DIABETE GESTAZIONALE, RILEVARE LA PRESSIONE ARTERIOSA.

SI PARLA ANCORA IN TERMINI DI DISCUTERE PROPORRE NON DI PRESCRIZIONE DA ESEGUIRE”

QUALORA LA DONNA ABBIA SCELTO DI ESEGUIRE L’ECOGRAFIA MORFOLOGICA TRA LE 19 E 21 SETTIMANE E SI SIA RILEVATO CHE L’ORIFIZIO UTERINO E’ COMPLETAMENTE O IN PARTE RICOPERTO DALLA PLACENTA VIENE OFFERTA UN’ECOGRAFIA ALLA 32 SETTIMANA.

ANCHE QUI ECOGRAFIA SOLO IN CASO DI GRAVE COMPLICANZA OSTETRICA CHE RENDE IMPOSSIBILE IL PARTO A TERMINE PER LA VIA NATURALE”

NEL TERZO TRIMESTRE si esaminano e discutono con la donna i risultati degli esami eseguiti, registrandone i risultati nella cartella che la donna porta con sé, si rileva la pressione, si misura la distanza sinfisi-fondo (cioè si controlla la CRESCITA FETALE con il centimetro e non con l’ecografia) e si informa la donna dell’offerta di CORSI DI ACCOMPAGNAMENTO ALLA NASCITA.

DAL NOSTRO PUNTO DI VISTA PROPORRE DEGLI INCONTRI O CORSI SOLO NEL TERZO TRIMESTREDI GRAVIDANZA E’ UNA MODALITA’ TARDIVA”

… continua!

Il nostro Lotus

venerdì, 13 maggio 2011

Già prima di rimanere incinta avevo deciso che il mio prossimo bambino sarebbe nato con Lotus Birth… In realtà ci avevamo già pensato per la nascita di Vera, ma non eravamo ancora pronti a vivere questa esperienza, quindi abbiamo lasciato perdere. Quando ho saputo di essere nuovamente incinta, e per tutta la gravidanza, non ho avuto dubbi sul Lotus, sarebbe andata così. Nel frattempo, ho potuto vedere da vicino il Lotus di mia nipote, e la cosa mi ha ancora affascinato di più… Quando è arrivato il nostro momento, la mia piccola Maia è nata in casa e quindi abbiamo potuto, insieme alla nostra ostetrica, realizzare il Lotus senza problemi.

Tecnicamente è andato tutto bene, non abbiamo mai avuto particolari difficoltà, tranne un po’ più di attenzione che dovevamo prestare alla placenta negli spostamenti della bambina, e al momento dei cambi. A volte mi capitava di dimenticarmi della placenta, che ha rischiato di cadere ogni tanto, ma non è mai successo. Durante i primi giorni di vita, la nostra piccola Maia è stata in braccio solo alla mamma e al papà, la prima uscita è avvenuta a 6 giorni di vita (in fascia!) e la prima visita ufficiale (tranne i vicini che non siamo riusciti ad arginare!) è stata quando Maia aveva una settimana. Quindi non abbiamo dovuto spiegare nulla a persone che non avrebbero compreso, cosa che in condizioni normali mi verrebbe da fare per diffondere questa usanza, ma che appena dopo il parto mi sembrava una fatica inutile, uno spreco di preziose energie…

Vediamo la gestione pratica… Dopo il parto, appena è nata la placenta (circa un’ora dopo la nascita di Maia), l’ostetrica l’ha lavata con acqua e aceto, poi la abbiamo avvolta in un panno dopo averla cosparsa di sale fino. Ogni mattina, quando veniva l’ostetrica, mettevamo altro sale sulla placenta e cambiavamo il panno che ospitava la placenta; non avevamo dei panni speciali, alla fine abbiamo usato quelli da cucina che sono più sottili dei normali asciugamani e che la facevano asciugare e seccare più velocemente. Sull’ombelico di Maia, quando il cordone era già secco e iniziava a staccarsi, mettevamo un po’ di argilla che aiutava ad asciugare.

Il cordone è caduto in quarta giornata. Il modo in cui è successo mi ha commosso un po’, ma forse per tutte le mamme è così… Poco prima avevo cambiato il pannolino alla piccola e avevo visto che il cordone era ormai attaccato solo per 2 fili molto sottili, ho fatto molta attenzione rimettendo il pannolino perché non volevo accelerare la caduta, e poi ho affidato per un po’ Maia al papà… L’ho ripresa perché voleva ciucciare e mi sono seduta accanto a Vera sul divano per guardare con lei la tv… La piccola poppava ma a un certo punto si è fermata, aveva gli occhi aperti ed era tranquillissima, poi si è staccata, pacifica, e mi è venuto da guardare il cordone… così ho visto che era staccato! Mi è uscita qualche lacrima, le ho detto sottovoce “Adesso sei mia!”, perché per la prima volta l’ho sentita davvero con noi, e da quel momento posso finalmente tenerla anche cuore contro cuore!

Con la placenta abbiamo deciso insieme all’ostetrica di fare dei rimedi che potremo utilizzare tutti in famiglia, e magari ve ne parlerò in un altro post…

L’atmosfera che abbiamo respirato tutti in famiglia, in quei primi 4 giorni, è stata davvero magica… Ci sembrava di essere sospesi, di essere su una nuvoletta leggera, e neanche i primi momenti di crisi di Vera sono riusciti a farci stare troppo male, forse eravamo drogati di ormoni! E’ come se la placenta diffondesse nell’aria una tranquillità contagiosa, che ci ha fatto vivere i primi giorni in modo molto ovattato. Piano piano le cose sono tornate normali, ma il passaggio è stato molto graduale, e i primi 4 giorni magici li ricorderò per sempre!

Maia a 2 giorni

Auguri, mamme!!!

domenica, 8 maggio 2011

Care mamme, oggi è la nostra festa, quindi volevo augurare a voi tutte di passarla nel migliore dei modi… Ci sono tanti modi di essere mamma, ognuna ha il proprio, ma ciò che ci accomuna tutte è l’amore per i nostri cuccioli, la volontà di fare per loro il meglio che possiamo, e la speranza che in futuro possano essere felici, ottenere quella felicità che tutti sembrano rincorrere e nessuno raggiunge mai…

Io credo che i nostri bambini possano essere felici in futuro, se possono iniziare la loro vita, vivere i loro primi anni in un’atmosfera di amore incondizionato, di comprensione, se viene loro spiegato il perché dei divieti e degli obblighi, se si cerca di renderli partecipi della vita familiare, se non li escludiamo dalla nostra vita solo perché ritenuti troppo “piccoli”. Nessuno può contare su un futuro sempre felice e soddisfacente, ma la differenza la fa il modo in cui si affrontano le prove, le difficoltà, e anche i momenti di tristezza… Per questo credo che essere dei genitori con attaccamento, come li definisce Sears, possa essere la migliore garanzia per dare ai nostri bimbi la possibilità di affrontare a testa alta quei momenti difficili… Perché sono nati in un’atmosfera protetta, o almeno ci abbiamo provato, perché hanno potuto godere del latte della loro mamma, e di tutto il calore e l’intimità di un rapporto esclusivo con la mamma e con la consolazione del seno, perché sono stati portati tanto in fascia, vicino al cuore di mamma e papà, perché hanno vissuto da vicino la vita di tutta la famiglia, perché le loro esigenze sono state ascoltate e rispettate… Per tutti questi motivi, potranno essere più facilmente degli adulti felici.

E gli auguri vanno a voi, mamme, perché tutte queste cose non sono scontate, non sono facili, non sono sempre comode, e ci costano fatica, oltre a dover spesso andare contro tutti… Grazie per la vostra tenacia, per il vostro coraggio, per la fiducia nei vostri bambini, perché così facendo stiamo cercando di creare un mondo migliore, per tutti i nostri bambini!

La nascita di Maia

giovedì, 5 maggio 2011

10 aprile 2011

Mi sveglio alle 8, dopo una bella dormita, senza contrazioni stanotte! Mi sento bene ma appena mi alzo dal letto sento una contrazione, negli ultimi giorni e settimane ne ho avute alcune ogni giorno, quindi non mi stupisce, però dopo qualche minuto ne torna un’altra, e poi ancora… Mi viene da tenerle sotto controllo, sono a 5-6-8-10 minuti una dall’altra, non regolari, ma sento che qualcosa si sta muovendo… Sono felice, sono “solo” a 39+1 ma sono abbastanza stufa del peso della pancia, ho fatto tutto quello che volevo fare prima del parto, e quindi mi sento libera di partorire, e il mio bambino (o bambina?) lo sa, ne abbiamo parlato… Prima di alzarmi dal letto parlo con Massimo, gli ricordo che secondo i miei “pronostici” il piccolo avrebbe potuto nascere l’11 o il 13, e c’eravamo quasi… Poi, sempre prima di alzarmi, gli dico che mi piacerebbe andare al parco di Chivasso quella mattina, per stare un po’ insieme all’aria aperta, ma appena alzata, vedendo che le contrazioni erano arrivate e continuavano, avevo deciso di restare a casa e di far andare solo Vera col papà.

Dopo colazione erano usciti, percepivo un po’ di agitazione di Massimo, ma positiva, e quando sono rimasta sola mi sono messa a cucinare melanzane per la cena, poi ho letto un po’ sul balcone, al sole, e tra una cosa e l’altra ho anche pensato di avvisare la mia ostetrica, Carla, perché visto che era domenica volevo dirle che forse si stava muovendo qualcosa, così se aveva in programma delle gite non sarebbe andata troppo lontana. Mi aveva risposto scrivendomi un sms “Bene, vediamo come evolve la cosa”, così ero tornata alle mie contrazioni, e per avere un’idea di cosa stava combinando il mio corpo e, per passare il tempo, mi sono messa a segnarle su un post it… Questa cosa mi divertiva! C’erano pause più lunghe e altre più corte, tutto ancora molto tranquillo…

All’ora di pranzo, tornati Vera e il papà, avevamo mangiato e tutto andava avanti tranquillamente… Non ricordo cosa ho fatto subito dopo pranzo, ma verso le 15-15.30 ho chiuso le persiane della cameretta e mi sono messa per terra, sul tappetino morbido di Vera, perché sentivo che avevo bisogno di pace e tranquillità per concentrarmi su cosa stava succedendo… Dopo un po’ ho messo sul tappeto il materassino del vecchio lettino di Vera, che avevo tenuto a portata di mano proprio per il travaglio… Ci ho messo sopra un telo e poi un lenzuolo bianco, che avevo già usato per il parto di Vera, e mi sono messa in ginocchio lì sopra. Quando arrivava la contrazione mi alzavo in piedi e, continuando ad appoggiarmi al letto, dondolavo il bacino, ripetendo inspirazione e AAAAAAAAAAAA, inspirazione e AAAAAAAAAAAA… Mi veniva da fare così, se mi muovevo era meglio, e con le AAAAAAAAAAA mi sembrava di tenere un po’ a bada il dolore, e di essere al comando della barca sulle onde, anche se ancora piccole e gestibili… Dopo un po’ Vera e Massimo sono usciti di nuovo, io continuavo a prendere nota delle contrazioni e vedevo che lentamente si avvicinavano, e si facevano più forti… Ho scritto qualche sms a mia sorella, ma non molti, perché sentivo che il mondo esterno mi tirava fuori da quello che stavo vivendo, e io volevo esserci dentro totalmente…

Ho scritto di nuovo a Carla, dicendole che ero da sola, e che anche quando fossero tornati Massimo e la bimba, lui avrebbe dovuto badare a lei, quindi sarei stata comunque sola, e forse avrei avuto piacere di avere compagnia… Mi ha chiesto ogni quanto erano le contrazioni, se non sbaglio, e le ho risposto che erano ogni 5 minuti, allora mi ha chiamata e mi ha detto che per un secondo parto erano abbastanza frequenti ogni 5 minuti, e che quindi ci saremmo risentite dopo un’oretta per capire come andavano le cose… Ho guardato l’ora, erano le 18.15. Ero ancora sola, ho continuato a stare nella cameretta, sul materassino, e a dondolarmi ad ogni contrazione, e concentrandomi sulle AAAAAAAAAAAA… Tra un’onda e l’altra chiamo mia mamma, sperando che mi risponda subito, perché voglio che sia tranquilla e non voglio sentire la sua ansia o preoccupazione addosso, quindi le dico che tutto va bene e che non ci sono novità… Poi mi richiamerà dopo circa un’oretta, non so per quale motivo, ma io non potrò rispondere!

Dopo un’ora Carla mi scrive di nuovo, chiedendomi se erano ancora ogni 5 minuti, così aspetto qualche minuto per averne la conferma, guardo l’orologio per vedere ogni quanto sono e a fatica mi concentro per risponderle, le scrivo “Veramente da mezz’oretta sono circa ogni 3 minuti”, così mi scrive che forse è il caso che parta, e io le do l’ok. Tornano Massimo e Vera, lei mi sembra tranquilla, io non riesco a prestarle tanta attenzione ma le spiego brevemente che mamma ha bisogno di stare tranquilla perché forse Piru vuole nascere quel giorno o forse il giorno dopo, e lei capisce, non ricordo molto di cosa faceva, quindi vuol dire che era tutto tranquillo! Appena vedo Max gli chiedo se può portare in bagno la piscina e riempirla, ora ho proprio voglia di entrare in acqua, per vedere che succede, e per provare un po’ di sollievo… Ci vuole un po’, prima dà una gonfiatina supplementare alla piscina, poi inizia a riempirla, e io mi preparo… Accendo l’abat-jour verde che sostituisce la luce piccola del bagno, che non abbiamo ancora montato, e per avere un’atmosfera più intima ci metto sopra un asciugamano rosso che ho preso proprio per il parto, e accendo la stufetts… Chiudo le persiane e mi spoglio, entro in acqua mentre si sta ancora riempiendo la piscina, Vera mi vede entrare e ride in modo sorpreso, ma poi mi lasciano tranquilla. Cerco una posizione comoda, sto seduta con le gambe allungate e appena l’acqua raggiunge la pancia sento una sensazione bellissima di rilassamento, sembra che tutto finisca, mi dico “No, non può essere che si fermi tutto, ma se deve essere così va bene lo stesso…”, mi rilasso tantissimo e per i primi 5 minuti mi godo il calore e la pace senza disturbi… Poi ecco che torna una contrazione, poi dopo poco un’altra, e si torna in barca… Questa volta sono davvero in mezzo alle onde… Dopo circa un quarto d’ora sento che arriva Carla, parla un attimo con Massimo e poi entra in bagno. La saluto sorridendo, lei fa altrettanto, sono felice di vederla, la sento molto tranquilla, e lo sono anche io. Chiacchieriamo qualche minuto, non ricordo che cosa ci diciamo, ma per qualche minuto le contrazioni si calmano, e penso che sia perché è arrivata Carla, che per quanto sia una presenza amica e discreta, è pur sempre una persona che prima non c’era, e devo integrarla nell’esperienza che sto vivendo… Poi le contrazioni riprendono e Carla mi chiede se alla fine della contrazione può provare a sentire il battito con lo stetoscopio di Pinard, quel corno di legno per intenderci, niente ultrasuoni!, così mi chiede di alzarmi dall’acqua per sentire, io mi alzo, lei prova a sentire il battito ma ad un primo tentativo non riesce, poi arriva subito un’altra contrazione e così mi rimetto giù… Ci riproviamo per 5 o 6 volte, ma sempre senza successo, perché ormai le onde non mi danno tregua, sono una di seguito all’altra, neanche un minuto tra una e l’altra, solo qualche secondo… Mi alzo ma subito dopo ne arriva un’altra, quindi non riesco a stare fuori dall’acqua per il tempo necessario… Rinunciamo, Carla dice “Va bene così”, e io mi rimetto a gestire le onde senza più dover provare ad alzarmi… Il mio piccolo ha deciso di correre! Continuo a vocalizzare le mie AAAAAAAAAAA, a rilassarmi durante le brevi pause e a cambiare posizione quando arriva la contrazione: o carponi o galleggiante nell’acqua a pancia in su… Mi sento bene, non so quanto ci vorrà ma la cosa più bella è il mio stato d’animo, mi sento davvero serena e forte, vado avanti concentrata su cosa sto vivendo, e mi godo davvero ogni contrazione… Dopo poco sento un primo premito, anche se appena riconoscibile, e le contrazioni iniziano a diradarsi un po’ di più… Dopo il secondo vocalizzo un po’ diverso, Carla mi chiede se stanno iniziando le spinte, e io dico di sì… Mi sembra così strano che siamo già a questo punto! Io che temevo di far venire Carla troppo presto! Sono felice e tanto tranquilla, mi sento lucida e serena, uno stato d’animo molto diverso dallo scorso parto… Forse perché è stato veloce, forse perché è la seconda esperienza, forse perché ho lasciato fare alla mia bambina e al mio corpo, ma in ogni caso mi sento bene e potente, e so che sta andando tutto a meraviglia.

Continuano le spinte, sempre più convinte, e la mia voce cambia, le AAAAAAAAAAA diventano ruggiti, e mi sento sempre più forte… Carla ad un certo punto commenta “E lui è di là…”, come per dire che Massimo si sta perdendo tutto… Va poi ad avvisarlo che siamo vicini alla nascita, e dopo un po’ lui e Vera vengono a vedere… Non riesco a guardare Vera perché sono impegnata nella spinta, sento che sente i miei ruggiti, poi quando passa la contrazione la saluto, lei mi sorride e sembra tranquilla, ma dopo poco vuole tornare di là… Ogni tanto vengono a vedere, ma stanno pochi secondi, poi Vera chiede sempre di andare in cucina… Parentesi comica (che mi ha fatto ridere anche in travaglio!): ogni volta che veniva in bagno stava un attimo e poi diceva al papà “Torniamo di là, voglio ancora melanzane!”, quelle che avevo cucinato al mattino, e alla fine ne ha mangiati 4 piatti!!!

Una delle volte che torna in bagno nota il mio braccialetto, che ho proprio dall’estate scorsa, dai giorni in cui sono rimasta incinta, e mi dice “Mamma ma bagni il braccialetto nell’acqua!”. Questa nota mi sorprende, non ha quasi mai notato quel braccialetto, e proprio ora che sta nascendo il piccolo, che è arrivato insieme al braccialetto, diventa così importante…

Le ultime spinte sono il momento che ricordo con maggiore gioia e intensità… Non sento più il dolore forte delle contrazioni, rimangono solo le spinte, che mi danno ancora maggior senso di potenza… Avevo un po’ paura di questa fase, perché durante il parto di Vera avevo avuto un cedimento, avevo avuto paura di non farcela, cosa normale, ma comunque temevo un po’ il momento, invece stavolta nulla… Mi concentro sulle spinte, Carla quasi non la sento, è lì seduta, anzi indietreggia, da uno sgabello vicino alla piscina va a sedersi sulla vasca, a qualche metro da me, e io sono come da sola… Io e il mio bambino… Lo chiamo, inizio a parlargli, gli dico che ce la stiamo facendo bene, che ho voglia di conoscerlo, di vedere se è maschio o femmina, e che lo stiamo aspettando… Ancora un po’ di spinte, tra una e l’altra torno presente nella stanza e sto bene, a volte vedo che c’è Massimo con Vera, altre volte aspetto da sola in silenzio che arrivi la successiva. Ad un certo punto sento che il piccolo sta scendendo, lo sento premere sul retto, ricordo dai racconti che tante mamme pensano di dover andare in bagno, non ricordo questa sensazione dal primo parto… In effetti la sensazione è quella, e la assecondo, sapendo che è il mio piccolo e che sta per uscire… Infatti dopo un po’ sento che sta avvicinandosi all’uscita, inizio a sentire bruciare ma vinco la mia paura di lacerarmi, so che sta per venire fuori la testa… Lo chiamo, vado avanti pensando che sono in acqua, che questo aiuterà, e metto una mano lì dove sento bruciare, sento la testa dentro, mi tengo il perineo pensando di proteggerlo… e poi la pausa. Rimango lì, carponi, ad aspettare la spinta successiva, ansimando, sudata, concentrata, nel silenzio, e continuando a parlare col mio bambino… La pausa è lunga, poi arriva un’altra spinta, e questa volta esce la testa… Lo dico a Carla, e lei dopo un po’ mi chiede “Ma la testa è uscita tutta o solo un pezzo?”, le rispondo che non lo so, così lei mi dice che se riesco a girarmi un po’ per farle vedere, guarda lei… Io mi giro in modo che possa vedere, e poi dice che è uscita solo in parte, non tutta… Mi concentro di nuovo sulla spinta che deve arrivare, la aspetto, e questa volta esce tutta la testa. Sento una liberazione, sento che ora tutto il resto sarà più facile, sono tranquilla. Aspetto ancora, il mio bambino non è frettoloso, si prende il suo tempo. Dopo un po’ ancora, un’altra spinta, in realtà non ricordo bene quante siano state dopo l’uscita della testa, ma non molte. Quando finalmente esce tutto il resto del corpo, la liberazione è totale, il piccolo atterra dolcemente sul fondo della piscinetta, ma solo per un secondo, perché subito lo prendo con le mie mani, il momento che ho sempre sognato di questo parto, che ho sempre desiderato, e che finalmente si avvera… Lo tiro su, è nato, è nato! Ancora non ci credo, lo abbraccio e guardo… “È una femmina, è Maia!” dico subito… La mia piccola nasce con gli occhi aperti, che magia… ci possiamo subito guardare e innamorare… Carla è dietro di me, ma io sono sola in quella stanza, sola con il mio parto perfetto, sola con la mia bambina, che sorpresa è davvero una bambina! Non sento che Carla esce e va a chiamare Massimo e Vera, non so dopo quanto arrivano, io intanto mi siedo nell’acqua e sto benissimo, mai stata meglio! Carla viene a vedere la piccola, ma non la tocca neanche, o se lo fa io non me ne accorgo, e comunque non ci disturba mai. Stringo la piccola al petto, come tante volte ho visto nei video delle nascite in acqua, la mia piccola che è piena di vernice caseosa! Chiedo a Carla come mai è tutta coperta di vernice, “non succede quando nascono prima?”. Non ricordo cosa mi risponde, ma io continuo ad accarezzare la pelle e le piccole rughe di quel miracolo, e a tenerla stretta al petto. Lei non piange subito, fa qualche verso per liberarsi dal muco, poi un piccolo pianto… Sono totalmente ipnotizzata da quel fagottino che stringo tra le braccia, è mia, è perfetta e non riesco a staccare gli occhi da lei…

Arrivano papà e sorellona, e Vera dice subito “È nato Piru!”. Alla fine non hanno assistito alla nascita, ma doveva andare così, io lo sapevo fin dall’inizio che sarebbe andata così… Vera e il papà stanno con me sempre, da questo momento in poi: Vera col suo continuo chiacchierare e chiedere cosa sta succedendo, ma lo sento davvero come un sottofondo, io mi sento serena e fortissima, una sensazione bellissima… Massimo è felicissimo, anche lui è tanto sereno, soddisfatto, e guarda la piccola come un secondo miracolo nella nostra famiglia… Faccio mettere altra acqua calda nella piscina, perché ho paura che Maia prenda freddo, la tengo stretta e me la guardo tutta… E’ vicina al seno ma inizia a ciucciare solo dopo circa mezz’oretta, e si attacca perfettamente. Questa volta abbiamo fatto tutto da sole, e tutto va come deve andare! Stiamo in acqua a poppare per un bel po’, mi sa che anche questa bimba sarà una ciucciona! E poi, quando finisce, mi alzo perché sento che deve uscire la placenta, l’unico mio pensiero durante quei momenti… Mentre l’altra volta me lo aveva ricordato l’ostetrica che il parto non era ancora concluso, questa volta sono io che ci penso. Mi metto in ginocchio con la piccola in braccio e spingo un po’, la placenta esce subito. La prendiamo, Carla guarda che sia tutto a posto, e mi dice che la placenta era bella matura, era proprio ora che nascesse la piccola… La lava con l’acqua della piscina e con un po’ di aceto, poi ho voglia di uscire così mi aiutano, che pesante la mia bimba fuori dall’acqua! La gravità mi fa sentire pesantissima! Dalla piscina vado fino alla vasca, rimango lì in piedi con la bimba in braccio e mi sciacquo, sono un po’ sporca di sangue, e ho voglia di lavarmi… Mi aiutano a mettere un accappatoio e un asciugamano in mezzo alle gambe, e andiamo in camera. Finalmente nel lettone! Ieri sera ero andata a dormire col pancione e ora ci vado con la mia piccola!

Carla guarda se mi sono lacerata, c’è una piccola lacerazione così mi mette un po’ di argilla, e già così soffro un po’! Che bello però non avere punti! Sono nel letto con l’accappatoio, un po’ di asciugamani e Maia, chiacchiero ancora con Carla per un po’, mi racconta dei suoi parti, io sto così bene! Vera è sempre lì con me, Massimo sta svuotando la piscina…

Poi Carla se ne va, e noi ci mettiamo tutti a letto, insieme, io in mezzo tra le mie cucciole, e presto si addormentano tutti… tutti tranne me. L’energia del parto mi impedisce di dormire, e poi ci pensa anche la mia piccola che ogni tanto si sveglia piangendo, e poi ciuccia… Insomma, inizia la nostra vita a 4, se non finisco qui il racconto non mi fermo più!

E’ stato davvero tutto come desideravo, come sognavo da quando ho saputo di essere incinta, tutto così naturale e facile… Mi sento tanto tanto fortunata per aver potuto avere due parti in casa, entrambi facili e belli, ma questa nascita mi ha davvero dato qualcosa di speciale, che non so spiegare, ma che subito si è tramutato in tranquillità e pace, non in entusiasmo come quando si compie un’impresa particolare… tutto è stato così “normale” che anche nei giorni seguenti mi sentivo così serena da pensare di essere su una nuvoletta rosa, complice anche il Lotus…

Maia a poche ore