Gli stati comportamentali del neonato

I nostri piccoli, appena nati, attraversano nell’arco della giornata 6 stati comportamentali, che può essere importante conoscere per comprendere a fondo i segnali che ci invia il nostro piccolo. Infatti, nei primi tempi è fondamentale che siate voi ad adattarvi al vostro bambino, e non viceversa. Se saprete decifrare bene i suoi segnali, sarà più facile individuare i momenti giusti per fare ogni cosa: mangiare, giocare, dormire.

Il primo stato è quello del sonno profondo: il bambino dorme immobile, col viso rilassato, gli occhi chiusi, il respiro lento e regolare; se anche c’è un rumore mediamente forte nella stanza, non si sveglia.

Il secondo stato è quello del sonno attivo: il bambino dorme ancora ma si può muovere, ha gli occhi chiusi ma al di sotto delle palpebre si vede che gli occhi si muovono (sonno R.E.M.); può fare delle smorfie o succhiare come se avesse il seno in bocca, può emettere dei versi e il suo respiro è irregolare; reagisce agli stimoli (rumori, movimenti).

Dal sonno attivo si passa al dormiveglia, in cui il bambino si muove lentamente, magari stirandosi o succhiandosi il pugnetto, ha gli occhi semi-aperti o aperti con sguardo sognante; il viso è espressivo, può fare smorfie o sbadigli, piagnucolare; ha il respiro irregolare e reagisce agli stimoli. Questa fase può essere il momento di transito verso un’altra fase di sonno attivo o verso il risveglio completo… cercate di capire che cosa vuole fare il vostro piccolo.

Se si sveglia, si trova ora in fase di veglia tranquilla, in cui gli occhi sono aperti e attenti, alla ricerca di uno sguardo, fa movimenti finalizzati, ha il viso rilassato e può imitare le espressioni dei genitori. Emette dei suoni, reagisce agli stimoli e il respiro è regolare. Quando è molto piccolo, questa fase dura molto poco, ma va aumentando con la crescita del bambino.

Si passa poi alla veglia attiva: il piccolo si muove in modo scoordinato, può fare degli “scatti”, può avere il corpo e il viso contratti, può sussultare (le braccia vengono tese all’infuori e la schiena si inarca); gli occhi sono aperti ma “distratti”, il respiro è irregolare, il bambino è “agitato”.

Subito dopo si arriva alla fase del pianto, in cui i movimenti sono scoordinati, l’espressione è contratta, il viso è pallido o rosso, gli occhi sono serrati o spalancati, il respiro è molto irregolare e ci possono essere apnee e singhiozzi; il bambino può piangere con o senza lacrime.

Osservando attentamente i vostri piccoli riuscirete senza problemi a cogliere il succedersi di questi stati, e così saprete sempre cosa aspettarvi per ciò che riguarda il sonno, i risvegli, la pappa… Buone osservazioni!

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