Le ragadi al seno

Allattare è un gesto naturale, un gesto che hanno fatto le mamme di tutto il mondo e di tutte le epoche, e che per fortuna stanno riscoprendo anche tante mamme di oggi, nonostante noi tutti siamo cresciuti con il latte artificiale… Allattare è un gesto naturale, sì, ma ciò non significa che sia sempre facile. Per tanti motivi diversi, l’inizio dell’allattamento può essere più o meno difficoltoso. Ci sono mamme che attaccano al seno il bambino e da subito questo poppa nel modo giusto, mentre la maggior parte delle volte ci saranno delle difficoltà, ma che sono praticamente sempre risolvibili. In alcuni casi, fin dai primi giorni, anzi dalle prime poppate, si possono formare delle ragadi sul seno.

Le ragadi sono delle ferite che si creano sul seno, per la precisione sul capezzolo, e il motivo è quasi sempre la scorretta posizione di attacco del bambino. Altre volte, può anche essere che il frenulo della lingua sia un po’ corto, ma non così corto da essere subito evidente… in questo caso è facile che il bambino non riesca a prendere bene il seno e a mantenere la presa. Si può provare anche dolore senza vedere ragadi (come era accaduto a me), ma se vi diranno che è normale e che fa parte del gioco, credeteci solo se questo dolore diminuisce e scompare dopo i primi minuti di poppata, e se andando avanti quindi non avete problemi. Se invece il dolore persiste per tutto il tempo della poppata, a volte anche aumentando, credete al vostro corpo, che vi sta dicendo che qualcosa non va. Il dolore è proprio il modo che il nostro corpo ha per farci capire che qualcosa non sta andando nel verso giusto. Perché il bambino ciuccia in modo scorretto? Beh, può essere per diversi motivi: forse ha avuto esperienza di ciucci o tettarelle; forse non ha potuto beneficiare dell’importantissimo periodo dell’imprinting nelle prime ore di vita, nelle braccia della sua mamma, e quindi è un po’ confuso e disorientato; forse è nato con taglio cesareo o con induzione e non era ancora del tutto pronto alla vita fuori dalla pancia della mamma; forse è stato forzato ad attaccarsi al seno quando non era ancora pronto; o forse, semplicemente, ha imparato a ciucciare il suo dito, nella pancia della mamma, nel modo sbagliato.

Vediamo ora come rimediare, iniziando dalla posizione più adeguata per ciucciare. La posizione corretta dell’attacco al seno fa sì che il capezzolo finisca nel palato molle del bambino, giù verso la gola per intendersi, quindi ciucciando non lo comprimerà, mentre se si attacca male il capezzolo viene “masticato” dal palato duro, e lì si vedono le stelle! Il dolore che provavo io assomigliava molto a questo: migliaia di spilli che ti vengono conficcati nel seno… non molto piacevole, vi assicuro! La posizione corretta di attacco al seno ve la può mostrare una consulente LLL, un’amica che ha esperienza di allattamento, e proverò anche io a descriverla, anche se non è facile (ed è sempre meglio vedere un esempio dal vivo). Per un attacco ottimale, prima di tutto, mettetevi comode con la schiena ben appoggiata, in modo da non dovervi sporgere sul bambino ma neanche da obbligarlo ad “appendersi” per ciucciare. Tenete il bambino pancia contro pancia, la testa deve essere in linea col corpo (orecchio, spalla e anca in asse), e dovete avvicinare lui al seno, non il contrario. Potete provare ad attaccare il bambino mettendo il capezzolo all’altezza del suo naso. Lui spalancherà la bocca (naturalmente se in quel momento ha voglia di ciucciare!), e voi potete fargli prendere il seno in modo corretto. Il capezzolo, infatti, si deve trovare nella parte superiore della bocca del bambino, così che ci sia posto per mettere la linguetta tra il capezzolo e il labbro inferiore; si dovrebbe vedere una parte maggiore di areola superiore e quasi niente di quella inferiore, sempre in proporzione alla sua dimensione e a quella della bocca del bambino, e il mento dovrebbe poggiare sul seno, mentre il naso non è necessario che lo faccia. La lingua del bambino, infatti, serve a “mungere” il seno, a spremerlo, premendo con la lingua i dotti galattofori in cui si accumula il latte. La lingua non si muove veramente, ma un’onda di pressione la percorre, e quindi la fa muovere verso l’alto e poi indietro, per spremere il latte e farlo accumulare nella gola, dopodiché il bambino inghiotte (dopo uno o vari movimenti della lingua). Mentre poppa, il bambino ha le labbra girate all’esterno, e la bocca spalancata. Insomma, ciucciare assomiglia più a masticare che a succhiare da una cannuccia, si possono vedere le mandibole che lavorano ritmicamente e si dovrebbe veder muovere anche l’orecchio mentre il bambino deglutisce. Se l’attacco è corretto, inoltre, non si dovrebbero sentire “schiocchi”, che stanno a indicare che il bambino non fa il “sottovuoto”, quindi perde la presa sul seno.

Rimedi per far guarire le ragadi. Naturalmente la prima cosa, e la più essenziale, è modificare l’attacco, se no le ragadi non miglioreranno mai. Oltre a questo, se la situazione è grave, si può lasciare il seno all’aria il più possibile, per far cicatrizzare le ferite. Sembra che siano molto efficaci le coppette di argento, e si può usare la lanolina tra una poppata e l’altra (non è da lavare via prima di far ciucciare il bambino). Evitate i paracapezzoli, perché di solito non aiutano davvero a risolvere i problemi per cui vengono consigliati, e in più si aggiungono altri problemi… Il bambino non succhia bene e cresce poco, si rifiuta di poppare senza, e a volte il dolore non diminuisce nemmeno… Insomma, il bambino dovrebbe imparare a succhiare nel modo giusto dal seno nudo, quindi i paracapezzoli possono essere utili in pochi casi, e per poco tempo, ma appena la situazione migliora dovreste cercare di farne a meno…

Un’ultima cosa… sappiate che le mamme che hanno qualche difficoltà all’inizio dell’allattamento, se resistono e tengono a nutrire il proprio piccolo, saranno tra le mamme che allattano più a lungo e con più soddisfazione… Insistete, ne vale la pena! E non esitate a chiedere aiuto, perché sentire dolore non deve essere la norma, allattare è un piacere!

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6 commenti su “Le ragadi al seno
  1. Graziella scrive:

    Anche se non sono ancora mamma, mi permetto di aggiungere un piccolo rimedio che è stato consigliato ad una mia amica neo mamma (Io mi porto avanti e prendo appunti!).
    Nel caso ne aveste già parlato mi scuso in anticipo per la ripetizione.
    L’ostetrica le ha detto che basta spremere un po’ di latte dal seno e passarlo su capezzolo e areola, lasciare il seno all’aria aperta e voilà…le ragadi pian piano regrediscono. Insomma, il latte materno oltre ad essere nutrimento per i piccoli e un ottimo rimedio anche per la mamma.

    http://psicoterapeutatornello.wordpress.com/

  2. Lucia scrive:

    Grazie Graziella, hai ragione, avevo dimenticato di scrivere questo utile consiglio! Il latte materno ha anche proprietà cicatrizzanti, e disinfettanti, quindi può aiutare nella guarigione dalle ragadi… Ma comunque la cosa fondamentale da fare, in caso di ragadi, è sempre correggere l’attacco. La tua amica ha avuto ragadi?

  3. Graziella scrive:

    Un inizio di ragadi…ha usato il suo latte per correre ai ripari (mi ha detto che in farmacia le avevano già rifilato una crema costosissima!) e poi ha corretto l’attacco della piccolina. Fortunatamente non ha avuto grossi problemi.

    http://psicoterapeutatornello.wordpress.com/

  4. Lucia scrive:

    Bene, sono contenta che sia andato tutto bene… E sì, in farmacia a volte tendono a proporre prodotti che convengono a loro… Ma spesso bastano cose naturali, proprio come il latte di mamma :)

  5. vanessaroc scrive:

    Tra i rimedi naturali c’è anche quello di spalmare la lanolina pura sul capezzolo dopo ogni poppata. Da una sensazione di benessere al seno oltre ad evitare arrossamenti ed ipersensibilità. Se invece ci sono proprio le ragadi e i taglietti che fanno talmente male da non riuscire ad allattare io consiglio di usare i reggiseni Dermasilk in fibroina di seta con antimicrobico. In modo naturale e veloce mi hanno fatto sparire il dolore e risolto i taglietti.

    • Lucia scrive:

      Grazie Vanessa per averci ricordato la lanolina! Funziona e aiuta, ma ricordiamo che le ragadi passano anche da sole, quando l’attacco si risolve, in quanto la parte con taglietti e ferite non viene più sollecitata se l’attacco è corretto. Non conosco i reggiseni che hai scritto, ma mi informerò…

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