Spesso mi capita di sentire di donne che, neanche al termine della gravidanza (intendo le 42 settimane), subiscono un’induzione del parto e tutta una serie di altre “operazioni” che porta, nel migliore dei casi, ad un parto molto medicalizzato e, nella peggiore, ad un taglio cesareo. Sembra che per i medici non valga veramente il termine delle 42 settimane… ma allora perché ce lo indicate come periodo valido per partorire? In realtà conosco anche alcune mamme che sono andate oltre le 42 settimane, e una di loro ha partorito a casa a 42 settimane + 3!!! Cosa succede, allora? Perché ci sono induzioni a 41+3 o anche prima? Ci sarebbero altri 3 giorni, in cui potrebbe succedere di tutto! Perché non lasciare al bambino il tempo per venire alla luce?
Come per tante altre cose e situazioni della vita, le persone non sanno aspettare… Nel campo della gravidanza, non si ha il tempo di attendere neanche una fase di transizione che interrompe le contrazioni, perché bisogna liberare le sale parto… quindi figuriamoci se si va oltre la “scadenza”! Già questo termine non è il più bello, secondo me… e le mamme che oltrepassano la soglia delle 40 settimane (quando potrebbero volerci anche altre 2 settimane!!!) già si sentono inadeguate, come se il loro corpo non sapesse fare il proprio dovere… Se ci sono ansie rispetto alla salute del bambino, nessuno vieta di fare i controlli di routine, dopodiché si può tranquillamente tornare a casa… Mi stupisco come a 40 settimane e un giorno, in certi ospedali (come il S.Anna di Torino), si inizino già a fare tracciati… ma cosa c’è da controllare, se manca ancora così tanto tempo? Certo che poi alle mamme sale l’ansia… e si sentono in ritardo…
Ogni bambino ha i suoi tempi per maturare, per decidere di nascere, per essere pronto fisicamente al grande salto… senza contare che molto spesso i calcoli delle settimane di gravidanza sono approssimativi, perché quasi mai si conosce la data della fecondazione, e quindi ci potrebbe essere una sfasatura di giorni, anche di una settimana o più! Non tutti i bambini crescono allo stesso modo, quindi la cosa migliore sarebbe sempre, naturalmente in assenza di patologie, aspettare il momento giusto per il bambino.
L’induzione farmacologica del travaglio (con ossitocina o altre sostanze) spesso non funziona, così come le induzioni “naturali”: olio di ricino, rimedi omeopatici, rimedi erboristici… Perché? Beh, semplicemente perché il bambino non è pronto, tutto qui. Un parto indotto che impiega ore e giorni per arrivare alla sua conclusione, magari si sarebbe svolto in poche ore, ma se si fosse aspattato il momento giusto. Le conseguenze più serie sono l’arrivo al taglio cesareo, e la nascita di un bambino con difficoltà, perché per qualche motivo non era ancora il suo momento.
Io credo che ci sarebbero molti meno cesarei e meno problemi per i bambini alla nascita, anche di quelli cosiddetti “a termine”, se si desse loro il tempo di nascere secondo i loro tempi e modi, che spesso sono molto diversi da quelli degli operatori… Le mamme hanno un importantissimo mezzo per sapere se tutto va bene, che non sbaglia quasi mai. No, non è il monitoraggio, non è la visita, ma il contatto col proprio bambino, il seguire le proprie sensazioni… Se vi ascoltate, saprete senza dubbio se il vostro bambino sta bene o se ha davvero bisogno di essere “tirato fuori”, in modo molto più preciso dei medici. E difficilmente sbaglierete!
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Tag: contrazioni, esami, ginecologo, istinto, legame, nascita, neonato, ossitocina, ostetrica, rimedi naturali, settimane di gestazione, tracciati, travaglio

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ciao Lucia! mi ha fatto molto piacere leggere il tuo articolo…sono alla 41settimana oggi e domani, all’ennesimo tracciato, vorrebbero ricoverarmi per poi indurmi mercoledi (ossia 41+3 come dici tu)…al mio fermo rifiuto ho dovuto avere un incontro ufficiale con il primario ieri affinchè mi desse il permesso di non seguire il loro protocollo e dovrò ovviamente firmare una delibera nei confronti dell’ospedale/medici… Notare che i miei tracciati sono sempre stati perfetti, liquidi inclusi e come dici tu io sento che il mio bambino sta bene…chiaramente con questo stress ospedaliero ti fai mille domande, ipotesi e dubbi e quasi quasi vuoi mollare e lasciar fare… quindi insomma io terrò duro perchè voglio che il mio bambino nasca con i suoi tempi e quando ha voglia lui e quindi ti ringrazio per il tuo articolo che mi ha proprio rincuorato! ciao
Che bello Emily, sono contenta che tu abbia deciso di rispettare i tempi tuoi e del tuo piccolo, lasciando perdere le pressioni dei medici… Vedrai che non te ne pentirai, perché permetterai al tuo bambino di aspettare il momento giusto, e magari potrete godere di un bel parto, facile e veloce, perché sarà quando deve essere. Non credo che sia facile resistere alle pressioni che fanno in ospedale, anche perché magari le persone che hai intorno possono non essere d’accordo con le tue scelte… e si aggiungono pressioni a pressioni… ma stai sicura che sei tu la persona che sa meglio come sta il tuo bambino, quindi se puoi evita proprio di farti vedere, così le pressioni saranno ancora meno! Ti auguro di avere un bellissimo parto, di arrivare in ospedale quando mancherà pochissimo alla nascita e così eviterai di essere troppo “medicalizzata”… In bocca al lupo, e se ti fa piacere facci sapere come andrà!
Ciao, io non sono in genere favorevole ai metodi innaturali, ma ritengo che a fronte di un qualunque rischio per i nostri bimbi e per noi, metodi poco invasivi come il gel o la flebo di ossitocina possano essere piu’ che giustificati. Documentandomi (sono a termine oggi….) ho letto vari studi, e questa frase mi e’ sufficiente per abbandonare ogni mia presunta convinzione di sapere tutto e di potermi fidare solo del mio istinto : la mortalità perinatale comincia ad aumentare a 42 settimane, raddoppia a 43 settimane ed è da 4 a 6 volte maggiore a 44 settimane rispetto ad una gravidanza a termine. Con cio’ penso di aver trovato risposta ad ogni mio dubbio. Se la piccola non nascera’ oggi, da domani monitoraggi a giorni alterni e, se dovesse essere necessario, ben venga l’induzione! Questo e’ il mio punto di vista, ma ogni mamma e’ giusto che possa scegliere di chi fidarsi. Per completezza posto il link al pdf dal quale ho desunto queste informazioni! http://www.sigo.it/Documenti/CDSigo/Congresso2/RELAZIONI/secl%C3%AC_r_73299855.pdf
Un abbraccio a tutte le mamme, alle future e a chi lo desidera con tutta se stessa. Auguroni. Ginevra
Grazie Ginevra per il tuo commento… Appena avrò un attimo di tempo andrò a leggere lo studio che ci hai linkato, grazie. Ma con “a termine oggi” cosa intendi, 40 o 42 settimane? Perché il vero termine sarebbero le 42 settimane, invece intendendo il termine con le 40 settimane, sai che hai ancora ben 2 settimane in cui tutto è tranquillo e normalissimo. Le 40 settimane rappresentano solo una stima della data presunta, cioè la media del periodo in cui il bambino nasce a termine, dalle 38 alle 42 settimane. Come hai detto tu, fino alle 42 settimane non c’è alcun aumento di rischio, no? Quindi fai bene a fare i controlli che vuoi, se ti senti di fare così, non è questione di sapere tutto (anzi!) ma di sentire dentro di sé che tutto sta andando bene, e di essere fiduciose… Certo, non basta a volte, quindi come ho già scritto fai bene a fare i controlli che ritieni opportuni. Detto ciò, credo che ogni mamma dovrebbe fidarsi prima di tutto di se stessa, sempre! In bocca al lupo!
Lucia, sono contenta che tu abbia scritto un articolo su questo e sono pienamente d’accordo con quello che hai scritto. Io sono la testimonianza di un parto non riuscito perché non sono stati rispettati i tempi della mia bambina. La mia bambina è nata a 41+5 però questo calcolo era sbagliato dall’inzio perché non era basato sul mio ciclo di 35 giorni (sapevo sia la data del mio ultimo ciclo sia il giorno in cui è stata concepita mia figlia ma ciò nonostante i medici a volte pensano che sappiano più di noi!…il parto è stato indotto con 750 ml di ossitocina che è risultato in un TC dopo ore di sofferenza. Ti premetto che sono stata ricoverata che ero di 3 cm…da sola sono arrivata a 5 cm senza nessun dolore…e con i dolori sono rimasta a 5cm! Il ginecologo ha fatto lo scollamento delle membrane…ma niente…ha rotto la sacca…ma niente la mia piccola proprio non era pronta ad uscire! Mi hanno fatto il TC alla fine semplicmente perché il travaglio era troppo lento, e perché “prima o poi” mia figlia avrebbe sofferto. Questo ti fa capire che rispettare i tempi dei nostri piccoli è fondamentale. Ad oggi sono convinta che se avesserò dato più tempo a me e alla mia piccola saremmo riuscite a farcela da sole e evitare un sacco di sofferenza sia fisica che emotiva. Spero in un parto naturale la prossima volta!
Grazie Giorgia per averci riportato la tua esperienza… Come dici tu, probabilmente la tua bambina non era proprio pronta, aveva ancora almeno 2-3 giorni per decidersi, e anche se eri ormai quasi alla fine, mancava ancora un po’… Purtroppo i medici non lasciano quasi mai andare le cose da sole, se vanno oltre i “loro” termini… che spesso non coincidono con quelli dei bambini! Spero davvero che col tempo la ferita del tuo cesareo guarirà, e che con un prossimo bambino riuscirai a sanarla completamente, con un bellissimo parto naturale… chissà, magari anche a casa!
Grazie Lucia per il tuo commento. Sì spero davvero che il prossimo sarà un parto naturale. La prossima volta sarà diverso…sto facendo ricerche su ricerche perché ritengo che io abbia il diritto e il dovere di essere informata su una possibilità di un VBAC (parto vaginale dopo cesareo)…il cammino è lungo e ho ancora tanta strada da fare perché devo ancora trovare un ginecologo che sia determinato e pronaturale come me dopo appunto un cesareo ma come mi ha detto un’ostetrica oggi “se lo vuoi fare dovrai essere determinata e proseguire sulla tua strada per ottenere ciò che vuoi” per quanto riguarda il taglio sta bene, ed è stato effettuato da un vero professionista che è un ginecologo molto bravo in chirurgia della donna, per il resto terrò le dita incrociate per quando verrà il momento!
E’ vero, per ottenere un vbac ci vuole grande determinazione, ma della mamma, non del ginecologo! Sarai tu a dover tirare fuori le unghie per far valere i tuoi diritti, per riuscire ad avere il tuo parto naturale, e purtroppo sarà difficile trovare operatori che ti appoggino… Io lascerei perdere la ricerca del ginecologo, e mi affiderei ad una brava ostetrica, perché la prossima gravidanza, anche se successiva ad un cesareo, sarà comunque fisiologica se non insorgeranno problemi, quindi non hai bisogno di un ginecologo ma di un’ostetrica! Continua ad informarti e a leggere, e se hai bisogno di un confronto ti invito sul forum http://www.partonaturale.net/, dove troverai tante mamme che hanno ottenuto il loro vbac!
Cara Lucia, hai davvero ragione. Ringrazio il Signore che mio marito ha capito quanto sia importante per me questo “percorso” che intendiamo prendere a breve nonostante a lui non importi il modo in cui è nata nostra figlia. Il fatto è che putroppo nella zona dove sono io (te lo scrivo in privato) le ostetriche fanno degli incontri individuali o in gruppi ma non credo che seguino la gravidanza fino al parto in ospedale come in altre città. Infattì il tuo suggerimento non mi suona nuovo. Oggi mi sono informata al consultorio con un’ostetrica e mi ha detto che volentieri farebbe degli incontri ma che la persona che deve seguire la gravidanza è il ginecologo e poi mi ha dato due nomi di ginecologi che sono molto pro-naturale e che pensa che siano disposti per un VBAC. Putroppo ho notato con molta tristezza che non c’è tanta informazione sul parto cesareo (perché ci sono delle mamme che affronteranno un TC anche se non programmato), o meglio non viene affrontato nei corsi preparto molto spesso e che quindi non ci sia supporto morale per mamme come me che hanno dovuto farlo. Sai un TC è sempre traumatico, ma è un conto che sia programmato per cause maggiori ed è un’altro conto farlo d’urgenza. Grazie per l’indirizzo del forum…mi piacerebbe tanto parlare con delle mamme che hanno affrontato un TC con la speranza di ottenere oppure che hanno ottenuto un VBAC nella mia zona. Mi piacerebbe anche sapere se eventualmente nella mia zona ci sono delle ostetriche diposte ad assistermi.
Allora ti aspetto sul forum e ti rispondo in privato per il resto! Un abbraccio!
Ecco,
dopo 10 mesi ancora piango leggendo un post su questo argomento.
la mia gravidanza è cominciata nel dicembre del 2009 e non ho parole per descrivere quei meravigliosi mesi passati sola con mia figlia. Ma ci pensate??? io (come tutte le donne incinta) ero abitata! 2 cuori battevano all’unisono dentro di me e io mi sentivo così piena di energie, per nulla stanca, per nulla in ansia. Sentivo davvero che tutto quello che stava capitando al mio corpo era già stato tracciato dalla natura, da secoli e secoli e la conferma mi arrivava dalle vistose e numerose giravolte che il mio bimbo faceva nel pancione. Infatti, con immenso stupore delle mie compagne del corso pre-parto, non ho mai visto un ginecologo, ma ho sempre trovato tutto ciò di cui avevo bisogno nell mia giovane ma appassionata ostetrica del consultorio. Nemmeno mi preoccupavo – sempre con sgomento delle suddette compagne- del conto delle settimane, sapevo il giorno in cui entravo nel nuovo mese e non mi serviva nient’altro.
Ho aspettato il parto con ansia, io volevo partorire, volevo accompagnare mio figlio nel suo primo viaggio, nel viaggio che ci avrebbe cambiato tutti per sempre, un figlio/a, una mamma, un papà, una famiglia. Finalmente qualcosa di stabile in una vita così precaria.
Io avrei voluto partorire in casa. Stavamo benissimo, l’inquilino sempre molto vispo e sano, io serena ed in salute, cosa mai doveva succedere? io sentivo che tutto sarebbe andato bene, perchè ho sempre sentito che il mio corpo, robusto e sano, era capace e predisposto al parto. Mio marito però era molto timoroso e siccome volevo che anche lui potesse vivere il parto il più serenamente possibile, ho deciso che, “solo per il primo”, avrei partorito in ospedale. E’ buffo, ho passato mesi a leggere libri sul parto ma non ha mai letto le pagine riguardanti il cesareo, le saltavo perchè semplicemente a ma non sarebbe successo, non mi servivano.
Ho scelto un ospedale che ( A PAROLEEE!!) favoriva il parto naturale, fisiologico e anche in acqua. Niente epidurale, a costo di sembrare talebana, a costo di sembrare una pazza davanti a mia madre che ha fatto battaglie per i diritti delle donne.
Con questo spirito sereno e accogliente che mi animava vedo arrivare e passare il 12 settmbre, la famosa Dpp. Nessuna preoccupazione, l’unico inconveniente sono i controlli ogni 2 giorni prescritti dall’ospedale per controllare il livello di liquido nel pancione più visita ginecologica.
I giorni passano lenti, ma qualcosa si muove, nelle prime visite tutto sembra fermo, ma poi , lentamente il collo dell’utero divente soffice, piano piano si accorcia.
Ma il tempo è denaro e intorno al 20 settembre volgiono indurmi. Io grazie alla complicità di un’ostetrica della “vecchia guardia” riesco a posticipare il più possibile: ” no, dai dottoressa, il 23 cambia la luna e il 24 è il mio compleanno,vedrà che riesco a farcela”. “Ok- dice lei- ma il 24 la induciamo, non si può più aspettare”
Come se fosse una gara. Il liquido è abbondante, sono dilatata da qualche giorno di 2 cm, passo le giornate camminando in pianura, camminando in salita, camminando sulle scale, facendo gli “amorini-tanti- con il marito” (come consigliato dalla suddetta ostertica), ma nulla. La notte tra 23 e 24 perdo il tappo mucoso. Io sento il mio corpo che cambia, sento che mi basterebbe solo qualche giorno in più, sento che io e la bambina (di cui non sapevo né il sesso nè il peso) abbiamo bisogno solo di tempo. Ma il tempo è il bene più costoso di quest’epoca e il 24 mattina in ospedale mi ricoverano senza nemmeno ascoltarmi, la sudetta ostetrica non c’era e il personale accanto a me cerca di spaventarmi con immagini piuttosto cupe che non ripeto. Io da parte mia so che qualsiasi altro ospedale della mia provincia mi avrebbe ricoverato (sono i protocolli, mi ero informata sui protocolli, ma non sulla mia possibilità-diritto di chiedere elasticità)e alcuni mi avrebbero anche già “fatto partorire” e così accetto il ricovero. Trovo personale umanamente terrificante quando ripenso a una dottoressa e alla mia ostetrica/velina ho ancora l’urto del vomito. I dottori si susseguono e cambiano ogni volta strategia: rompiamo le acque, no facciamo 1 applicazione gel , ma dopo la prima (che io sappaia ne servono almeno 2 prima di avevre qualche effetto) rompono le acque, poi via di ossitocina.
arrivo a 6 cm. ogni contrazione era una contrqazione in meno che mi separava dalla bambina ed una contrazione in più che mi separava dal cesareo la cui ombra cominciavo a veder aleggiare intorno a me.
Le ostetriche si lamentano per i troppi parti della notte ( davanti a me!!!!!!!!), La dottoressa si lamenta delle mie domande (scusi se le chideo cosa vuole fare con l’uncino che mi sta infilando nell’utero e se poi le chiedo il colore delle acque!!!!!!!!!!).Io continuo con il travaglio, ma
poi, a quanto dicono, il tracciato della bambina non è rassicurante, quindi cesareo d’urgenza, la bambina nasce alle 3.08 del 25 settembre e in entrambe le valutazione ottiene 10/10 dell’indice di apgar.
certo molti parti finiscono molto peggio, sono stata fortunata. certo sono un’ingrata se c’era il minimo rischio per la bambina no puoi fissarti su queste sciocchezze….MA
ma io sento che avrei solo avuto bisogno di pochi giorni in più
ma io sento che un po’ volevano liberare la sala parto perchè una stava per partorire in corridodio e scusate se io non sono stata così veloce
ma io mi sento che non ho partorito, che non ho dato alla luce, ma che hanno fatto nascere, hanno fatto partorire e c’è un abisso.
ma io non ho sentito il corpo caldo e bagnato di mia figlia sul mio, non ho visto la sua placenta, fondamentale compagna durante il periodo di transizione uterina.
ma io non ho sentito il senso di liberazione che, forse, si sente dopo tante spinte
ma non ho sentito l’abbraccio soddisfatto di mio marito, ma ho solo visto i suoi occhi preoccupati mentre mi accompagnava con lo sguardo in sala parto.
Scusate, sono stata molto prolissa, e ho anche tralasciato di descrivere bene come sono stata trattata in ospedale!!
è la prima volta che descrivo pubblicamente come mi sento. per molti l’importante è che il bambino sia sano, ma per alcune mamme conta anche il “benvenuto” che si dà al proprio piccolo.un cesareo non è solo un sorriso inciso a vita sul basso ventre ma è anche una piccola incisione nell’anima che è molto più lenta da guarire
vi ringrazio per la possibilità e vi chiedo ancora scusa se sono stata luuunga.
Carissima Laura, certo che dopo 10 mesi piangi ancora… E’ comprensibile, soprattutto perché ti rimane il dubbio che quel cesareo non era forse così necessario, visto che l’apgar di tua figlia era ottimo… I tuoi dubbi sono molto legittimi, e la rabbia conseguente ci sta tutta… Purtroppo spesso, anche se si è consapevoli e si vive la gravidanza nel miglior modo possibile, nel momento clou si viene presi in un vortice di cose per cui tutto ciò che si sapeva, che si sentiva, non ha più lo stesso valore… e cosa si può dire di fronte a un medico che ti dice “Il tuo bambino è in pericolo, dobbiamo fare qualcosa”?. Nessuna madre vorrebbe rischiare, ci si fida dei medici, pensando che agiscano solo nel nostro bene, ma spesso per eccesso di zelo (diciamo così), o perché non vogliono essere denunciati per NON aver fatto qualcosa, fanno quello che non dovrebbero fare, hanno fretta, si agitano, e tutto il resto… Anche la mamma più tranquilla e consapevole non potrebbe rimanere tranquilla, perché se si va in ospedale, secondo me, si decide comunque di affidarsi, almeno un minimo, ai medici, quindi non si può ignorare del tutto ciò che dicono… Io credo che, per questo, il posto migliore dove i bambini possono nascere, se da gravidanza fisiologica, sia a casa, o comunque in presenza solo di ostetriche, di quelle che sanno stare con le mani dietro la schiena, lasciando il tempo e lo spazio alla mamma e al bambino…
Laura, la tua ferita guarirà fra un po’, mi auguro davvero, e sono sicura che la prossima volta riuscirai ad avere il tuo parto naturale… Aver scritto come sono andate le cose è il primo passo per riuscirci… Grazie per aver voluto condividere con noi questo pezzo della tua storia, questo tuo dolore… ti abbraccio
ciao a tutte,
sono katia e ho 35 anni e quando ho avuto il mio secondo figlio ho subito un induzione al parto. certo non è stata una passeggiata, in quanto non ha nulla a che vedere con quello totalmente naturale che avevo avuto con il mio primo bimbo di 8 anni. il parto indotto è molto veloce e doloroso.Posso però dire che nel mio caso mi ha evitato il taglio cesario. Ero fuori termine e al momento del tracciato di controllo il mio bimbo non si muoveva neanche sotto sollecitazione. Ho capito subito che qualcosa non andava, l’infermiera che corre dal ginecologo e poi che me lo rifanno e non cambia nulla.
finalmente si avvicina il ginecologo e mi dice che il bimbo non risponde agli stimoli e che non capiscono come mai, mi danno quindi 2 opzioni. Induzione al parto o taglio cesario. Mio marito ed io decidiamo per il primo visto che il bimbo sembrava star bene dall’ecografia.
Mi inducono il parto con un gel e dopo neanche mezz’ora iniziano le contrazioni, dolori fortissimi ma la voglia di abbracciare mio figlio mi faceva resistere. Finalmente dopo 2 ore e mezza sento il pianto del mio piccolo Andrea, e capiamo tutti perchè lui non si muoveva, due giri di cordone ombelicale glielo impedivano. Ringrazio tutto lo staff per essere stati pronti ad aiutarmi a farlo nascere senza che abbia sofferto.
un bacio
katia
Ciao Katia, non sapevo che Andrea fosse nato con parto indotto… Volevo solo dire che certo, a volte l’induzione è utile e può aiutare ad evitare il cesareo, ma credo che visto che il travaglio è partito subito con un’applicazione di gel, forse sarebbe partito comunque di lì a poco… E poi il fatto che sia nato con parto vaginale anche se con 2 giri di cordone intorno al collo, forse vuol dire che non aveva tutti questi problemi a fare il suo dovere… Tu cosa credi? Io non sono un medico e quindi i miei sono solo dubbi, non voglio che le mie parole passino per assolute, però questi dubbi mi sono venuti ecco! Visto che il bambino stava bene, forse se non si fosse intervenuti, sarebbe andato comunque bene… no?
Ciao Lucia,
sono Elena.
ho letto tutti i vari commenti sperando di vedere anche il mio caso, ma non l’ho trovato., quindi te lo espongo.
Sono ora alla 37a settimana (primo figlio). Dalla visita di lunedi il ginecologo conferma che il mio bimbo è grandicello (peso stimato della visita sui 3kg, a me non sembra enorme, è vero che mancano almeno 3 settimane per arrivare alla 40a). Il collo dell’utero è ancora stretto anche se si è un pò accorciato. Il ginecologo propone quindi di vederci settimana prossima per vedere se qualcosa è cambiato e comunque propone l’induzione già per settimana prossima proprio perchè è grandicello. Ho capito però che se il collo dell’utero resta stretto, le probabililtà di successo dell’induizone sono scarse. Personalmente preferirei non fare nè l’induzione nè il cesareo. Mi ha fatto un discorso anche sulle possibli lacerazioni causate da un bimbo grande.
Insomma mi ha messo in crisi, non credevo fosse cosi cervellotica la nascita di un bimbo. Hai mai sentito di induzioni pre termine a causa delle dimensioni del bimbo?
Ciao e grazie
Elena
Cara Elena, grazie per averci scritto, e grazie perché ti poni questi dubbi, cosa che non tutte le mamme fanno. Spesso è più facile lasciare tutto in mano ai medici, far prendere a loro le decisioni che riguardano noi, il nostro corpo e i nostri bambini… ma forse non è così giusto. Anche se non qui, ho sentito spesso di induzioni per “presunte” grandi dimensioni del bambino, ma posso anche dirti che la maggior parte delle volte questi “enormi” bambini erano tutt’altro che enormi… Devi sapere che le stime possono anche sbagliare di mezzo chilo, e su 3 kg fa davvero la differenza! Essendo al primo figlio, non puoi sapere (ma con certezza neanche se fossi al secondo o terzo) come si comporta il tuo corpo con le gravidanze, di solito c’è una tendenza che segue, per esempio io ho partorito le mie bambine a 39+3 e 39+1, molto simili insomma… Quindi magari potresti anche partorire prima delle 40 settimane, un bimbo di 3,5 kg, come erano le mie bambine. Questo per dirti che, oltre a non sapere se la stima del medico sia esatta, non puoi neanche sapere, se questa fosse esatta, quanto crescerebbe ancora il bimbo… Detto ciò, posso assicurarti che ci sono dei casi di sproporzione feto-pelvica (cioè casi in cui il bambino non passa dal bacino della mamma), ma sono rarissimi, come i casi di mamme che non hanno latte insomma, rarissimi!!! Ogni donna ha le capacità fisiche e di forza per far nascere i propri figli, una volta nascevano molti bimbi anche di 5 kg! E aggiungo che per farli nascere non c’è bisogno di aiutini, neanche episiotomie per intenderci, perché il nostro corpo è capacissimo di far passare i nostri bambini. Se ci fossero dei problemi reali, si vedrebbe sul momento quando stai per partorire, e per fare un cesareo c’è sempre tempo, in meno di 15 minuti la sala operatoria ti aspetta… Quindi, alla luce di tutto ciò, quello che posso consigliarti di fare è di aspettare che il tuo bambino sia pronto per nascere, in ogni caso, perché tirandolo fuori prima il rischio è quello che non sia del tutto pronto, anzi direi che è una certezza, e poi sai che rabbia se scoprissi che è solo 3 kg scarsi! Se in travaglio dovesse succedere qualcosa, o se davvero dopo ore di spinte (però spontanee, non comandate!) il bimbo non nascesse, faresti sempre in tempo ad optare per il cesareo… Per quanto riguarda le lacerazioni, una mamma del mio corso preparto ha partorito in casa un bimbo di 4,200 kg senza lacerazioni, e se anche ci fossero lacerazioni, non saranno mai gravi come i tagli che derivano da episiotomie troppo estese, perché queste ultime recidono anche i muscoli, mentre le lacerazioni spontanee no, e l’episiotomia può portare comunque ad altre lacerazioni… Insomma, se fossi in te io non mi farei più vedere in ospedale finché non parte il travaglio, e cercherei di partorire nella posizione migliore per me, cioè non la litotomica insomma, perché quella posizione “aiuta” ad avere lacerazioni e episiotomia… Spero di averti aiutata, se vuoi scriviamoci anche privatamente… In ogni caso mi farebbe piacere se ci facessi poi sapere, quando sarà nato il tuo bambino, se davvero era un gigante!
Un abbraccio e un enorme in bocca al lupo, che tu possa vivere un parto come desideri!
E poi aggiungo ancora che, anche se avesse la testa grande, le ossa del cranio del neonato non sono ancora saldate proprio per poter essere compresse nel canale del parto… La Natura pensa proprio a tutto!
Ciao Lucia,
grazie mille delle delucidazioni.
Lunedi andrò comunque dal medico e parlerò con lui. Effettivamente mi tenta molto il non farmi vedere fino al travaglio.
Vi farò sapere come è andata a finire e le dimensioni del bimbo alla nascita.
Un abbraccio
Elena
Solo una cosa: non ti aspettare che il medico ti tranquillizzi e che ti lasci fare senza altro terrorismo… Non sarà facile, per questo dico che dovresti non farti più vedere… se no andare contro tutti è più difficile, in un periodo in cui dovresti solo stare tranquilla e concentrarti sul tuo bambino… Io spero che vada tutto come deve, tienimi informata!
Ciao Lucia,
sono alla 41+3. Partorirò all’ospedale di Prato dove il percorso nascita è molto naturale. In reparto ci sono Ostetriche e non infermiere ad es.
Non credo sia un male il parto indotto, evita complicazioni fetali che dalla 42 settimana si possono presentare.
E’ vero è una eventualità e non una certezza…ma perchè rischiare? Oltretutto più si va avanti più il bimbo cresce e il passaggio diviene più difficoltoso.
Anche i monitoraggi servono a stare più tranquilli, le sensazioni del nostro corpo e del contatto che si stabilisce con il nostro piccolino sono importanti, ma non ci diranno mai se la placenta lavori bene o meno.
Comunque se entro mercoledì non accade niente di nuovo ( mi sa che è un bel pigrone) mi faranno l’induzione. Ti farò sapere come è andata, spero nella via più naturale possibile, un abbraccio