Spesso mi capita di sentire di donne che, neanche al termine della gravidanza (intendo le 42 settimane), subiscono un’induzione del parto e tutta una serie di altre “operazioni” che porta, nel migliore dei casi, ad un parto molto medicalizzato e, nella peggiore, ad un taglio cesareo. Sembra che per i medici non valga veramente il termine delle 42 settimane… ma allora perché ce lo indicate come periodo valido per partorire? In realtà conosco anche alcune mamme che sono andate oltre le 42 settimane, e una di loro ha partorito a casa a 42 settimane + 3!!! Cosa succede, allora? Perché ci sono induzioni a 41+3 o anche prima? Ci sarebbero altri 3 giorni, in cui potrebbe succedere di tutto! Perché non lasciare al bambino il tempo per venire alla luce?
Come per tante altre cose e situazioni della vita, le persone non sanno aspettare… Nel campo della gravidanza, non si ha il tempo di attendere neanche una fase di transizione che interrompe le contrazioni, perché bisogna liberare le sale parto… quindi figuriamoci se si va oltre la “scadenza”! Già questo termine non è il più bello, secondo me… e le mamme che oltrepassano la soglia delle 40 settimane (quando potrebbero volerci anche altre 2 settimane!!!) già si sentono inadeguate, come se il loro corpo non sapesse fare il proprio dovere… Se ci sono ansie rispetto alla salute del bambino, nessuno vieta di fare i controlli di routine, dopodiché si può tranquillamente tornare a casa… Mi stupisco come a 40 settimane e un giorno, in certi ospedali (come il S.Anna di Torino), si inizino già a fare tracciati… ma cosa c’è da controllare, se manca ancora così tanto tempo? Certo che poi alle mamme sale l’ansia… e si sentono in ritardo…
Ogni bambino ha i suoi tempi per maturare, per decidere di nascere, per essere pronto fisicamente al grande salto… senza contare che molto spesso i calcoli delle settimane di gravidanza sono approssimativi, perché quasi mai si conosce la data della fecondazione, e quindi ci potrebbe essere una sfasatura di giorni, anche di una settimana o più! Non tutti i bambini crescono allo stesso modo, quindi la cosa migliore sarebbe sempre, naturalmente in assenza di patologie, aspettare il momento giusto per il bambino.
L’induzione farmacologica del travaglio (con ossitocina o altre sostanze) spesso non funziona, così come le induzioni “naturali”: olio di ricino, rimedi omeopatici, rimedi erboristici… Perché? Beh, semplicemente perché il bambino non è pronto, tutto qui. Un parto indotto che impiega ore e giorni per arrivare alla sua conclusione, magari si sarebbe svolto in poche ore, ma se si fosse aspattato il momento giusto. Le conseguenze più serie sono l’arrivo al taglio cesareo, e la nascita di un bambino con difficoltà, perché per qualche motivo non era ancora il suo momento.
Io credo che ci sarebbero molti meno cesarei e meno problemi per i bambini alla nascita, anche di quelli cosiddetti “a termine”, se si desse loro il tempo di nascere secondo i loro tempi e modi, che spesso sono molto diversi da quelli degli operatori… Le mamme hanno un importantissimo mezzo per sapere se tutto va bene, che non sbaglia quasi mai. No, non è il monitoraggio, non è la visita, ma il contatto col proprio bambino, il seguire le proprie sensazioni… Se vi ascoltate, saprete senza dubbio se il vostro bambino sta bene o se ha davvero bisogno di essere “tirato fuori”, in modo molto più preciso dei medici. E difficilmente sbaglierete!
Articoli correlati:
- La sicurezza del parto in casa Come funziona il parto in casa? Che garanzie ci può...
- “La gioia del parto” di Ina May Gaskin Ecco una recensione del libro "La gioia del parto. Segreti...
- Riflessioni sull’arresto del travaglio Carla Joly, ostetrica libera professionista, ci parla dell'arresto del travaglio,...
- Il piano del parto Quando si va a partorire in ospedale, può essere utile...
- Le fasi del parto Il travaglio e il parto possono essere suddivisi (per poter...
Tag: contrazioni, esami, ginecologo, istinto, legame, nascita, neonato, ossitocina, ostetrica, rimedi naturali, settimane di gestazione, tracciati, travaglio

Facebook
Twitter
FriendFeed
Google Buzz
del.icio.us
Google Bookmarks
Print
Ciao Elisa, certo il parto indotto può essere una valida alternativa quando ci sono dei problemi, un’alternativa al cesareo per esempio, però non sempre… Il fatto è che spesso non si sa il giorno esatto del concepimento, e anche se si sa, spesso i medici non tengono conto delle parole delle donne, e se il concepimento non corrisponde ai 14 giorni dopo l’inizio dell’ultima mestruazione, si tiene comunque conto di quella data, e non del dato che porta la donna (spesso ci sono ovulazioni più tardive, e le donne che monitorano il ciclo per esempio possono avere dati motlo precisi, che comunque non vengono presi in considerazione). In questo caso, uno o due giorni di differenza sono davvero importanti, perché magari una donna che viene considerata a 41+6 magari avrebbe ancora 2 o 3 giorni per attendere l’inizio spontaneo del travaglio, essendo ancora del tutto nella fisiologia. Tante induzioni vengono fatte così, essendo quindi non necessarie… Tu parli di rischiare, però anche subire un’induzione è un rischio… Il bambino gli ultimi giorni non cresce poi così tanto, si parla di giorni, non di settimane… E ogni bambino arriva a termine avendo le misure giuste perché sua madre possa partorirlo, naturalmente a parte rare eccezioni. I monitoraggi forse fanno stare più tranquilli, non so, a me agiterebbero di più! Comunque credo che mettendosi in ascolto si possa sapere ben più di quello che immagini
Spero che avrai un parto naturale, senza induzioni, e che quindi il tuo bambino possa venire al mondo nel suo momento, quello giusto per lui. Non credo si possa parlare di bimbi “pigroni”, se mai si può dire che si prendono il loro (giusto!) tempo, tempo che spesso non corrisponde ai protocolli degli ospedali. Ti faranno l’induzione, forse, ma ricorda che sei tu che decidi, sia in un senso che nell’altro!
In bocca al lupo e facci sapere!
Ciao, sono una mamma attempata( così definita a 46 anni dai medici), entrata nel reparto gravidanze a rischio (perchè? bho), controllata ogni mese e sempre tutto a posto, la bambina cresceva bene, di liqido ne avevo da vendere, insomma nessun problema…. alla 39 sett niziano a mettermi delle ansie dicendomi che la bimba era piccola anche se stava bene e tutto era regolare, premetto che ho altri due figli nati con parto naturale e a termine, controlli ogni settimana con proposta di induzione al parto (mai accettata) e probabile cesareo ( decisamente no) perchè secondo loro un bambino sotto peso non ha la forza di nascere spontaneamente e non arriva a termine….conclusione, mia figlia ha deciso di nascere con tre giorni di anticipo, pesava 2660, in barba a chi voleva farla venire al mondo in modo traumatico sia per lei che per me…. Riprendiamoci il nostro tempo, la gravidanza come il parto sono sensazioni che solo noi possiamo capire e se ci mettiamo in posizione di ascolto le decisioni che prenderemo saranno sempre quelle giuste…..
Grazie Roberta per la tua testimonianza, e cosa dire di più? Naturalmente la penso come te, hai fatto benissimo a resistere alle pressioni dei medici e a rimanere in contatto solo con la tua piccola… Non è facile in queste condizioni, ma ci sei riuscita e hai dimostrato a tutti che avevi ragione! La tua piccola può essere fiera di averti come mamma! Un abbraccio grande a te e alla tua piccolina!