52 commenti su “Riflessioni sull’induzione del parto
  1. emily scrive:

    ciao Lucia! mi ha fatto molto piacere leggere il tuo articolo…sono alla 41settimana oggi e domani, all’ennesimo tracciato, vorrebbero ricoverarmi per poi indurmi mercoledi (ossia 41+3 come dici tu)…al mio fermo rifiuto ho dovuto avere un incontro ufficiale con il primario ieri affinchè mi desse il permesso di non seguire il loro protocollo e dovrò ovviamente firmare una delibera nei confronti dell’ospedale/medici… Notare che i miei tracciati sono sempre stati perfetti, liquidi inclusi e come dici tu io sento che il mio bambino sta bene…chiaramente con questo stress ospedaliero ti fai mille domande, ipotesi e dubbi e quasi quasi vuoi mollare e lasciar fare… quindi insomma io terrò duro perchè voglio che il mio bambino nasca con i suoi tempi e quando ha voglia lui e quindi ti ringrazio per il tuo articolo che mi ha proprio rincuorato! ciao

  2. Lucia scrive:

    Che bello Emily, sono contenta che tu abbia deciso di rispettare i tempi tuoi e del tuo piccolo, lasciando perdere le pressioni dei medici… Vedrai che non te ne pentirai, perché permetterai al tuo bambino di aspettare il momento giusto, e magari potrete godere di un bel parto, facile e veloce, perché sarà quando deve essere. Non credo che sia facile resistere alle pressioni che fanno in ospedale, anche perché magari le persone che hai intorno possono non essere d’accordo con le tue scelte… e si aggiungono pressioni a pressioni… ma stai sicura che sei tu la persona che sa meglio come sta il tuo bambino, quindi se puoi evita proprio di farti vedere, così le pressioni saranno ancora meno! Ti auguro di avere un bellissimo parto, di arrivare in ospedale quando mancherà pochissimo alla nascita e così eviterai di essere troppo “medicalizzata”… In bocca al lupo, e se ti fa piacere facci sapere come andrà!

  3. Ginevra scrive:

    Ciao, io non sono in genere favorevole ai metodi innaturali, ma ritengo che a fronte di un qualunque rischio per i nostri bimbi e per noi, metodi poco invasivi come il gel o la flebo di ossitocina possano essere piu’ che giustificati. Documentandomi (sono a termine oggi….) ho letto vari studi, e questa frase mi e’ sufficiente per abbandonare ogni mia presunta convinzione di sapere tutto e di potermi fidare solo del mio istinto : la mortalità perinatale comincia ad aumentare a 42 settimane, raddoppia a 43 settimane ed è da 4 a 6 volte maggiore a 44 settimane rispetto ad una gravidanza a termine. Con cio’ penso di aver trovato risposta ad ogni mio dubbio. Se la piccola non nascera’ oggi, da domani monitoraggi a giorni alterni e, se dovesse essere necessario, ben venga l’induzione! Questo e’ il mio punto di vista, ma ogni mamma e’ giusto che possa scegliere di chi fidarsi. Per completezza posto il link al pdf dal quale ho desunto queste informazioni! http://www.sigo.it/Documenti/CDSigo/Congresso2/RELAZIONI/secl%C3%AC_r_73299855.pdf
    Un abbraccio a tutte le mamme, alle future e a chi lo desidera con tutta se stessa. Auguroni. Ginevra

  4. Lucia scrive:

    Grazie Ginevra per il tuo commento… Appena avrò un attimo di tempo andrò a leggere lo studio che ci hai linkato, grazie. Ma con “a termine oggi” cosa intendi, 40 o 42 settimane? Perché il vero termine sarebbero le 42 settimane, invece intendendo il termine con le 40 settimane, sai che hai ancora ben 2 settimane in cui tutto è tranquillo e normalissimo. Le 40 settimane rappresentano solo una stima della data presunta, cioè la media del periodo in cui il bambino nasce a termine, dalle 38 alle 42 settimane. Come hai detto tu, fino alle 42 settimane non c’è alcun aumento di rischio, no? Quindi fai bene a fare i controlli che vuoi, se ti senti di fare così, non è questione di sapere tutto (anzi!) ma di sentire dentro di sé che tutto sta andando bene, e di essere fiduciose… Certo, non basta a volte, quindi come ho già scritto fai bene a fare i controlli che ritieni opportuni. Detto ciò, credo che ogni mamma dovrebbe fidarsi prima di tutto di se stessa, sempre! In bocca al lupo!

  5. Giorgia scrive:

    Lucia, sono contenta che tu abbia scritto un articolo su questo e sono pienamente d’accordo con quello che hai scritto. Io sono la testimonianza di un parto non riuscito perché non sono stati rispettati i tempi della mia bambina. La mia bambina è nata a 41+5 però questo calcolo era sbagliato dall’inzio perché non era basato sul mio ciclo di 35 giorni (sapevo sia la data del mio ultimo ciclo sia il giorno in cui è stata concepita mia figlia ma ciò nonostante i medici a volte pensano che sappiano più di noi!…il parto è stato indotto con 750 ml di ossitocina che è risultato in un TC dopo ore di sofferenza. Ti premetto che sono stata ricoverata che ero di 3 cm…da sola sono arrivata a 5 cm senza nessun dolore…e con i dolori sono rimasta a 5cm! Il ginecologo ha fatto lo scollamento delle membrane…ma niente…ha rotto la sacca…ma niente la mia piccola proprio non era pronta ad uscire! Mi hanno fatto il TC alla fine semplicmente perché il travaglio era troppo lento, e perché “prima o poi” mia figlia avrebbe sofferto. Questo ti fa capire che rispettare i tempi dei nostri piccoli è fondamentale. Ad oggi sono convinta che se avesserò dato più tempo a me e alla mia piccola saremmo riuscite a farcela da sole e evitare un sacco di sofferenza sia fisica che emotiva. Spero in un parto naturale la prossima volta!

  6. Lucia scrive:

    Grazie Giorgia per averci riportato la tua esperienza… Come dici tu, probabilmente la tua bambina non era proprio pronta, aveva ancora almeno 2-3 giorni per decidersi, e anche se eri ormai quasi alla fine, mancava ancora un po’… Purtroppo i medici non lasciano quasi mai andare le cose da sole, se vanno oltre i “loro” termini… che spesso non coincidono con quelli dei bambini! Spero davvero che col tempo la ferita del tuo cesareo guarirà, e che con un prossimo bambino riuscirai a sanarla completamente, con un bellissimo parto naturale… chissà, magari anche a casa! 😉

  7. Giorgia scrive:

    Grazie Lucia per il tuo commento. Sì spero davvero che il prossimo sarà un parto naturale. La prossima volta sarà diverso…sto facendo ricerche su ricerche perché ritengo che io abbia il diritto e il dovere di essere informata su una possibilità di un VBAC (parto vaginale dopo cesareo)…il cammino è lungo e ho ancora tanta strada da fare perché devo ancora trovare un ginecologo che sia determinato e pronaturale come me dopo appunto un cesareo ma come mi ha detto un’ostetrica oggi “se lo vuoi fare dovrai essere determinata e proseguire sulla tua strada per ottenere ciò che vuoi” per quanto riguarda il taglio sta bene, ed è stato effettuato da un vero professionista che è un ginecologo molto bravo in chirurgia della donna, per il resto terrò le dita incrociate per quando verrà il momento!

  8. Lucia scrive:

    E’ vero, per ottenere un vbac ci vuole grande determinazione, ma della mamma, non del ginecologo! Sarai tu a dover tirare fuori le unghie per far valere i tuoi diritti, per riuscire ad avere il tuo parto naturale, e purtroppo sarà difficile trovare operatori che ti appoggino… Io lascerei perdere la ricerca del ginecologo, e mi affiderei ad una brava ostetrica, perché la prossima gravidanza, anche se successiva ad un cesareo, sarà comunque fisiologica se non insorgeranno problemi, quindi non hai bisogno di un ginecologo ma di un’ostetrica! Continua ad informarti e a leggere, e se hai bisogno di un confronto ti invito sul forum http://www.partonaturale.net/, dove troverai tante mamme che hanno ottenuto il loro vbac!

  9. Giorgia scrive:

    Cara Lucia, hai davvero ragione. Ringrazio il Signore che mio marito ha capito quanto sia importante per me questo “percorso” che intendiamo prendere a breve nonostante a lui non importi il modo in cui è nata nostra figlia. Il fatto è che putroppo nella zona dove sono io (te lo scrivo in privato) le ostetriche fanno degli incontri individuali o in gruppi ma non credo che seguino la gravidanza fino al parto in ospedale come in altre città. Infattì il tuo suggerimento non mi suona nuovo. Oggi mi sono informata al consultorio con un’ostetrica e mi ha detto che volentieri farebbe degli incontri ma che la persona che deve seguire la gravidanza è il ginecologo e poi mi ha dato due nomi di ginecologi che sono molto pro-naturale e che pensa che siano disposti per un VBAC. Putroppo ho notato con molta tristezza che non c’è tanta informazione sul parto cesareo (perché ci sono delle mamme che affronteranno un TC anche se non programmato), o meglio non viene affrontato nei corsi preparto molto spesso e che quindi non ci sia supporto morale per mamme come me che hanno dovuto farlo. Sai un TC è sempre traumatico, ma è un conto che sia programmato per cause maggiori ed è un’altro conto farlo d’urgenza. Grazie per l’indirizzo del forum…mi piacerebbe tanto parlare con delle mamme che hanno affrontato un TC con la speranza di ottenere oppure che hanno ottenuto un VBAC nella mia zona. Mi piacerebbe anche sapere se eventualmente nella mia zona ci sono delle ostetriche diposte ad assistermi.

  10. Lucia scrive:

    Allora ti aspetto sul forum e ti rispondo in privato per il resto! Un abbraccio!

  11. laura scrive:

    Ecco,
    dopo 10 mesi ancora piango leggendo un post su questo argomento.
    la mia gravidanza è cominciata nel dicembre del 2009 e non ho parole per descrivere quei meravigliosi mesi passati sola con mia figlia. Ma ci pensate??? io (come tutte le donne incinta) ero abitata! 2 cuori battevano all’unisono dentro di me e io mi sentivo così piena di energie, per nulla stanca, per nulla in ansia. Sentivo davvero che tutto quello che stava capitando al mio corpo era già stato tracciato dalla natura, da secoli e secoli e la conferma mi arrivava dalle vistose e numerose giravolte che il mio bimbo faceva nel pancione. Infatti, con immenso stupore delle mie compagne del corso pre-parto, non ho mai visto un ginecologo, ma ho sempre trovato tutto ciò di cui avevo bisogno nell mia giovane ma appassionata ostetrica del consultorio. Nemmeno mi preoccupavo – sempre con sgomento delle suddette compagne- del conto delle settimane, sapevo il giorno in cui entravo nel nuovo mese e non mi serviva nient’altro.
    Ho aspettato il parto con ansia, io volevo partorire, volevo accompagnare mio figlio nel suo primo viaggio, nel viaggio che ci avrebbe cambiato tutti per sempre, un figlio/a, una mamma, un papà, una famiglia. Finalmente qualcosa di stabile in una vita così precaria.
    Io avrei voluto partorire in casa. Stavamo benissimo, l’inquilino sempre molto vispo e sano, io serena ed in salute, cosa mai doveva succedere? io sentivo che tutto sarebbe andato bene, perchè ho sempre sentito che il mio corpo, robusto e sano, era capace e predisposto al parto. Mio marito però era molto timoroso e siccome volevo che anche lui potesse vivere il parto il più serenamente possibile, ho deciso che, “solo per il primo”, avrei partorito in ospedale. E’ buffo, ho passato mesi a leggere libri sul parto ma non ha mai letto le pagine riguardanti il cesareo, le saltavo perchè semplicemente a ma non sarebbe successo, non mi servivano.
    Ho scelto un ospedale che ( A PAROLEEE!!) favoriva il parto naturale, fisiologico e anche in acqua. Niente epidurale, a costo di sembrare talebana, a costo di sembrare una pazza davanti a mia madre che ha fatto battaglie per i diritti delle donne.
    Con questo spirito sereno e accogliente che mi animava vedo arrivare e passare il 12 settmbre, la famosa Dpp. Nessuna preoccupazione, l’unico inconveniente sono i controlli ogni 2 giorni prescritti dall’ospedale per controllare il livello di liquido nel pancione più visita ginecologica.
    I giorni passano lenti, ma qualcosa si muove, nelle prime visite tutto sembra fermo, ma poi , lentamente il collo dell’utero divente soffice, piano piano si accorcia.
    Ma il tempo è denaro e intorno al 20 settembre volgiono indurmi. Io grazie alla complicità di un’ostetrica della “vecchia guardia” riesco a posticipare il più possibile: ” no, dai dottoressa, il 23 cambia la luna e il 24 è il mio compleanno,vedrà che riesco a farcela”. “Ok- dice lei- ma il 24 la induciamo, non si può più aspettare”
    Come se fosse una gara. Il liquido è abbondante, sono dilatata da qualche giorno di 2 cm, passo le giornate camminando in pianura, camminando in salita, camminando sulle scale, facendo gli “amorini-tanti- con il marito” (come consigliato dalla suddetta ostertica), ma nulla. La notte tra 23 e 24 perdo il tappo mucoso. Io sento il mio corpo che cambia, sento che mi basterebbe solo qualche giorno in più, sento che io e la bambina (di cui non sapevo né il sesso nè il peso) abbiamo bisogno solo di tempo. Ma il tempo è il bene più costoso di quest’epoca e il 24 mattina in ospedale mi ricoverano senza nemmeno ascoltarmi, la sudetta ostetrica non c’era e il personale accanto a me cerca di spaventarmi con immagini piuttosto cupe che non ripeto. Io da parte mia so che qualsiasi altro ospedale della mia provincia mi avrebbe ricoverato (sono i protocolli, mi ero informata sui protocolli, ma non sulla mia possibilità-diritto di chiedere elasticità)e alcuni mi avrebbero anche già “fatto partorire” e così accetto il ricovero. Trovo personale umanamente terrificante quando ripenso a una dottoressa e alla mia ostetrica/velina ho ancora l’urto del vomito. I dottori si susseguono e cambiano ogni volta strategia: rompiamo le acque, no facciamo 1 applicazione gel , ma dopo la prima (che io sappaia ne servono almeno 2 prima di avevre qualche effetto) rompono le acque, poi via di ossitocina.
    arrivo a 6 cm. ogni contrazione era una contrqazione in meno che mi separava dalla bambina ed una contrazione in più che mi separava dal cesareo la cui ombra cominciavo a veder aleggiare intorno a me.
    Le ostetriche si lamentano per i troppi parti della notte ( davanti a me!!!!!!!!), La dottoressa si lamenta delle mie domande (scusi se le chideo cosa vuole fare con l’uncino che mi sta infilando nell’utero e se poi le chiedo il colore delle acque!!!!!!!!!!).Io continuo con il travaglio, ma
    poi, a quanto dicono, il tracciato della bambina non è rassicurante, quindi cesareo d’urgenza, la bambina nasce alle 3.08 del 25 settembre e in entrambe le valutazione ottiene 10/10 dell’indice di apgar.
    certo molti parti finiscono molto peggio, sono stata fortunata. certo sono un’ingrata se c’era il minimo rischio per la bambina no puoi fissarti su queste sciocchezze….MA
    ma io sento che avrei solo avuto bisogno di pochi giorni in più
    ma io sento che un po’ volevano liberare la sala parto perchè una stava per partorire in corridodio e scusate se io non sono stata così veloce
    ma io mi sento che non ho partorito, che non ho dato alla luce, ma che hanno fatto nascere, hanno fatto partorire e c’è un abisso.
    ma io non ho sentito il corpo caldo e bagnato di mia figlia sul mio, non ho visto la sua placenta, fondamentale compagna durante il periodo di transizione uterina.
    ma io non ho sentito il senso di liberazione che, forse, si sente dopo tante spinte
    ma non ho sentito l’abbraccio soddisfatto di mio marito, ma ho solo visto i suoi occhi preoccupati mentre mi accompagnava con lo sguardo in sala parto.
    Scusate, sono stata molto prolissa, e ho anche tralasciato di descrivere bene come sono stata trattata in ospedale!!
    è la prima volta che descrivo pubblicamente come mi sento. per molti l’importante è che il bambino sia sano, ma per alcune mamme conta anche il “benvenuto” che si dà al proprio piccolo.un cesareo non è solo un sorriso inciso a vita sul basso ventre ma è anche una piccola incisione nell’anima che è molto più lenta da guarire
    vi ringrazio per la possibilità e vi chiedo ancora scusa se sono stata luuunga.

  12. Lucia scrive:

    Carissima Laura, certo che dopo 10 mesi piangi ancora… E’ comprensibile, soprattutto perché ti rimane il dubbio che quel cesareo non era forse così necessario, visto che l’apgar di tua figlia era ottimo… I tuoi dubbi sono molto legittimi, e la rabbia conseguente ci sta tutta… Purtroppo spesso, anche se si è consapevoli e si vive la gravidanza nel miglior modo possibile, nel momento clou si viene presi in un vortice di cose per cui tutto ciò che si sapeva, che si sentiva, non ha più lo stesso valore… e cosa si può dire di fronte a un medico che ti dice “Il tuo bambino è in pericolo, dobbiamo fare qualcosa”?. Nessuna madre vorrebbe rischiare, ci si fida dei medici, pensando che agiscano solo nel nostro bene, ma spesso per eccesso di zelo (diciamo così), o perché non vogliono essere denunciati per NON aver fatto qualcosa, fanno quello che non dovrebbero fare, hanno fretta, si agitano, e tutto il resto… Anche la mamma più tranquilla e consapevole non potrebbe rimanere tranquilla, perché se si va in ospedale, secondo me, si decide comunque di affidarsi, almeno un minimo, ai medici, quindi non si può ignorare del tutto ciò che dicono… Io credo che, per questo, il posto migliore dove i bambini possono nascere, se da gravidanza fisiologica, sia a casa, o comunque in presenza solo di ostetriche, di quelle che sanno stare con le mani dietro la schiena, lasciando il tempo e lo spazio alla mamma e al bambino…
    Laura, la tua ferita guarirà fra un po’, mi auguro davvero, e sono sicura che la prossima volta riuscirai ad avere il tuo parto naturale… Aver scritto come sono andate le cose è il primo passo per riuscirci… Grazie per aver voluto condividere con noi questo pezzo della tua storia, questo tuo dolore… ti abbraccio

  13. katia scrive:

    ciao a tutte,
    sono katia e ho 35 anni e quando ho avuto il mio secondo figlio ho subito un induzione al parto. certo non è stata una passeggiata, in quanto non ha nulla a che vedere con quello totalmente naturale che avevo avuto con il mio primo bimbo di 8 anni. il parto indotto è molto veloce e doloroso.Posso però dire che nel mio caso mi ha evitato il taglio cesario. Ero fuori termine e al momento del tracciato di controllo il mio bimbo non si muoveva neanche sotto sollecitazione. Ho capito subito che qualcosa non andava, l’infermiera che corre dal ginecologo e poi che me lo rifanno e non cambia nulla.
    finalmente si avvicina il ginecologo e mi dice che il bimbo non risponde agli stimoli e che non capiscono come mai, mi danno quindi 2 opzioni. Induzione al parto o taglio cesario. Mio marito ed io decidiamo per il primo visto che il bimbo sembrava star bene dall’ecografia.
    Mi inducono il parto con un gel e dopo neanche mezz’ora iniziano le contrazioni, dolori fortissimi ma la voglia di abbracciare mio figlio mi faceva resistere. Finalmente dopo 2 ore e mezza sento il pianto del mio piccolo Andrea, e capiamo tutti perchè lui non si muoveva, due giri di cordone ombelicale glielo impedivano. Ringrazio tutto lo staff per essere stati pronti ad aiutarmi a farlo nascere senza che abbia sofferto.
    un bacio
    katia

  14. Lucia scrive:

    Ciao Katia, non sapevo che Andrea fosse nato con parto indotto… Volevo solo dire che certo, a volte l’induzione è utile e può aiutare ad evitare il cesareo, ma credo che visto che il travaglio è partito subito con un’applicazione di gel, forse sarebbe partito comunque di lì a poco… E poi il fatto che sia nato con parto vaginale anche se con 2 giri di cordone intorno al collo, forse vuol dire che non aveva tutti questi problemi a fare il suo dovere… Tu cosa credi? Io non sono un medico e quindi i miei sono solo dubbi, non voglio che le mie parole passino per assolute, però questi dubbi mi sono venuti ecco! Visto che il bambino stava bene, forse se non si fosse intervenuti, sarebbe andato comunque bene… no?

  15. Elena scrive:

    Ciao Lucia,
    sono Elena.
    ho letto tutti i vari commenti sperando di vedere anche il mio caso, ma non l’ho trovato., quindi te lo espongo.
    Sono ora alla 37a settimana (primo figlio). Dalla visita di lunedi il ginecologo conferma che il mio bimbo è grandicello (peso stimato della visita sui 3kg, a me non sembra enorme, è vero che mancano almeno 3 settimane per arrivare alla 40a). Il collo dell’utero è ancora stretto anche se si è un pò accorciato. Il ginecologo propone quindi di vederci settimana prossima per vedere se qualcosa è cambiato e comunque propone l’induzione già per settimana prossima proprio perchè è grandicello. Ho capito però che se il collo dell’utero resta stretto, le probabililtà di successo dell’induizone sono scarse. Personalmente preferirei non fare nè l’induzione nè il cesareo. Mi ha fatto un discorso anche sulle possibli lacerazioni causate da un bimbo grande.
    Insomma mi ha messo in crisi, non credevo fosse cosi cervellotica la nascita di un bimbo. Hai mai sentito di induzioni pre termine a causa delle dimensioni del bimbo?

    Ciao e grazie
    Elena

  16. Lucia scrive:

    Cara Elena, grazie per averci scritto, e grazie perché ti poni questi dubbi, cosa che non tutte le mamme fanno. Spesso è più facile lasciare tutto in mano ai medici, far prendere a loro le decisioni che riguardano noi, il nostro corpo e i nostri bambini… ma forse non è così giusto. Anche se non qui, ho sentito spesso di induzioni per “presunte” grandi dimensioni del bambino, ma posso anche dirti che la maggior parte delle volte questi “enormi” bambini erano tutt’altro che enormi… Devi sapere che le stime possono anche sbagliare di mezzo chilo, e su 3 kg fa davvero la differenza! Essendo al primo figlio, non puoi sapere (ma con certezza neanche se fossi al secondo o terzo) come si comporta il tuo corpo con le gravidanze, di solito c’è una tendenza che segue, per esempio io ho partorito le mie bambine a 39+3 e 39+1, molto simili insomma… Quindi magari potresti anche partorire prima delle 40 settimane, un bimbo di 3,5 kg, come erano le mie bambine. Questo per dirti che, oltre a non sapere se la stima del medico sia esatta, non puoi neanche sapere, se questa fosse esatta, quanto crescerebbe ancora il bimbo… Detto ciò, posso assicurarti che ci sono dei casi di sproporzione feto-pelvica (cioè casi in cui il bambino non passa dal bacino della mamma), ma sono rarissimi, come i casi di mamme che non hanno latte insomma, rarissimi!!! Ogni donna ha le capacità fisiche e di forza per far nascere i propri figli, una volta nascevano molti bimbi anche di 5 kg! E aggiungo che per farli nascere non c’è bisogno di aiutini, neanche episiotomie per intenderci, perché il nostro corpo è capacissimo di far passare i nostri bambini. Se ci fossero dei problemi reali, si vedrebbe sul momento quando stai per partorire, e per fare un cesareo c’è sempre tempo, in meno di 15 minuti la sala operatoria ti aspetta… Quindi, alla luce di tutto ciò, quello che posso consigliarti di fare è di aspettare che il tuo bambino sia pronto per nascere, in ogni caso, perché tirandolo fuori prima il rischio è quello che non sia del tutto pronto, anzi direi che è una certezza, e poi sai che rabbia se scoprissi che è solo 3 kg scarsi! Se in travaglio dovesse succedere qualcosa, o se davvero dopo ore di spinte (però spontanee, non comandate!) il bimbo non nascesse, faresti sempre in tempo ad optare per il cesareo… Per quanto riguarda le lacerazioni, una mamma del mio corso preparto ha partorito in casa un bimbo di 4,200 kg senza lacerazioni, e se anche ci fossero lacerazioni, non saranno mai gravi come i tagli che derivano da episiotomie troppo estese, perché queste ultime recidono anche i muscoli, mentre le lacerazioni spontanee no, e l’episiotomia può portare comunque ad altre lacerazioni… Insomma, se fossi in te io non mi farei più vedere in ospedale finché non parte il travaglio, e cercherei di partorire nella posizione migliore per me, cioè non la litotomica insomma, perché quella posizione “aiuta” ad avere lacerazioni e episiotomia… Spero di averti aiutata, se vuoi scriviamoci anche privatamente… In ogni caso mi farebbe piacere se ci facessi poi sapere, quando sarà nato il tuo bambino, se davvero era un gigante!
    Un abbraccio e un enorme in bocca al lupo, che tu possa vivere un parto come desideri!

  17. Lucia scrive:

    E poi aggiungo ancora che, anche se avesse la testa grande, le ossa del cranio del neonato non sono ancora saldate proprio per poter essere compresse nel canale del parto… La Natura pensa proprio a tutto! 😉

  18. Elena scrive:

    Ciao Lucia,
    grazie mille delle delucidazioni.
    Lunedi andrò comunque dal medico e parlerò con lui. Effettivamente mi tenta molto il non farmi vedere fino al travaglio.

    Vi farò sapere come è andata a finire e le dimensioni del bimbo alla nascita.

    Un abbraccio
    Elena

  19. Lucia scrive:

    Solo una cosa: non ti aspettare che il medico ti tranquillizzi e che ti lasci fare senza altro terrorismo… Non sarà facile, per questo dico che dovresti non farti più vedere… se no andare contro tutti è più difficile, in un periodo in cui dovresti solo stare tranquilla e concentrarti sul tuo bambino… Io spero che vada tutto come deve, tienimi informata!

  20. Elisa scrive:

    Ciao Lucia,
    sono alla 41+3. Partorirò all’ospedale di Prato dove il percorso nascita è molto naturale. In reparto ci sono Ostetriche e non infermiere ad es.
    Non credo sia un male il parto indotto, evita complicazioni fetali che dalla 42 settimana si possono presentare.
    E’ vero è una eventualità e non una certezza…ma perchè rischiare? Oltretutto più si va avanti più il bimbo cresce e il passaggio diviene più difficoltoso.
    Anche i monitoraggi servono a stare più tranquilli, le sensazioni del nostro corpo e del contatto che si stabilisce con il nostro piccolino sono importanti, ma non ci diranno mai se la placenta lavori bene o meno.
    Comunque se entro mercoledì non accade niente di nuovo ( mi sa che è un bel pigrone) mi faranno l’induzione. Ti farò sapere come è andata, spero nella via più naturale possibile, un abbraccio

  21. Lucia scrive:

    Ciao Elisa, certo il parto indotto può essere una valida alternativa quando ci sono dei problemi, un’alternativa al cesareo per esempio, però non sempre… Il fatto è che spesso non si sa il giorno esatto del concepimento, e anche se si sa, spesso i medici non tengono conto delle parole delle donne, e se il concepimento non corrisponde ai 14 giorni dopo l’inizio dell’ultima mestruazione, si tiene comunque conto di quella data, e non del dato che porta la donna (spesso ci sono ovulazioni più tardive, e le donne che monitorano il ciclo per esempio possono avere dati motlo precisi, che comunque non vengono presi in considerazione). In questo caso, uno o due giorni di differenza sono davvero importanti, perché magari una donna che viene considerata a 41+6 magari avrebbe ancora 2 o 3 giorni per attendere l’inizio spontaneo del travaglio, essendo ancora del tutto nella fisiologia. Tante induzioni vengono fatte così, essendo quindi non necessarie… Tu parli di rischiare, però anche subire un’induzione è un rischio… Il bambino gli ultimi giorni non cresce poi così tanto, si parla di giorni, non di settimane… E ogni bambino arriva a termine avendo le misure giuste perché sua madre possa partorirlo, naturalmente a parte rare eccezioni. I monitoraggi forse fanno stare più tranquilli, non so, a me agiterebbero di più! Comunque credo che mettendosi in ascolto si possa sapere ben più di quello che immagini 😉
    Spero che avrai un parto naturale, senza induzioni, e che quindi il tuo bambino possa venire al mondo nel suo momento, quello giusto per lui. Non credo si possa parlare di bimbi “pigroni”, se mai si può dire che si prendono il loro (giusto!) tempo, tempo che spesso non corrisponde ai protocolli degli ospedali. Ti faranno l’induzione, forse, ma ricorda che sei tu che decidi, sia in un senso che nell’altro!
    In bocca al lupo e facci sapere!

  22. roberta scrive:

    Ciao, sono una mamma attempata( così definita a 46 anni dai medici), entrata nel reparto gravidanze a rischio (perchè? bho), controllata ogni mese e sempre tutto a posto, la bambina cresceva bene, di liqido ne avevo da vendere, insomma nessun problema…. alla 39 sett niziano a mettermi delle ansie dicendomi che la bimba era piccola anche se stava bene e tutto era regolare, premetto che ho altri due figli nati con parto naturale e a termine, controlli ogni settimana con proposta di induzione al parto (mai accettata) e probabile cesareo ( decisamente no) perchè secondo loro un bambino sotto peso non ha la forza di nascere spontaneamente e non arriva a termine….conclusione, mia figlia ha deciso di nascere con tre giorni di anticipo, pesava 2660, in barba a chi voleva farla venire al mondo in modo traumatico sia per lei che per me…. Riprendiamoci il nostro tempo, la gravidanza come il parto sono sensazioni che solo noi possiamo capire e se ci mettiamo in posizione di ascolto le decisioni che prenderemo saranno sempre quelle giuste…..

    • Lucia scrive:

      Grazie Roberta per la tua testimonianza, e cosa dire di più? Naturalmente la penso come te, hai fatto benissimo a resistere alle pressioni dei medici e a rimanere in contatto solo con la tua piccola… Non è facile in queste condizioni, ma ci sei riuscita e hai dimostrato a tutti che avevi ragione! La tua piccola può essere fiera di averti come mamma! Un abbraccio grande a te e alla tua piccolina!

  23. Maria Laura scrive:

    Mia figlia in queste ore sta facendo un parto indotto senza motivazioni gravi, solo perchè… avevano posto l’altro ieri! E hanno avuto persino la sfacciataggine di dirglielo in faccia che le avrebbero indotto il parto per mere motivazioni di dinamiche ospedalierburocratiche! Un tempo avrebbero almeno avuto il riserbo di tacere e avrei preferito quasi quasi l’omertà a un tale atteggiamento sfrontato! In questo momento sta patendo le pene dell’inferno ed ecco perchè sono alzata e sto scrivendo a quest’ora notturna. Sono 36 ore che tribola e immagino già che domani (dopo la QUARTA somministrazione di Gel) le daranno la scossa di ossitocina! E poi? Cesareo, ovviamente: ma a mia figlia manca solo una settimana alla scadenza, ed era entrata in ospedale solo per un controllo: non ha nulla, assolutamente nulla che poteva giustificare un parto indotto! In sostanza si avviano le contrazioni ma NON la dilatazione: chiedetevi perché la maggior parte dei parti indotti sfocia in un cesareo… Ed e’ mooooolto doloroso e moooolto lungo (e non è mica finita eh!) e così pure per altre degenti e amiche, e parenti e conoscenti: se siete tra quelle che con l’indotto han fatto presto, be’, siete state fortunate, molto fortunate!!! L’altro ieri le dicevo che appena nata questa bimba sarebbe stata così felice da voler persino pensare a un secondo figlio in futuro. Se sopravvive a questa maledetta sventura che le hanno imposto, ebbene vi assicuro che il prossimo consiglio che le darò sarà quello di farsi legare le tube…

  24. Lucia scrive:

    Cara Maria Laura, che tristezza leggere il tuo commento… Stamattina quando l’ho letto ho pensato a tua figlia, a te che impotente non puoi che attendere di avere notizie… e mi son detta che no, davvero non è giusto tutto ciò… Posso chiederti come mai tua figlia ha accettato l’induzione, non avendo sentito una motivazione veramente valida, ma soltanto organizzativa? Trovo che sia agghiacciante… Ma come scadenza tu intendi le 40 o 42 settimane? Comunque capisco la tua rabbia e la tua tristezza, però prova, quando sarai più tranquilla e questo inferno per tua figlia sarà finito, a considerare anche altri consigli… Invece di precluderei la gioia di un altro bambino, ci sono altre strade, come star lontani dagli ospedali! Ma tutto dovrà partire da lei, tu potrai solo appoggiarla e cercare di consigliarla… Io ti abbraccio, se ti va raccontaci come va e se mai, passato lo scoglio di questa nascita così travagliata, concentrati a sostenere tua figlia nell’avvio dell’allattamento, che partendo da condizioni simili potrebbe non essere facile…

  25. Daniela scrive:

    IO HO PARTORITO LA MIA QUARTA FIGLIA IN CASA.E’ STATA UN’ESPERIENZA FANTASTICA.MI SONO SENTITA POTENTE INVUNERABILE,LE OSTETRICHE CHE MI HANNO ASSISTITO CON DOLCEZZA MI HANNO TRASMESSO TANTA FORZA E SERENITA’.MIA FIGLIA AVEVA DUE GIRI DI CORDONE OMBELICALE ATTORNO AL COLLO.IO CREDO CHE SE NON AVESSI PARTORITO A CASA IN OSPEDALE MI AVREBBERO FATTO IL CESAREO.QUESTA ESPERIENZA MI HA CAMBIATO LA VITA.E ANCHE MIA FIGLIA E’ PARTICOLARE.HA UNA DOLCEZZA E UNA SENSIBILITA’ CHE NESSUN ALTRO DEI MIEI FIGLI HA.PROBABILMENTE ESSERE NATA IN CASA CON I TEMPI E L’AMBIENTE TRANQUILLO HA FATTO DI LEI QUELLA CHE E’.FIN DA SUBITO HA DORMITO 5/6 ORE PER NOTTE ORA HA 10 ANNI ED E’ AMATA DA TUTTI.SCRIVE POESIE INCREDIBILI E SOGNA DI AVERE ALMENO 5 BAMBINI DA GRANDE.AGNESE DOLCE AGNESE.

  26. Lucia scrive:

    Grazie mille Daniela, è vero certe esperienze cambiano la vita, e si ricordano per sempre… Grazie per averci raccontato la vostra bella storia, e complimenti per la famiglia numerosa!!

  27. lorena scrive:

    ciao,sono lorena domani devo andare in ospedale per l`induzione al parto del mio secondo figlio!secondo i dottori il termine delle 41 sett sara´domani secondo il mio parere e il mio ciclo sono 40!nessuno mi da´retta!volevano gia´farmi partorire una settimana fa ma mi sono rifiutata!il mio primo figlio e´gia nato con questo metodo dopo 48 ore di fatica con contrazioni fortissime e niente dilatazione!domani sara´dura discutere con i medici!ma spero di tornare a casa e farlo nascere quando sara´l`ora giusta per il mio bambino!

    • Lucia scrive:

      Loredana, non mollare! Di sicuro i tuoi conti sono quelli giusti, quindi direi che non hai da discutere, se tutto va bene e non ci sono valori preoccupanti torna a casa sicura! E poi, anche se avessero ragione loro, perché indurre a 41 settimane quando ci sarebbe ancora un’intera settimana? Non lasciare che loro decidano quando tuo figlio deve nascere, quando sarà il suo momento lo saprà lui quando nascere, hai ancora due settimane piene! In bocca al lupo!

  28. Sara scrive:

    Ciao io ho partorito una anno fa con l’induzione alla 38 settimana ,perché’ mia figlia aveva poco liquido amniotico…tutto e’ andato benissimo…mi hanno applicato la striscia imbevuta alle 6 del pomeriggio,alle 5 del mattino mi si sono rotte le acque,mi sono dilatata velocemente e alle 9.16 e’ nata Nicole…in 4 ore praticamente e’ arrivata…

  29. Lucia scrive:

    Era il suo momento, evidentemente! Meglio così :)

  30. Sabina scrive:

    Buongiorno, questo suo post mi ha molto convinta, per questo le scrivo per sottoporle l’unico dubbio che mi resta sul suo punto di vista. Lei è per l’induzione alle 42 settimane se non c’è sofferenza fetale? Io sono a 40+6 e se non nasce prima mi indurranno a 41+3 (questo venerì). Io mi rifiuterò di certo fino a 42 (lunedì prossimo sempre che non si complichi una sofferenza fetale) ma se non nascerà ancora? So che è un discorso un pò paranoico ma mi voglio preparare psicologicamete all’evenenza. Nel caso lei mi consigliasse di aspettare ancora in che modo? Firmando la liberatoria? Mi interessa molto il suo parere. Grazie della risposta. Sabina in attesa….

    • Lucia scrive:

      Ciao Sabina, diamoci del tu! Mi fa piacere che il mio post ti abbia posto almeno dei dubbi, non partendo di più :) Comunque credo che se fossi nella tua stessa situazione cercherei di stare il più tranquilla possibile, cercare l’ospedale che mi garantisca l’assistenza che più si avvicina al mio ideale e poi, partendo da queste condizioni, andrei a fare i controlli che sento come necessari, magari un tracciato ogni 2giorni fino alle 42 settimane, poi se davvero non ci fossero segni di travaglio imminente cercherei di farmi prospettare le diverse opzioni… Io non posso dirti cosa fare, ma ci sono diverse possibilità prima di arrivare all’induzione, a seconda di come si presenta la situazione… Parlare con un’ostetrica forse sarebbe utile più che fare riferimento ai ginecologi e operatori dell’ospedale, che hanno le mani legate dai protocolli… Prima di arrivare all’induzione comunque puoi provare con rapporti col marito, stimolazione dei capezzoli, poi in ospedale scollamento delle membrane… Io non sono mai arrivata a 42 settimane e non so come mi comporterei in quella situazione, ma so di mamme che hanno partorito a casa a 42+3 quindi secondo me si deve valutare caso per caso, se tutto va bene si può ancora aspettare, ma bisogna poter parlare e valutare con qualcuno che non sia solo legato ai protocolli della struttura, ma che riesca a valutare la TUA situazione on lucidità e obiettività… Non so se ti sono stata utile, ma mi fai sapere come andrà?

  31. Esther scrive:

    Sono alla 41+1, hanno fissato l’induzione per venerdì (41+3 perché è da protocollo)
    Ho chiesto al ginecologo se non volessi l’induzione?
    La risposta è stata la solita, che è rischioso etc… morale della favola è stata fissata ma mi ha detto: può non può presentarsi.
    Ok, non mi presento e poi? I controlli li salto? Non mi è stata fornita nessuna alternativa all’induzione, in pratica o faccio l’induzione o mi presento al parto.
    Un induzione è l’ultima cosa che voglio, visto che il mio primo parto è stato un inferno, mia figlia è nata con il forcipe.
    Inoltre si aggiunge un altra ansia, mia è partita stanotte per le contrazioni.
    E il suo termine è scaduto solo lunedì, aveva tempo fino al 18 di giugno.
    Ma se ieri ero in crisi, stamattina lo sono ancora di più…
    Tutti si aspettano da me qualcosa.
    E l’induzione non è ciò che voglio, tutto quello che mi ero prefissata di fare, il parto naturale questa volta un buon parto.
    Non come quello dell’altra volta che è stato un inferno.
    Ma sta diventando un inferno anche questo e non ho ancora partorito.
    E la cosa peggiore è che mi sento scaduta, perché il termine è questo.
    Ieri il ginecologo mi ha detto ridendo: è alla 41 esima settimana signorina si dia una mossa.
    Come se dipendesse da me.
    Pure qui ti danno un etichetta e ti bollano come ritardatario.
    Non ne posso più di tutta questa ansia.
    Di gente che telefona, ogni giorno tipo. È nato?
    No non è nato sono in ritardo, io funziono male evidentemente.
    In più adesso mi viene la preoccupazione che non ce la farò, come non ho partorito per la prima, perché me la hanno strappata fuori stessa cosa faranno con questo, perché vado oltre il limite stabilito dalla media.
    Come se fossi la pecora nera.
    Scusate per lo sfogo ma sono giorni che cerco esperienze e ho trovato per caso questo post che mi ha dato un minimo di conforto.

    • Lucia scrive:

      Carissima Esther, prima di tutto mi fai avere che tu abbia scritto. A volte basta poco per sentirsi un pochino meglio. Innanzitutto stacca il telefono, e se è necessario rispondi male a chi ti stressa, perché avvertirai tu quando è nato, e tutta questa pressione come ben sai e senti tu stessa, non ti fa bene. Devi tutelare te e il tuo piccolo, lascia stare tutto il mondo fuori. A parte tua figlia. Cerca di vivere questi ultimi giorni di attesa facendo qualcosa che ti piace, cercando di rilassarti, di staccare la spina, perché lo stress non fa che peggiorare le cose. Sì, puoi rifiutare induzione e io fossi in te lo farei, ti sostengo assolutamente in questa scelta, però se te la senti fai i controlli. Puoi andare in ospedale chiedendo che venga fatto un monitoraggio, se ti senti più tranquilla, se te lo negano (non sono sicura che possano farlo, ma ci potrebbero provare) vai in un altro ospedale, hai diritto a fare i controlli che ritieni utili, non possono negarteli, andrebbero nei casini. Ma l’induzione non è necessaria, e non possono farti un ricatto del genere. Se sei consapevole dei tuoi diritti, e ti mostri decisa, non possono fare quello che vogliono. Mi sento di tranquillizzarti su questo. Fai casino, chiedi del primario, vai all’URP a protestare, insomma fatti valere. Se non ci sono segni che indicano che sia necessario far nascere subito il bambino, puoi rifiutare induzione.
      Se hai voglia di raccontare, anche in privato, come è andato nei dettagli il primo parto, magari riesci a liberarti di questo grosso peso e puoi sentirti più pronta a questa nuova nascita. Un abbraccio

      • Lucia scrive:

        Ma poi il forcipe? Quanti anni fa è nata tua figlia?

        • Esther scrive:

          Mia figlia è nata 5 anni fa.
          In svizzera francese, qui in Italia il forcipe non è più in uso.
          Allora avevo 17 anni.
          A mezzogiorno del giorno prima sono cominciate le contrazioni, verso sera hanno cominciato a regolarizzarsi per arrivare a una ogni 5 minuti la mattina dopo, sono entrata in ospedale alle 9 circa.
          Ho sopportato i dolori di tutta la dilatazione senza epidurale, non la volevo.
          Volevo riuscirci da sola, senza aiuti.
          Sono riuscita ad arrivare a 6 centimetri di dilatazione alle 18 ragion per cui l’ostetrica che finiva il turno voleva riuscire a farla nascere prima di andarsene, ha rotto il sacco per dare una spinta alla mia lenta dilatazione a detta sua.
          Tutto è aumentato di intensità.
          E l’ostetrica si è presentata con l’anestesista, le ho chiesto perché avesse chiamato l’anestesista e la risposta che ho ricevuto è stata: Non ce la fa più, si fidi di me, ha ancora due ore di attesa prima delle spinte vere e proprie.(Non mi fossi mai fidata!)
          Fatta l’epidurale ogni sintomo di dilatazione sparito, tutto chiuso, dilatazione nulla.
          Come se non avessi nemmeno iniziato.
          Poi tutto il dopo lo ricordo confuso, era un via vai di dottori, in continuazione, non so dire nemmeno come cavolo hanno fatto a riaprire il collo dell’utero,? ossitocina?
          Tanto quando hai una flebo attaccata ci possono attaccare tutto.
          Dopo tutto questo trambusto, mi attaccano la macchina per monitorare il battito di mia figlia, nel caso il battito scenda dovranno fare un cesario d’urgenza.
          Con tutto il via vai e trambusto che c’è in sala parto non so nemmeno come fa a passare il tempo.
          Verso le nove arriva il ginecologo, che mi dice: spinga.
          Ma io non sento niente, non ho nessuno stimolo di spinta.
          Sento dolore ma è tutto confuso non ho l’impulso di spingere.
          Spingo quando me lo dice lui, ma probabilmente senza successo perché lui si altera e mi dice: NON LO CAPISCE LEI È NATA COSÌ E ANCHE SUA FIGLIA NASCERÀ COSÌ, SPINGA!
          Dopo mezz’ora di spinte inefficaci prendono la ventosa.
          Senza successo, applicata tre volte, ma la testa della bambina non esce.
          Il peggio non è ancora arrivato, il ginecologo mi lacera il perineo inserendo le mani, un dolore assurdo.
          Mi sono sempre chiesta perché con le mani lo ha fatto.
          Gli viene portato il forcipe anche lì per l’inserimento un dolore assurdo, mi chiedo se non avessi avuto l’epidurale cosa avrei sofferto.
          Urlavo dal dolore e il ginecolo mi disse: Non urli non è il caso.
          Chiudo la bocca e mi sforzo di soffrire in silenzio, ma la verità è che mi sembra di morire.
          Finita l’inserzione del forcipe stringe la rotella e inizia a tirare la “catena”, mia madre è accanto a me bianca come un lenzuolo.
          Mia figlia nasce alle 22 e 13 quando esce non emette un gemito, piena di sangue e lividi, tagliato il cordone ombelicale la portano via in fretta e furia.
          Lasciandomi con l’infermiera.
          Poco dopo fa ritorno il ginecologo per togliere la placenta. Che viene strappata fuori pure quella e segue una cucita di mezz’ora.
          A mezzanotte mi portano mia figlia per essere allattata, poi non la vedrò più per due giorni, starà in terapia intensiva per due giorni perché ha problemi respiratori.
          Questo è il mio primo parto, Dopo il parto hanno chiesto sia a me che mia madre se volessimo parlare con lo psicologo.
          Spesso mi chiedono perché non ho fatto direttamente un cesario questa volta,:( perché vorrei ciò che mi è stato tolto, mia figlia non è nata mi è stata strappata fuori.

          • Lucia scrive:

            Esther, non ho parole per come ti hanno trattata, sono veramente sconvolta che si verifichino questi traumi, questi atti senza senso ancora oggi. Sono 5 anni fa ma è comunque poco. Io ti abbraccio con tutto il calore che posso trasmetterti, non serve molto perché nessuno potrà ridarti il tuo primo parto, a tua figlia nessuno potrà ridare la sua nascita, ma spero che abbiate comunque recuperato qualcosa di quel primo tragico inizio. Mi dispiace davvero tanto, e ti rinnovo il mio invito a non accettare induzioni se tutto va bene. Posso chiederti dove partorirai questa volta? Spero non nello stesso ospedale…

  32. Esther scrive:

    No, assolutamente lo stesso ospedale proprio no.
    Ho scelto un ospedale qui nel comune della mia provincia che mi sembrava più familiare possibile.
    Ma quando vai controcorrente non è facile trovare appoggio.
    Non voglio finire in un cesareo per me sarebbe l’ennesima sconfitta, e vista la precedente esperienza con l’epidurale l’induzione è proprio l’apice di ciò che non voglio, un parto super medicalizzato.
    Perché le contrazioni non partirebbero da me.
    La vivrei male anche questa volta.
    Poi ora si aggiunge l’ ansia di non riuscire un’altra volta a fare il mio dovere.
    E la continua attesa non aiuta.

    • Lucia scrive:

      E’ più che comprensibile che tu sia spaventata, dopo quello che hai vissuto, chiunque sarebbe preoccupata, e fai bene a parlarne, magari ti aiuta a liberarti di questi terribili vissuti… Io direi che puoi davvero cercare di isolarti dal resto del mondo, ti hanno anche detto in ospedale che puoi non presentarti per l’induzione quindi, forte del fatto che sai di avere ancora diversi giorni, rimani a casa tranquilla e parla col tuo bambino, digli che questa volta costruirete una storia diversa, le cose andranno diversamente, cheidi aiuto anche a lui, digli che hai bisogno che nasca senza farti aspettare troppo, fai dei bei bagni caldi, fatti coccolare da qualcuno, e vedrai che quando sarà il momento sarà pronto per nascere, e tu per darlo alla vita, ma in un modo diverso. Hai pensato a fare un piano del parto?

      • Esther scrive:

        Un piano del parto? No, non ci ho pensato cos’è?
        Inoltre vorrei che il cordone ombelicale del bambino venga reciso solo dopo il secondamento della placenta, non credo che con induzione sia possibile, viste le dosi massicce di farmaci.
        Domani comunque vado dal mio medico di famiglia (specializzato in ginecologia,ma non pratica, è stato in Africa per anni sicuramente lì alle donne non fanno tutte queste pressioni) per farmi consigliare su come affrontare la cosa con l’ospedale.

        • Esther scrive:

          Rettifico *specializzato in ginecologia ma non pratica, in quanto si è tenuto sul campo generico.

        • Lucia scrive:

          Spero che il tuo medico ti dia dei buoni consigli, comunque se vuoi pensare al piano del parto digita queste parole nel campo “cerca” qui in alto a destra e ti esce il mio articolo in proposito, così vedi se fa per te! In sostanza è un documento che consegni in ospedale (meglio se lo fai protocollare!) dove specifichi tutto ciò che desideri che non venga fatto o che venga fatto a te e al bambino durante il travaglio, il parto, e il post parto. È un documento che ha valore, se fanno qualcosa di non necessario possono aver grane, se tu hai presentato il piano del parto, quindi ci pensano due volte prima di far interventi non necessari. Pensaci!

          • Esther scrive:

            Il mio medico mi ha consigliato l’induzione contro la mia aspettativa.
            Pensavo che oggi mi sarei sentita meglio, o che magari si sarebbe mosso qualcosa, invece nulla.
            Il mio lui non si espone ma credo vorrebbe che facessi l’induzione è preoccupato.
            Prima mi ha detto: mia sorella l’ha fatta non si è trovata male.
            Così mi ritrovo qui a sperare che si avvii il travaglio stanotte.
            Mi sento così stanca :(

  33. Lucia scrive:

    Ci credo che sei stanca, è comprensibile… Ma se non dovesse accadere nulla entro domani mattina cosa hai deciso di fare? Avresti ancora almeno 3 giorni pieni, anche qualcuno in più a dire la verità… Puoi fare controlli e vedete come va, che ne pensi?
    Poi ci sono anche induzioni che vanno bene eh, non sono per forza tutti inizi di parti terribili. Ma certo se si può evitare ben venga. Io credo che gli ospedali siano obbligati a tutelarsi, loro devono dire quello che è il protocollo, consigliare, perché se poi accade qualcosa ci sono cause legali e grandi pasticci, per loro. Tu però non sei un numero, un contenitore scaduto. Sei una donna che aspetta un bambino, il tuo bambino è unico, non per forza dovete pensare che se non accettate induzione sarà una catastrofe. Io cercherei di stare il più serena possibile, facendo dei controlli ogni due giorni, vedrai che il piccolo arriva quando è ora! Ma se pensi di accettare induzione riposa più che puoi, parla col tuo bambino e pensa positivo, io ti faccio in ogni caso un enorme in bocca al lupo <3 e spero di avere presto tue notizie!

  34. paola scrive:

    Buongiorno Lucia e a tutte le mamme!
    Eccomi dopo 7 mesi dalla nascita del mio secondo bambino. Mi ero riproposta di aggiornarti su come è andato il parto ma la verità è che mi sono distaccata ancor più dal mondo delle telecomunicazioni.
    Il parto e la preparazione al parto sono un viaggio. Per la mia esperienza di bis mamma la persona più qualificata ad accompagnarci è l’OSTETRICA!
    Il mio secondo parto è stato un viaggio mistico. Con il primo parto sono rinata ma con il secondo ho toccato, annusato, respirato l’origine della vita, la mia essenza di donna perché Marta, l’ostetrica che mi ha accompagnato in ospedale, era con me.
    Il primo parto è andato liscio, è stato naturale, qualche punto interno. Dal punto di vista del ginecologo tutto ok. Ma io mi sono sentita sola, benché con me ci fosse il mio SPLENDIDO compagno, che ha danzato e cantato con me durante il travaglio. Eravamo soli in una stanzetta asettica. Con Marta mi sono sentita accompagnata nel viaggio.
    Ero in mani sicure, aveva già salvato l’allattamento del primogenito.
    Non esiste solo il parto in casa, che riconosco eessere il meglio, ci si può far accompagnare in sala parto da un’ostetrica di fiducia. E anche i toni dei dottori cambiano…

  35. Mara scrive:

    Buonasera Lucia, prima di dilungarmi su una complicata esperienza, voglio porgerti prima una domanda. L’ultimo ciclo e’ stato circa a fine febbraio 2014, l’unico rapporto il 6 marzo ovviamente stesso anno, parto senza stimolazione il 27 dicembre. Cosa ne pensi ? Mara

  36. Mara scrive:

    Spontaneo, calendario alla mano ero alla 42 + 2 (dalla data del rapporto al parto) e comunque anche a me hanno contestato il giorno del concepimento ! Ma come ho detto, il giorno 6 e’ stato l’unico giorno che ho avuto un rapporto …..

    • Lucia scrive:

      Contestano perché tendenzialmente i medici no a svoltano le pazienti, forse non si ricordano che esiste una grande variabilità, e non tutti i concepimenti avvengono al 14* giorno del ciclo! A volte si va oltre le 42 settimane, capita, mica siamo orologi! La cosa più strana è che tu sia riuscita ad arrivarci senza che ti rompessero!

  37. Mara scrive:

    Forse perché’ ho partorito in una clinica privata !

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