Un cesareo spesso inaspettato…
Quando si subisce un taglio cesareo (TC), che sia stato necessario o meno, ci si ritrova spesso a fare i conti con una ferita interiore che va ben al di là di quella fisica… Il senso di potenza che si prova con un parto naturale, la sensazione di aver messo al mondo un bambino con le proprie forze e capacità, difficilmente si provano con un cesareo… e tante mamme rimangono molto deluse dal non aver potuto sperimentare la sensazione di “dare alla luce“. Ci si ritrova con un bambino che sì, è uscito dal proprio ventre, ma che è uscito dalla parte sbagliata… e spesso il fatto di sentirselo “portar via” da mani estranee, anche se l’intervento è avvenuto per necessità, rende difficile l’instaurarsi del legame col bambino. Spesso le mamme che subiscono un cesareo riportano di aver provato una sensazione di estraneità nei confronti di quel fagottino che “sanno” essere loro, ma che non riconoscono come il bambino che avevano dentro la pancia. Ricordiamo che anche i mammiferi che partoriscono con anestesia epidurale, e che quindi non sentono uscire i cuccioli, spesso non riconoscono la prole e la rifiutano. A noi mamme umane non succede questo, perché la parte razionale ci dice che quel bambino è nostro, e per fortuna poi il legame col bambino si crea, grazie all’allattamento e al contatto con lui. Ma quei primi momenti di estraneità rimangono nel cuore di tante mamme come un grosso peso. Se all’inizio si provano i sentimenti appena descritti, è bene rendersi conto che è normale, che si potrà recuperare ed è assolutamente fondamentale non sentirsi in colpa. La stessa cosa può accadere anche a mamme che partoriscono per via vaginale, non sempre il legame si instaura subito, ma per fortuna si recupera alla grande!
E dopo?
Superato il dolore e il trauma del cesareo, quando la mamma si scopre nuovamente incinta, si sente subito dire da tutti (medici e non) che anche il secondo parto sarà cesareo, perché dopo un primo taglio non si può avere un parto vaginale. Beh, sappiate che l’OMS non è d’accordo con questa affermazione, e fin dal 1985 raccomanda di far provare a tutte le mamme un parto vaginale dopo cesareo (VBAC). Molti ospedali riconoscono questa raccomandazione e la rispettano, assicurando a molte mamme un parto vaginale, altri ospedali invece la conoscono ma alla prima scusa tagliano nuovamente, spezzando il sogno di queste mamme e negando la possibilità al bambino di nascere naturalmente. Non dimentichiamo che il cesareo è un’operazione chirurgica, e come tale deve essere eseguita solo quando ci sia una reale necessità, e non certo solo perché il primo parto è stato un cesareo. Le obiezioni che vengono fatte alle mamme che desiderano un vbac di solito riguardano il rischio di rottura d’utero, perché nelle pre-cesarizzate l’utero ha una cicatrice che rende l’utero un pochino più soggetto a rottura d’utero durante il travaglio e il parto. La letteratura medica riporta una percentuale di rottura d’utero di circa lo 0,3-0,4%. In caso di rottura d’utero, è necessario un cesareo urgente.
Il VBAC offre dei grandi vantaggi rispetto ad un secondo TC, che come detto sopra è sempre un’operazione e come tale ha dei rischi (emorragie, embolie, infezioni…); con il vbac la ripresa fisica è più rapida, il legame col bambino viene facilitato e le gravidanze successive avranno meno probabilità di avere complicazioni (placenta previa, decremento della fertilità, gravidanze extrauterine). Con il VBAC, molte mamme riscono a fare pace con quel primo parto non vissuto, prendendosi una “rivincita”, diciamo così, e capendo finalmente cosa si prova a partorire. Se per alcune mamme il cesareo è una valida alternativa al parto vaginale, un modo come un altro per far nascere un bambino (forse perché sono state spaventate da racconti di parti dell’orrore, e credono che un TC sia meglio), per altre mamme avere un parto naturale è molto importante, quasi fondamentale per diventare mamme. Io sarei stata malissimo se mia figlia non fosse nata naturalmente, certo se fosse stato necessario mi sarei messa l’anima in pace, ma avrei sofferto molto per il mio parto non riuscito.
Se vuoi tentare un vbac, la prima cosa che devi sapere è che dovrai avere molta determinazione per portare avanti questa scelta, perché chiunque ti dirà che è più facile e meno rischioso un altro TC, quindi dovrai essere sicura di cosa desideri e andare avanti senza dare retta alle dicerie. La prima cosa da fare è trovare un medico e una struttura a favore del VBAC, non solo a parole ma anche nei fatti. Chiedi quale percentuale di VBAC riusciti hanno in quell’ospedale, per sapere se fanno sul serio. La cosa ottimale sarebbe farsi seguire da un’ostetrica per tutta la gravidanza, se tutto va bene, perché l’ostetrica è il professionista della salute che meglio si può occupare delle gravidanze fisiologiche. Aver subito uno o più TC non rende la tua gravidanza una malattia.
Come per qualsiasi parto, la cosa migliore è lasciar fare al tuo corpo e al tuo bambino, e ancor più per la buona riuscita di un vbac è importante che il travaglio non venga disturbato, anche perché procedure come l’induzione possono aumentare il rischio di rottura d’utero. Cerca un ospedale (o un’ostetrica per il parto in casa dopo cesareo, HBAC) che sia veramente a favore della naturalità della nascita, e avrai più garanzie di riuscire nel tuo intento.
Per qualsiasi informazione in più, consiglio a tutte le mamme interessate il bellissimo libro di Ivana Arena, “Dopo un cesareo. Come rispondere alle esigenze di mamma e bambino”, Bonomi Editore.

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