Suggerimenti concreti per affrontare l’argomento “vaccinazioni”

Riprendo spunto dal libro di Gava “Le vaccinazioni pediatriche” portandovi questa volta dei suggerimenti concreti per decidere cosa fare riguardo all’argomento vaccini…Sono anche riflessioni che possono incuriosirvi, e su cui potete iniziare ad informarvi più approfonditamente…

1. La malattia naturale, di solito, protegge tutta la vita, mentre le vaccinazioni non danno quasi mai questa copertura così prolungata.

2. La maggior parte delle malattie per cui esiste la vaccinazione è più pericolosa per l’adulto che per il bambino; somministrando il vaccino in età pediatrica (con protezione che non dura tutta la vita) vuol dire aumentare il rischio per quel bambino di ammalarsi da adulto, o di dover vaccinarsi nuovamente da adulto. In entrambi i casi, sia con vaccino che con malattia naturale, i rischi di avere danni da vaccino aumentano nell’età adulta.

3. Le malattie infantili sono molto importanti per la maturazione del sistema immunitario del bambino. I vaccini portano SEMPRE con sé dei danni e dei rischi, soprattutto perché effettuati su neonati e bambini con un sistema immunitario immaturo (una maturità adeguata si ha verso i 7-8 anni, o anche più tardi).

4. Una madre immune verso alcune malattie infettive di solito trasmette gli anticorpi al figlio, sia durante la gravidanza che attraverso l’allattamento. Questi anticorpi proteggono il bambino per alcuni mesi dopo la fine dell’allattamento.

5. La malattia naturale spesso si diffonde con epidemia, ma tra tutti i contagiati si ammalano solo i soggetti più predisposti, e si hanno complicazioni solo nei più deboli. Con la vaccinazione è molto facile avere complicazioni anche nei soggetti più robusti, perché le vaccinazioni oltrepassano le barriere difensive naturali che con la malattia naturale impedirebbero il contagio.

6. Bisognerebbe sempre valutare, per ogni vaccino, il rapporto rischio/beneficio. Per esempio, è molto maggiore il rischio di avere reazioni avverse da vaccino contro l’epatite B, piuttosto che il rischio di contrarre l’epatite B (che si trasmette per via sessuale o con contatto di sangue infetto). Se un bambino non ha il genitore infetto, non corre alcun rischio!

7. Bisognerebbe sempre personalizzare il trattamento, cioè valutare quali vaccini fare ad ogni bambino, se proprio sono considerati indispensabili, e quando, evitando per esempio il vaccino antitetanico ad un neonato di pochi mesi che non può venire in contatto con la spora del tetano.

8. Bisognerebbe conoscere bene gli effetti dei vaccini per riconoscerli in tempo, e capire quando un vaccino è particolarmente pericoloso. Ogni medico dovrebbe avere conoscenze approfondite su ogni vaccino, considerandolo alla stregua di una qualsiasi medicina, non fermandosi alle informazioni (spesso parziali) contenute nel foglietto illustrativo. I Servizi di Igiene dovrebbero poter fornire informazioni corrette ed imparziali.

9. Somministrare il minor numero possibile di vaccini per volta. La cosa migliore sarebbe fare ogni vaccinazione separatamente, con almeno un mese di intervallo tra una e l’altra. Se i vaccini singoli non sono subito disponibili, questo non è un buon motivo per fare vaccinazioni che ne contengano 4 o più… Si aspetterà che arrivino i vaccini singoli, perché esistono in commercio e devono essere disponibili. Più vaccini vengono somministrati insieme, e maggiore è l’incidenza degli effetti indesiderati.

10. Evitare i vaccini contenenti metalli (sali di mercurio e alluminio) o altre sostanze nocive per il bambino (antibiotici o derivati delle uova a chi è allergico).

11. Ritardare le vaccinazioni. I danni maggiori si hanno nel primo anno di vita, quindi sarebbe opportuno aspettare ALMENO il compimento del primo anno di vita. Nei primi mesi di vita il bambino ha più possibilità di rimanere danneggiato perché il suo sistema immunitario è ancora immaturo, e perché il suo basso peso fa sì che i metalli tossici risultino più concentrati.

12. Non somministrare alcun vaccino se il bambino non è perfettamente sano. Il bambino non solo dovrebbe essere sano al momento della vaccinazione, ma dovrebbe essere stato bene (nessun raffreddore, niente febbre) anche nelle precedenti due settimane. Il sistema immunitario che è sempre coinvolto in qualsiasi malanno) deve essere in condizioni di normalità quando si effettua una vaccinazione.

13. Non dimenticare che ogni vaccino porta anche un danno per l’organismo. Si possono “scatenare” delle malattie che fino ad allora erano rimaste latenti, o renderne croniche alcune già manifestate.

14. Come alternativa alle vaccinazioni, si può ricorrere all’omeopatia e ad una corretta igiene di vita. Esistono rimedi omeopatici sia per prevenire che per curare le patologie naturali, senza avere effetti tossici; essi agiscono affievolendo la gravità della malattia, e devono essere personalizzati per funzionare bene. Rivolgetevi ad un bravo omeopata per ottenere la cura adeguata per voi e per il vostro bambino.

15. Più che proteggere il nostro corpo (e quello dei nostri bambini) dalle patologie per cui esistono i vaccini, dovremmo cercare di potenziare al massimo le sue capacità difensive, in modo da dargli la possibilità di difenderci da tutte le patologie infettive, anche da quelle a cui non pensiamo.

Beh, credo che questi punti siano tutti molto importanti, ma soprattutto gli ultimi due, perché credo che bisognerebbe iniziare a cambiare modo di pensare, riflettendo sul fatto che le malattie esisteranno sempre, quelle per cui ci sono i vaccini e altre, ma potremo affrontarle al meglio se faremo di tutto per essere sani e per aiutare il nostro corpo a vincere a modo suo le sue battaglie. Le malattie non potremo mai sconfiggerle tutte, eliminarle dalla faccia della terra, ma aiutando il nostro corpo ad essere pronto potremo permettergli di reagire nel migliore dei modi.

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