Allattamento al seno: come funziona?

Quante volte mi capita di sentirmi chiedere “Ma hai ancora latte?” (dopo, di solito, segue la famosa frase “Che fortuna, signora!”). So che molte persone ancora non sanno come funziona la lattazione, quindi voglio cercare di fare la mia parte, diffondendo (nel mio piccolo) le conoscenze che si hanno al giorno d’oggi sull’allattamento al seno. Il meccanismo dell’allattamento è in parte ancora un mistero, e forse è per questo che lo circondano così tante dicerie e false credenze… può sembrare quasi una magia! Ma non è una magia, è semplicemente un meccanismo assolutamente perfetto e efficientissimo che la Natura ha messo a nostra disposizione da milioni di anni, e che funziona divinamente quando lo si lascia funzionare.

Fin dalla gravidanza, il nostro corpo si prepara ad allattare… Alcuni ormoni (prodotti dalla placenta e dall’ipofisi) inducono lo sviluppo del seno: la donna avverte un aumento di volume dei seni, l’areola si fa più scura e ampia e il capezzolo si ingrossa.
Dopo il parto, con l’espulsione della placenta, si abbassano i livelli di estrogeni e progesterone (ormoni placentari), e la prolattina può iniziare a svolgere la sua funzione. Il “processo di allattamento” ha inizio quando il bambino succhia al seno per la prima volta, stimolando le ghiandole del seno che sono collegate all’iposifi e all’ipotalamo. La prima cosa che mi viene da dire a questo proposito è che la quantità del latte non dipende dalla grandezza del seno, perché le ghiandole sono sempre più o meno delle stessa misura in tutte le donne, mentre quello che cambia è la quantità di grasso: quindi si può allattare benissimo sia con un seno piccolo che con un seno enorme, non c’entra niente la misura!

I due ormoni dell’allattamento sono la prolattina (che fa sì che venga prodotto il latte) e l’ossitocina (che permette la fuoriuscita del latte). La prolattina inizia dunque a fare la sua funzione con l’espulsione della placenta, e il suo livello rimane alto per mesi, ma si moltiplica ogni volta che il bambino poppa: quindi, se il bambino poppa tanto, si produrrà molta prolattina e molto latte, se il bambino poppa poco si avrà poco latte. E’ per questo che non ha senso lasciar passare delle ore tra una poppata e l’altra, in modo che “si riformi il latte”, perché il latte si forma quando il bambino succhia al seno! Quando il piccolo avrà bisogno di più latte (per i famosi scatti di crescita, per esempio) non farà altro che succhiare più spesso, magari ogni ora invece che ogni due. Non gli servirà a molto fare una poppata più lunga, mentre invece aumentare la frequenza gli porterà più latte. Cercare di far diminuire le poppate, in sostanza, è il miglior modo di ostacolare l’allattamento.

L’ossitocina agisce quando, allattando il bambino, sentiamo una sorta di formicolio al seno, e compare qualche goccia (possiamo vederlo se il bambino si stacca) o anche un piccolo spruzzo; alcune donne non sentono nulla ma il latte esce ugualmente! Questa sensazione può scomparire dopo qualche mese, è normale, e il latte c’è ancora!

L’ossitocina viene inibita dall’azione dell’adrenalina (l’ormone che entra in circolo quando proviamo paura), e da ciò si deduce che la madre dovrebbe stare tranquilla e non sentirsi dire, per esempio, che il suo latte non è abbastanza, perché proprio questo potrebbe veramente diminuire il latte. Se anche si verifica un evento traumatico o un grande spavento per cui la produzione di latte diminuisce, tutto ciò è assolutamente temporaneo, e reversibile. Il modo migliore per far tornare tutto come prima è cercare di rilassarsi e allattare spesso il bambino. Quando invece, pensando che il latte stia diminuendo, si inizia a dare il biberon, beh allora il latte diminuisce veramente.

Questi due ormoni, insomma, bastano a spiegare quasi del tutto il meccanismo dell’allattamento, ma solo quasi… C’è un altro ormone che agisce localmente sulla secrezione del latte, e si chiama FIL (Feedback Inhibitor of Lactation, inibitore retroattivo dell’allattamento). Questo ormone è contenuto nel latte: se il bambino succhia molto, questo ormone viene rimosso e si produce più latte; se il bambino succhia poco, l’inibitore rimane all’interno del latte e quindi ne viene prodotta una minore quantità. Questo spiega perché, se un bambino per qualche tempo prende il latte solo da un seno, l’altro seno non ci scoppia, ma basta alleggerire la tensione svuotandolo solo un po': nel latte rimane l’inibitore del latte (che agisce su ciascun seno indipendentemente, a differenza della prolattina e dell’ossitocina), e quindi non ne viene prodotto di nuovo.

Ogni donna può produrre latte per due, tre o anche quattro bambini, e quindi anche avendo dei gemelli è possibile allattare tutti i bambini senza necessità di aggiunte!

Poi mi sembra importante ricordare che il bambino ha essenzialmente tre modi per interagire col seno e fargli produrre la giusta quantità di cui necessita: la frequenza delle poppate, la durata della poppata e la scelta se prendere un seno solo o entrambi ad ogni poppata. Questi tre modi servono al bambino anche per controllare la composizione del latte: infatti, il latte che esce nei primi minuti da quando il bambino inizia a ciucciare è più acquoso, e si modifica nel corso della poppata diventando più grasso. Quindi, un bambino che si attacca per pochi minuti troverà il latte meno grasso, che gli serve probabilmente per dissetarsi, se invece starà attaccato più tempo arriverà a prendere il latte più grasso, quello più “nutriente”. Se popperà di nuovo da quel seno dopo pochi minuti, uscirà ancora il “secondo latte”, se invece si attaccherà all’altro seno troverà il latte più “acquoso”, il “primo latte”. Ecco perché non si può limitare la poppata del bambino a 10 minuti (per di più ogni 3 o 4 ore), perché se il piccolo succhia lentamente non arriverà mai a prendere il secondo latte, e non crescerà abbastanza. E poi la madre inizierà a sentirsi dire che il suo latte non è abbastanza o che non è nutriente… passerà al latte artificiale e sarà l’inizio della fine… Basta lasciare il bambino libero di regolarsi sulla frequenza e la durata delle poppate, e non ci saranno problemi!

Insomma, l’allattamento è un meccanismo in parte ancora misterioso, e sicuramente molto affascinante; può essere molto facile allattare ma più spesso è difficile, perché le interferenze dall’esterno sono purtroppo ancora molte. Non so perché tante persone si impegnino così tanto a contrastare l’allattamento, ma penso che fornendo le giuste informazioni alla maggior parte delle mamme interessate si possa arrivare ad un giorno in cui allattare sarà di nuovo facile e molto diffuso!

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2 commenti su “Allattamento al seno: come funziona?
  1. Laura scrive:

    Ciao. Per la mia esperienza posso dire due cose. Uno: è vero, verissimo che moltissime persone ostacolano l’allattamento, a partire dal personale sanitario (specialmente i pediatri in ospedale) che non hanno problemi a “garantire” (dare la giunta in sostanza) appena una tabella li manda fuori dal seminato (il loro!). Due: anche se è raro non scoraggiatevi se vi fanno dare la giunta all’inizio e abbiate fiducia nel vostro istinto, può anche succedere che poi la giunta non sia più necessaria e non sempre è la fine dell’allattamento. Lo dico perchè x me è stato così. Il secondo giorno in ospedale mi dissero che la pediatra aveva prescritto la giunta per mio figlio (piccolo e anche un po’ debole); siamo stati dimessi senza giunta. Dopo altri 25-30 gg il nostro pediatra col mio benestare (importantissimo!!!) la ri-prescrisse perchè il piccolo era ancora troppo debole… La giunta l’avrà presa per 4-5 giorni poi è cresciuto con solo il mio latte fino a sei mesi! Adesso ha 7 mesi, prende ancora il mio latte e abbiamo cominciato lo svezzamento. Ah! E’ quasi 10 kg…
    Insomma, fate ciò che vi chiede vostro figlio e non fatevi intimorire come ho fatto io dai dottori degli ospedali che fanno di tuta l’erba un fascio. Vostro figlio è unico e voi siete le uniche che sapete cosa è meglio per lui! CREDETECI!!! Ciao ciao.

  2. Lucia scrive:

    Parole sante, Laura! Anche io credo che sia la mamma la persona che sa meglio di tutti (se ascolta se stessa e non le voci degli altri) cosa può andare bene per il proprio figlio, e anche se a volte non è facile “combattere” contro gli “esperti”, tutte noi possiamo farcela se ci proviamo un po’!

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