False credenze su come crescere i bambini

Nella nostra società continuano a sopravvivere strani miti e false credenze sui bambini, che sfidano il buon senso e la scienza. Devo ammettere che fino a non molto tempo fa anche io ritenevo ragionevoli molte di queste credenze, nonostante avessi studiato psicologia. Vale quindi la pena che ve ne racconti alcune:

Non bisogna tenere troppo in braccio i bambini e  bisogna prenderli in braccio solo quando è strettamente necessario. Si rischierebbe di “viziarli” e di ritardare il loro sviluppo psico motorio. In pratica, questi bambini avrebbero maggiori probabilità di diventare insicuri, troppo dipendenti dai genitori e di imparare a camminare più tardi degli altri.

I bambini non devono dormire con i loro genitori. Varie le motivazioni:

  • si “vizia” il bambino, per cui vorrà dormire con i genitori per anni e anni
  • si rallenta la loro crescita perché  si consuma l’ossigeno di cui hanno bisogno (questa strana credenza andava di moda quando ero bambino io)
  • non è igienico
  • avranno problemi di insonnia
  • avranno problemi psicologici (paure, insicurezze, ecc.)
  • si rischia di schiacciarli

Sempre in tema di sonno, i bambini “normali” dormono tutta la notte di filato. Non è chiaro da che mese sarebbe normale dormire tutta la notte, ognuno dice la sua. Comunque, se il vostro bambino non dorme tutta la notte di filato, allora dovete insegnargli a dormire, e qui ognuno ha le sue ricette.

In tema di allattamento si sente spesso dire che dopo un po’ di mesi (forse 6) il latte della mamma non è più nutriente, è solo acqua, quindi bisogna terminare l’allattamento per non pregiudicare la crescita del bambino. Allattare un bambino oltre l’ anno di vita non è comune nella nostra società, talvolta non è neanche benvisto. Mi hanno raccontato di una tirocinante medico che durante un confronto con colleghi medici e psicologi ha affermato che immaginare un bambino di 2 anni che si attaccava ancora alla tetta le “faceva senso”.

Questa è bella: bisogna far capire al bambino chi comanda.  Se non imponi la tua autorità fin dai primi mesi, il bambino diventerà un tiranno aggressivo e manipolatore, senza limiti, capriccioso, viziato e imporrà i sui capricci a tutta la famiglia. E’ quindi assolutamente necessario frustrare il bambino in modo che impari il prima possibile la disciplina e i propri limiti.

Quando un bambino piange non si deve consolarlo subito, ma bisogna lasciarlo piangere per un po’, perché così lo tempriamo. Inoltre il pianto è salutare perché apre i polmoni! Naturalmente non è buona cosa fare “troppe coccole” ai bambini, altrimenti diventeranno dei “mammoni” e rimarranno per sempre attaccati alle gonne e ai pantaloni dei loro genitori.

Ultima chicca: bisogna mandare i bambini all’asilo perché così si svegliano e imparano a socializzare. Certo, non perché non sapremmo a chi affidarli, dovendo tornare al lavoro; l’asilo serve a “svegliare” i bambini, insomma, un po’ come il vecchio servizio militare obbligatorio serviva a “svegliare” i giovani.

Queste sono solo alcune delle false credenze sui bambini, che ho appreso dai consigli e racconti di conoscenti, amici e parenti. Sono credenze tanto radicate nella nostra società, che persino alcuni medici, pediatri, psicologi, educatori, ecc. ce le raccomandano. In realtà non hanno alcun fondamento scientifico. Si fondano per lo più sul “mito” dell’indipendenza precoce dei nostri figli, ovvero sulla necessità di accelerare il più possibile il loro distacco dai genitori e dalla madre in particolare, in modo che vadano per il mondo forti e sicuri di sé.

La scienza e il nostro istinto,  però, ci dicono che per crescere bambini più sicuri e felici occorre dare loro affetto, attenzione e rispetto.

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15 commenti su “False credenze su come crescere i bambini
  1. Roberta scrive:

    eh si, ti sei scordato le più belle:
    – piangere rende gli occhi belli
    – allattare a lungo fa diventare i figli omosessuali
    – non bisogna portarli in braccio sennò non cammineranno mai (me l’immagino mia figlia a 17 anni che vorrà stare in braccio a me :-))
    – se non gli dai il pappone non si abituerà ai sapori

    quando mi ricordo altro lo aggiungo!

  2. Cricchi scrive:

    Cara MammaxMamma, sappi che ho appena pubblicato questo post sul mio profilo FB. Se non ti va, dimmelo che lo tolgo.
    Un salutone a te e alla piccolina!
    Cricchi (di PN)

  3. Anna scrive:

    Anche che bisogna allattare ogni 3 ore per permettere al bambino di digerire il latte, allattarlo a richiesta farebbe lavorare il suo sistema digestivo 24 h su 24 e non avrebbe pause. Mi ricordo specificatamente quando i primi mesi andavo dal pediatra, la prima domanda che mi veniva posta dopo i vari controlli di routine era. “Ogni quanto tempo mangia??” Se rispondevi che non lo sapevi venivi guardata di storto. E tutti a dirti che dovevi dare degli orari al bambino altrimenti sarebbe diventato pretenzioso e tiranno. Purtroppo la nostra società è contro ogni contatto con i nostri figli, con la scusa che così li si vizia troppo. Che tristezza!!

  4. Cristina scrive:

    Da poco ne ho sentito una “straordinaria”: non cambiargli subito il panno quando si sporca o si abitua…
    I bambini, è vero, sono molto abitudinari e questa particolarità, spesso, è diventata un’arma a doppio taglio…contro i pargoli naturalmente, perchè si è sempre cercato di fare i “comodi” dei grandi!
    Poveri frugoletti, se potessero parlare chissà quante ce ne direbbero! Ma in realtà comunicano benissimo i loro bisogni, basta metterci in ascolto e lasciar perdere chi non li ha mai voluti capire ;-)

  5. Lucia scrive:

    Grazie Cricchi! E grazie a tutte le altre per le preziose “chicche”!

  6. Massimo scrive:

    Devo dire che non sospettavo che esistessero così tante credenze bizzarre! Penso che dovrò aggiornare a breve questo post includendo i vostri contributi :-)

  7. Federica scrive:

    La cosa che più mi rattrista è sapere che la maggior parte della gente pensa “tutti fanno così (o mi hanno detto così), quindi deve essere fatto così”….. senza minimamente tener conto del proprio istinto di genitore e del proprio sentire (per non parlare della fiducia nei confronti del figlio…). Sfido io a trovare una mamma che non gli si spezza il cuore lasciando piangere il proprio cucciolo fino al vomito solo perché un “tale” ha detto di fare così per insegnargli a dormire nel suo lettino… Ma in tutto ciò dov’è l’istinto? Il cuore di mamma? Il buonsenso? …e questo è solo un esempio…tutti gli altri li avete già ampiamente citati.
    Io sono pro-bambino e finché la mia piccola mi comunicherà qualcosa cercherò di assecondare i suoi bisogni nel modo più dolce e protettivo che conosco: tramite l’amore. E se c’è bisogno, la lascerò poppare tutto il giorno, o la terrò in braccio fino ad avere il mal di schiena!!! (…che ho già!!!) ;-)

  8. Massimo scrive:

    Fortunatamente ci sono psicologi che cercano di sgombrare il campo da molte di queste false credenze. Ho da poco letto questo interessante articolo di Alessandra Bortolotti http://bambinonaturale.it/detail.asp?IDN=30539

  9. Federica scrive:

    Già, la nuova rubrica di Alessandra è davvero interessante e che offre un sacco di spunti su cui meditare…

  10. Grazie a tutti dei complimenti… se volete scrivermi le vostre esperienze sui fantomatici vizi dei bambini lo inserirò nella rubrica o nel libro che sto scrivendo…
    il mio indirizzo di posta è info@psicologiaperinatale.it

    Ciao!!

  11. Per Federica: ho inserito il tuo commento che inizia con “la cosa che più mi rattrista…” nel mio libro, spero non ti dispiaccia! Avrei bisogno di sapere come si chiama la tua bimba perchè ho firmato federica mamma di…
    me lo puoi comunicare urgentemente al mio indirizzo mail alessandrabortolotti@hotmail.com

    Grazie

  12. laura scrive:

    chiamerei una “diceria” qualsiasi convinzione basata su un nesso causale che da soggettivo viene fatto passare per oggettivo (con tutto il rispetto per la singola soggettività di ciascuno) e che soprattutto non é in alcun modo comprovabile in modo certo, essendo, appunto soggettivo.
    Ecco perché quelle che qui sono state elencate secondo me sono indubbiamente delle dicerie.
    Farei un’eccezione solo per l’ultima citata riguardante la Scuola dell’infanzia anche se direi “é meglio” e non “bisogna” mandare i bambini a scuola.
    Quelle che rimangono dicerie x lo stesso motivo di cui sopra sono le motivazioni per cui “bisogna” , come qui si dice, mandarli a scuola. Non perché si svegliano, ma perché si arricchiscono e si divertono.
    Soprattutto perché spesso le Scuole dell’infanzia oggi costituiscono un contesto multietnico.
    Quando si afferma una cosa secondo me bisognerebbe confrontarla sempre con sé stessi. Fermo restando che ciascuno ha diverse esperienze e visioni delle cose io personalmente se avessi scoperto che mia madre invece di mandarmi alla Scuola d’infanzia a divertirmi avesse scelto di tenermi in casa magari per soddisfare il suo ego e sentirsi “madre più madre” oggi la guarderei con occhi diversi.
    Non che si debba generalizzare una scelta di non mandare i figli alla Scuola d’infanzia e le motivazioni personali,dico solo che mi sarebbe mancato qualcosa di bello.
    Togliendo l’ultima sul discorso Scuola, per certi versi peculiare, le altre citate sono tutte sicuramente false credenze-dicerie.
    A voler essere del tutto oggettivi però secondo me, essendo questa la definizione di “diceria” più nelle mie corde allungherei l’elenco delle dicerie a tutte quelle altre convinzioni che non hanno nessuna possibilità di comprova materiale.
    -Se non partorisci in modo naturale ci saranno conseguenze sul tuo rapporto col bambino
    -se non allatti naturalmente ci saranno conseguenze sul tuo rapporto col bambino

    si potrebbe andare avanti all’infinito….cambiando le parole tra “se” e “ci saranno conseguenze sul tuo rapporto col bambino”.
    Diciamo che io interpreto così il disegno da sfondo qui al blog e x l’esattezza:
    -se spingi il bambino sul passeggino al contrario di quelle che ridono con la fascia sarai triste e grigia e come potranno non esserci conseguenze sul tuo rapporto col bambino?
    in effetti la cosa vera é che se una vive incaxxata coi figli ci sa fare poco, insomma però non riesco a fare a meno di trovare risibile che a scatenare un’insoddisfazione esistenziale sia un insignificante ma innocente affare di stoffa con le ruote il lega.

  13. Lucia scrive:

    Vorrei fare alcune precisazioni:
    1. La decisione di mandare o non mandare a scuola materna i propri figli può ave molti significati e sfaccettature, e trovo riduttivo dire che lo si fa per una scelta egoistica… So che hai fatto solo un esempio ma comunque il messaggio che passa è questo, e vorrei solo dire che ci sono diverse motivazioni che possono portare a prendere questa decisione, e non aggiungo altro perché ora non si parla di questo :)
    2. Il disegno che rappresenta questo blog non è semplicemente ciò che vedi tu, certo forse la prima cosa che viene in mente è questa, e infatti credo che appena potremo modificheremo la testata del nostro blog, visto che è stata oggetto di fraintendimento altre volte… È difficile rendere un’idea complessa con un disegno, quindi può essere spesso mal interpretata… Quello che avrei voluto comunicare, con questo disegno, è che la via naturale (gli alberelli che appunto richiamano l’idea di natura ed equilibrio) portano le mamme ad essere maggiormente serene, e spesso una madre serena è quella che si sintonizza sui bisogni del proprio bambino. I bisogni dei bambini sono quelli del contatto con la mamma, qui rappresentati dalle braccia e dalla fascia. Non ho assolutamente niente contro i passeggini, tant’è vero che li uso anche io, quotidianamente, naturalmente se è quando mia figlia è d’accordo :) Il senso è che spesso le mamme fanno ciò che viene detto loro di fare, senza ascoltare i propri bisogni e quelli dei propri bambini, quindi non si pongono neanche la domanda se ci siano alternative a ciò che viene loro proposto come modello “dominante”, in questo caso esemplificato dal passeggìno uguale per tutte… E queste mamme poco in contatto con il proprio istinto e il proprio bambino appaiono tristi e grigie proprio perché non si permettono di essere ciò che potrebbero essere. È troppo contorto? Spero che si capisca meglio il senso, comunque ripeto, appena sarà possibile daremo una nuova veste grafica al blog!

  14. laura scrive:

    infatti anch’io intendevo precisare mettendo quel commento perché sono molto felice dell’eseperienza del mio alla scuola d’infanzia (x esempio a me non mi piace chiamarla materna) ma non ho mai pensato di mandarlo perché “così si sveglia” ma x altri motivi pur avendo avuto anch’io le mie paure per come potevano comportarsi le insegnanti , per ovviare a questa cosa cerco di marcarle stretto anzi strettissimo ma lui non lo sa così può vivere la scuola in pace.
    Resta il fatto che per le insegnanti che mi sono capitate ho avuto solo un gran culo. :-)
    ma sicuramente non sono l’unica fortunata.
    cioé capisco la spiegazione del disegno.
    Forse quando qualcuno lo fraintende il fraitendimento nasce perché pensa che il contatto e la fusione con il proprio figlio prescinde da come lo porti in giro.
    comunque ti faccio i complimenti il tuo modo di fare permette davvero il dialogo tra idee anche estremamente diverse e non lo fanno tutti.

  15. Lucia scrive:

    Grazie Laura :)

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