Ciuccio sì, ciuccio no?

Quando Vera aveva circa due mesi, era iniziato un periodo “strano”, perché spesso succedeva che volesse ciucciare ma senza mangiare, cioè ciucciava ma si arrabbiava quando le arrivava in bocca il latte… lo avevo capito con certezza perché, se in quelle occasioni le offrivo da ciucciare il mio dito, lo faceva con gusto e spesso ci si addormentava anche. In quel frangente avevo pensato di comprare un ciuccio, e dopo giorni di riflessione lo avevo preso, un ciuccio tutto di gomma, senza parti dure. Una sera, aspettando il momento del “voglio ciucciare ma non voglio mangiare” avevo provato a darglielo. Lo aveva tenuto in bocca qualche secondo, poi lo aveva sputato. Ho riprovato qualche volta, ma senza insistere, e poi ho lasciato perdere. Per un momento vederla con in bocca il ciuccio mi era piaciuto, era carina e sembrava una bambolina, ma la sensazione che ho provato dopo, quando ho deciso di desistere, è stata di sollievo. Ho pensato “Bene, per fortuna mia figlia è più saggia di me e non l’ha voluto”. Ho capito che andava bene così, ed ero felice che non l’avesse preso. Dopo me ne sarei pentita sicuramente! Rimaneva però il problema del ciucciare senza mangiare… così abbiamo continuato a consolare Vera facendole succhiare il nostro dito, e come le piaceva! Per qualche mese è andata avanti così, quando era in auto, o quando non aveva fame ma voleva intrattenersi… Se non era quello che voleva, naturalmente non lo prendeva. E poi, quando è stata più grande (circa 4 mesi), semplicemente si metteva a ridere quando glielo offrivamo, non era più il caso e ce lo faceva capire così! Ora sono felice di come abbiamo agito, perché ci siamo fidati di lei e abbiamo superato anche questa piccola difficoltà, e non ci portiamo dietro il “peso” del ciuccio… Al prossimo figlio che avrò, se ne avrò, non lo offrirò mai.

Vi ho raccontato questa mia esperienza per farvi riflettere sull’uso di questo oggetto che, ormai, sembra essere parte di ogni neonato che viene al mondo. Come nelle bambole che si vendono nei negozi, non c’è neonato senza il suo succhiotto. Ma è proprio così necessario? È utile? Se ne può fare a meno?

Il ciuccio è stato inventato quando la mamme hanno iniziato a vivere troppe ore separate dai loro bambini, quindi è un sostituto della mamma, senza dubbio. È vero che i bambini hanno un grande bisogno di succhiare nei primi anni di vita, e forse il ciuccio è necessario per quei bambini che non vengono allattati al seno. In un mondo ideale, seguendo quest’idea, il ciuccio lo userebbero solo quei bambini che (per motivi seri) non possono avere il contatto col seno della mamma e devono essere nutriti col biberon. Ma se i bambini vengo allattati al seno, il ciuccio è proprio necessario? Vi dirò la mia, come sempre… Io credo che spesso non ci si ponga neanche l’interrogativo, perché tra tutti gli oggetti del “corredino” ci sono anche i succhiotti, e una volta che lo si ha a casa, lo si usa. In fondo, si può pensare, che male c’è? I lati positivi dell’uso del ciuccio li conoscete sicuramente, o li potete immaginare… il bambino si calma anche se non c’è la mamma, sta più tempo senza voler poppare, si intrattiene nella culla, forse riesce anche ad addormentarsi da solo, non si ciuccia il dito… Ma i contro? Beh, se vogliamo partire dall’allattamento, possiamo dire che l’uso del ciuccio nei primi 40 giorni di vita, così come l’uso del biberon, può creare confusione nella suzione, con tutti i problemi che ne derivano. Poi un neonato che usa molto il ciuccio può non crescere abbastanza, perché si consola col ciuccio quando dovrebbe poppare e ingerire latte. Inoltre, proporre il ciuccio ad un bambino significa creare in lui una dipendenza, la dipendenza da un oggetto che si protrarrà per mesi e anni. Sì, prima o poi tutti smettono di usarlo, ma spesso se il genitore decide che è giunta l’ora di sbarazzarsi dell’oggetto, per il bambino non è ancora il momento, e quindi nascono difficoltà per entrambe le parti. Io trovo che non sia giusto offrire al bambino un oggetto (perché chiaramente siamo noi che glielo offriamo, lui non sa che esiste e non può desiderarlo) e poi decidere che non deve averne più bisogno, quando secondo noi è abbastanza grande. Se si decide di aspettare il momento giusto per il bambino, il distacco dall’oggetto può essere molto graduale e il bambino sicuramente reagirà meglio, avendo il tempo giusto per lui per passare ad altro. Ma se devo dire proprio tutto, a me fa tristezza che i bambini vengano “iniziati” a questo tipo di dipendenza, quando avrebbero bisogno solo di più mamma! Certo, non sempre si può avere, non tutte le mamme sono mamme a tempo pieno, e quindi spesso si decide di dare il ciuccio in modo che i nonni, o chi segue il bambino quando la mamma lavora, possa essere facilitato nel compito. Ma perché allora non limitare l’uso del ciuccio a quando la mamma non c’è, in casi di emergenza, diciamo? Forse proprio perché alle volte è più facile dare il ciuccio che prendere in braccio il bambino e cercare di capire che cosa ci vuole comunicare col suo pianto… Spesso le mamme sono stanche, o continuano a sentirsi dire da altre persone che il bambino è troppo legato a lei, che deve saper aspettare di più tra una poppata e l’altra, che è “viziato”… e quindi pensano che non ci sia niente di sbagliato nel dare il ciuccio. Anche se io sono contraria al succhiotto, non penso che tutte le mamme dovrebbero farne a meno, per carità, ma vorrei solo che ogni mamma che lo usa fosse consapevole anche di questi aspetti che, se possono sembrare sciocchezze, in realtà non lo sono e meritano attenzione. Poi si può continuare benissimo ad usarlo, ma almeno in modo consapevole, dicendo “Io lo uso perché…”, e non dando per scontato che ogni bambino debba averlo e basta!

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14 commenti su “Ciuccio sì, ciuccio no?
  1. Marlene ha detto:

    la mia piccola, semplicemente invece del mio di dito ha cominciato a ciucciarsi il pollice, il che all’inizio era tenero ora invece è drammatico, non la posso piu vedere con il pollice in bocca e non so come farla desistere. Si addormenta solo ciucciandosi i dito. Di succhiuttio ne ho comprati a iosa ma non ne ha voltuti. che devo fà?

  2. Lucia ha detto:

    Ciao Marlene, quanto ha la tua piccola? La allatti? Anche senza sapere le risposte a queste domande, ti direi questo: se la tua piccola si succhia il dito, direi che ne ha bisogno. Senza andare a chiedersi perché lo fa, mi concentrerei sul fatto che per lei in questo momento è importante, e ne ha bisogno. Se non vuole il ciuccio, direi un problema in meno. Non proporglieli più e dimenticati che esistono. Per il dito immagino che sia fastidioso, ci sono forse dei metodi “duri” per farla desistere ma io penso che non siano leciti. Se si succhia il dito c’è un motivo, forse le manca il contatto col seno, i bambini hanno bisogno di ciucciare per i primi anni, e ognuno trova la cosa che preferisce ciucciare. Credo che crescendo troverà altri modi per consolarsi e piano piano si dimenticherà di questo modo, ma bisogna avere molta pazienza e provare forse, se lei è d’accordo, a introdurre un’altra modalità per fare la nanna… ma si succhia il dito solo per dormire o anche in altre occasioni?

  3. barbara ha detto:

    Ciao, trovo molto interessante questo articolo. Ora commento da mamma e da exbimba. partiamo da me: ero una ciuccia-dito felice!! Non ho mai preso il ciuccio, avevo il mio fantastico pollice sinistro. L’ho succhiato a lungo, molto a lungo, e lo ricordo con tenerezza. Usavo il mio ditone soprattutto quando ero stanca, o avevo bisogno di rilassarmi.. e la mia meravigliosa mamma ha sempre assecondato questa naturale modalità che da sola mi ero scelta. Crescendo, lo succhiavo solo la sera, se stanca, poi naturalmente ho smesso, ma senza che nessuno me lo facesse pesare o mi prendesse in giro. Infatti ho solo ricordi belli, ed un palato perfetto.. nonchè il dito dritto. Concordo con Lucia, il dito come relax o il dito come consolazione di qualcosa che manca? Chiediamoci questo, così come per il ciuccio, e potremo vivere serene le esperienze dei nostri cuccioli. La mia bimba usa il ciuccio, ora che ha due anni con estremo piacere, mentre per i primi otto mesi di vita non lo considerava molto, aveva il mio seno. Io sto molto attenta a “non chiuderle la bocca con il ciuccio”, non glielo dò mentre gioca, mentre sta con me e papà di giorno. Lei lo chiede, però io cerco di darle tutte le esperienze di vita (gioie, litigi, sgridate, coccole, ecc..) che magari il succhiotto in bocca frustraerebbe. Col ciuccio infatti lei non chiede nulla più e io non apprezzo questo perchè mi mette a disagio, così glielo offro soltanto la sera o prima della nanna pomeridiana, quando lei che non ha il ditone, il mio seno, desidera il compagno di nanna. Cosa dire in conclusione? che secondo me i piccoli sono emotivamente estremamente intelligenti, e noi dobbiamo aver voglia e forza per ascoltarli.. ciuccio, dito o seno devono avere un significato positivo, che non sotituisca qualcos’altro.

  4. Lucia ha detto:

    Grazie Barbara… Hai ragione quando dici che qualsiasi sia la consolazione che chiedono i nostri bimbi, non la si usi come tappo, fosse anche il seno. Mi fa piacere che tu sia stata rispettata da bambina con il tuo pollice in bocca, purtroppo credo sia un evento raro! Ma questo non può che darti fiducia che il distacco della tua piccola dal ciuccio potrà avvenire col rispetto dei suoi tempi… credo che questa sia la cosa più importante!

  5. Federica ha detto:

    Leggere la vostra storia mi è sembrato di sentire la nostra!! anche sophie, a 2 mesi, ciucciava ma non voleva mangiare e il nostro dito è stato un gran sostituto del seno in questo periodo! E anch’io, per 1 settimana, sono ceduta alla tentazione del ciuccio….poi per fortuna Sophie mi ha rinfrescato le idee sputandolo!!
    come dici giustamente tu, il ciuccio rientra nelle “cose da prendere” quando nasce un bimbo…ma solo per alimentare il business che c’è dietro il mondo del bambino, non di certo per aiutare il bambino…
    ma questa è solo la mia opinione!

  6. Lucia ha detto:

    Cara Federica è anche la mia opinione!

  7. Anna ha detto:

    Ricordo che quando è nato Lorenzo, tra i tanti regali ricevuti, mi sono stati dati 2/3 ciucci con la frase. “vedrai come ti saranno utili”. Devo dire che anch’io come Lucia ho ceduto alla tentazione di provarlo ma Lorenzo che fin da piccolo è sempre stato un tipetto deciso, me lo sputava dopo 2 secondi. Ho riprovato una seconda volta e al suo secondo rifiuto l’ho messo via. Non ho più cercato di dargli questo sostituto artificiale della mamma che più che consolarlo sembrava innervosirlo e infastidirlo. Preferiva di gran lunga stare tra le mie braccia e quando non aveva fame si succhiava la lingua facendo la bocca a cuoricino. Ora che ormai ha due anni, ho notato che quando ha sonno e vuole andare a dormire comincia a fare la bocca a cuoricino per farmi capire che vuole rilassarsi e andarsene a letto. Devo dire che anch’io ringrazio il fatto di non doverlo “svezzare” dal ciuccio e quando era più piccolo e lo vedevano senza ciuccio, mi sentivo dire frasi del tipo, così lo abitui male perchè devi stare ai suoi comodi. Frasi e persone che ho sempre deliberatamente ignorato forte delle mie convinzioni e dell’amore smisurato per il mio bambino. Pensate che ora che è cresciuto sono le stesse persone che mi dicono, beata te che non devi lottare per togliergli il ciuccio. Roba da pazzi…purtroppo la società ci abitua ad immagini in cui vicino ad un bambino c’è un ciuccio o un biberon e per molte questa è la normalità.

  8. Laura ha detto:

    Ciao a tutti! Luca ha quasi sette mese ed è allattato al seno a richiesta. I primi due mesi sono stati duri per tanti motivi tra cui il fatto che volesse stare attaccato anche sei ore a fila (lo so, probabilmente qualcosa non andava nell’attacco al seno…). Verso i tre mesi ho cominciato a notare che tendeva a mettersi il dito in bocca. Anche se Barbara ha un pollice ed un palato perfetto ho idea che il dito sia un vizio uguale al ciuccio in quanto è una consolazione e che può portare danni, specialmente al palato… inoltre il dito non si può decidere di toglierlo… Cerco di dare a Luca il ciuccio solo quando deve dormire o quando è molto agitato, ma provo quasi sempre prima a calmarlo io e poi ad offrirgli il seno; se non funziona allora gli do il ciuccio. Mi trovo bene così per adesso e la mia opinione è che se un oggetto, come può essere il ciuccio, aiuta a non diventare pazzi per calmare un bambino e aiuta lui a non diventare isterico allora ok così. E comunque, ogni tanto, anche Luca preferisce il mio dito e io glielo do… insomma, ciuccio sì, con cervello e sempre ascoltando il bambino, che ha bisogni e richieste sempre diverse! Ciao.

  9. Federica ha detto:

    Ciao! In base a questo argomento vorrei citare un punto (4.14) delle raccomandazioni standard per l’Unione Europea presente nel documento intitolato “L’alimentazione dei lattanti e dei bambini fino a tre anni” (scritto da pediatri, ostetriche, consulenti per l’allattamento al seno, nutrizionisti ed esperti dell’Italia e dell’UE) che dice:
    “il neonato sano e a termine non ha bisogno di usare il succhiotto (ciuccio); non c’è nessuna dimostrazione che questo comporti dei benefici nel primo mese di vita. Per un neonato è però normale, di tanto in tanto, occupare del tempo a succhiare il seno senza mangiare o per trarne conforto.”

  10. Lucia ha detto:

    Infatti Federica… Il documento che citi è anche nei link del blog, credo che sia un documento che bisognerebbe conoscere a fondo… grazie per avercelo ricordato! Credo che anch’io andrò a dare una ripassatina… Un bacio!

  11. Laura ha detto:

    Grazie Federica x la tua citazione ma credo che un blog dovrebbe servire più che altro x condividere esperienze personali… Tu come ti sei comportata, sei riuscita a non usare il ciuccio coi tuoi figli? E come hai calmato le loro crisi di pianto? io a volte riesco davvero solo col ciuccio… Sono io che sbaglio qualcosa forse? Ciao ciao.

  12. Cristina ha detto:

    Anche io, quando ero ancora “senza arte e ne parte” (ora ho la mia piccola grande esperienza di mamma), pensavo che i bebè fossero qui deliziosi batuffolini con il ciuccio in bocca. Così, quando, anzi prima che nascesse il mio batuffolo, ho provveduto all’acquisto del ciuccio.
    In tutta verità, già dalla prima volta che ho provato a infilargli il ciuccio in bocca ho provato uno strano senso di fallimento. Era si tanto carino Ale con quel oggetto grande grande che quasi ricopriva tutto il suo faccino, ma non mi convinceva.
    Ale lo teneva qualche secondo, poi, senza scomporsi più di tanto, lo rigettava e io mi sentivo quasi fiera di lui…e così gli offrivo il mio seno e ci sentivamo entrambi appagati.
    Portavo il ciuccio anche nelle uscite fuori porta pensando “non si sa mai”, poi sistematicamente non serviva mai.
    Quando Ale ha iniziato a tenere gli oggetti tra le mani ha apprezzato il ciuccio come un qualsiasi altro gioco con il quale trastullare le sue gengive, girandolo e rigirandolo tra mani e bocca, mai tenendolo per il verso giusto!
    Questa è la nostra esperienza.
    Quando il mio bimbo ha bisogno di conforto ci sono io e il mio seno.

  13. Lucia ha detto:

    Un blog serve per raccontare esperienze personali ma non solo! Credo che fare qualche citazione “ufficiale” ogni tanto non guasti, anzi… Come sai anche io e Vera ce la siamo cavate senza ciuccio, come ho scritto nel post, con l’aiuto del dito (per pochi mesi) e poi del seno, ancora adesso… Credo che, come per tutte le cose, quando iniziamo ad usare un oggetto poi spesso ci sembra di non poterne più fare a meno… ma se si vuole (e sottolineo il SE) credo che si possano trovare altre strade… Detto questo, credo che ogni mamma debba fare il suo percorso, e quindi mi viene da dirti che se trovi comodo e soddisfacente l’uso del ciuccio con Luca, continua ad usarlo, ma come hai scritto solo in casi di vero bisogno… Magari potresti limitarlo alle tue assenze, se ci sei tu hai lo strumento che sicuramente Luca adora di più, il seno e tutto l’abbraccio della sua mamma!

  14. Federica ha detto:

    Ciao Laura! Condivido quando dici che un blog serve per raccontare le esperienze personali, ma l’altro giorno mi è capitato il documento per mano e rileggendolo ho trovato il punto citato e ho pensato che a qualcuna potesse interessare…come mi sono comportata con la mia piccola Sophie l’ho scritto pochi commenti più sopra. Non condanno il ciuccio e non condanno le mamme che lo usano, ci mancherebbe! Una volta la mia ostetrica ha detto a mia sorella, tentata ad usare il ciuccio, che non si deve sentire male se glielo da, perché anche quella potrebbe essere una soluzione per “sopravvivere”! quindi se il tuo Luca è abituato a consolarsi così e a te va bene, non credo che tu abbia sbagliato nulla! Magari cerca di limitarne l’uso! Un abbraccio!

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