L’inizio del legame madre bambino

Quando nasce un bambino, nasce anche una madre, e soprattutto nasce una nuova relazione d’amore, che era iniziata 9 mesi prima, e che si era alimentata durante tutta la gravidanza. Il feto e la madre danzano all’unisono per mesi, respirano insieme, mangiano insieme, dormono insieme, vivono le stesse sensazioni… Alla nascita, il cordone che li unisce è la prova che per mesi sono stati una cosa sola, ma anche quando essi vengono separati fisicamente, la loro unità continua ad esistere. Non c’è più il grembo materno, ma ci sono le braccia e il seno della mamma, il suo abbraccio, la sua voce, il suo odore familiare. Il bambino sa che è lì con la sua mamma, con il suo mondo intero. Appena nato, quando se la sente di aprire gli occhi e guardare colei che ha davanti, la conosce per la prima volta, ma già la riconosce. Madre e figlio si guardano, si annusano, si toccano, si sentono… È come se si conoscessero da sempre, ma si devono studiare… Tutte le fantasie della mamma scompaiono, lì davanti c’è il bambino reale, è proprio suo figlio, e non poteva essere diverso!

Le prime due ore dopo il parto sono di importanza fondamentale per la formazione del legame tra la mamma e il suo piccolo, perché è proprio in quel periodo che avvengono importanti cambiamenti fisici, emotivi e psicologici. Il bambino inizia ad adattarsi alla nuova vita, a nutrirsi al seno e a garantirsi così la sopravvivenza; la mamma riconosce il suo bambino, lo attacca al seno per sentirlo ancora unito a sé, per nutrirlo e per iniziare ad amarlo in modo totale.

Dietro a tutto ciò, ci sono alcuni importantissimi ormoni. L’ossitocina, al suo picco più alto mezz’ora dopo la nascita (se la madre viene lasciata tranquilla e in contatto pelle a pelle con il bambino) predispone all’allattamento, aumenta la temperatura corporea per tenere caldo il piccolo, e favorisce l’innamoramento tra i due. Inoltre, favorisce il distacco della placenta e riduce le perdite di sangue. L’adrenalina fa sì che l’immagine del bambino sia stampata per sempre nella mente della madre e favorisce l’imprinting; nel bambino succede la stessa cosa: in lui rimangono impressi in modo indelebile tutti gli stimoli che riceve in questo periodo critico. Le endorfine aumentano la sensazione di benessere, favoriscono il legame, e fanno sì che la madre ricordi con piacere l’esperienza del parto. La prolattina agisce sulla produzione del latte e sul comportamento di accudimento, stimolando l’istinto di protezione.

Con queste premesse, viene da chiedersi perché spesso questo periodo unico e irripetibile nella vita di ogni individuo venga sistematicamente disturbato, con molte ragioni mediche e non. Anche solo fare il bagnetto al neonato, in questi primi momenti, oltre a non essere necessario (si potrebbero aspettare ore o anche giorni!), è pericoloso perché espone il bambino a rischio di infezioni. Il bambino nasce sterile, ed è auspicabile che venga in contatto prima di tutto con i batteri della madre, per cui possiede gli anticorpi. La colonizzazione batterica (con i batteri della mamma!) è importante per la prevenzione delle infezioni intestinali, urinarie, della cute e delle mucose.

Insomma, le primissime ore successive al parto sono il periodo più sensibile per lo stabilirsi di un rapporto intimo e profondo, in cui la madre e il bambino si sintonizzano in un dialogo che inizia dal contatto corporeo e si sviluppa in un linguaggio unico e specifico.

Ogni madre, se il bambino è sano, ha diritto a tenerlo con sé, per tutto il tempo che servirà, per essere soddisfatti entrambi. Non c’è nessuna legge che indichi la necessità di una visita pediatrica precoce, e ai regolamenti interni degli ospedali si può scegliere di non aderire. Questo periodo così importante e così breve nella vita di tuo figlio e nella tua non tornerà mai, non permettere che vi venga tolto!

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5 commenti su “L’inizio del legame madre bambino
  1. Massimo ha detto:

    Può sembrare strano, ma questa fase così importante per il costituirsi di un sano legame tra madre e bambino non viene disturbata così spesso solo nelle società occidentali. In quasi tutte le culture sono diffusi riti e credenze che, in qualche modo, tendono a separare la madre dal suo bambino fin dai primi istanti dopo la nascita. Prendiamo, ad esempio, le credenze relative al colostro. Alcune popolazioni dell’Asia, dell’Africa, delle Americhe e dell’Oceania considerano il colostro quasi un veleno, altre cercano comunque di limitarne l’assunzione. Benché le virtù del colostro siano state scientificamente dimostrate, in occidente, spesso, si trovano le ragioni più disparate per separare precocemente il neonato dalla madre e ritardare la prima poppata.

  2. Roberta ha detto:

    Ho pensato molto prima di scrivere, perché a noi il legame iniziale, quei primi momenti insieme, ci sono mancati. Mi sono interrogata mille volte se le scelte fatte per il mio parto hanno complicato ed inficiato quegli istanti, se le cose avrebbero potuto essere diverse, se non mi fossi fidata e avessi evitato e induzioni, se, se, se… nessuno potrà mai rispondermi, e nessuno potrà mai darmi indietro il primo sguardo di mia figlia, che non è stato mio ma di un’estranea operatrice ospedaliera. Amavo mia figlia ma non riuscivo ad innamorarmene, avevo paura di rimanere da sola con lei, non riuscivo ad allattarla, mi sentivo inadeguata, incapace, non voluta. Il periodo del puerperio in genere è davvero delicato, per il bambino e per la mamma. Le culture più pacifiche e meno belligeranti sono quelle dove il rapporto madre-neonato è più tutelato nella sua naturalità. Io consiglio di leggere “Il concetto del continuum”.

  3. Lucia ha detto:

    Roby, mi dispiace molto per quello che ti è stato tolto, il diritto di abbracciare tua figlia appena uscita dal tuo grembo… Credo che sia inutile interrogarsi e forse accusarsi ora su cosa è successo al parto… Penso che la colpa non sia mai delle mamme, ma di tutto il sistema che sta intorno alla nascita, che come sai viene molto medicalizzata e sembra sempre che si debbano fare mille cose per “aiutare” la mamma a partorire e il bambino a nascere… Bisognerebbe proprio cambiare tutto, con la consapevolezza che le donne (tranne in caso di alcune patologie) sono state fatte per poter dare la vita, che la nascita è un processo in cui non bisogna quasi mai intervenire e che non bisognerebbe mai (sempre tranne in caso di patologia) disturbare il primo contatto tra mamma e bambino. Quando cambieranno queste cose, spero tra poco tempo, grazie ad una nuova generazione di uomini e donne nate senza traumi e nel rispetto, e che quindi si comporteranno nello stesso modo tra di loro e con la Natura, potremo iniziare a pensare di vivere sul nostro pianeta ancora per tanto tempo, sempre che non sia troppo tardi… Roby ti abbraccio forte…

  4. FEDERICA ha detto:

    CIAO, IL MIO PRIMO SGUARDO CN LEO E STATO BELLISSIMO ANCHE SE ERO SFINITA, ME L’HANNO LASCIATO 2 ORE ADDOSSO SPORCO SENZA FAR ENTRARE NESSUNO A DISTURBARCI (TRANNE IL MIO COMPAGNO)CHE PERO PER 2 ORE NN HA TOCCATO IL BAMBINO PERCHE GIUSTAMENTE DOVEVA STARE CON ME, LEONARDO SI E ATTACCATO SUBITO IO LO GUARDAVO E NN CI CREDEVO CHE ERA MIO. E BASTATO UNA SGUARDO UN SECONDO PER AMARLO PIU DI QUALUNQUE PERSONA AL MONDO SXO PER LUI SIA STATO LO STESSO NEI MIEI CONFRONTI NN CI SIAMO MAI SEPARATI NEMMENO PER UN ISTANTE SOLO PER IL PRIMO BAGNETTO PERCHE ERO PIENA DI PUNTI E NN RIUSCIVO A CAMMINARE. POI PER OGNI PRELIEVO PORTAVO IO LA CULLETTA AL NIDO ASPETTAVO IL PRELIEVO E LO RIPORTAVO IN CAMERA NN L’HO MAI PERSO DI VISTA…HO FINALMENTE TROVATO IL VERO AMORE .

  5. Lucia ha detto:

    Federica, sono davvero felice che il vostro primo incontro sia stato bello, che vi abbiano lasciato il tempo per conoscervi, per stare a contatto, in questo primo e importantissimo periodo di vita fuori dall’utero… Sono sicura che anche per il tuo piccolo è stato davvero importante!

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