La nascita integrale (Lotus Birth)

Di che cosa si tratta? Praticamente significa tenere attaccata la placenta al neonato, anche dopo il parto, non tagliando il cordone ombelicale e lasciando che esso si secchi spontaneamente e si stacchi da solo. Secondo questo approccio, al bambino viene lasciato il tempo per decidere quando lasciare la placenta, e cioè per adattarsi al nuovo mondo di cui fa parte.

E’ stato notato come i bambini ancora collegati alla placenta dopo la nascita siano molto sensibili ad ogni manipolazione di quest’ultima: per esempio, se si tocca la placenta mentre il bambino dorme, questi sussulta. Questo dimostra l’esistenza di una forma percettiva all’interno del cordone. Oltre ai benefici derivati dal non tagliare il cordone subito dopo la nascita (maggior afflusso di sangue al bambino, che significa meno problemi di respirazione, migliore ossigenazione, minor bisogno di trasfusioni), si aggiungono i benefici del tenere la placenta insieme al bambino. Dopo il miracolo della nascita del bambino, infatti, con la nascita integrale si prolunga la sensazione di quiete e di raccoglimento che ogni nascita richiederebbe, e si ha la sensazione di trovarsi “tra due mondi”: si respira e si sente sulla propria pelle la transizione che il bambino effettua dal mondo precedente a quello attuale, quello della sua esistenza fisica… In questo periodo, non a caso, si attivano nel neonato il tratto digerente e il sistema escretivo, che erano funzioni della placenta. Inoltre, sembra che i bambini nati con Lotus Birth siano particolarmente sereni, e che una volta adulti si sentano completi, integri, e non perennemente alla ricerca di quel “qualcosa” che sembra sfuggire alla maggior parte delle persone… Sarà perché è stato lasciato loro il tempo necessario per “venire al mondo”? A me sembrano dei buoni motivi per tentare, vista la semplicità del tutto. Se anche decidete di andare a partorire in ospedale o se addirittura venite sottoposte a cesareo, il Lotus Birth è comunque possibile.

Come fare praticamente? Beh in realtà non c’è molto da fare… Una volta nato il bambino e uscita la placenta, quest’ultima verrà messa a scolare dentro un comune colapasta, posto dentro un catino, accanto al bambino, e per 24 ore può rimanere semplicemente lì dentro. Si può poi lavare la placenta con acqua tiepida, togliendo ogni incrostazione residua di sangue e asciugandola poi con un panno, tamponandola appena. Si deve poi avvolgere la placenta in un panno assorbente (anche un pannolino lavabile, per esempio) da cambiare ogni giorno; alcuni la cospargono di sale per assorbire l’umidità. La distanza tra il bambino e la placenta deve essere tale che il cordone non rimanga teso, e ogni qualvolta si solleva il bambino si deve fare attenzione a non dare strattoni al cordone. Il bambino potrà venire coperto con un indumento ampio, come per esempio una camicia da notte con bottoni sul davanti, e piuttosto che avere pannolini troppo stretti, si consiglia di adagiarlo su una serie di pannolini, che sarà più facile cambiare. Quando il cordone si seccherà si può inumidirlo appena per ridargli la sua forma, ma si seccherà nuovamente. Il cordone si staccherà dopo un periodo di tempo che va da 3 a 10 giorni.

Informazioni tratte dal libro “Lotus birth: il parto integrale. Nati con… la placenta!” di Shivam Rachana, ed. Amrita

Per maggiori informazioni www.lotusbirth.it/

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11 commenti su “La nascita integrale (Lotus Birth)
  1. Mamma new ha detto:

    E’ un argomento affascinante ma vorrei solo in punta di piedi ricordare che la donazione del sangue del cordone ombelicale è per alcune patologie una cura.

  2. Lucia ha detto:

    Hai ragione, è vero, ma quante persone lo fanno? Non conosco l’iter burocratico che bisogna seguire per poter donare il sangue del cordone ombelicale, ma non credo che sia una scelta così frequente. Al di là del Lotus birth, io sceglierei comunque di aspettare che il cordone smetta di pulsare, per tutti i benefici che ne trae il bambino, mentre per donare il sangue del cordone quest’ultimo deve essere clampato e tagliato immediatamente.

  3. marica ha detto:

    Non so bene quante persone fanno la donazione del cordone ma so per certo che se il cordone è bello le ostetriche o il ginecologo chiedono il permesso di donarlo ai genitori.
    Per le regole dipende da ospedale ad ospedale.
    Certamente aspettare di tagliarlo anche solo per qualche minuto è consigliabile ma nei grandi ospedali in genere non lo fanno. Purtroppo si intasano i grandi ospedali (per esempio il sant’anna di torino) in nome della sicurezza anche quando la gravidanza è fisiologica.

  4. Laura ha detto:

    Non è così semplice ovunque donare il sangue del cordone. Ti parlo del versilia (ottimo ospedale, davvero all’avanguardia per moltissime cose). Mi ero informata anche io ma chiedevano una visita preventiva al centro trasfusionale e poi non era possibile donarlo se: ti si rompono le acque (mio caso), fai il cesareo, partorisci in acqua, hai il tampone positivo… Insomma un mucchio di problemi… E in più mentre sei lì che partorisci ti devi anche ricordare di dirglielo! Sicuramente nessuno ti chiede se lo vuoi donare. Inoltre deve esserci una certa calma (se c’è un cesareo in corso e il gine è di là non si può donare perchè ci vuole la sua supervisione). Poca organizzazione e nessuno delle ragazze che hanno fatto il corso con me l’ha donato…

  5. Mamma new ha detto:

    Sulle difficoltà non saprei… io ho partorito un anno fa al Sant’Anna di Torino e il cordone l’ho donato.
    Certo, il Sant’Anna è il centro di riferimento per il Piemonte per la donazione del cordone, ma devo dirti che le difficoltà sono state molto inferiori a quelle che ci avevano preventivato. Non ho dovuto aggiungere analisi (il tampone te lo fanno fare lo stesso), ho compilato un modulo e ho ricordato di voler donare al momento del parto.
    La sensazione di sapere che il tuo piccolo appena nato sia stato così generoso è davvero bella!!

  6. Lucia ha detto:

    E perché rifiutare al bambino un po’ di sangue in più, un po’ di tempo in più per adattarsi alla nuova vita, al nuovo modo di respirare? E’ altrettanto bello (se non di più) regalare questo privilegio al proprio bambino, essere generosi con lui per permettergli di iniziare la vita nel miglior modo possibile!

  7. Federica ha detto:

    Alla fine della gravidanza io e il mio compagno abbiamo “sentito” il bisogno di fare il Lotus a Sophie. E così è stato. E’ nata lei, bellissima e sveglissima, e dopo 20 minuti è nata la sua sorella plancenta. L’abbiamo lavata ed asciugata, profumata con olio essenziale di lavanda, quindi avvolta in un panno assorbente e infine avvolto le 2 creature in un unica coperta. Dopo 5 giorni Sophie ha deciso di salutare la sua placenta e l’ha fatto con un sospiro… da quel momento è stato come se si fosse in un certo senso “svegliata”: i suoi occhi erano più presenti, più… in questo mondo. Un passaggio dolce, lieve e che ha rispettato del tutto i suoi tempi e i suoi bisogni.

  8. Lucia ha detto:

    Credo che Sophie sia una delle pochissime bambine fortunate nate con questo “rito”… Hai voglia di dirci meglio, vista la tua esperienza diretta, se è stato difficoltoso gestire i primi giorni con la piccola che era collegata alla placenta?

  9. Federica ha detto:

    Ciao Lucia! Certo, è un piacere risponderti! Ti dirò…non è stato difficile gestire la piccola una volta che la placenta e la bimba sono state avvolte insieme nella stessa coperta. Erano come un tutt’uno e quindi non ci si accorgeva della placenta, se non per il peso che ovviamente era un po’ più alto rispetto alla sola bimba (di circa mezzo chilo). Nei momenti del bagnetto quotidiano o del cambio pannolino la placenta la mettevamo in parte, facendo attenzione a non tirare il cordone, e cambiavamo la piccola. Poi toccava alle cure della placenta e quindi le cambiavamo il panno assorbente e la cospargevamo di olio essenziale alla lavanda. Quindi le avvolgevamo di nuovo insieme in un asciugamano e poi nella coperta. Tutto qui! E’ solo questione di prendere la mano!

  10. Lucia ha detto:

    Grazie Federica per averci raccontato la tua esperienza, credo sia molto preziosa! E come immaginavo non è niente di particolarmente difficoltoso… Ti nominiamo esperta del Lotus, se abbiamo qualche domanda particolare la faremo a te! Un bacio

  11. Federica ha detto:

    🙂 domande a cui sarò felice di rispondere!! Un bacio a te!

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