13 commenti su “Il piano del parto
  1. Massimo scrive:

    Il compagno, all’occorrenza, deve insistere ed impuntarsi affinché vengano concretamente rispettati tutti i punti del piano del parto. Non è facile, perché in quelle circostanze medici e responsabili di reparto rappresentano l’autorità e dovrebbero essere le persone che “sanno cosa è meglio fare”. Il problema è che non sempre si tratta “del meglio” per i genitori e il bambino. Insomma, se non emergono evidenti complicazioni mediche, bisogna sforzarsi di far rispettare il più possibile il piano del parto.

  2. Lucia scrive:

    In effetti non è facile anche perché i medici spesso ricorrono al “terrorismo”, e noi “pazienti” non possiamo che affidarci a loro sperando che davvero sia la cosa migliore… Oltre al piano del parto, quindi, suggerisco di arrivare informatissimi su tutto ciò che è possibile riguardo al parto, in modo da poter controbattere in modo efficace e da poter avere gli strumenti giusti per poter decidere se accettare o meno i trattamenti che vengono roposti dall’équipe medica.

  3. Laura scrive:

    Ho partorito il 25 giugno scorso e il mio parto è stato molto simile a quello descritto nel piano… Mi ritengo quindi molto molto fortunata! L’ unico punto non rispettato sono “non voglio che mio figlio riceva glucosata” (gliela davano x farlo stare fermo quando lo pesavano o lo visitavano…). Per il resto non facevano niente senza chiedermelo e hanno permesso tutto ciò che è “consigliato” nel fac-simile sopra. Inoltre persone competenti, pazienti e, soprattutto, capacissime di ascoltare i miei bisogni e quelli di mio figlio. Ah, ho partorito all’Ospedale Versilia di Lido di Camaiore! Ciao, Laura!

  4. Paola scrive:

    Leggendo rivivo con sofferenza il mio parto. Avevo scelto una struttura fidandomi dell’ostetrica del corso preparto che ci diceva che seguivano metodi naturali (esattamente quanto descrivi). Noi abbiamo anche voluto prendere la stanza singola a pagamento perché mio marito potesse restare con me sempre, anche di notte, una bella spesa ma che abbiamo fatto con gioia. Purtroppo la bimba ha ritardato e a 40 settimane +10gg mi hanno ricoverata per fare l’induzione, avrei dovuto rifiutarmi, la bimba aveva un ottimo battito e dall’ecografia si vedeva che aveva ancora liquido… Ma ero provatissima, ai tracciati più volte mi avevano detto che se non entravo in Travaglio probabilmente nel mio inconscio c’era qualche timore, scemenze, ma in quel momento ci ho creduto, ho pensato che qualcosa non andasse in me e così mi sono ricoverata. Il primo giorno olio di ricino, che non è servito a nulla se non a indebolirmi, il secondo giorno gel di prostaglandine, alla seconda somministrazione inizio a soffrire come un cane, mi attaccano al tracciato ma la macchina non rileva le contrazioni. Chiunque avrebbe capito che stavo travagliando e anche molto ma la macchina conta più di quello che dico, delle mie preghiere di staccarmi per potermi mettere in una posizione più comoda. Ostetrica e, quando passa, ginecologa mi prendono in giro perché faccio storie per dei “dolorini”. Io dubito di me e penso che se il travaglio è peggio di così non ce la faró.. Finalmente dopo quattro ore mi visitano: ero già a 8 cm di dilatazione! Nessuno mi chiede scusa per non aver capito, mi dicono che entro un’ora avrei potuto iniziare a spingere, chiedo di usare lo sgabello svedese (ero andata a visitare la sala parto settimane prima per preparami), ma mi dicono di no senza motivare. Mi fanno mettere sul lettino della sala parto mentre sono presenti 6-7 persone tra infermiere, ostetriche, pediatra e altre che chiacchierano della spesa mentre io cerco di concentrarmi e spingere implorando l’ostetrica di aiutarmi sostenendo il perineo. Quando vedo armeggiare dico “non fatemi l’episiotomia subito, aspettiamo di vedere se mi lacero molto”, non mi rispondono. Quando sto per cedere una ginecologa mi “aiuta” spingendo la bambina e finalmente nasce! Me la danno in braccio ma subito la portano via e mi dicono che devo secondare, iniziano a schiacciarmi la pancia e lì mi arrabbio, avevo bisogno di un attimo di respiro, urlo “ma che fretta c’è?” mi dicono che devono fare in fretta a ricucirmi perché la ferita Dell’episiotomia sta sanguinando molto, per cui secondo e subito mi ricuciono senza anestesia. Dimenticavo che mi avevano pure messo una flebo di ossitocina anche se avevo chiesto di no e me l’hanno lasciata tutta la notte impedendomi di dormire!
    Dopo un’ora mi hanno portato la bimba e l’ho attaccata al seno, felicemente, ma pur avendolo chiesto, nella notte non me la portano per allattarla. Mi sono alzata io con tutti i punti e stanchissima per andare al nido, ma dormiva e mi hanno detto che non aveva bisogno di niente. Solo dopo ho saputo che le avevano dato la soluzione.
    Morale: avevo cercato la struttura, mi ero preparata e alla fine sento che mi è stata rubata la possibilità di vivere bene il mio parto! Ora sono passati quattro mesi e anche se il dolore l’ho dimenticato, non ho dimenticato la mancanza di rispetto e considerazione per la mia persona. Mi sembra di non riuscire a superarlo!! Per settimane ho avuto incubi e ancora quando ci penso mi rattrista e mi fa rabbia.

    • Lucia scrive:

      Cara Paola, grazie di averci raccontato la tua storia, aperto il tuo cuore… Credo che fidarsi di ciò che viene detto non sia una colpa, visto che noi mamme non abbiamo gli strumenti e le possibilità di verificare personalmente se le cose che ci dicono sono reali o no… Però da quanto sento spesso dire, gli ospedali amano farsi una reputazione più o meno naturale e poi nella pratica le cose possono discostarsi molto da ciò che si sente in giro… Quindi non ti dare colpe che non hai, la tua maternità è iniziata con queste difficoltà, con questa sofferenza, ma non è assolutamente detto che anche la prossima volta andrà così… Avendo questa esperienza negativa, ora sai che cosa devi fare o evitare… In primo luogo, forse, quell’ospedale… Posso chiederti di quale si tratta?
      E poi ci sono tante altre cose che la prossima volta potranno andare diversamente… Credo che la tua esperienza, che per molti potrebbe essere liquidata con uno dei soliti “mamma viva, bambino vivo, quindi parto andato bene”, possa essere considerata un piccolo trauma… Troppo poco spesso ci viene data la possibilità di renderci conto della violenza insita anche solo (solo?) nell’episiotomia… E’ una mutilazione genitale a tutti gli effetti, combattiamo contro le mutilazioni nelle culture diverse dalla nostra e poi queste si praticano ogni giorno nei nostri ospedali, sulla maggioranza delle donne che stanno diventando madri… La separazione di un’ora (spesso anche di più!) dal bambino che è appena uscito dal nostro ventre, il rapimento dei nostri bambini nella notte, che non possono stare accanto alla madre e vengono tenuti buoni con surrogati del latte materno… Che tristezza, che rabbia e che dolore… Non mi abituerò mai a sentire queste storie… Forza Paola, tu e la tua bambina riuscirete a recuperare e ad avere la vostra rivincita! Ti abbraccio!

  5. Paola scrive:

    Cara Lucia, grazie!! La mia rivincita me la sto prendendo allattandola esclusivamente al seno e a richiesta, anche se quando mi hanno dimesso mi hanno dato il campioncino del latte artificiale (cosa che so non essere ammessa) e sicuramente se avrò la gioia di una nuova gravidanza cercherò delle alternative, anche se temo che le strutture siano un po’ tutte uguali e quindi credo che cercherei le condizioni per partorire in casa.
    Preferisco non pubblicare il nome della clinica perchè ho mantenuto un rapporto stretto con l’ostetrica con cui ho fatto il corso e che, sono certa, opera in modo molto diverso dalle sue colleghe (anche se avrei preferito saperlo prima che tutto dipendeva dalla persona con cui capitavi) e comunque ho scritto una lettera al primario, con la speranza che ne tenga conto almeno in qualche modo.
    Purtroppo hai perfettamente ragione quando dici il pensiero comune è che se il bambino è vivo e la mamma è viva allora è andato tutto bene… non è così, il parto è molto più di questo e non bisognerebbe dover cercare con il lanternino i posti in cui poterlo vivere in maniera semplicemente umana!

    Ora chiudo, grazie per la possibilità che mi hai dato col tuo sito di far uscire un po’ del dolore e della rabbia che da mesi mi tenevo dentro. Grazie davvero

  6. Lucia scrive:

    Credo che tu abbia fatto benissimo a scrivere una lettera al primario, sarà solo una lettera ma se nessuno fa mai nulla, se non si inizia da qualche parte, è difficile che le cose cambino… Spero che ti rispondano e che prendano almeno atto del fatto che non tutte le mamme gradiscono questo trattamento… Non importa del nome, credevo fosse una struttura pubblica, era tanto per sapere… A volte in strutture così lavorano anche persone come la tua ostetrica, operatori preziosi che fanno la loro parte ma spesso son troppo pochi per cambiare le cose… Io tifo perché la prossima volta tu possa avere la gioia di una nascita non disturbata, come desideri… Però permettimi di dirti una cosa: il campioncino del LA dato dall’ospedale è un’infrazione al codice, puoi segnalarlo all’IBFAN http://www.ibfanitalia.org/violazioni.html e dovrebbero farlo tutte le mamme a cui viene consigliata una certa marca di LA… Tu sei stata bravissima a regalare a te e alla tua bambina un allattamento esclusivo e a richiesta, per lei è davvero prezioso, e anche per te, vero?
    Detto ciò, ti ringrazio io per averci raccontato di te, sono sempre commossa e felice quando ricevo queste storie, queste testimonianze, e soprattutto quando qualche mamma riesce ad aprirsi, tramite questo blog, al dolore provato … E’ proprio per questo che l’ho creato, per essere dalla parte delle mamme, però ricordate che è solo merito vostro se riuscite a tirare fuori tutto ciò che c’è da tirar fuori! Un bacione, Paola!

  7. Chiara scrive:

    Ciao a tutti.
    Mi chiamo Chiara e dovrei partorire tra poco più di un mese, è la mia prima gravidanza e perciò credo sia normale per me avere delle insicurezze. Le mie insicurezze ed i miei dubbi riguardano solo il luogo in cui nascerà la mia bimba ed il personale medico/ostetrico/assistenziale che saranno intorno a me in quel momento. Purtroppo qui nella mia città ormai si può partorire solo all’ospedale pubblico, poichè degli altri due punti nascita che c’erano, in uno è stato chiuso il reparto, e nell’altro non hanno sufficienti competenze e attrezzature, quindi nel caso ci fosse un problema, io, il bambino o entrambi dovremmo essere trasferiti comunque all’ospedale pubblico.
    Ho seguito il corso preparto dello stesso ospedale, ma ne sono rimasta alquanto delusa poichè si è rivelato essere molto povero di contenuti, non ci hanno spiegato nulla di interessante o di davvero importante (tranne la lezione tenuta dalla neonatologa sull’allattamento, davvero ben fatta, ma l’unica su 8 incontri), anzi, non vorrei peccare di presunzione ma a livello di spiegazioni tecnico-pratiche, sarei stata più brava io delle due ostetriche che lo hanno tenuto……forse perchè essendo cresciuta in campagna ed allevando cani di razza, i parti non sono materia nuova per me, anzi mi ritrovo di frequente a svolgere il ruolo di ostetrica. Un parto è un parto.
    Tra queste mie esperienze ed il racconto di mia madre sul giorno in cui sono nata io, non ho paura del parto e del dolore. Ma ho paura invece di essere medicalizzata, anche contro la mia volontà…….cose come flebo di ossitocina, episiotomia, manovra di kristeller, essere costretta su un lettino senza possibilità di muovermi, taglio prematuro del cordone, secondamento manuale, epidurale o addirittura cesareo. In questi mesi mi sono informata, informata ed informata ancora, e combatterò per avere un parto naturale che io, mio marito e la mia bimba possiamo vivere al meglio; preparerò il piano per il parto e pretenderò che venga rispettato quanto più possibile.
    Per il resto, spero che vada tutto bene…..vi farò sapere.
    Buona serata ciao

    • Lucia scrive:

      Cara Chiara, grazie di avermi scritto! Innanzitutto posso chiederti dove abiti? Sarebbe proprio impensabile spostarsi un pochino, se ci fosse un ospedale migliore, per avere la possibilità di un parto migliore? Il primo parto di solito ci dà il tempo per partire e fare anche un po’ di strada in auto… Non ho mai seguito corsi preparto “tradizionali”, quindi non so bene che cosa possano aver detto, ma qualcosa mi fa dire che probabilmente hai ragione, se hai esperienza di parti di animali, forse avresti potuto fare un lavoro ben fatto! Capisco bene la tua paura di essere medicalizzata “gratuitamente”, cioè senza che ce ne sia l’effettivo bisogno. Infatti la mia scelta di partorire in casa è proprio stata dovuta a questa paura, e ad oggi non potrei essere più contenta delle mie esperienze. Tu hai valutato anche il parto in casa? Credo che preparare il piano del parto sia un ottimo inizio, ma come dicevo all’inizio potresti anche valutare la possibilità di cambiare ospedale, di visitarne altri in queste settimane che rimangono, di fare domande sulle loro routine, sui loro parti, sulle statistiche (che dovrebbero darti un’idea più precisa di come operano, al di là di ciò che ti dicono), e quindi scegliere più serenamente… Spero davvero anche io che tu e la tua bambina possiate avere un ottimi inizio, mi raccomando facci sapere!

  8. Wilma scrive:

    Ciao a tutte, mi chiamo Wilma e sono alla 33 settimana della mia terza gravidanza. I primi due figli li ho partorito in un importante ospedale di Torino (per me il migliore) e anche il bimbo che aspetto nascerà là.
    Io ho un ricordo molto bello dei miei due parti, il personale che ho incontrato in quei due momenti è stato davvero molto professionale.
    Dico subito che come ospedale…. spinge molto sul naturale….e sull’allattamento al seno.

    Con il primo…..mi fecero fare il travaglio in una stanzetta intima dove poteva stare mio marito e dove io potevo mettermi come volevo…. solo che non essendo pratica… son stata distesa a letto allungando molto i tempi, fin quando l’ostetrica mi ha consigliato di stare in piedi e il tutto si è velocizzato permettendomi di andare poi in sala parto.
    Mi davano da bere….. (l’idea è stata dell’ostetrica), e le acque mi son state rotte solo perchè ero a dieci cm ed era ora di cominciare a spingere.
    Mi hanno praticato l’episiotomia perchè la testa del bimbo era grossina e rischiavo di lacerarmi troppo, ma mi hanno fatto anestesia sia prima che dopo.
    Il secondamento è avvenuto da solo….nessuno mi ha spinto sulla pancia. Il bimbo una volta ripulito è stato messo dentro un sacco termico e affidato al papà…. lo abbiamo tenuto un’oretta, tutto il tempo in cui io sono stata tenuta in osservazione.
    Al tempo (14 anni fa) i bimbi stavano al nido, ma oghi 3 ore (notte compresa) dal nido ce li portavano per un’oretta……

    Con il secondo sono stata ricoverata alla dpp + 2 gg perchè il liquido amniotivo era diminuito e così anche i due gg successivi. Hanno dovuto in durmi il travaglio, ma al mio utero è bastata una sola somministrazine di gel…. fatta la mattina. A ora di pranzo… le prime contrazioni…. ma dilatazione solo 2 cm…. non mi hanno somministrato più nulla ma consigliato una doccetta calda per rilassare il dolore….
    Fatta per circa 30 minuti…. acqua calda sul pancione. Appena vestita…. mi avvicino al letto e mi si rompono spontaneamente le acque…. e sento già lo stimolo di spingere….. Mi visitano e sono di 10 cm…. ma non riesco a camminare…. sento solo che devo spingere.
    L’ostetica mi porta in barella subito in sala travaglio.. ma.. quando si rende conto che io sto spingengo (che poi…. anche se non avessi voluto il mio corpo spingeva ormani da solo)…. mi dice di non muovermi…
    Tra le altre cose è successa anche una cosa imbarazzantissima, siccome in questo ospedale non si impone nè clistere nè depilazione…. io non ho fatto in tempo ad andare in bagno, e mentre spingevo con le contrazioni… è uscito di tutto da lì sotto (non so se mi spiego). L’ostetrica è stata un angelo davvero, mi ha pulita senza dirmi nulla, io le chiedevo scusa, tutta imbarazzata, e lei continuava a dirmi che non era successo nulla di nulla e di non preoccuparmi.
    Siamo corse in sala parto con la barella, e mi hanno fatta salire sul lettino da parto perchè ormai stava per nascere.
    Non mi hanno fatto di nuovo il taglietto, ma per aiutarmi mi spruzzava una specie di olio …. per facilitare il passaggio della testolina….
    Poi il pupotto è nato, il secondamento di nuovo senza che nessuno spingesse sulla pancia e poi ho sentito che mi ha “ricamato” le varie piccole lacerazioni con filo riassorbibile.
    Mi hanno subito messo il pupo sulla pancia, ancora sporco e di nuovo una volta ripulito consegnato al papà sino a che non è stato lui portato al nido e io me ne sono tornata in camera con le mie gambe.
    Il cordone ombelicale lo hanno fatto tagliare al papà…e glielo hanno chiesto loro se se la sentiva.
    Dopo 4 ore.. siamo andati al nido a prenderci il pupo che è rimasto poi sempre con noi sino alle dimissioni.
    Io .. che avevo già un po’ di esperienza, mi sono subito avviata all’allattamento e posso dire che era un bimbo che succhiava 120 ml ad una settimana di vita e dormiva anche 5 ore di fila…. Una pacchia.

    Che dire? Sono stata fortunata?
    In quell’ospedale io ho solo avuto belle esperienze…. anche quando persi un bimbo per geu… mi hanno sempre trattata da essere umano, rispettata e considerata ogni volta che parlavo o chiedevo qualcosa.

    Il piano parto lo vorrei fare questa volta, ma sono sicurissima che ogni cosa che scriverò sarà esattamente quello che farebbero anche loro… che puntano sul parto naturale e sull’allattamento precore (ho saputo che da pochi anni hanno iniziato il contatto “pelle a pelle” dei bimbi appena nati… proprio quello che desidero tanto io)…

    E’ vero che l’ospedale dove partorirò io è uno dei migliori del nord italia…. e avrete capito qual è…. ma lo posso anche dire, il S. Anna….. e sono sicura che ci troveremo ancora meglio di quando ci siamo trovati bene le prime due volte.

    Che dire…. volere è potere….. è sempre una questione umana…. e là vi posso assicurare che sono molto avanti in quanto a umanità e rispetto per le persone…. soprattutto in un momento delicato e speciale come il parto….

    • Lucia scrive:

      Ciao Wilma, e benvenuta. Mi fa piacere che tu abbia un bel ricordo dei tuoi parti, questa è la cosa più importante, quella che conta veramente, però spero che mi permetterai alcuni “appunti” al tuo commento. L’ospedale S.Anna di Torino è senz’altro molto importante, è un ospedale di terzo livello se non erro, ma solitamente quando ne sento parlare non è affatto per definirlo pro-naturale! Conosco molte mamme che hanno avuto esperienze negative, naturalmente parlo di mamme che aspiravano a parti naturali, che per diversi motivi non sono poi avvenuti. Ho anche sentito alcune esperienze positive, ma di parti molto veloci, in cui è difficile intervenire. Per quanto riguarda l’allattamento al seno non so dire se siano davvero a favore, ma sono sicura che almeno alcuni operatori che ci lavorano sono molto positivi e motivanti su questo argomento.
      Durante il tuo primo parto ti sono state rotte le acque… perché? I bimbi nascono anche col sacco integro, e si definiscono “nati con la camicia” :) Non c’era alcun bisogno di farlo, e questo io lo considero un intervento inutile, anche se a te non ha dato particolare fastidio (forse). L’episiotomia ormai è risaputo che non è quasi mai necessaria, è più comodo per gli operatori ricucire, ma non previene le lacerazioni (spesso avvengono anche insieme all’episiotomia, proprio a causa di questa) e effettuando questo taglio (non lo definirei “taglietto”, mi sembra riduttivo) non si saprà mai se saresti stata una di quelle donne fortunate che non hanno alcuna lacerazione, neanche al primo parto, e neanche con bimbo grande!
      Il nido sono felice che sia stato superato, perché allattare ogni 3 ore spesso non è sifficiente, e questo non lo posso considerare molto a favore dell’allattamento, visto che i primi giorni sono importantissimi per l’avvio dello stesso, e i bimbi stimolano meglio il seno se sono sempre accanto alla mamma. Personalmente, io non avrei sopportato di poter stare con mio figlio per poco tempo, quando decidevano loro!
      Sono felice che per il secondo parto l’induzione sia stata efficace, evidentemente il tuo bambino era pronto, e sarebbe comunque nato a breve. Molte mamme si imbarazzano per la fuoriuscita di feci durante il parto, ma è normale, come è stato detto a te, le ostetriche sono pronte a questo e a ben altro!
      E’ molto bello che anche in occasione della geu tu sia stata trattata con rispetto e comprensione, a volte succede il contrario. Sicuramente sei stata fortunata, forse le cose sono migliorate ultimamente, ma come in tutti gli ospedali, anche andando lì, e forse soprattutto (visto che si tratta di una struttura molto grande e dove arrivano molte emergenze) se si trovano gli operatori giusti al momento giusto le cose vanno bene, ma è appunto questione di fortuna! Spero che il tuo prossimo parto sarà ancora più soddisfacente dei precedenti, e che tu possa tornare qui a raccontarci un altro bel parto, comunque io lo farei il piano del parto, ti dà una sicurezza in più!
      In bocca al lupo!

  9. Giuliana scrive:

    Ciao, mi chiamo Giuliana e sono alla mia seconda gravidanza.

    Mi sarebbe piaciuto moltissimo partorire in casa, ma per varie ragioni non è stato possibile e non penso lo sarà nemmeno per questa gravidanza.

    Vivo a Venezia centro storico e la prima figlia è nata all’ospedale civile, dove hanno compiuto progressi nel favorire il parto spontaneo (niente rasature/clisteri,no episotomia senza reale necessità,rooming-in, niente glucosata al nido), anche se c’è ancora molto da fare!

    Il mio parto, fortunatamente, non è stato traumatico come quello di Paola, però un po’ tropppo medicalizzato rispetto alle reali necessità!

    Appena entrata in sala travaglio, mi hanno attaccato una flebo per idratarmi, anche se riuscivo benissimo a bere! Ho dovuto urlare di togliermela perchè mi stava martoriando il braccio e non potevo muovermi liberamente. Poi, l’ostetrica mi ha chiesto se volevo che mi rompessero le acque, solo per velocizzare il parto!
    Per fortuna avevo ancora le forze per oppormi, anche perchè il mio compagno (anche se istruito a dovere) non spiccicava parola per paura di essere sbattuto fuori!
    Stavo qià spingendo, quando mi hanno fatto camminare per raggiungere la sala parto, sul tremendo lettino in posizione distesa!Con lo spostamento, mi si sono fermate le contrazioni..sono andati in panico e mi hanno attaccato l’ossitocina subito!
    Non ho fatto neppure in tempo ad oppormi, perchè già mi erano tornate e stavo facendo le spinte finali, con tanto di manovra di Kristeller!

    Il secondamento per fortuna è stato naturale, e il dottore, menre mi ricuciva la lacerazione spontanea (forse non tanto se avessi partorito accucciata!) mi ha suggerito di attaccare subito mia figlia al seno, ma era come se fossi intorpidita e non riuscivo a slacciare il reggiseno, così nel frattempo un’infermiera se l’è portata via!
    Me l’hanno portata mezz’oretta dopo, ma non riuscivo a farla attaccare bene. Il risultato è stato un calo fisiologico (nonostante il rooming-in), per cui il pediatra dell’ospedale mi ha prescritto latte artificiale, con tanto di marca (che non le ho mai dato) e delle ragadi tremende che mi hanno rovinato completamente i primi mesi di allattamento.
    Nonostante tutto sono riuscita ad allattare 30 mesi, e ne sono fiera, ma purtroppo sempre con fastidi e dolori, perchè non sono mai riuscita a farla attaccare bene.

    Ogni tanto ci ripenso, anche in previsione del mio prossimo parto. Anche se mi ero informata molto bene su procedure, parto e allattamento, non tutto è andato come volevo, un po’ perchè è un momento in cui sei debole e concentrata solo sul parto e non sempre hai le forze per contrastare le decisioni di ostetriche e medici (e quindi si possono subire vere e proprie violenze senza reale necessità) e un po’ perchè anche il mio compagno non riusciva a difendermi sentendosi intimorito dai professionisti che tanto sapevano più di noi, primipari inesperti!

    Concludendo, penso che questa volta stilerò un PIANO DEL PARTO per cercare di tutelarmi e tutelare il mio bimbo dalla troppa medicalizzazione (che paradosso!)

    • Lucia scrive:

      Ciao Giuliana, benvenuta! Mi spiace per il mancato parto in casa, sei sicura che questa volta non sia possibile? Ci hai già pensato? Il racconto del tuo parto mi ha fatto rendere conto che se questi sono gli ospedali dove favoriscono il parto naturale, stiamo freschi :( Forse non sarà stato traumatico per te, e ne sono felicissima, ma davvero ti hanno rotto parecchio le scatole… Forse da un ospedale non si può pretendere troppo, non lo so, ma credo che con un piano del parto le cose possano andare meglio, e ti consiglio anche di istruire bene il marito, questa volta non siete “primipari” quindi deve proteggerti! Per i problemi di allattamento mi spiace che tu non abbia potuto risolvere, sei stata bravissima ad andare avanti fino a 30 mesi, ma avevi contattato una consulente LLL o IBCLC? Se hai bisogno di altre info chiedi pure! Un abbraccio

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