“Che fortuna, signora!”

Questa è la frase che mi sento dire più spesso quando le persone mi vedono allattare ancora la mia piccola di quasi 17 mesi… ma è anche la stessa frase che mi sono sentita ripetere da molte persone quando mia figlia era neonata o poco più grande… Purtroppo si crede che sia questione di fortuna se “si ha il latte”, se “è buono”, e se “c’è ancora”… ma non è affatto così! Di solito sono le persone della generazione dei nostri genitori ad avere queste credenze… infatti quasi nessuna mamma negli anni 70-80 ha allattato i propri figli! C’era la “regola” di aspettare 3 ore tra una poppata e l’altra, c’era la “regola” dei 10 minuti per parte, c’era la “regola” che di notte bisognava avere una pausa più lunga… e ci credo che così nessuna mamma aveva più il latte, dopo un po’!

Per fortuna adesso queste assurde credenze non sono più così comuni, ma c’è ancora qualche pediatra (senza considerare nonni, parenti e amici) che cerca di propinarle alle neo mamme che cercano consigli (o no) sull’allattamento. Oltre ad essere del tutto false e scorrette, c’è da dire che vanno contro le raccomandazioni dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). Il modo corretto (e l’unico possibile, aggiungerei) per allattare è farlo a richiesta (cioè quando lo chiede il bambino), che sia ogni 2 ore o ogni 10 minuti, e senza guardare l’orologio o la bilancia, se non una volta alla settimana o al mese. Il bambino non dovrebbe ricevere nessun altro alimento al di fuori del latte materno almeno per i primi 6 mesi (allattamento esclusivo), e l’allattamento dovrebbe continuare almeno per i primi due anni del bambino, insieme all’alimentazione complementare (è interessante notare che gli altri alimenti sono considerati complementari, mentre il latte materno è l’alimento principale). Per riuscire a raggiungere questi obiettivi, non si può allattare ad orario, perché inevitabilmente il latte diminuirà per poi scomparire del tutto in poco tempo. Infatti, gli unici modi che possiede il bambino per assicurarsi il giusto fabbisogno di latte sono: la durata della poppata, la frequenza dei pasti, e prendere uno o entrambi i seni. Solo lasciando il bambino libero di gestire queste tre variabili, si può essere sicuri che il piccolo assuma tutto ciò di cui ha bisogno. In certi periodi particolari della crescita (scatto di crescita), il neonato ha bisogno di un maggior quantitativo di latte, quindi aumenterà la frequenza delle poppate. Se ha sete, farà poppate più brevi, perché il latte che esce all’inizio della poppata è più liquido e dissetante, mentre se ha proprio fame e ha bisogno di assumere il latte più calorico popperà tanto da uno stesso seno, aspettando il “secondo” latte che è più sostanzioso. Insomma, solo il piccolo sa esattamente cosa gli serve e in che momento, dobbiamo lasciarlo fare e avere fiducia in lui, oltre che nel nostro corpo. Il corpo della mamma è programmato per rispondere perfettamente alle richieste del proprio piccolo, e ciò significa che ogni mamma è assolutamente in grado di nutrire suo figlio al seno, senza bisogno di aggiunte o anche solo di acqua. Un bambino che ha libero accesso al seno non ha bisogno di altro per i primi 6 mesi di vita, e se vogliamo esagerare possiamo dire che un bambino può crescere perfettamente SOLO con latte di mamma per i primi 3 anni!

Fortuna?”. No, io direi consapevolezza e fiducia!


Per qualsiasi chiarimento, non esitate a contattare una consulente de La Leche League (Lega per l’allattamento materno). Sono volontarie che possono aiutarvi concretamente a risolvere qualsiasi problema inerente l’allattamento, in modo del tutto gratuito!

Indirizzo web: http://www.lllitalia.org/

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5 commenti su ““Che fortuna, signora!”
  1. Cristina ha detto:

    Mia madre continua a dirmi che ho una bella fortuna ad avere il latte, ma perchè non ha mai pensato questo della sua gatta???!!!

  2. Lucia ha detto:

    Eh già, sembra che noi donne siamo “destinate” a non avere latte… forse alle gatte non succede perché nessuno mette loro strane idee in testa al riguardo!

  3. Laura ha detto:

    Pensate che io ho ripreso a lavorare da una settimana e quindi tiro il latte da lasciare a mio figlio giorno per giorno e lo lascio alle nonne… Che puntualmente mi dicono “Tra quanto deve mangiare?” e io “Quando gli pare…” e loro “Ma a che ora ha mangiato?” e io “Cosa importa?” e loro “Come faccio a sapere quando sono tre ore!!!” Insomma, questo per dire che la loro è proprio una cosa radicata, non riescono ad accettare il fatto che non vanno pesati ad ogni poppata (e menomale!!!) ma solo una volta a settimana i primi mesi e una al mese dopo; non riescono a inglobare proprio questa nuova cultura che a me sembra la migliore e se vedono che il bimbo mangia ogni ora e mezza ti dicono “E ci credo che cresce 3 etti a settimana!!!” Povere nostre mamme, deve essere stato davvero frustrante la maternità… Credo che dobbiamo sforzarci di capirle anche quando ci snervano su ogni cosa. In fondo non hanno colpa loro per certe idee che gli hanno conficcato in testa! Ciao ciao…

  4. Roberta ha detto:

    io sono una di quelle che non avrei mai dovuto allattare. Per un mese e mezzo mi tiravo il latte (Matilde non si attaccava) e usciva si e no, 80/100 ml di latte in tutto il giorno. Non avete idea di quante me ne son sentita dire. Dai due mesi e mezzo in poimia figlia è cresciuta solo con il mio latte e ora siamo a 20 mesi di ciucciate beate. Son stata perseverante ma ho avuto anche la fortuna di incontrare le persone giuste che mi hanno aiutato, quindi mamme se avete problemi, non esitate a contattare la Leche League e ascoltate un po’ meno persone ignoranti o condizionate da interessi economici

  5. marica ha detto:

    Sull’allattamento è incredibile come anche i pediatri ne sappiano davvero poco!

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