Archivio di agosto 2009

“Che fortuna, signora!”

sabato, 29 agosto 2009

Questa è la frase che mi sento dire più spesso quando le persone mi vedono allattare ancora la mia piccola di quasi 17 mesi… ma è anche la stessa frase che mi sono sentita ripetere da molte persone quando mia figlia era neonata o poco più grande… Purtroppo si crede che sia questione di fortuna se “si ha il latte”, se “è buono”, e se “c’è ancora”… ma non è affatto così! Di solito sono le persone della generazione dei nostri genitori ad avere queste credenze… infatti quasi nessuna mamma negli anni 70-80 ha allattato i propri figli! C’era la “regola” di aspettare 3 ore tra una poppata e l’altra, c’era la “regola” dei 10 minuti per parte, c’era la “regola” che di notte bisognava avere una pausa più lunga… e ci credo che così nessuna mamma aveva più il latte, dopo un po’!

Per fortuna adesso queste assurde credenze non sono più così comuni, ma c’è ancora qualche pediatra (senza considerare nonni, parenti e amici) che cerca di propinarle alle neo mamme che cercano consigli (o no) sull’allattamento. Oltre ad essere del tutto false e scorrette, c’è da dire che vanno contro le raccomandazioni dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). Il modo corretto (e l’unico possibile, aggiungerei) per allattare è farlo a richiesta (cioè quando lo chiede il bambino), che sia ogni 2 ore o ogni 10 minuti, e senza guardare l’orologio o la bilancia, se non una volta alla settimana o al mese. Il bambino non dovrebbe ricevere nessun altro alimento al di fuori del latte materno almeno per i primi 6 mesi (allattamento esclusivo), e l’allattamento dovrebbe continuare almeno per i primi due anni del bambino, insieme all’alimentazione complementare (è interessante notare che gli altri alimenti sono considerati complementari, mentre il latte materno è l’alimento principale). Per riuscire a raggiungere questi obiettivi, non si può allattare ad orario, perché inevitabilmente il latte diminuirà per poi scomparire del tutto in poco tempo. Infatti, gli unici modi che possiede il bambino per assicurarsi il giusto fabbisogno di latte sono: la durata della poppata, la frequenza dei pasti, e prendere uno o entrambi i seni. Solo lasciando il bambino libero di gestire queste tre variabili, si può essere sicuri che il piccolo assuma tutto ciò di cui ha bisogno. In certi periodi particolari della crescita (scatto di crescita), il neonato ha bisogno di un maggior quantitativo di latte, quindi aumenterà la frequenza delle poppate. Se ha sete, farà poppate più brevi, perché il latte che esce all’inizio della poppata è più liquido e dissetante, mentre se ha proprio fame e ha bisogno di assumere il latte più calorico popperà tanto da uno stesso seno, aspettando il “secondo” latte che è più sostanzioso. Insomma, solo il piccolo sa esattamente cosa gli serve e in che momento, dobbiamo lasciarlo fare e avere fiducia in lui, oltre che nel nostro corpo. Il corpo della mamma è programmato per rispondere perfettamente alle richieste del proprio piccolo, e ciò significa che ogni mamma è assolutamente in grado di nutrire suo figlio al seno, senza bisogno di aggiunte o anche solo di acqua. Un bambino che ha libero accesso al seno non ha bisogno di altro per i primi 6 mesi di vita, e se vogliamo esagerare possiamo dire che un bambino può crescere perfettamente SOLO con latte di mamma per i primi 3 anni!

Fortuna?”. No, io direi consapevolezza e fiducia!


Per qualsiasi chiarimento, non esitate a contattare una consulente de La Leche League (Lega per l’allattamento materno). Sono volontarie che possono aiutarvi concretamente a risolvere qualsiasi problema inerente l’allattamento, in modo del tutto gratuito!

Indirizzo web: http://www.lllitalia.org/

Ehi… adesso siamo in tre!

martedì, 25 agosto 2009

Eh già, improvvisamente vi trovate in tre… Dopo qualche giorno dal parto ti fermerai a pensare: ma quando è l’ultima volta che ho guardato mio marito? Esiste ancora anche lui? Non si tratta di cattiveria, ma di un dato di fatto: il bambino assorbe totalmente le tue energie, i tuoi pensieri, le tue braccia e i tuoi occhi! È proprio come la prima fase dell’innamoramento, e in effetti è un innamoramento anche quello tra madre e bambino. Può avvenire subito dopo il parto, appena hai il tuo piccolo tra le braccia, ma anche dopo ore o giorni… comunque prima o poi ti accorgerai che qualcosa è cambiato, tu e il nuovo nato siete una cosa sola, vi svegliate nello stesso momento, tu senti come sta in ogni momento, sei totalmente in sintonia con lui, ti immedesimi nelle sue sensazioni… Certo poi ci sono i momenti in cui non capisci che cos’ha, perché piange, ma la tua empatia con lui ti aiuta molto… e sappi che seguire il tuo istinto è sempre la cosa migliore. Una madre sa sempre cosa è meglio per il proprio piccolo, se segue ciò che le viene da dentro, non i consigli della nonna o del pediatra… Insomma un legame speciale vi unisce, e il papà può sentirsi escluso e solo… ma forse non sa che per te è fondamentale che lui vi stia accanto, a proteggervi e a rassicurarvi. Il papà dovrebbe fare da filtro tra voi e il mondo esterno, soprattutto nei primi giorni, quando tutto è così strano e tu e il tuo piccolo avete bisogno di tanta quiete per conoscervi bene. Dovrebbe prendere sul serio il suo compito di “filtro”, e impedire che tu abbia troppe visite o troppe telefonate; dovrebbe poi occuparsi della casa e di cucinare, perché lui non può allattare al tuo posto! Il suo ruolo è anche molto importante perché quando hai bisogno di farti una doccia o di dormire un po’, tra una poppata e l’altra, lui può stare col piccolo e cullarlo, tenerlo con sé e conoscerlo a sua volta. Il bambino lo conosce già, ma ha bisogno di sentirlo vicino tutte le volte che non è con te. Ritroverà così quella voce profonda che sentiva da dentro il pancione.

I primi giorni in tre sono particolari, sembra di vivere in una dimensione a parte, ma vedrai che ben presto ognuno troverà il suo posto, e dopo poco tempo vi farà strano ripensare a quando non eravate ancora mamma e papà!

Quanti esami…

martedì, 25 agosto 2009

Una donna, appena “confessa” al mondo che porta in grembo una creatura, viene assalita da mille domande: “Hai già fatto l’ecografia?”, “Hai già fissato l’appuntamento per lo screening prenatale (Tri test, bi test, amniocentesi…)?”, e così via. E chi dice che questi esami sono tutti obbligatori, o anche solamente consigliati? Senza entrare nel merito dei singoli esami, su cui potrete trovare tranquillamente informazioni su internet o altrove, vorrei solo dirvi: attente a non farvi prendere dall’ansia dell’esame! A me è successa una cosa strana: anche prima di decidere che avrei voluto partorire a casa, mentre ero presa dal vortice dei mille esami di inizio gravidanza come qualunque ignara mamma alle prime armi, ho sentito che c’era qualcosa che non andava, e che in fondo non desideravo fare tutti quei test ed essere rivoltata come un calzino… Mi metteva ansia anche il solo telefonare per prendere appuntamento, poi pensare di dover aspettare i risultati che “forse avrebbero detto” che il mio bambino “avrebbe potuto” essere portatore di qualche anomalia fisica… così ho fatto alcune ricerche e ho deciso di eliminare quei test che sentivo essere “di troppo”, e che non mi avrebbero aiutato in nessun modo, perché anche se avessi scoperto di avere una grande probabilità di avere un figlio con dei problemi, non avrei abortito. E avrei sicuramente vissuto la gravidanza in modo più ansioso… per scoprire magari che in realtà tutto andava bene. Se invece fosse nato davvero un bambino con problemi… beh, avevo poi tutto il tempo dopo per essere in ansia e preoccuparmi!

Ecografie consigliate? In Italia sono tre, una per ogni trimestre. Se tutto va bene e non ci sono problemi particolari, secondo me non sono necessarie, o si può al massimo pensare di fare la morfologica tra la 20a e la 22a settimana, per stare tranquilli che tutto stia andando bene… ma questa è la mia opinione, un po’ “estremista”… beh, pensate che negli Stati Uniti le ecografie vengono effettuate solo in caso di indicazione data dal medico. Secondo me è un compromesso intelligente. In fondo è un esame anche l’ecografia, anche se per le mamme è più un modo per vedere il proprio bambino… e anche se sembra che non ci siano effetti collaterali, io so per certo che la mia bambina non gradiva essere “indagata” con gli ultrasuoni, tant’è che si nascondeva e scappava ovunque ogni volta, quindi un po’ di fastidio lo provava. Anche solo per questo, credo che valga la pena rifletterci bene e non fare questo esame pensando che sia del tutto innocuo: pensate al vostro piccolo. Presto lo vedrete di persona, non abbiate fretta!

Arrivo presto!

domenica, 23 agosto 2009

Presto inizierò quest’avventura, sono molto emozionata!